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Intervista a Sandra Vannoni, Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana

on . Postato in Le interviste di Psiconline® | Letto 439 volte

sandra vannoniL'Ordine degli Psicologi della regione Toscana ha indetto, per la settimana dal 26 al 30 ottobre, una campagna di sensibilizzazione, rivolta a tutti i cittadini. Questa manifestazione ha avuto l'obiettivo di "istruire" ma soprattutto far conoscere le differenze tra quelle figure professionali nate dai diversi campi di applicazione della Psicologia, così da dare la possibilità, al cittadino, di scegliere il tipo di aiuto di cui ha effettivamente bisogno.

Vedendo il clima frizzante che ha avvolto questa manifestanzione e il coinvolgimento di più di 800 strutture, abbiamo pensato di incontrare la dottoressa Sandra Vannoni, Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana, nonchè promotrice dell'evento, per farle alcune domande, così da dare ai nostri lettori un quadro maggiormente dettagliato delle motivazioni che hanno dato origine al suddetto evento.

Abbiamo trovato la Dott.ssa Vannoni estremamente disponibile all'incontro e entusiasta per l'occasione che si è venuta a creare.

Psiconline: Come mai ha avvertito la necessità di scendere nelle piazze, e comunicare che cosa fa uno psicologo?

Vannoni: Lo scendere in piazza è solo una delle azioni che compongono questa Campagna di Valorizzazione della professione di Psicologo. L’ idea è il prodotto di riflessioni maturate nel tempo. Fin da quando sostenni l'esigenza della prima ricerca sull’Immagine dello Psicologo in Toscana la motivazione principale era quella di poter disporre delle coordinate culturali e operative significative a promuovere una immagine corretta ed efficace degli psicologi e della loro professionalità. Ritengo, quindi, che l’attuale “ Campagna di informazione al cittadino sulla Professione di Psicologo in Toscana” rappresenti il punto in cui confluiscono una serie di riflessioni, osservazioni, obiettivi elaborati e rielaborati durante tutti gli anni di questo attuale mandato. In particolare, il punto di partenza della riflessione è stato quello della lotta all’abusivismo e della valutazione che affrontare il problema solo nelle aule dei tribunali, dove tra l’altro le cause durano anni, non fosse sufficiente nè assolutamente incisivo rispetto all’esigenza di dare un’informazione istituzionale corretta sui rischi di prestazioni date da persone non abilitate ma anche sugli ambiti e le possibilità di intervento che la nostra professione può offrire, unite ai vantaggi ed alle sicurezze che possono dare prestazioni di qualità, erogate da professionisti preparati e legittimati a fornirle.
Per la realizzazione di questa iniziativa, il cui lavoro di predisposizione è durato circa un anno e mezzo, ci siamo avvalsi dell’analisi dei dati provenienti dalle principali ricerche, quantitative e qualitative, sia nazionali che regionali presenti in letteratura, sulla percezione del ruolo dello psicologo da parte degli utenti; dei risultati dell’analisi qualitativa commissionata dall’Ordine della Toscana (condotta attraverso focus group) , del supporto di una consulente professionista esperta in marketing e comunicazione, e di agenzie creative e media.
Inizialmente l'idea era quella di fare una campagna di informazione attraverso Stampa e Affissioni nei capoluoghi di provincia.
Successivamente, elaborando i risultati dei focus groups in cui le persone ci rappresentavano come professionisti chiusi nei propri studi, un pò freddi e distanti, si è sviluppata l'idea di affiancare alla campagna stampa (oltre 50 uscite su quotidiani a tiratura locale e regionale) ed affissioni ( oltre 1500 manifesti) delle azioni di avvicinamento al cittadino : 13 giornate con i Gazebo nelle piazze e la settimana Studi Aperti, durante i quali sono stati anche distribuiti 25000 opuscoli informativi sulla professione.
Punto di forza è stata l’ampia disponibilità offerta da parte dei colleghi toscani nel collaborare alla realizzazione dell’iniziativa fornendo un'informazione mirata al cittadino sia attraverso l'iniziativa dei Gazebo nelle piazze toscane sia attraverso i colloqui informativi sulla professione durante la settimana “ Studi Aperti”.

Psiconline: Pensa che tutte queste nuove professioni simili a quella dello psicologo, come ad esempio il counselor, non facciano altro che aumentare la confusione che aleggia attorno alla figura dello psicologo?

Vannoni: Francamente faccio fatica a chiamarle “nuove professioni” in quanto il termine professione ritengo meglio si addica alle professioni regolamentate e con percorsi formativi normati e chiari. Certo , sicuramente, producono una gran confusione nel cittadino non preparato in termini di specifico professionale e di normative. Tra l’altro, in molte delle cosiddette "nuove professioni", possiamo rilevare elementi che configurano un esercizio abusivo della nostra, in quanto in forma segmentata, non scientifica e senza un coerente piano di studi legalmente riconosciuto, utilizzano tecniche provenienti dalla psicologia e lavorano su aspetti della persona di competenza dello psicologo.

Psiconline: E' secondo lei fondamentale indirizzare il messaggio anche alla categoria stessa dello psicologo, visto che spesso i confini tra psicologo e psicoterapeuta vengono facilmente elusi?

Vannoni: Credo che la categoria abbia bisogno di dare più valore alla professione di psicologo che è una professione di ampissime possibilità applicative in moltissimi campi invece che determinarne lo schiacciamento solo sulla psicoterapia che sebbene estremamente utile rappresenta una delle possibili specializzazioni della psicologia. Come tale, non possiamo quindi pensare che possa esaurire tutte le possibilità di intervento psicologico.

Psiconline: Cosa si aspetta da questa manifestazione? come pensa che reagirà la popolazione?

Vannoni: Adesso l’iniziativa è appena conclusa. Non abbiamo ancora elaborato i dati quantitativi e qualitativi relativi alle schede di follow-up dei colloqui informativi. Comunque durante le giornate nelle piazze la risposta dei cittadini è stata alta così come l'interesse. In diversi hanno detto : “ Era l’ora che vi faceste conoscere! D'altra parte questa rappresenta la prima iniziativa istituzionale di questo tipo, a livello regionale ma anche nazionale, quindi se da una parte non disponiamo di esperienze precedenti per azzardare delle anticipazioni, dall'altra crediamo di essere riusciti a colmare un vuoto informativo nella popolazione rispetto alla professione dello psicologo che, molte ricerche -come già detto- hanno messo in evidenza.

Psiconline: Crede che sarebbe necessario creare una rete che coinvolga l'Ordine a livello nazionale per far in modo che circoli un'informazione la più oggettiva possibile?

Vannoni: Lo ritengo fondamentale. La nostra iniziativa poteva benissimo essere realizzata a livello nazionale invece che solo regionalle. Mi auguro che la buona riuscita della nostra Campagna possa essere di spinta per promuovere l'iniziativa su scala nazionale. Io di sicuro la sosterrò.

Psiconline: Pensa che l'università, in qualità di struttura deputata alla formazione, possa in qualche modo dare informazioni maggiormente complete e concrete sulla figura dello psicologo?

Vannoni: E' altrettanto fondamentale. Gli studenti escono ancora dall'Università con in testa soltanto quello che è il lavoro di psicoterapeuta. Poco consapevoli che è il settore di mercato più saturo in quanto sono molto poco informati sugli altri ambiti applicativi ed insufficientemente attrezzati ad operare come “ psicologi”. Una delle origini dei problemi occupazionali della nostra professione ( oltre ovviamente a quello dell'incremento demografico) risiede nella scarsa informazione ed orientamento degli studenti verso altri sbocchi che non siano la psicoterapia. Sarebbe come se tutti i laureati in medicina venissero indirizzati a specializzarsi, ad esempio, in oculistica o in cardiochirurgia. Con la Facoltà di Psicologia di Firenze stiamo mettendo a punto una serie di iniziative volte ad ancorare maggiormente la formazione alla domanda di psicologia, nonchè fornire come Ordine una serie di informazioni legate al mondo del lavoro, alla normativa legata alla professione , alla deontologia. La domanda di psicologia è forte, il rischio che stiamo correndo è che vi rispondano altri.

Psiconline: Numerose strutture hanno appoggiato la sua iniziativa, questo, secondo lei, testimonia il fatto che sia un bisogno che si fa portavoce di quest'area professionale?

Vannoni: Sicuramente le molte strutture/istituzioni che hanno appoggiato e patrocinato l'iniziativa, si sono rese conto, o cominciano a farlo, che occorre dare risposte alle esigenze delle persone in maniera più efficace. Questa campagna che punta a valorizzare la nostra professione, mettendo in luce le molte competenze che al momento risultano poco conosciute dalla possibile committenza, può in effetti fornire delle nuove possibilità di rispondere alle richieste di intervento della popolazione.
La chiusura negli studi, evidenziata dal cittadino, non offre sicuramente grandi chance per posizionarsi come professione “utile” capace di interagire con il mondo politico/istituzionale e in grado di progettare interventi su quelli che sono i problemi più attuali.

Psiconline: Pensa che sia necessario questo incontro come un appuntamento annuale?

Vannoni: Una campagna di questo genere costosa in termini sia economici che di risorse umane, di preparazione, organizzazione, realizzazione non può essere un’esperienza una tantum.
Sappiamo che la ricaduta migliore la possiamo avere se un “brand” diventa un’immagine costante e riconoscibile nella popolazione.
Quindi il materiale sin qui elaborato e costruito può avere il suo migliore ritorno se viene utilizzato per un’azione continua e costante a diversi livelli.

Anzi ritengo che il migliore ritorno possa essere proprio sul medio termine, magari calibrando ancora più precisamente le azioni, grazie alle valutazioni e riflessioni sui dati di follow-up.
Credo quindi che, se vogliamo lavorare seriamente ad una valorizzazione della nostra professione, sia fondamentale programmare iniziative annuali di informazione al cittadino, e non solo. Per l’anno prossimo ( se sarò rieletta) penso che dovremo ampliare il tiro e puntare anche a campagne di informazione mirate ai vari stakeholder.

 

(Intervista a cura di Rossella D'Oria)

 

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