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L'intelligenza emotiva nei contesti lavorativi

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L'uso dell'Intelligenza Emotiva in ambiti professionali rivolti al sociale (infermieri e studenti di medicina)

intelligenza emotiva in ambito sanitarioGli infermieri e i dottori (o futuri dottori) svolgono una professione soggetta ad un forte stress e a molteplici richieste sociali.

Pertanto tali figure di questo settore devono far fronte a un eccessivo carico di lavoro che comprende anche le pratiche cliniche che devono affrontare per la loro educazione accademica.

Inoltre, una crescente attenzione è stata rivolta a come vengono elaborate le emozioni, ad esempio l’enfasi sulle competenze interattive che si verificano durante l’approccio medico- paziente.

La capacità di effettuare un corretto processo emozionale influisce notevolmente sulla vita degli individui, ad esempio migliora le prestazioni lavorative e lo stato di benessere dell’individuo stesso. Per questo aspetto, deve essere considerato il concetto di Intelligenza Emotiva di un individuo.

L’intelligenza emotiva è una risorsa utile che aiuta a comprendere l’ambiente sociale degli individui e a gestire le proprie emozioni. Essa include capacità come l’empatia, la consapevolezza di sé, la motivazione, l’autocontrollo e le relazioni con gli altri.

Si è riscontrato che coloro che hanno un’alta intelligenza emotiva hanno una bassa percezione dello stress, sono bravi a gestire le proprie emozioni ed hanno un’alta adattabilità all’ambiente che li circonda.

Inoltre, si segnala che coloro che hanno un’elevata intelligenza emotiva mostrano un elevato rendimento accademico che li aiuta a prendere decisioni professionali corrette riguardo alle condizioni cliniche del paziente e che le infermiere che mostrano un’alta intelligenza emotiva hanno un burnout (sindrome da stress patologica che interessa principalmente le professioni d’aiuto) ridotto rispetto ad altre.

Negli infermieri e negli studenti di medicina, che si stanno preparando per diventare medici professionisti, si riscontra che l’intelligenza emotiva può influenzare positivamente non solo la loro adattabilità allo studio, ma anche la formazione del rapporto di fiducia professionale tra medico-paziente, in quanto aiuta l’interazione attraverso il riconoscimento delle risposte verbali e non e delle informazioni emotive dei pazienti che mostrano, in seguito, soddisfazione per tale rapporto.

Vi è un limite nel misurare quantitativamente il significato personale di intelligenza emotiva negli infermieri e negli studenti di medicina. La metodologia Q rappresenta l’atteggiamento, la credenza, il riconoscimento e il valore individuale che viene dato ad un fenomeno da parte dei partecipanti dello studio.

La metodologia Q è un utile metodo di ricerca per l'intelligenza emotiva per esprimere ed esplorare la visione personale degli individui.Si pensa che l'identificazione dei tipi di intelligenza emotiva nel settore infermieristico e medico possono essere utilizzati come i dati di base per lo sviluppo di un programma di studi che aiuta a elaborare una strategia per gestire e affrontare lo stress correlato allo studio di tali professioni e adattarsi positivamente alle loro occupazioni.

Materiali e metodi.

Questo studio è uno studio esplorativo per categorizzare i vari tipi di percezioni di infermieri e studenti di medicina e identificare le caratteristiche di ogni tipo, usando la metodologia Q, per esaminare la loro intelligenza emotiva. I partecipanti di questo studio includono 35 individui tra infermieri e studenti di medicina (junior e senior).

Dall’analisi fattoriale che si evince da tale metodologia sono stati rilevati tre tipi di percezione di intelligenza emotiva. Tra i 35 partecipanti 13 appartengono al Tipo 1, al Tipo 2 e 10 al Tipo3.

Tipo 1: sensibilità-controllo

Il numero di partecipanti appartenenti a questa categoria era 13, tra cui 8 uomini e 5 donne. I partecipanti di tale categoria considerano importanti le emozioni altrui perché pensano che il parere altrui sia importante per loro. In aggiunta, sono persone che sorridono sempre e nascondono le loro emozioni, non mostrandole agli altri, cercando di pensare positivamente, anche quando sono turbati o arrabbiati.

Tipo 2: simpatia-motivazione

Il numero di partecipanti appartenenti a questa categoria era di 12, tra cui 5 uomini e 7 donne. Agli individui di Tipo 2 piace parlare e condividere le esperienze che hanno vissuto. Inoltre, sono soggetti che hanno bisogno di fare quello che vogliono fare e cercano di essere interessati il più possibile a ciò che fanno.

Tipo 3: preoccupazione-simpatia

Il numero di partecipanti appartenenti a questa categoria era di 10, tra cui 4 uomini e 5 donne. Coloro che appartengono al tipo 3 cercano di non intraprendere nuove attività o nuove situazioni perché hanno paura di qualcosa di nuovo.

Quando hanno a che fare con esperienze nuove, svolgono ricerche accurate e sviluppano progetti prima di iniziare. Inoltre, a loro piace parlare di sé stessi e delle emozioni altrui e sono bravi a leggere tra le righe.

Discussioni.

Il tipo più comune di intelligenza emotiva presente tra gli infermieri e gli studenti di medicina è stato il Tipo 1. Coloro che appartengono a questa tipologia considerano molto importanti le emozioni altrui mentre cercano di non mostrare i loro cambiamenti emotivi agli altri.
Infermieristica e medicina sono professioni in cui si risente di un forte stress, considerando anche che gli studenti di medicina esercitano pratiche cliniche già all’inizio della loro carriera accademica.

In tale contesto, gli studenti riconoscono la necessità di dover sviluppare la capacità di controllare le proprie emozioni perché percepiscono un livello maggiore di ansia e di stress, specialmente quando non riescono a controllarle.

Saper controllare e gestire le proprie emozioni è particolarmente utile nei settori dei servizi alla persona, dato che l’abilità di aiutare qualcuno crea un effettivo meccanismo di coping per risolvere i problemi in modo programmato.

Le persone che appartengono al Tipo 2 pensano che sia importante per loro condividere le proprie emozioni con gli altri. Si motivano, anche con l’autoconvinzione che hanno bisogno di fare cose nuove, invece che evitarle.

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Si è constatato, inoltre, che l’empatia o la sensibilità nella professione medica riduce le complicazioni dei pazienti affetti da diabeti, diminuisce loro lo stress e l’ansia e migliora i trattamenti terapeutici.

Inoltre, gli aspiranti medici che sviluppano un’adeguata comprensione nelle situazioni problematiche possono creare e mantenere stati d’animo positivi controllando le proprie emozioni in modo adeguato.

I soggetti appartenenti al Tipo 3 non si buttano in nuove situazioni perché sono fortemente stressati da tutto ciò che è nuovo. Quando si trovano davanti ad una situazione inevitabile, sviluppano strategie attraverso approfondite ricerche.

Come dimostra questo studio, le persone che riescono ad esprimere le proprie emozioni in modo adeguato (Tipo 1) possono risultare più idonee, nei servizi alla persona. Questo perché riescono a leggere le emozioni altrui attraverso una relazione interpersonale con il paziente.

Coloro che utilizzano una strategia di problem - solving per affrontare nuovi compiti hanno meno probabilità di avere reazioni depressive legate alle nuove esperienze, perché cercano e utilizzano supporti sociali di cui hanno bisogno.

Per gli infermieri e gli studenti di medicina, il riconoscimento e il controllo delle loro emozioni sono importanti perché possono contribuire a migliorare il loro rendimento scolastico e aumentare la concentrazione sulle emozioni dei pazienti.

Tuttavia, le materie curricolari per lo sviluppo delle loro emozioni e delle loro abilità sociali non sono sufficienti, perché il curriculum accademico è proiettato solo al superamento dell'esame nazionale.

Pertanto, si ritiene urgente creare un curriculum che aiuti i soggetti a sviluppare l'intelligenza emotiva di di cui hanno bisogno.

Concludendo, si pensa i risultati di questo studio possano aiutare gli infermieri e i futuri dottori nel loro adattamento psicologico alle loro professioni, basandosi sulla comprensione dell’intelligenza emotiva appartenente agli studenti stessi.

 

Bibliografia:

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Tratto dalla Rivista "Osong Public Health Res Perspect"

 

Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Gilda Puzio

 

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