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I Disturbi dell' Apprendimento. Intervista alla Dott.ssa Di Cicco e alla Dott.ssa Cerratti

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La nostra intervista esclusiva alle Dottoresse S. Di Cicco e P. Cerratti in occasione del primo Open Day della Psicologia presso il MuMi (Museo Michetti) a Francavilla al Mare.

Di Cicco

All' evento, organizzato per divulgare approfondimenti tematici volti a promuovere e valorizzare i nuovi spazi informativi della Psicologia, ha partecipato come partner esterno anche Psiconline. Per formare ed informare professionisti e pubblico generico circa i nuovi ambiti della Psicologia abbiamo condotto una breve intervista alla Dottoressa Simona Di Cicco,psicologa esperta nei Disturbi dell' Apprendimento, e alla Dottoressa Paola Cerratti, presidente dell' Organizzazione AIRIPA Abruzzo-Molise. Entrambe le Dottoresse con grande disponibilità, si sono prestate a rispondere alle nostre domande illustrando in modo chiaro e diffuso l’ambito psicologico nel quale operano quotidianamente.

Di che cosa vi occupate e qual è l'utenza alla quale vi riferite?
Ci occupiamo prevalentemente di disturbi specifici dell’apprendimento, anche se lo psicologo può occuparsi, ovviamente, di ogni bisogno educativo speciale del bambino (da disturbi dell’apprendimento a disagi di natura sociale e linguistica) e può operare sia nella scuola che nei centri di riabilitazione pubblici e privati.
Lo psicologo può occuparsi della diagnosi o del trattamento dello specifico disturbo, oppure può impiegarsi nel recupero pomeridiano scolastico del bambino in qualità di tutor dell’apprendimento.

CerrattiQuali strumenti usate per operare nel vostro campo?
Direi che lo strumento principale siamo noi, ovvero i professionisti formati.
Tra gli altri strumenti poi, ci serviamo sicuramente del materiale standardizzato, come i test specifici che ci aiutano a stilare un profilo di funzionamento del bambino e che ci permettono, considerando punti di forza e debolezza del suddetto, di promuovere un progetto di trattamento adatto.
Si considerano, oltre i bambini, anche i ragazzi in quanto le possibili difficoltà presentate appartengono alla sfera dei disturbi evolutivi che compaiono, in alcuni casi, piuttosto severi durante le prime esperienze di apprendimento, ma accompagnano il soggetto fino agli studi universitari.
Quindi il compito dello psicologo è quello di guidare e fornire la migliore evoluzione possibile all' invidividuo in situazioni dove si presenta un franco disturbo o ci sono soltanto delle difficoltà più specifiche.

Dato che il vostro ambito applicativo è piuttosto specifico, vi è mai capitato di dover adottare un approccio integrato che coinvolgesse altre figure professionali oltre la vostra?
Il nostro lavoro si svolge in equipe multidisciplinare, come prevede anche la legge n. 170 che è specifica per i disturbi dell’apprendimento.
La diagnosi viene svolta da psicologo, neuropsichiatra e logopedista in stretta collaborazione e, in alcuni casi, sono previste anche altre figure come il terapista della neuropsicomotricità o il foniatra; quindi sicuramente il lavoro richiede un approccio integrato.
Alcuni ambiti, come quello della riabilitazione, sono rappresentati maggiormente da un singolo professionista, ma comunque il confronto necessita in ogni caso di un lavoro in equipe.

DSA 7Per quanto riguarda i giovani, in particolare gli studenti e i neolaureati di Psicologia, quali sbocchi lavorativi offre il vostro ambito applicativo?
Tanti, perché anche se il nostro ambito è molto specifico, noi ci occupiamo dell' apprendimento riferito non soltanto a DSA, dislessia e discalculia, ma anche a quadri più particolari: pensiamo all’apprendimento degli autistici ad alto funzionamento o degli ADHD. Lavorando in rete anche con altri psicologi- psicoterapeuti, che prendono in considerazione l’aspetto emotivo  a livello famigliare, cerchiamo di aiutare il bambino nel suo percorso di crescita.
Dalla legge n. 170 gli ambiti occupazionali stanno aumentando, perché si è data molta importanza a un’area di crescita del bambino; se si pensa che il bambino occupa la maggior parte delle sue ore da sveglio a scuola, diventa importante per lui potersi relazionare serenamente a questo ambito.

Dove operate nel concreto?
Noi operiamo principalmente nel privato, però anche in un centro per le famiglie a un progetto col comune di Chieti, chiamato “Centro Famiglia”, dove abbiamo uno sportello per gestire le difficoltà dell’apprendimento.
In particolare curiamo molto l'aspetto dei gruppi di muto-aiuto, per i genitori di bambini con difficoltà scolastica. Quest’ultima modalità è particolarmente efficace perché lavorando con i genitori ci sono delle ricadute molto positive sul benessere psicologico dei bambini che hanno tali difficoltà.

Ringraziamo entrambe le Dottoresse S. Di Cicco e P. Cerratti per la loro disponibilità e collaborazione ed invitiamo tutti voi che ci leggete a cercare sul sito il video integrale dell’intervista che ci hanno rilasciato.

 

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Tags: disturbi dell' apprendimento

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