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Il mobbing

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In questo articolo approfondirò la problematica del mobbing, un fenomeno di cui ancora si parla poco ma che è molto diffuso nei contesti organizzativi e ne Esplorerò le cause sociali e psicologiche che attivano questo fenomeno e le diverse tipologie trattate anche in Cassazione.

il mobbing emarginazione e persecuzioneLa parola mobbing ha origine da studi etologici, il ricercatore Konrad Lorenz ne specificò per prima il significato. Il significato iniziale si riferiva, infatti, a tutti quegli atteggiamenti animali perpetrati da uno o più membri di un gruppo nei confronti di quello che potrebbe essere definito come l'anello debole dell'insieme, al fine di estraniare il soggetto dal resto branco e allontanarlo.

Nel corso del XVII secolo si fece riferimento all’espressione latina, mobile vulgus, con la quale si indicavano i folti gruppi tipici di una parata o di un evento locale, che avevano la cattiva abitudine di muoversi in modo disordinato seminando il caos nei dintorni.

L’accezione del termine si è sviluppata sino ad indicare, in generale, le persecuzioni psicologiche perpetrate da parte di uno o più individui nei confronti di un altro, nel contesto lavorativo e non solo.

Con il termine "mobbing" si fa riferimento a quell’insieme dei comportamenti persecutori che tendono a emarginare un soggetto da un gruppo di appartenenza, tramite violenza psichica protratta nel tempo e in grado di causare seri danni alla vittima.

Il termine deriva dall’inglese “to mob”, inteso come circondare, assediare, attorniare, assalire tumultuando.

Il mobbing in ambito lavorativo

Il contesto principale in cui il mobbing si prolifera è quello lavorativo. In particolare, esso consiste nel vessare un dipendente o un collega attraverso metodi di violenza psicologica o, nel peggiore dei casi, anche fisica.

La Corte di Cassazione ha stilato un elenco delle diverse forme che il mobbing può assumere nei confronti di un lavoratore:

  • Pressioni o molestie psicologiche
  • Calunnie sistematiche
  • Maltrattamenti verbali e offese personali
  • Minacce o atteggiamenti miranti a intimorire o avvilire
  • Critiche immotivate e atteggiamenti ostili
  • Delegittimazione dell’immagine
  • Esclusione dall’attività lavorativa o svuotamento delle mansioni
  • Attribuzione di compiti dequalificanti in relazione al profilo professionale
  • Impedimento sistematico all’accesso a notizie e informazioni inerenti l’attività di lavoro
  • Marginalizzazione del lavoratore rispetto a iniziative formative, di riqualificazione e di aggiornamento professionale
  • Atti vessatori correlati alla sfera privata del lavoratore
  • Attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi
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In letteratura si individuano alcune tipologie di mobbing legate al lavoro:

  • Mobbing gerarchico Il mobbing viene effettuato da un soggetto che ricopre una posizione superiore rispetto alla vittima. In questa tipologia di mobbing le pratiche più utilizzate sono quelle riconducibili all’abuso di potere.
  • Mobbing orizzontale Il mobbing viene praticato da un collega di pari livello.
  • Mobbing down-up In questa tipologia di mobbing (molto rara) la vittima è il superiore che si vede messo in discussione dai propri collaboratori.

Le cause che portano al mobbing

Esistono diverse cause che portano le persone a diventare fautori di pratiche vessatorie nei confronti di altre persone: l'intento dei mobber può essere quello di riversare su un "capro espiatorio" alcune problematiche interne di vario genere. Altre volte il mobbing è dettato da motivazioni di carattere strettamente personale. Ecco alcune cause:

La principale causa scatenante del mobbing è l’abuso di potere: esso si verifica quando il comportamento danneggiante non ha un beneficio eticamente giustificabile. Spesso si parla di potere coercitivo, ovvero caratterizzato da minacce e bisogno di riconoscimento della propria autorità. L’abuso di potere si può manifestare in varie situazioni e modalità: in ambito lavorativo è, purtroppo, molto diffusa la pratica del cosiddetto mobbing strategico, in cui, facendo leva sul proprio potere, un superiore fa di tutto per bloccare la carriera di un dipendente o, ancor peggio, indurre le sue dimissioni.

Molti cause di Mobbing si sono rivelate vere aggressione o pretese sessuali, un superiore che utilizza la propria posizione dominante per promettere qualcosa a qualcuno in cambio di compensi di natura sessuale, minacciando di usare il suo stesso potere per danneggiare il subordinato in caso di rifiuto.

Un’altra causa di mobbing è riconducibile al pregiudizio. Il pregiudizio può essere ricondotto a:

  • Genere. Ancora oggi, purtroppo, ci sono contesti lavoravi in cui le donne sono discriminate. In tal caso, il mobbing può partire dal preconcetto che la donna debba prendersi cura della casa e della famiglia, anziché concentrarsi sulla propria carriera professionale.
  • Età. In questo ambito, il mobbing può essere praticato verso i due estremi del continuum: i più giovani possono essere bersagliati a causa della loro scarsa esperienza, con una totale mancanza di fiducia o, nei casi peggiori, andando a denigrare ogni loro intervento o compito portato a termine; i più anziani, invece, possono essere presi di mira in quanto percepiti come risorse esausta o poco produttiva.
  • Aspetto fisico. Una causa di mobbing legata al pregiudizio può essere l’aspetto fisico della vittima. Anche in questo caso, esso può avvenire sia in un verso (ad esempio, una persona valutata positivamente solo per la prestanza fisica e sottovalutata per le competenze che mostra in ambito lavorativo) che nell’altro (ad esempio, un soggetto è preso di mira per il peso).
  • Altri pregiudizi. Altri pregiudizi che scatenano il mobbing possono essere legati all’orientamento sessuale, alle credenze religiose, alle convinzioni politiche.

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In tutti i contesti di relazione può succedere che i fraintendimenti non vengano risolti subito e che questo nel tempo possa portare a dei conflitti più o meno accessi.

Sicuramente antipatia, gelosie, invidia possono essere alcuni sentimenti che sottendono certi comportamenti: le persone possono essere in disaccordo per esigenze e obiettivi differenti e spesso una cattiva comunicazione e una chiusura non permettono il confronto verso la soluzione. In particolare, accade che dei contrasti (ad esempio, delle divergenze di opinioni) possano sfociare in conflitti e questi, se non risolti e discussi sul nascere, possono alimentare i fenomeni di mobbing .

Le conseguenze

Le conseguenze del mobbing sono gravi sia per le persone che ne sono vittima che per le organizzazioni, portando innumerevoli svantaggi.

In genere, il fenomeno del mobbing può portare alle vittime:

  • Disturbi comportamentali: disturbi a livello alimentare, eccessiva aggressività, passività, ecc.
  • Alterazioni dell’equilibrio psicofisico: disturbi del sonno, cefalea, mal di schiena, ecc.
  • Alterazioni dell’equilibrio socio-emotivo: disturbi d’ansia, depressione, attacchi di panico, ecc.

Uno studio di Brodsky del 1976 ha individuato tre diverse reazioni possibili al mobbing:

  • Chi sperimenta debolezza, fatica, dolori, mali
  • Chi sperimenta depressione, perdita di autostima, insonnia
  • Chi sperimenta ostilità, timidezza, ipersensibilità e ritiro sociale

Il fenomeno è talmente complesso e importante da portare delle conseguenze anche all’organizzazione. I costi che l’organizzazione si trova a fronteggiare sono suddivisibili in:

  • Diretti: come l’aumento dell’assenteismo e del turnover, aumento degli errori da parte dei dipendenti, costi per la malattia dei dipendenti.
  • Indiretti: come l’abbassamento del morale generale, insoddisfazione, peggioramento dell’immagine aziendale all’esterno.

Il Mobbing sta diventando un fenomeno esteso e purtroppo, non solo si presenta nei contesti organizzativi, come abbiamo visto con gravi danni psicologici alle vittime, ma anche in contesti scolastici e familiari. I fenomeni di esclusione sociale e di pregiudizi estremi possono attivare questo tipo di fenomeni, che sembrano meno pericolosi di un’aggressività accesa, ma che, invece,  portano ugualmente nelle vittime serie conseguenze.

Un buon sostegno psicologico ed emotivo, un coach del lavoro, possano aiutare le persone a comprendere le cause di tale fenomeno e a difendersi almeno dal punto di vista emotivo.

 

(Articolo a cura del Dottor Massimo Perciavalle - Psicologo del lavoro)

 

 

 


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