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Psicoterapia e crisi esistenziali

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on . Postato in Il lavoro della psicologia | Letto 1858 volte

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È certo che la psicoterapia sia uno strumento utile nei diversi stati clinici e nelle varie patologie psicologiche. Ma come considerarla di fronte a tutti quei turbamenti dell’animo, pure profondi, che rientrano nella specie "esistenziale", ossia agli stati di demotivazione, di disorientamento, di perdita del senso della propria esistenza e del valore del vivere quotidiano?

psicoterapia e crisi esistenzialiPer rispondere soddisfacentemente a tale quesito occorre prima chiarire alcuni punti.

Gli stati di disorientamento esistenziale, di indefinibile disagio di fronte alla propria esistenza, possono essere considerati un effetto collaterale della civiltà moderna, nella quale l’uomo acquisisce la responsabilità individuale nelle scelte di vita e negli indirizzi del proprio pensiero.

Certamente essi non esistono nelle società di tipo arcaico, strutturate in modo tribale (collettivo). Li vediamo insorgere soprattutto nelle fasi cruciali della vita, in quei momenti in cui il nostro sistema di valori e la nostra concezione del mondo non bastano più a renderci ragione dello sforzo del vivere quotidiano, delle sue fatiche, delle sue sofferenze, dei suoi piaceri, del significato degli eventi, del senso degli avvenimenti che si intrecciano in esso.

La crisi del proprio sistema di valori e della propria concezione del mondo, più o meno articolata, risulta un momento cruciale, delicato, sovente decisivo nella biografia di un individuo. È il momento in cui un uomo (una donna) cambia le impostazioni della sua vita, rivoluziona il suo modo di pensare, rivede le sue posizioni di fronte a questioni che sembravano definitivamente acclarate, muta i suoi atteggiamenti, scopre nuovi interessi e abbandona i vecchi, trova nuovi valori, nuove ragioni, nuovi orizzonti.

La "crisi" è pertanto un momento potenzialmente positivo, e tale possiamo e dobbiamo considerarla se la vagliamo alla luce del suo possibile esito, del suo risultato finale: la trasformazione del vecchio in nuovo, il rinnovamento delle energie interiori, la rigenerazione dello spirito umano. Pensata in questa luce, la soluzione della crisi appare come la giustificazione del suo stesso formarsi: non conclusione virtuosa di una crisi accidentale, ma essenza stessa del problema, di cui la crisi rappresenta il confuso affiorare e la soluzione l’autentica presa di coscienza.

Questo tipo di interpretazione e il conseguente atteggiamento positivo consentono di agire sulla crisi in modo costruttivo e ne accelerano la risoluzione. Troviamo questo atteggiamento in alcune correnti della moderna ricerca psicologica, ma non in tutte, almeno non nella stessa misura e con la stessa chiarezza di pronunciamenti. È questa infatti una posizione di tipo teleologico (finalistico), in cui il fine dell’azione viene riconosciuto come "causa finale", ed è pertanto contrapposta alla posizione causalistico-meccanicista delle correnti di pensiero del positivismo ortodosso, per le quali un evento è soltanto il risultato dell’azione meccanica della somma degli eventi precedenti. Naturalmente, anche l’azione impostata sul pensiero meccanicista può portare ad una soluzione positiva: rimuovendo le cause del malessere, questo, quantomeno, si ridurrà, anche se rimarrà in ombra la sfera dei significati, di cui l’anima umana sembra proprio avere bisogno.

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Tra le scuole di pensiero ad orientamento finalistico in Psicologia, citiamo la triade di maggior interesse: la suola junghiana, quella frankliana e quella ispirata dalla pedagogia e dalla medicina ad orientamento steineriano. Tra quelle ad orientamento causalistico-meccanicista spicca la scuola comportamentista.

Possiamo ora rispondere in modo soddisfacente alla domanda iniziale: la psicoterapia risulterà generalmente utile nelle situazione di crisi esistenziale, ma ci sentiamo di affermare che in questi casi risultano particolarmente consigliabili quegli approcci che, per loro stessa impostazione, si dimostrano capaci di fornire risposte complesse e significative al bisogno di contenuti, di valori e di significati di cui è portatore, non sempre consapevolmente, l’individuo che si trova nel guado della crisi esistenziale.

 

Dott. Massimo Rinaldi, Psicologo psicoterapeuta - Roma

 


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Tags: psicoterapia crisi esistenziali

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