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Come superare gli ostacoli e mantenere un atteggiamento resiliente

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on . Postato in La psicologia del lavoro | Letto 5514 volte

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“Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato, scartato è un altro passo avanti.” Thomas Alva Edison

atteggiamento resilienteIn questo articolo ti parlo di come mantenere un atteggiamento resiliente, vincente, come reagire e motivarti anche nei momenti di difficoltà quotidiani che stai affrontando o che potresti fronteggiare.

In psicologia questa capacità viene definita resilienza ossia proprio la capacità delle persone di far fronte agli eventi negativi e di rialzarsi e reagire comunque in maniera propositiva per trovare le risorse interiori per affrontare le difficoltà.

Tutti coloro che lavorano sia in proprio, sia come dipendenti si augurano e si impegnano per raggiungere risultati sempre migliori e sfidanti, tuttavia a volte succede di dover far fronte a momenti difficili e ti assicuro che l’unico modo per risolvere questi è ancora una volta agire sul proprio atteggiamento mentale.

La testa governa tutto e con essa possiamo imparare anche a navigare le nostre emozioni.

La resilienza è un termine derivato dalla scienza dei materiali e indica la proprietà che alcuni materiali hanno di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a schiacciamento o deformazione.

Il termine viene dal latino resalio, iterativo di salio che significa rimbalzare, saltare o risalire. Tradotto sugli esseri umani significa mantenersi saldi e centrati anche quando le situazioni da affrontare diventano complesse.

Significa abituare la mente a produrre pensieri proficui, cambiare punto di vista, e cercare sempre nuove soluzioni, più efficaci.

A tutti capita di vivere momenti di difficoltà, affidarsi a persone sbagliate, rimanere delusi dalle relazioni, non riuscire a raggiungere i risultati sperati.

Se pensiamo ai contesti lavorativi attuali osserviamo che questi possono essere molto sfidanti e richiedere molta energia e impegno.

Sono convinto che ogni evento difficile sia il sintomo di qualcosa che occorre cambiare; se non si sta bene vuol dire che non si stanno utilizzando le giuste strategie e ognuno ha la forza di poter agire la propria trasformazione.

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Potete essere in una fase di carico di lavoro eccessivo o difficoltà di gestione nelle relazioni con gli altri, cattiva gestione del tempo, insicurezza circa il proprio futuro professionale.

Tutte queste situazioni non sempre appaiono sotto il proprio controllo, per cui ci si può sentire inermi e perdere di efficacia ed energia

Possiamo non essere pienamente responsabili dello stress che ci affligge, ma certamente siamo responsabili del modo in cui lo gestiamo e delle risposte adattanti che troviamo.

Un errore comune può essere quello di auto commiserarsi non trovando alcun aspetto positivo nel cambiamento o anche auto convincersi che raggiungere obiettivi a medio e lungo termine possa essere impossibile, per cui si rimanda l’impegno o addirittura si rinuncia, con conseguenze notevoli per la nostra autostima e il nostro sentirci efficaci.

Sviluppare la resilienza significa anche cambiare il modo di valutare gli eventi.

Ma per fare questo occorre anche riflettere e consapevolizzare le modalità in cui solitamente si affrontano i problemi e le reazioni più comuni.

Di fronte alla difficoltà potresti avere atteggiamenti evitanti o invece una percezione di sfida per affrontarli. Potresti non valutare come transitori e risolvibili le difficoltà del momento e scoraggiarti nelle azioni seguenti.

Se vuoi essere resiliente e forte nel tuo percorso di cambiamento devi cambiare il tuo atteggiamento e seguire alcune strategie, ne parlo anche nel mio libro “Ottieni il lavoro che vuoi” edito da Franco Angeli:

1) Non rimanere focalizzato su ciò che può crearti disagio e frustrazione ma cercare soluzioni creativamente.

Questo stimolerà una dimensione di stima verso te stesso e di fiducia continua. Devi essere consapevole del fatto che ognuno di noi può agire sui propri pensieri per renderli più costruttivi e arrivare agli obiettivi sperati.

Per alcuni in un primo momento può essere utile ricaricarsi, prendendosi una pausa per mettersi in ascolto di se stessi, per ascoltare i propri bisogni e ciò che questi ti provocano. Può essere utile in questo periodo cercare le cose che ti fanno stare bene e ti piacciono: ciò che ti fa sorridere; cercare le persone che ti fanno sentire bene, che ti amano incondizionatamente; ascoltare la musica che ti emoziona o che ti dà carica. Cercare cose e persone che ti rendono felice.

2) Utilizza strumenti come fare un inventario delle proprie qualità.

Ho imparato che pensare e focalizzarsi solo sulle cose negative, farsi influenzare dalle notizie di crisi crea degli schemi depotenzianti per il proprio essere e portano in una spirale negativa e infruttuosa. La cosa più utile che puoi fare nei momenti più bui è imparare a sostituire gli schemi di pensiero nocivi con altri più efficaci, più creativi e potenzianti, per questo propongo una lista dettagliata delle proprie qualità, quelle che sono state utili in diverse occasioni e che vengono riconosciute anche da altri.

3) Individua quali risultati ti hanno portato l’utilizzo di queste qualità.

Questo esercizio ti permetterà di focalizzarti sulle tue risorse interiori e a stimolarti strategie per cercare soluzioni piuttosto che aumentare le difficoltà.

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Valorizza i tuoi successi e i risultati che hai ottenuto e aumenterai la tua percezione di autoefficacia; quando sei in difficoltà, per affrontare le situazioni inizia a capire ciò che ti riesce bene; pensa a tutte quelle volte in cui hai brillantemente risolto problemi e raggiunto risultati. Ripercorri i passaggi di tutte quelle volte che hai trovato le risorse per risolvere momenti complessi.

Impara a valorizzare e sommare tutte le esperienze positive, i momenti in cui sei stato efficace e hai padroneggiato gli eventi utilizzando queste qualità. Ciò ti farà ritrovare la carica “perduta” e darti nuova energie propulsiva. Uno dei migliori regali che possiamo farci è prima di tutto accettare noi stessi per quello che siamo, considerando che ogni cosa che abbiamo fatto fino a ora era la migliore che potevamo fare in quel momento in base all’esperienza maturata.

4) Occupati di fare le cose al meglio piuttosto che preoccuparti e anticipare eventi che potrebbero non accadere.

Agire significa creare movimento, cambiare lo status quo, provare. L’attività produce pensieri stimolanti, influisce quindi sui tuoi stati d’animo e ti focalizza sulle tue risorse e ti aiuta a recuperare energia, rivolgendola a tuo favore; ti aiuta a utilizzare il pensiero laterale e creativo per cambiare i comportamenti abituali, cambiare gli schemi che ti fanno pensare e agire sempre allo stesso modo e che ti portano sempre gli stessi risultati. Se vuoi ottenere risultati diversi devi fare azioni diverse, avere atteggiamenti diversi, attivare risorse diverse.

Una persona resiliente è in grado di adattarsi e fornire una risposta reattiva alla situazione in atto, ha la forza di reagire, fino a capovolgere le situazioni avverse. Non ha paura dell’errore perché questo è una forma di apprendimento.

Imparare ad avere un atteggiamento vincente significa dunque mantenere la fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità, nutrire l’autostima e rispondere più efficacemente al cambiamento, volgendo le incertezze in opportunità e i rischi in innovazione.

"Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato, scartato è un altro passo avanti.", Thomas Alva Edison

 

 

A cura del Dottor Massimo Perciavalle

 

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Tags: psicologia del lavoro resilienza strategie di coping ostacoli come superarli atteggiamento resiliente momenti di difficoltà cambiare punto di vista

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