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Il Cyberstalking è più dannoso dello Stalking?

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on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 695 volte

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cyberstalkingIn un nuovo studio, gli autori hanno esplorato e confrontato le esperienze delle persone che sono state vittime di stalking o cyberstalking (molestare o minacciare attraverso Internet).

Essi hanno trovato che le vittime di cyberstalking dovevano assumere più comportamenti “auto protettivi”, erano costretti a pagare, di tasca propria, costi rilevanti per combattere il problema e che essi avevano esperito una paura più estesa nel tempo, rispetto alle vittime dello stalking tradizionale.

“Volevamo capire quali erano le somiglianze e le differenze tra lo stalking ed il cyberstalking ed abbiamo constatato che c’è ancora molto lavoro da fare su questo problema”, ha detto l’autore dello studio Matt R. Nobles, assistente professore di Giustizia Penale alla Sam Houston State University. “Ma, indipendentemente dalla discussione concettuale, l’evidenza mostra che il cyberstalking è tremendamente dirompente per le vite delle vittime. Il suo costo finanziario, inoltre, è veramente gravoso”.

In questo studio, i ricercatori hanno analizzato i dati dal Supplemental Victimization Survey (SVS) del 2006, per indagare quanto gli effetti dello stalking e del cyberstalking differivano e come le vittime di entrambi rispondevano alle loro situazioni.

Uno dei loro risultati chiave è stato che le vittime del cyberstalking assumevano più comportamenti “auto protettivi”, come cambiare le loro normali routine o avere un nuovo indirizzo email, rispetto alle vittime di stalking.

“Confrontato con lo stalking, è possibile che il cyberstalking provochi una vera violazione personale per le sue vittime, che può causare, a sua volta, le azioni protettive più varie e con una frequenza maggiore”, hanno scritto i ricercatori. “Ad un primo sguardo, questo può sembrare contro intuitivo dato che lo stalking spesso implica un’esposizione fisica più immediata agli aggressori ed aumenta il pericolo potenziale (per esempio, essere seguiti)”.

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“Considerando l’ubiquità della tecnologia, così come la quantità di esposizione che le persone ora hanno alle sue diverse forme, è plausibile che il contatto attraverso questo mezzo sia personale tanto quanto, se non di più, il contatto faccia-a-faccia”, hanno detto i ricercatori. “L’uso della tecnologia nel caso del cyberstalking, quindi, può essere allo stesso tempo più dannoso per il benessere psicologico e la reputazione delle vittime, quindi più decisivo nello spronare un’azione auto protettiva più veloce”.

Lo studio ha rivelato anche delle differenze di età e sesso delle vittime. Nei casi di stalking, circa il 70% delle vittime era donne, mentre le vittime femminili rappresentavano solo il 58% nei casi di cyberstalking. L’età media delle vittime di stalking nel campione era 40,8 anni, mentre le vittime di cyberstalking si aggiravano sui 38,4 anni.

Nobles ha aggiunto che i risultati possono essere usati dai professionisti e dalle legislature statali per capire meglio le cause e le conseguenze del cyberstalking e come può essere indirizzato nel sistema di giustizia penale. La ricerca è particolarmente illuminante, inoltre, per le non-vittime, che vorrebbero capire come il cyberstalking può agire sulle vite di coloro che lo subiscono.
“Il cyberstalking non è controllare il profilo Facebook di qualcuno diverse volte alla settimana”, ha detto Nobles. “I dati ci dicono che è un fenomeno reale e che può essere veramente terrificante”.

 

Tratto da: psychcentral.com

 

(Traduzione e riassunto a cura della dottoressa Alice Fusella)

 

 

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