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Se i genitori accudiscono i figli, il cervello si sviluppa prima e meglio

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Gli studi più recenti nel campo delle neuroscienze ci dicono che lo sviluppo precoce del cervello è direttamente influenzato dalle interazioni quotidiane che i bambini hanno con i loro genitori.

Se i genitori accudiscono i figli il cervello si sviluppa prima e meglioLa sopravvivenza dei bambini sappiamo dipendere dalla disponibilità dei genitori. Se i bisogni di protezione e accudimento vengono soddisfatti, automaticamente il cervello sperimenta piacere e gioia.

È proprio a partire da queste interazioni piacevoli che il cervello viene stimolato, motivando il bambino a relazionarsi con coloro che si predono cura di lui. Se, al contrario, tali aspettative non vengono soddisfatte, la loro fiducia nell'ottenere il soddisfacimento dei loro bisogni attraverso le relazioni può essere messa in discussione.

Quando un bambino sperimenta un ambiente negligente o poco attento a prestargli cure, lo sviluppo emotivo e sociale vengono meno e, poiché la base emotiva dei bambini è il fondamento di tutti i successivi apprendimenti, è normale che lo sviluppo intellettuale e linguistico possa in qualche modo alterarsi.

Le informazioni che i bambini raccolgono dal loro ambiente educativo rappresentano il fulcro di un processo complesso di costruzione e funzionamento del cervello. Quando i bambini sperimentano le risposte dei loro caregiver, i loro cervelli iniziano a formare aspettative su come saranno trattati e su come dovrebbero rispondere.

Ad esempio, quando un bambino si lamenta o piange, risposte coerenti da parte dei genitori che forniscono conforto aiutano il bambino ad anticipare risposte simili in futuro. Poiché tali aspettative vengono rafforzate dalla ripetizione di esperienze simili, il cervello dei bambini costruisce le percezioni del mondo sociale ed emotivo in cui vivono.

È proprio a partire da queste percezioni che i bambini comprendono l'ambiente circostante e si relazionano con gli altri. Vivere esperienze positive porta infatti il bambino ad esplorare sempre più il mondo circostante, incluse cose e persone.

Quando invece sperimentano ripetutamente esperienze negative avverse, la percezione che ne risulta è negativa non solo in riferimento ai comportamenti ma anche nei confronti delle nuove esperienze che gli si possono presentare.

Nella crescita iniziale del cervello, l'esperienza crea aspettative, che altera la percezione. Il vivere esperienze positive o negative influisce in modo significativo sulla capacità del bambino di gestire lo stress.

Nei primi tre anni di vita, lo stress può avere un effetto particolarmente negativo sullo sviluppo del cervello. Questo effetto negativo viene mitigato se il bambino sviluppa legami emotivi positivi con i propri genitori, in quanto riesce a regolare la propria risposta allo stress.

A partire da questi aspetti, la ricerca sul cervello degli ultimi 30 anni afferma che è quella “tenera e amorevole cura” sostenuta dai genitori e/o altri educatori nella prima infanzia che rappresenta una parte cruciale dello sviluppo precoce del cervello.

Sviluppo del cervello dalla nascita ai 3 anni

Durante i primi tre anni di vita, i bambini attraversano un periodo di “Prolungata impotenza”, in cui dipendono dagli altri per sentirsi sicuri, sopravvivere e socializzare.

Poiché il cervello infantile è programmato per apprendere da chi li circonda, questo periodo di impotenza non si configura né come una forza ma neanche come una debolezza.

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Attraverso le relazioni con gli altri, il cervello costruisce strutture e percorsi cruciali che servono da fondamento per il futuro funzionamento sociale, emotivo, linguistico e intellettuale. Pertanto, le relazioni quotidiane che il bambino sperimenta e gli ambienti in cui queste avvengono sono gli elementi costitutivi del cervello.

Partecipando a esperienze di apprendimento con i loro genitori, i bambini modellano il loro cervello per funzionare nei particolari ambienti fisici, sociali e linguistici di coloro che si prendono cura di loro.

In sintesi, i bambini piccoli si sviluppano e funzionano bene se vengono assistiti in ambienti sicuri, interessanti e intimi dove stabiliscono e sostengono relazioni sicure e fiduciose con i propri caregiver che rispondono ai loro bisogni e interessi.

Il cervello infantile è al tempo stesso vulnerabile e competente; entrambi questi attributi devono essere affrontati simultaneamente per uno sviluppo sano del cervello.

Il bambino vulnerabile dipende dalle relazioni con gli adulti per la sopravvivenza fisica, la sicurezza emotiva, l'apprendimento, la capacità di auto-regolazione, regole per vivere e così via.

Tuttavia, allo stesso tempo, il bambino viene al mondo con grandi competenze in quanto è curioso, motivato e autoreferenziale: imita, esplora, inventa, comunica, costruisce relazioni e così via.

Affinché il cervello cresca in modo robusto, ha bisogno di un contesto di relazioni di cura che forniscano simultaneamente una prevedibilità emotiva per il suo lato vulnerabile e un clima di novità intellettuale per la sua parte competente.

Lo sviluppo prenatale

Comprendere come il cervello subisce una certa influenza già durante il periodo gestazionale è utile ai fini di questa dissertazione. La salute e le abitudini di una donna prima di rimanere incinta influenzano lo sviluppo dell'embrione.

Da almeno tre mesi prima del concepimento, il cibo, le bevande, le droghe, le tossine, gli stress e altre esperienze della futura madre influenzano l'ambiente dell'utero precoce in cui si sviluppa il cervello; questo a sua volta può influenzare l'apprendimento futuro del bambino.

Dal momento che molte donne restano incinte mentre sono in cattive condizioni di salute o mentre praticano abitudini malsane, è necessario affrontare la connessione tra pre-concezione (da tre mesi prima del concepimento alla consapevolezza del concepimento) e sviluppo sano del cervello.

Una volta che il concepimento si verifica e lo sviluppo cerebrale inizia nell'utero, l'ambiente fetale può influenzare positivamente o negativamente il cervello in via di sviluppo. La crescita del cervello è più rapida in questo periodo della vita rispetto a qualsiasi altro, con la produzione di neuroni ad un ritmo sorprendente.

I neuroni migrano quindi nell'area del cervello dove risiederanno per l'intera vita di una persona, iniziando a formare connessioni e differenziare le funzioni cerebrali.

Il feto usa le informazioni – come il tipo e la quantità di sostanze nutritive ricevute, lo stress sperimentato, le lingue e le voci ascoltate - per modellare il proprio cervello e il proprio corpo per anticipare le future esperienze. Durante la gravidanza, una buona parte del cablaggio di base del cervello è già completata.

Dalla nascita ai 9 mesi

Durante la prima fase di sviluppo al di fuori dell'utero, gran parte dell'attenzione iniziale dei bambini si concentra sulla formazione e il rafforzamento delle connessioni sicure con i loro genitori. Invece di ricevere cure passivamente, i bambini le ricercano attivamente.

Vengono al mondo con abilità fisiche e competenze sociali che li preparano a svolgere un ruolo attivo nel loro sviluppo. Sono cablati per reagire a coloro che li circondano in modi che suscitano interesse e aumentano la probabilità di contatto e vicinanza.

Secondo Allan Schore, la ricerca di attaccamento da parte dei bambini si adatta alla scoperta che nei primi due anni di sviluppo del cervello, il cablaggio emotivo è l'attività dominante. Il cervello costruisce strutture e percorsi complessi del funzionamento emotivo che gettano le basi per l'attaccamento, l'attività emotiva e sociale futura, il linguaggio e lo sviluppo intellettuale che seguiranno.

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È proprio in questa prima fase che i bambini iniziano a usare i messaggi dei loro caregiver per sviluppare la percezione della misura in cui sono amati. I bambini usano quindi queste percezioni per creare un modello di lavoro iniziale su come si interagisce con gli altri.

Pertanto, la cura che i bambini ricevono durante questi primi scambi influenza direttamente la qualità dell'attaccamento che formano con i loro genitori e influenza la posizione emotiva che prenderanno nelle relazioni future con gli altri.

Dai 7 ai 18 mesi

In questa specifica fase della crescita, i bambini sono molto attratti da ciò che popola il loro ambiente, come oggetti e persone. Iniziano a costruire una primitiva definizione di sé e ricercano le relazioni.

Usando le loro abilità motorie emergenti per esplorare, si avventurano dalla sicurezza della vicinanza fisica dei loro genitori e mettono alla prova la forza delle relazioni.

In un certo senso, stanno praticando l'indipendenza. Anche in questa fase, il cervello si sta preparando per un vita che non ruota interamente sulla vicinanza fisica dei genitori.

Basandosi sulle reazioni dei loro genitori alle loro azioni, i bambini iniziano a memorizzare tali scenari, come ad esempio quali sono le esplorazioni indipendenti da poter considerare come socialmente appropriate e quali no, e quali attività sono pericolose o meno.

La comunicazione e le abilità linguistiche dei bambini aumentano notevolmente durante la fase di esplorazione. Sebbene i bambini possano dire solo poche parole, ne comprendono in realtà molte di più.

Le parole che sentono dagli adulti stimolano i percorsi di sviluppo del linguaggio nel cervello. Non sono solo le parole che contano, ma anche come vengono dette, quindi il tono che si usa nella trasmissione del messaggio.

Dopo ripetuti scambi con i loro genitori, i bambini iniziano a costruire un senso primitivo di Sè. I pensieri, le emozioni e le esperienze condivise che il cervello in via di sviluppo elabora nelle interazioni con gli adulti hanno un profondo impatto sulla percezione di sé e sulle azioni del bambino.

Dai 15 ai 36 mesi

Durante la terza fase, i bambini sviluppano una consapevolezza della loro separatezza da parte dei loro genitori, nonché un senso di sé stessi come individui.

Cominciano a mostrare emozioni autocoscienti, sono particolarmente sensibili ai giudizi altrui, provano imbarazzo e vergogna quando gli altri criticano il loro comportamento o il loro aspetto, e iniziano a sviluppare una coscienza.

Questo stadio è anche caratterizzato da un'esplosione della crescita cerebrale in diverse aree di sviluppo. Intellettualmente, i bambini sono capaci di trattenere per un breve periodo le idee nella loro mente, si impegnano in giochi di finzione e diventano sempre più in grado di focalizzare la loro attenzione su argomenti, persone e oggetti.

È in questo periodo che il linguaggio si amplifica, utilizzando parole e strutture di frasi complesse. I bambini sviluppano inoltre abilità percettive e motorie che gli consentono di correre, di salire in alto e colpire gli oggetti rendendo particolarmente importante lo sviluppo dell'autocontrollo.

In questo stadio di auto-definizione si assiste anche all'emergere precoce delle abilità della funzione esecutiva, che includono lo sviluppo della memoria di lavoro, la flessibilità mentale e l'autocontrollo. Man mano che i bambini acquisiscono una comprensione più chiara degli ambienti e delle relazioni come indipendenti e separati, si rendono conto di avere delle scelte.

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Tuttavia, rispetto alle scelte, in particolare quelle che coinvolgono i genitori e i familiari, arriva una consapevolezza nascente della responsabilità.

Questa tensione di responsabilità di scelta è fondamentale durante questo stadio. Il modo in cui gli adulti reagiscono durante questo periodo di tensione influenza notevolmente il modo in cui i bambini percepiscono i propri diritti e quelli degli altri.

Ciò che i bambini sperimentano nelle loro vite quotidiane forma le loro aspettative per ciò che costituisce un comportamento appropriato nei confronti degli altri.

Queste prime esperienze sono quelle che getteranno le basi per lo sviluppo di codici morali ed etici che riguardano il controllo degli impulsi e delle emozioni, imparando e adattandosi alle regole della loro famiglia, cultura e società.

I genitori sono fondamentali e indispensabili durante la crescita in quanto il giovane cervello ha bisogno che gli adulti agiscano in modi che onorino i diritti del bambino di desiderare, sperare, esplorare e mostrare le proprie preferenze, aiutandolo anche ad imparare come onorare gli stessi diritti degli altri.

Anche se il bambino diventa più indipendente, il cervello è sempre vulnerabile. Le relazioni di cura, con regole chiare per il comportamento, forniscono sicurezza mentre il cerveklo si sta ancora formando, assicurando che le esperienze di individuazione e le lezioni di socializzazione si verifichino in un ambiente equo e prevedibile.

Conclusioni

In sostanza, lo sviluppo del cervello riguarda tutto il bambino, dalla salute della madre alle prime esperienze del bambino nella cultura e nella lingua della sua famiglia, della loro comunità e del loro programma di apprendimento precoce.

Il fondamento dello sviluppo del cervello è lo sviluppo sociale ed emotivo basato sulle relazioni di cura.

Se i genitori sono consapevoli di come l'intera esperienza di un bambino, in particolare il tenore emotivo, influenza il cervello in via di sviluppo, possono fornire relazioni di cura che aiutano il bambino a sentirsi sicuro e aprirsi ad un mondo coinvolgente di esplorazione e apprendimento nei primi anni.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

  • Bornstein, M.H. 2012. “Caregiver Responsiveness and Child Development and Learning: From Theory to Research to Practice.” In Infant/Toddler Caregiving: A Guide to Cognitive Development and Learning, ed. P.L. Mangione, 2nd ed. Sacramento: California Department of Education.
  • Gopnik, A. 2016. The Gardener and the Carpenter: What the New Science of Child Development Tells Us About the Relationship Between Parents and Children. New York: Farrar, Straus, and Giroux.
  • Schore, A.N. 2005. “Attachment, Affect Regulation, and the Developing Right Brain: Linking Developmental Neuroscience to Pediatrics.” Pediatrics in Review 26 (6): 204–17.

 

 

 

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Tags: genitori cervello figli crescita accudimento

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