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Strategie per non dire NO ai figli, aiutandoli a crescere

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on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 1003 volte

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Come genitori usiamo la parola NO tante volte al giorno. Per un bambino, questo può essere irritante e demotivante. Ci sono alcune volte in cui dire NO è una risposta assolutamente appropriata, specialmente quando ci sono problemi immediati di salute e sicurezza ma altre volte possiamo usare strategie diverse.

Strategie per non dire NO ai figli, aiutandoli a crescereSe hai mai visto uno spettacolo comico improvvisato, avrai notato una cosa: gli attori raramente usano la parola “No” sul palco. Questo perché il “No” stopperebbe ogni idea.

Immagina la scena.
Il primo attore dice: “Wow, deve esserci un’immensità di stelle nel cielo”.
Il secondo replica: “No, non ne vedo nessuna”. Questo è tutto. L’idea è stata stroncata ed il dialogo non può andare da nessuna parte.

Al contrario, i professionisti in questo campo sono abituati a rispondere con le due parole a fondamento di ogni improvvisazione: “Sì e…”.

Diamo uno sguardo alla scena di sopra, usando questo concetto:
“Wow, deve esserci un’immensità di stelle nel cielo”.
Sì e penso che tutte le visuali da questa stazione spaziale siano assolutamente incredibili”.
Come si evince da questo esempio, essere d’accordo (“Sì”) e sviluppare l’idea (“E”) innalzano la creatività, la collaborazione, l’umore e l’invenzione.

Proprio per tale ragione, questa tecnica è stata adottata con successo anche sul posto di lavoro. Un esempio:
Abbiamo perso il cliente, eh?"
Sì e penso di aver capito perché è successo. Parliamone un attimo, così da non ripetere ancora lo stesso errore”.

La stessa idea può funzionare in una serie di situazioni in famiglia.
Come genitori, anche con le migliori intenzioni, usiamo la parola ”No” innumerevoli volte ogni giorno. Per un bambino, questo può essere debilitante ed irritante.
Ovviamente, ci sono alcune volte, in cui il “No” è una risposta assolutamente appropriata, specialmente quando ci sono problemi immediati di salute e sicurezza.

Altre volte, però, rimaniamo bloccati in questo “No”, piuttosto che considerare che, usando la formula “Sì e …”, potremmo:

  • Rispettare l’autonomia in erba del bambino.
  • Accettare l’altra persona come un essere umano uguale.
  • Ridurre la sfida o l’ansia che si innesca.
  • Creare momenti di collaborazione, creatività e gioco con i nostri figli.
  • Mettere in pratica un principio basilare della dirigenza: nessuno di noi è più intelligente di un altro. Appena i bambini vedono che un genitore rinuncia ad essere l’autorità assoluta o l’unica persona che sa cosa è giusto, accade la magia.

Di seguito, ci sono 19 esempi di come potresti usare “Sì e …” nella tua quotidianità.

1. Compatire.

Figlio: Perché devo svuotare la lavastoviglie? Odio svuotare la lavastoviglie!
Genitore: Sì e poi la povera lavastoviglie non ha nient’altro da fare! Ascolta, so cosa stai dicendo. Non mi piace pulire i bagni, ma amo come appaiono dopo che ho finito di farlo! Che ne dici se ti aiuto a cominciare?

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A volte, è assolutamente scioccante, per i nostri bambini, scoprire che non ci piacciono le faccende di casa. Lamentandoci di ciò per un minuto, facciamo capire loro che ci sono cose, nella vita, che sono spiacevoli, ma che vanno fatte comunque.

2. Offriti di fare a cambio.

Figlio: La scuola è così noiosa! Odio andarci!!
Genitore: Sì ed è così bello fuori che preferisco non andare a lavoro oggi. Vuoi fare a cambio?

I bambini, spesso, amano immaginare cosa accadrà quando saranno grandi. Dà loro una possibilità di fantasticare di essere te.

3. Dai una spiegazione.

Figlio: Andare a letto alle 8 è il peggio! Jane non deve andare a letto fino alle 9!
Genitore: Sì ed il povero Joey va a letto alle 3. Ascolta, sembra che al tuo corpo piaccia andare a letto alle 8. Domani ti sveglierai riposato per la scuola ed il calcio.

Fornire delle spiegazioni, spesso, aiuta i bambini a capire perché esistono le regole.

4. Presenta una soluzione.

Figlio: Posso andare alla festa a casa di Mason?
Genitore: Sì e forse voi ragazzi giocherete a quel gioco tanto divertente, come l’ultima volta. Sarò felice di portarti lì appena i tuoi compiti saranno finiti.

Il tuo bambino sa che non ha fatto i suoi compiti. Presentandogli un parametro per ottenere ciò che vuole, gli stai dando l’opportunità di accettarlo o di proporre una sua soluzione.

5. Lascia “Sì” ed “ e…” da soli.

Questa è una tecnica che richiede un tono gentile ed empatico.
Figlio: I compiti sono la cosa peggiore che c’è!
Genitore: Sì. E?
Figlio: Odio farli!
Genitore (annuendo in modo empatico): Sì. E?
Figlio: Ugh. Sono per domani.
Genitore: Sì. E?
Figlio: Non capisco proprio la matematica…

Questo può sembrare idealizzato, in un certo senso, ma considera il messaggio sottostante. Siamo tutti, troppo spesso, troppo impazienti di dire ai nostri bambini cosa fare, quando tutto ciò che vogliono è, invece, qualcuno che ascolti cosa hanno da dire. Grazie a questa tattica, potrai aiutare i tuoi bambini ad arrivare alle radici del problema che li sta preoccupando.

6. Imposta un timer; rendilo un gioco.

Figlio: Non voglio pulire la mia stanza!
Genitore: Sì e scommetto che tu non puoi raccogliere tutte le cose blu nei prossimi 2 minuti. Pronto? Via!

Chi non ama giocare a battere il tempo? Rifiutandoti di impegnarti nella lotta del potere, e trasformando il compito in un gioco, stai dando al tuo bambino un’opportunità di obbedire in un modo divertente e creativo.

7. Non avere paura di sembrare sciocco.

Figlio: Voglio il gelato per colazione!
Genitore: Sì e puoi provare a svuotarlo da solo e fare una coppa multistrato di gelato super eccezionale questo pomeriggio, come sorpresa speciale. Forse possiamo provare a farle toccare il soffitto!

Ancora, il tuo bambino sa che non otterrà il gelato per colazione, ma, in questo modo, lo inviti a viaggiare con te nel tuo momento di creatività.

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8. Pensa a perché stai dicendo di no.

Figlio: Possiamo andare al cinema?
(Pausa)
Genitore: Sì e sarà particolarmente divertente andare lì presto e prendere il tuo posto preferito in prima fila. Che ne pensi di aspettare fino a Venerdì sera, così non hai la scuola il giorno dopo e puoi stare sveglio un po’ di più? Cosa ti piacerebbe vedere?

Siamo così abituati a dire “No”, che può scapparci facilmente, anche quando avremmo potuto dire di sì. A volte, prenderti un minuto prima di rispondere, ti aiuterà a dire “Sì e” più spesso e più naturalmente.

9. “Sì” ed “e” non devono stare sempre insieme.

Figlio: Un altro episodio. Ti prego!
Genitore: Sì, puoi vedere un altro episodio domani, dopo che avrai fatto i tuoi compiti. E cosa pensi che stia per succedere?

10. Imposta il tempo per il “Sì”.

Figlio: Posso avere uno snack [10 minuti dopo la cena]?
Genitore: Sì, uno snack ci sta bene! E tu puoi certamente averne uno domani dopo la scuola.

Sembra sempre esserci un implicito “proprio ora” quando un bambino fa una richiesta. Prendili alla sprovvista, togliendo questa implicazione.

11. Chiedi del tempo e metti una scadenza.

Figlio: Posso avere un telefono?
Genitore: Sì, posso capire perché un telefono potrebbe esserti utile. Ed ho bisogno di un po’ di tempo per pensarci. Possiamo parlarne domani sera?

Non c’è niente di sbagliato nel prendersi un po’ di tempo per pensare ad una situazione. Solo sii sicuro di darti una scadenza per riflettere sull’argomento, così eviti di essere bombardato continuamente dalla stessa richiesta.

12. Rimetti il “carico” su di loro.

Figlio: Posso avere il nuovo videogioco?
Genitore: Sì, ho visto che è uscito proprio quello che desideri tanto. E mi piacerebbe aiutarti a fare un piano per ottenere i soldi per comprarlo.

“Carico” è un termine usato, spesso, nell’ambiente militare, che significa, letteralmente, che la responsabilità è su di noi. Dare il potere ai bambini di essere dei pensatori critici, e di prendersi le proprie responsabilità, col tempo tornerà loro utile.

13. Reindirizzare l’entusiasmo.

Figlio (4 anni): Posso preparare il pranzo sui fornelli?
Genitore: Sì e non sarebbe divertente preparare un intero picnic sul pavimento per i nostri amici pupazzi? Facciamolo insieme nella tua cucina giocattolo… Che ne dici?

Non c’è niente di peggio che reprimere, non intenzionalmente, l’entusiasmo dei bambini per un compito, dicendo loro che non possono farlo. Usa queste opportunità d’oro per insegnare loro come eseguirlo (in sicurezza).

14. Lavorate insieme.

Figlio: Falciare il prato è terribile!
Genitore: Sì e tirare le erbacce è anche peggio. Lo so! Che ne dici se lo facciamo insieme?

Il lavoro passa molto più velocemente quando sei con qualcun altro. Perciò, prendetevi il tempo per lavorare vicini gli uni agli altri.

15. Capovolgi il copione.

Figlio: Odio i broccoli!
Genitore: Sì ed immagina cosa sentono i broccoli per te che mordi la loro testa! Ok, che ne dici di mostrare ai tuoi broccoli un po’ di pietà e mangiarli gentilmente?

16. Negozia le posizioni.

Figlio: Perché sei così avaro?
Genitore: Sì e penso che sono anche un po’ irritabile. Forse dovrei mandare me stesso nella mia stanza?

Soprattutto i pre-adolescenti sono inclini a ridere del pensiero che tu sia in “punizione” e, in genere, ti lasceranno da solo “finchè sarai pronto a filare dritto”.

17. Segui la loro idea.

Figlio: Voglio giocare col telefono!
Genitore: Sì e non sarebbe divertente giocare su un telefono a disco? Oh, tu non sai cosa sia… Lascia che te lo racconti (o te lo mostri)!

Pretendere di giocare è un passaggio vitale dello sviluppo per i bambini. Piuttosto che dire semplicemente “No”, offrire una versione reale di ciò a cui sono interessati, dà loro una possibilità di essere impegnati nel loro ambiente, in modo sicuro.

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18. Mostra un po’ d’amore – stile karaoke.

Figlio: Non mi fai fare mai niente di divertente!
Genitore: Sì ed è perché ti amo. (Metti la tua mano a forma di telefono all’orecchio e comincia a cantare una canzone)

Esprimere amore, anche quando il tuo bambino non lo sta corrispondendo, è un importante fattore per infondere in lui un forte senso di fiducia, la quale si estenderà nelle altre aree della loro vita.

19. Lasciali andare e vivere un po’.

Figlio: Per favore, possiamo mangiare dei biscotti al cioccolato?
Genitore: Sì e prendine un paio anche per me per favore!

Ogni tanto, va bene dire solo “Sì”. Dimentica di riformulare; dimentica le scadenze ed i parametri. Dì solo di “Sì” (specialmente quando è inclusa anche la cioccolata!).

 

Fonte: PsychCentral.com

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

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Tags: linguaggio educazione strategie tecniche

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