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Sessualità, pornografia e adolescenza

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on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 5483 volte

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La pornografia mostra un mondo in cui i rapporti non significano nulla e la gratificazione immediata vuol dire tutto; pertanto, il cervello dello spettatore adolescente viene collegato ad aspettarsi che il sesso e le relazioni sono separate l’uno dall’altro, e che gli aspetti corporei, nonché dei genitali, dovrebbero essere “sessualmente esagerati” come sono nel porno.

sessualità pornografia adolescenzaL’adolescenza rappresenta una fase dello sviluppo umano all’interno del quale l’individuo si prepara alla vita adulta. Attraverso l’acquisizione di caratteristiche fisiche e psicologiche che lo avvicinano al mondo adulto, l’adolescente si troverebbe ad attraversare una fase di transizione fra l’infanzia e l’età adulta.

Da un punto di vista ormonale, i cambiamenti  drastici che si manifestano determinano lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, i quali innescano una maggiore curiosità nei confronti della sessualità.

Questo momento può determinare sia una grande curiosità, ma anche grande confusione, proprio perché la sessualità li spinge a porsi molte domande, ad avere fantasie e avvertire impulsi che prima non esistevano.

Nel passato, i ragazzi adolescenti cercavano informazioni sul sesso attraverso amici o acquistando giornaletti pornografici, nella speranza che questa conoscenza potesse soddisfare la loro curiosità, nonché sollecitarla.

Ma nel mondo digitale di oggi, la maggior parte degli adolescenti dirige il proprio interesse, quasi in modo esclusivo, alla visione di materiale pornografico per ottenere maggiori informazioni; e quando il porno diventa la modalità principale di un adolescente di educazione alla sessualità, può essere dannoso per il suo sviluppo sessuale.

Tra i 12 e i 20 anni, il cervello umano vive un periodo di grande neuroplasticità; il cervello si trova cioè in una fase malleabile durante la quale si stabiliscono milioni di nuove connessioni sinaptiche.

Questo ovviamente determina una maggiore vulnerabilità all’influenza derivante dal nostro ambiente e porta il cervello ad essere “cablato” dall’insieme delle esperienze e informazioni che riceviamo durante quel periodo di tempo.

Quando un ragazzo adolescente mette in atto un comportamento compulsivo legato alla visione della pornografia, la parte neurofisiologica del cervello risponde in funzione degli atteggiamenti e situazioni che si stanno guardando.

Purtroppo, la pornografia dipinge un quadro poco realistico della sessualità e delle relazioni tanto da creare un’aspettativa per le esperienze della vita reale che non potranno mai essere soddisfatte.

La pornografia può essere eccitante per un adolescente da guardare, ma nello stesso tempo può anche essere intimidatoria.

È importante infatti notare che la dimensione media del pene eretto di un uomo è di circa 15 cm, mentre la dimensione media del pene eretto di un pornoattore varia tra i 18 e i 20 cm.

Inoltre, l’85% delle pornostar femminili hanno protesi mammarie, e la qualità delle immagini porno vengono spesso migliorate attraverso l’utilizzo di altre tecnologie.

La pornografia mostra quindi un mondo in cui i rapporti non significano nulla e la gratificazione immediata vuol dire tutto; pertanto, il cervello dello spettatore adolescente viene collegato ad aspettarsi che il sesso e le relazioni sono separate l’uno dall’altro, e che gli aspetti corporei, nonché dei genitali, dovrebbero essere “sessualmente esagerati” come sono nel porno.

La pornografia su internet è inoltre poco costosa, facile da visitare e facile da nascondere. Molti adolescenti fanno uso di pornografia in diversi momenti o orari della giornata e spesso i genitori non si accorgono di quanto sta avvenendo nelle camere private dei loro figli.  

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Mentre si pratica la masturbazione durante la visione del porno, il cervello degli adolescenti si sta formando intorno ad un’esperienza sessuale che li sta isolando, e li rende privi di qualsiasi sentimento di amore o compassione.

Questo si pone dunque come fattore predisponente a problemi di compulsività sessuale e dipendenza dal sesso, in quanto la scarica di dopamina eccessiva che subentra durante la visione del porno, non sarà mai uguale a quella rilasciata durante un rapporto sessuale, tale da creare una minore eccitazione e quindi una spinta e un rinforzo a ricercare il materiale pornografico per ottenere quell’eccitazione.

Quando ci si rende conto che le esperienze sessuali reali sono più carenti, un ulteriore rischio è quello di ricercare esperienze rischiose che richiamano quella stessa sensazione.

Si tratta purtroppo di una visione spaventosa per le generazioni a venire, soprattutto se non si prenderanno dei provvedimenti nell’educare i giovani alla visione della pornografia.

È importante parlare con i ragazzi della sessualità, di come vivono i loro cambiamenti corporei, di cosa apprezzano o meno del loro corpo cambiato, stimolarli al confronto e alla discussione della sessualità, informarli di come viverla in maniera sana, insegnarli ad esprimere le emozioni che questa suscita.

Dal momento che l’educazione sessuale è gravemente carente nelle nostre scuole pubbliche, è importante che siano i genitori a cercare di guidare ed educare il proprio figlio al sesso in modo che egli possa un domani godere di una vita sessuale sana.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 


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Tags: psicologia sessualità adolescenza pornografia

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