Pubblicità

Lo psicologo in Asilo Nido e in Scuola Materna, ieri ed oggi

0
condivisioni

on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 2047 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (1 Voto)

scuola psicologoIl lavoro dello psicologo in Asilo nido ed in Scuola Materna non comincia oggi, ma - almeno in Regioni come L'Emilia e Romagna - in cui io lavoro da ormai molti anni, è cominciato a partire dall'inizio degli anni '70, e cioè dall'inizio dell'epopea dei Nidi e delle Materne comunali, anche se in questi ultimi anni è andato scemando.

Già intorno al '73'74 la Regione Emilia e Romagna, di fronte al proliferare dei nidi e delle materne comunali sia nella grandi città, sia nei piccoli centri, e considerato che, al contrario delle città, in cui era possibile aprire degli Uffici Scuola, nei piccoli centri queste strutture erano abbandonate a se stesse, ordinò che fossero gli psicologi operanti nelle strutture sociosanitarie pubbliche a seguire queste neonate istituzioni.

Il lavoro che veniva a noi richiesto (e che, si badi bene, prendeva solo un quinto, un sesto del nostro orario settimanale) era quello di svolgere opera di consulenza ai gruppi delle educatrici, e di formazione.

I risultati furono notevoli, se si considera il fatto che la maggior parte di noi non ha mai svolto a tempo pieno questo tipo di lavoro. Sul piano della consulenza il lavoro si concentrò sulle modalità di funzionamento di strutture che non volevamo burocratiche, ma agili e in grado di reggere il peso della grande novità rappresentata dall'approntamento di un modello di educazione precoce moderatamente policentrico che vedeva protagoniste le famiglie insieme alle istituzioni prescolari.

Pubblicità

Sul piano della formazione il lavoro fu altrettanto innovativo e cominciò con la rottura con i metodi di aggiornamento vecchi e cattedratici, in cui il tecnico, per lo più universitario, aveva tutto il sapere e le operatrici erano passive ascoltatrici del verbo, per passare subito ad un aggiornamento-ricerca che ci mise in contatto con la parte meno cattedratica dell'Università e con un gruppo di giovani ricercatrici che oggi, magari, dirigono i dipartimenti di psicologia in alcune università italiane (nel mio caso con Maria Silvia Barbieri, attuale direttrice, se non vado errato, del dipartimento di psicologia dell'età evolutiva di Trieste).

Così i metodi di ricerca sul campo poterono essere applicati sotto la supervisione di psicologi esperti che partecipavano poi anche alla fase finale della discussione, quella in cui si trattava di vedere quali potevano essere, sul piano pratico, le conseguenze di quanto avevamo osservato durante la ricerca.

Chi volesse vedere ciò che abbiamo fatto nella provincia di Reggio Emilia può trovare nel testo della UNICOPLI "Il bambino che è in noi", di Angelini e Bertani, un rendiconto del nostro lavoro di quegli anni.

Poi, a partire dalla fine degli anni '80 anche i comuni periferici hanno potuto impiantare dei loro uffici scuola, in cui sono utilizzati pedagogisti (e psicologi) che hanno proseguito ed ampliato il nostro lavoro.

Oggi la situazione è cambiata. C'è una tendenza a liquidare, a volte adialetticamente, le esperienze fatte nel pubblico e a privatizzare le strutture.

Ma questo per i giovani psicologi non dovrebbe essere un handicap, poiché con un po' di spirito di iniziativa è possibile, io penso, proporsi sul mercato del privato sociale e non, insieme ad un gruppo di educatrici, o meglio alla testa di un gruppo di educatrici, magari omogenee e da noi formate, per concorrere nella assegnazione degli appalti, anche perché, nel rapporto con il pedagogista, penso che uno psicologo dell'età evolutiva che abbia un po' di sale in zucca non abbia molto da imparare, senza nulla togliere alle loro competenze e al loro sapere, che però può essere sussunto all'interno del nostro che è più ampio e scientificamente fondato.

Sullo stesso argomento leggi anche:
- L' inserimento al nido: qualche riflessione sul significato e sulle difficoltà
- Affabulazione e Formazione - Docenti e discenti come produttori e fruitori di testi

Dott. Leonardo Angelini

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione

 

 

Tags: psicologo lavoro, asilo scuola materna, nido;

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Rêverie

“Rêverie sta a designare lo stato mentale aperto alla ricezione di tutti gli ‘oggetti’ provenienti dall’oggetto amato, quello stato cioè di recepire le identificazioni proiettive del bambino,...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Quanto sei soddisfatto del tuo lavoro?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Aiuto urgente (1554296627141)

Virginia, 17     Avrei urgentemente bisogno di aiuto, soffro d'ansia da qualche anno e, adesso che mi sono momentaneamente ritirata dalla scuol...

Collega con manie ossessive co…

Rebecca, 29     Buongiorno vorrei un consiglio su come rapportarmi con una collega arrivata in studio da pochi mesi con contratto a termine rin...

Confusione e stress (155330395…

Elena, 22     Buonasera, cercherò di spiegare al meglio la mia situazione. Ho 22 anni e sono fidanzata con R. da quasi 8 anni e ho una bambina ...

Area Professionale

Articolo 13 - il Codice Deonto…

Proseguiamo, con il commento all'art.13 (obbligo di referto o di denuncia), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana dopo settim...

La nera depressione e il Confi…

Elementi prognostici ed esperienze traumatiche nel Test I.Co.S. Un caso clinico di depressione analizzato ed illustrato attraverso l'utilizzo del Test Indice de...

Articolo 12 - il Codice Deonto…

Prosegue, con l'art.12, il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini. Articolo 12 L...

Le parole della Psicologia

Idrofobia

L'idrofobia, chiamata anche in alcuni casi talassofobia, è definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata per i liquidi, in particolare dell’acq...

Psicosi

Il termine Psicosi è stato introdotto nel 1845 da von Feuchtersleben con il significato di "malattia mentale o follia". Esso è un disturbo psichiatrico e descr...

Tecnostress - Tecnofobia

Il Tecnostress (o tecnofobia) è una patologia che scaturisce dall'uso eccessivo e simultaneo di quelle informazioni che vengono veicolate dai videoschermi. Ess...

News Letters

0
condivisioni