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Interpretare i sogni infantili. Intervista a Salvatore Vallone

on . Postato in Le interviste di Psiconline® | Letto 911 volte

Psiconline intervista Salvatore Vallone che ha appena pubblicato, con Edizioni Psiconline, il libro “Ma cosa sognano i bambini. Interpretazione dei sogni infantili, prognosi e rischio psicopatologico”.

Salvatore vallone e i sogni infantili"Nel corso dei millenni il sonno e il sogno sono stati ritenuti fenomeni particolarmente enigmatici e hanno destato una certa inquietudine soprattutto per la loro carica impositiva e per l’impossibilità di sottostare a un qualsiasi controllo o condizionamento; la difficoltà, inoltre, di ricondurre il sogno e la sua apparente illogicità a un normale prodotto dell’attività razionale umana ha fomentato un ambiguo fascino.

La Psicoanalisi di Sigmund Freud ha posto la luce scientifica dove regnava il buio poetico della magia e della superstizione.
Il sogno non ha niente di mirabile o insondabile, di numinoso o divino, di premonitore o parapsicologico; esso è un’elaborazione psicofisica e uno strumento particolarmente atto a indicare i contenuti, le dinamiche e l’originale qualità della struttura psichica di ogni uomo.

Queste consistenti caratteristiche conferiscono al sognare una valenza di diagnosi e di prognosi, la possibilità di valutare lo stato psichico in atto e di intervenire al fine di apportare le giuste correzioni alle disarmonie eventualmente riscontrate"

Il saggio tratta il tema dell’interpretazione dei classici sogni infantili, della prognosi auspicabile e del rischio psicopatologico implicito.

Il testo si contraddistingue nella prima parte per la spiegazione teorica del fenomeno del sogno secondo la metodologia psicoanalitica e nella seconda parte per l’interpretazione di una vasta gamma di sogni classicamente collegati all’evoluzione psichica dell’infanzia e dell’adolescenza, sempre secondo le teorie di Sigmund Freud e nello specifico gli studi riguardanti la libido nella fase orale, anale, fallico-narcisistica e genitale in ottemperanza al principio del piacere e in attesa dell’avvento del principio di realtà. Sono richiamate, inoltre, le teorie sul complesso di Edipo e le psicodinamiche sulla rivalità fraterna.  

Ringraziamo il Dott. Vallone per la disponibilità e iniziamo subito con la prima domanda. Come nasce il suo libro?

“Ma cosa sognano i bambini” è il risultato di quarant’anni di ricerca teorica e di pratica clinica, la giusta ratifica di un lungo periodo di studi e di esperienze. Nel libro ho elaborato i sogni dei bambini tutelando la loro privacy in ogni senso.

Com’è strutturato?

La prima parte del libro tratta la teoria essenziale sul sogno, la seconda parte contiene l’interpretazione di 156 sogni. Questa è la parte più consistente per la sua valenza psicologica e clinica. Ogni sogno, oltre l’interpretazione, contiene la prognosi e il rischio psicopatologico.

A chi si rivolge "Ma cosa sognano i bambini"?

In primo luogo ai genitori particolarmente attenti al benessere psicofisico dei loro figli, perché capire il sogno aiuta ad affidarsi e a parlare di argomenti delicati. Inoltre i genitori possono avere una radiografia psicologica dell’evoluzione psichica e dei conflitti che i figli stanno vivendo. Di poi, il testo è indicato per tutte le persone intenzionate a conoscere il loro bambino dentro, le radici del mondo adulto nell’infanzia. È anche utile agli psicologi e agli insegnanti.

Che cos’è il sogno?

Il sogno è il prodotto psichico del sonno e attesta il quadro psicologico in atto. Il sogno sviluppa psicodinamiche interiori e relazionali attraverso l’elaborazione dei “fantasmi” e secondo le modalità del “processo primario” ossia del pensiero prelogico, un’elaborazione dei dati molto prossima alla fantasia.            

Quali caratteristiche ha il sogno?

Il sogno è un insieme di “segni”, ha un “contenuto manifesto” che è il ricordo più o meno logico e più o meno rattoppato al risveglio, un “contenuto latente” che è il significato profondo e nascosto. Quindi il sogno deve essere interpretato perché viene elaborato dai meccanismi del “processo primario” che sono la “condensazione”, lo “spostamento”, la “drammatizzazione”, la “simbolizzazione” la “rappresentazione per l'opposto” e la “figurabilità”. In questo modo il sogno è il guardiano del sonno perché consente di dormire senza che scatti l’incubo e di conseguenza il risveglio. Queste sono alcune caratteristiche della formazione e della funzione del sogno. Per il resto rimando alla parte teorica del libro, le prime cinquanta pagine accessibili anche ai profani senza perdere in scientificità.

Perché è importante interpretare i sogni?

Il sogno è la radiografia della struttura psichica e dei conflitti in atto, quindi funge clinicamente da diagnosi, prognosi e terapia. Accelera i tempi della psicoterapia e favorisce la coscienza di sé. Inoltre il sogno contiene i rischi psicopatologici, per cui non va soltanto interpretato, ma studiato accuratamente per una finalità clinica.

A chi giova comprendere i sogni dei bambini?

copertina valloneLa comprensione dei sogni è utile decisamente per i bambini se riesce a lenire sofferenze fisiche e psichiche e se riesce a farli crescere meglio possibile. Giova ai genitori che stabiliscono con il figlio un rapporto più profondo e possono sensibilizzarsi sulle sue problematiche senza errori madornali di interpretazione del suo disagio. È determinante per lo psicologo clinico e per l’insegnante. Dal sogno di un bambino si può anche evincere se ha subito un trauma o una violenza ed è, quindi, anche utile per la magistratura.

È difficile per un genitore capire il proprio figlio attraverso il sogno?

Il padre e la madre non hanno competenze per interpretare un sogno, ma hanno tanta sensibilità e perspicacia per capire che qualcosa nel figlio non sta andando per il verso giusto. Tanti genitori mi consultano e io dico sempre che bisogna preoccuparsi quando il bambino regredisce a tappe già superate: ad esempio ritorna a farsi la pipì e la cacca addosso, balbetta e fa mugolii, non mangia adeguatamente, si sveglia in preda a incubi, batte la testa contro il muro e altri sintomi regredienti. Questo vuol dire che il livello delle tensioni nervose ha superato i limiti di guardia e l’omeostasi è in crisi.

La logica del sogno e la logica della veglia sono diverse?

L’uomo pensa da sveglio secondo le modalità del “processo primario” e del “processo secondario”: l’uomo pensa da dormiente secondo le modalità del “processo primario”. Il “processo primario” si evolve nel “processo secondario” come il bambino si evolve nell’adulto: ad esempio la fantasia si evolve nella Logica, ma non si dimentica e tanto meno si distrugge. Ne sanno qualcosa gli artisti e non soltanto loro, purtroppo. Il sogno si evolve logicamente quando si interpreta o meglio si decodifica, dal codice primario si passa al codice secondario, dall’emisfero destro del cervello si passa all’emisfero sinistro.

Qual è la causa del sogno nell’adulto e nel bambino?

La causa del sogno si attesta nei “resti diurni”, stimoli appena avvertiti e non adeguatamente seguiti nel giorno precedente, esperienze in atto e ricordi emersi dal profondo, conflitti e traumi in atto o pensati, quel materiale che si definisce “resto diurno”.

Cosa contiene il sogno dei bambini?

Il sogno dei bambini contiene la storia e la formazione: le sensazioni, le emozioni, i sentimenti. Queste sono le tre poderose sintesi dei sogni dell’infanzia che nel bene e nel male formano la struttura psichica e il cosiddetto carattere: “formazione reattiva”. Il sogno contiene gli oggetti privilegiati dal bambino nell’evoluzione degli “investimenti della sua libido”: il corpo, la madre, il padre, i fratelli, gli altri e le altre cose. Il sogno dei bambini contiene i fantasmi della fase orale, anale, fallico-narcisistica e genitale, il complesso di Edipo.

Quali sono i sogni ricorrenti nei bambini?

Decisamente ricorrenti sono i sogni edipici, i sogni che riguardano la vasta e variopinta relazione con i genitori. Questi prodotti psichici formano il carattere e sono presenti anche nella vita onirica adulta.

Qual è il sogno più preoccupante per un genitore?

I sogni più delicati sono quelli che riguardano il “fantasma di perdita”, la sindrome abbandonica, l’angoscia del bambino di essere abbandonato dai genitori e in particolare dalla madre o da una figura similare. Il “fantasma di perdita” è deputato alla psicopatologia più tragica, la depressione. Credo che a questo punto mi vorrà chiedere “cos’è il fantasma”. Anticipo e le dico che i fantasmi sono i concetti elaborati dai meccanismi del “processo primario”, ma forse è meglio un esempio. Il concetto logico della mamma afferma che la mamma è colei che mi ha generato, il fantasma della mamma grida “mamma, mamma!” Il concetto è emotivamente freddo, il fantasma è emotivamente caldissimo. I fantasmi sono simboli universali che riguardano l’origine, i genitori, la perdita,la sessualità e altro materiale culturalmente in atto.

Tra i sogni riportati nel libro quale colpisce di più la sua attenzione?

Sono particolarmente colpito dai sogni che riguardano la sessualità semplicemente perché viviamo in una cultura sessuofobica che risente di remore morali e religiose. Non mi risulta a tutt’oggi che nelle scuole esiste una materia titolata “educazione alla sessualità”. Le storture educative a tal riguardo sono responsabili dei peggiori mali sociali e di una vasta branca della psicopatologia.

Quali sono i risultati scientifici di quarant’anni di ricerca sul fenomeno del sogno?

La base teorica resta la ricerca di Freud in riguardo all’evoluzione della “libido” e alla formazione dei “meccanismi di difesa” e ai paradigmi dei sistemi psichici, di poi è intervenuta la scienza semiologica e la neuroscienza in riguardo al cervello e al suo funzionamento. Importante è anche il concorso della filosofia del linguaggio. Personalmente sono arrivato a formulare un quadro sulla consistenza del sogno con l’implicazione della Psicoanalisi freudiana come modello psichico, della Neurofisiologia del cervello come base organica, della Semiologia come interpretazione dei segni, della Filosofia del linguaggio come paradigma comunicativo. Vorrei aggiungere che dall’inizio di quest’anno è attivo il mio blog “dimensionesogno.com”, interpretazione psicoanalitica dei sogni, un servizio di consulenza psicologica assolutamente gratuita e aperto a tutti coloro che gradiscono conoscere il significato profondo dei loro sogni. La mia ricerca scientifica, come vede, continua senza soste.

Come nasce la sua passione per lo studio dei sogni e a chi è dedicato “Ma cosa sognano i bambini”?

Io sono nato nella strana città di Siracusa, strana per il suo essere greca, romana, araba, normanna, francese, spagnola, italiana; una città ricca di miti e di riti, di chiese e di templi, di poesia e di natura, una città da interpretare. Nella prima parte della mia vita questa complessa e fascinosa città mi ha sensibilizzato verso la cultura classica. Per quanto riguarda la seconda domanda le dico che mia madre, donna di popolo, si metteva al balcone e interpretava i discorsi della gente a suo uso e consumo e vi coglieva i segni del futuro. Inoltre mi portava da una vecchietta, che fungeva da psicoterapeuta del quartiere con i suoi rituali magici, per risolvere le mie angosce infantili somatizzate nello stomaco, la zona simbolica degli affetti. Vista la sua sensibilità, non posso che dedicarlo a colei che mi ha indicato la strada: Giudice Concetta, detta Tita.

 

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Tags: infanzia sogni infantili

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