Pubblicità

I social media sul posto di lavoro

0
condivisioni

on . Postato in La psicologia del lavoro | Letto 1694 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (1 Voto)

Lo studio ha mostrato che le personalità estroverse e nevrotiche trascorrono molto più tempo sui social media durante l’orario di lavoro per motivi privati; al contrario, soggetti puntuali e organizzati trascorrono meno tempo on line durante l’orario di lavoro, ma possono usare attivamente il web per motivi legati al lavoro stesso.

Social media lavoroCon il termine social network si fa riferimento ad un servizio informatico on line che permette la realizzazione di reti sociali virtuali; il loro utilizzo consente di condividere contenuti testuali, immagini, video e audio e di interagire tra loro.

La rete sociale diventa un ipertesto interattivo tramite cui diffondere pensieri, idee, link e contenuti multimediali.

Una nuova ricerca effettuata presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Bergen, ha mostrato che i manager d’azienda non sono favorevoli all’utilizzo dei social media durante le ore di lavoro da parte dei propri dipendenti.

Ogni giorno, più di un miliardo di persone nel mondo utilizza i social network; quest’abitudine ha invaso anche il mondo lavorativo, e alcune ricerche recenti hanno riportato che quattro dipendenti su cinque fanno uso dei social media per motivazioni private durante l’orario di lavoro.

Tuttavia, è stato interessante notare che sono gli stessi manager a fare uso dei social media per motivi privati, quando sono sul posto di lavoro.

Questo potrebbe essere spiegato dal fatto che i manager hanno orari di lavoro molto più lunghi rispetto a quelli dei dipendenti e quindi, avendo meno tempo libero, impegnerebbero quello del lavoro per fare uso di essi.

“E’ comprensibile che i manager siano preoccupati per la riduzione della produzione e conseguente perdita finanziaria come risultato dell’uso dei social network, per motivi personali, da parte dei propri dipendenti”, ha affermato Cecilie Schou Andreassen, del Dipartimento di Scienze Psicosociali.

Insieme al suo team di ricerca ha avviato il primo studio nel mondo sull’utilizzo privato dei social media sul posto di lavoro. Allo studio hanno partecipato 11.000 dipendenti norvegesi; i principali risultati dell’utilizzo di internet a lavoro possono essere così riassunti:

  • I dipendenti più giovani ricorrono maggiormente all’uso dei social media per motivi privati rispetti a dipendenti più anziani;
  • Gli uomini fanno un maggiore uso di essi rispetto alle donne durante l’orario di lavoro;
  • Soggetti con un grado di educazione elevata sono maggiormente attivi sui social media;
  • I single sono maggiormente attivi sui social media rispetto a coloro che hanno una relazione;
  • Persone nevrotiche ed estroverse trascorrono più tempo online;
  • Soggetti che presentano una personalità strutturata, organizzata, affidabile e precisa spendono meno tempo sui social network rispetto alla controparte.

Sulla base di tali risultati, la psicologa Andreassen sostiene che “i social media, probabilmente, svolgono un’importante funzione sociale per i single, rispetto a coloro che hanno già una relazione stabile”.

Pubblicità

Inoltre, un’elevata educazione e stato socioeconomico potrebbero essere correlati ad una maggiore familiarità con l’utilizzo del computer, e quindi maggiore utilizzo dei social media, rispetto a coloro con una scarsa educazione.

“I risultati possono inoltre riflettere il fatto che, soggetti appartenenti ad un ceto sociale alto, non sono preoccupati o impauriti di perdere il lavoro, rispetto a coloro che invece appartengono ad un ceto sociale più basso; in aggiunta, l’utilizzo dei social media potrebbe essere legato al farsi pubblicità per un’eventuale avanzamento di carriera”.

Lo studio ha anche mostrato che le personalità estroverse e nevrotiche trascorrono molto più tempo sui social media durante l’orario di lavoro per motivi privati; al contrario, soggetti puntuali e organizzati trascorrono meno tempo on line durante l’orario di lavoro, ma possono usare attivamente il web per motivi legati al lavoro stesso.

L’utilizzo dei social media durante le ore di lavoro è pertanto strettamente correlato alle proprie attitudini e inclinazioni personologiche.

Considerando che i manager temono che l’utilizzo dei social network durante l’orario di lavoro possa ostacolare la produzione e determinare perdita finanziaria, è bene anche riflettere sui risultati presenti in letteratura: da una parte questo potrebbe infatti anche essere vero, ma altri studi suggeriscono che l’utilizzo dei social media ha un effetto “rinfrescante” sulla mente, quasi come l’andare a fare una passeggiata e pertanto favorirebbero una ripresa del lavoro meno stressante e più efficiente!

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Stai cercando un pubblico specifico interessato alle tue iniziative nel campo della psicologia?
Sei nel posto giusto.
Attiva una campagna pubblicitaria su Psiconline
logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

Tags: psicologia del lavoro social media manager dipendenti.

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci allo stress?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Mio marito ha un disturbo? [16…

Francesca, 36 anni. Salve, ho un problema con mio marito. Lui ha 39 anni e siamo sposati da 12. Da 3 ha un'azienda tutta sua di idraulica, fa impianti, ec...

Vivo ogni giorno con sempre me…

  lola, 23 anni   Salve, sono una ragazza di 23 anni e soffro di molti dei settori sopra indicati..avrei davvero bisogno di sfogarmi con qualcun...

Come offrire aiuto ad una amic…

Soffice, 42 anni     Buongiorno, ho un’amica che soffre di dipendenza affettiva nei confronti del proprio compagno, da 20 anni. Abbiamo entra...

Area Professionale

Esame di Stato Psicologi 2021

In questo breve articolo ci soffermeremo sulla modalità di svolgimento dell'Esame di Stato (EDS) per la professione di Psicologo/a, ad un anno dall'esperienza p...

Il modello Kübler-Ross: le cin…

Nel 1969, Elizabeth Kübler-Ross, lavorando con pazienti terminali, ha ideato un modello in cui venivano presentate le cinque fasi del dolore: diniego, rabbia, c...

Sistema Tessera Sanitaria - No…

ultimi aggiornamenti sull' utilizzo della Tessera Sanitaria per psicologi.   Uno fra tutti è il cambio del termine per la comunicazione online delle sp...

Le parole della Psicologia

I ricordi flashbulb

Le flashbulb memories (FBM o ricordi flashbulb) sono state definite per la prima volta da Brown e Kulik nel 1977 come ricordi fotografici vividi, dettagliati e ...

Folie à deux

La folie à deux è un disturbo psicotico condiviso, ossia una “follia simultanea in due persone”.  Essa è una psicosi reattiva che insorge in modo simultane...

Aplasia

Con il termine Aplasia si intende il mancato sviluppo di un tessuto o di un organo.  Deriva da un disfunzionamento delle cellule o dei tessuti che porta...

News Letters

0
condivisioni