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Intervista con L. Petrone e M. Troiano su "Chat: incontri e scontri dell'Anima"

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on . Postato in Le interviste di Psiconline® | Letto 432 volte

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chat incontri e scontri dell'animaIncontriamo Loredana Petrone e Mario Troiano, autori del bel libro "CHAT: incontri e scontri dell'Anima" pubblicato da Editori Riuniti nel'anno appena trascorso, in una loro giornata tipo, di corsa fra impegni di vario genere e totalmente presi dalla presentazione dei loro libri (scritti o semplicemente "curati).

Entrambi estremamente disponibili ed innamorati del loro lavoro, rispondono volentieri alle nostre domande sul loro libro con l'intento di aiutare sia noi che i nostri visitatori a comprendere i profondi meccanismi che vivono sulla "rete" e le interazioni che su internet si creano.

In fondo il mezzo così nuovo (perlomeno dalle nostre parti) e così apparentemente complesso potrebbe certamente configurarsi come un forte catalizzatore di problematiche e di disagio oppure come un momento di particolare "scarico" delle dinamiche profonde che ciascuno di noi si porta dietro.

Li intervistiamo insieme ed insieme ci rispondono, senza voler differenziare le loro opinioni così da consentirci ancora di più di comprendere come il loro libro sia stato realmente scritto a "quattro mani".

Psiconline
Come mai avete utilizzato questo titolo 'chat: incontri e scontri dell'anima'?

Petrone e Troiano
Le Chat secondo la nostra esperienza di chatters sono luogo di incontro e scontro dell'Anima. Anima intesa come luogo femminile dove il corpo viene, per la prima volta, nella storia della DONNA, sublimato nel mondo simbolico della parola, in un percorso al contrario che va dalla parola al corpo e non come è sempre stato dal corpo alla parola. Modificando il concetto della seduzione, in quanto il corpo viene abbandonato come strumento seduttivo, lasciando alle parola il potenziale evocativo dell'AMORE.

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Inoltre, per la prima volta, l'UOMO deve accettare un luogo di incontro con la DONNA che non gli è proprio, dovendosi confrontare egli stesso con il suo lato femminile. Nelle comunità virtuali si assiste al nascere ed il rinascere del mito della maschera, prezioso gioco di specchi, in cui l'immaginazione instancabilmente ed incessantemente ci permette di essere abili trasformisti ed essere chi siamo e chi vorremmo essere al tempo stesso. Attraverso la maschera l'uomo vive la metamorfosi del suo esistere, diventando differente da ciò che è, pur rimanendo se stesso, e rappresentando di volta in volta ciò che vorrebbe essere.

In chat non ci si presenta con la propria identità ma con un soprannome (nick) questo aiuta ad essere liberi? O in Rete si finge?

L'utilizzo del nick permette al chatter sia di essere libero, cioè di parlare di sé agli altri senza alcuna reticenza, perché protetto da un nick, ma è anche uno strumento utile per poter fingere, ciò accade quando i soprannomi diventano delle vere e proprie maschere, che permettono ad ognuno di noi di diventare come l'altro ci desidera mediante i processi di identificazione e proiezione.

Nelle comunità virtuali, quindi, si assiste al nascere ed il rinascere del mito della maschera, prezioso gioco di specchi, in cui l'immaginazione instancabilmente ed incessantemente ci permette di essere abili trasformisti ed essere chi siamo e chi vorremmo essere al tempo stesso. Attraverso la maschera l'uomo vive la metamorfosi del suo esistere, diventando differente da ciò che è, pur rimanendo se stesso, e rappresentando di volta in volta ciò che vorrebbe essere.

In chat il codice di seduzione cambia?

Gli esseri umani vengono attratti, avvicinati, avvinti l'un l'altro da una sottile ed imperscrutabile forza: la seduzione.
La seduzione sembra seguire percorsi differenti. Nel mondo reale è affidata al potere del corpo in quello virtuale al potere evocativo delle parole.

In chat non sono più lo sguardo, le mani, le movenze o qualsiasi altro particolare dell'altro a sedurci. La seduzione è affidata al mondo delle parole. Sono le parole a sedurre.

Le parole vengono utilizzate indistintamente dagli uomini e dalle donne per cercare di ammaliare l'altro, per farlo innamorare di se'.

Quando si decide di passare dal mondo virtuale a quello reale?

I motivi che spingono il popolo dei chatters a chattare per ore ed ore è il desiderio di conoscersi, che si trasforma in voglia di incontrarsi.
In chat ci si conosce attraverso brevi e concise frasi, attraverso la danza delle parole.
Le parole trasmettono una miriade di emozioni, che ci spingono ad immaginare la persona, i suoi occhi, il suo sorriso, la sua voce. Dopo aver conosciuto il nostro interlocutore, o meglio dopo aver proiettato su di lui ciò che vorremmo che fosse, e dopo aver trascorso del tempo con lui, scatta il desiderio di incontrarlo.

L'incontro può rimanere circoscritto alla sfera del virtuale o, dopo un crescendo di intimità, trasformarsi in un vero e proprio appuntamento al di qua dello schermo. Dopo essersi incontrati virtualmente, solitamente, molti chatters avvertono l'esigenza di incontrarsi anche realmente. Ci si scambia il numero del cellulare, e si assiste allo scambio di fotografie, che condurranno all'incontro carnale.

La relazione passa dal mondo virtuale a quello tattile, man mano che l'attrazione tra gli innamorati virtuali cresce, grazie ad un escalation nel numero di telefonate e di lettere di posta elettronica o di tempo trascorso on-line a chiacchierare.

Chi sono i cybernauti? Quali le loro caratteristiche di personalità?

Varia è la classificazione del popolo di cybernauti, ne citiamo alcuni esempi:

  • Insoddisfatti. Coloro che non trovano nella realtà nulla che corrisponda ai loro sogni più segreti
  • Sognatori. Persone che si realizzano negli incontri virtuali, costruendo un castello di emozioni
  • Romantici. Coloro che amano creare un'atmosfera romantica, un vero e proprio appuntamento galante, in cui abbandonarsi.
  • Iconoclasti. Coloro che non desiderano vedere in volto il partner L'idea non tradisce mai, meglio sognare piuttosto che rischiare che tutto crolli solo per un'immagine che non corrisponde al reale.

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Per gli adolescenti la Rete è pericolosa?

La Rete potrebbe diventare pericolosa sia per gli adolescenti, che i pre-adolescenti, in quanto potrebbero diventare psicologicamente dipendenti per le caratteristiche interattive di internet.

Ruolo fondamentale è quello dei genitori che dovrebbero conoscere la Rete e le sue insidie, in modo da offrire un 'occhio vigile' alle dinamiche del figlio e stare attenti che la Rete non diventi l'unico luogo dove poter star bene con se stessi ed evitare al tempo stesso lo stress della scuola, dell'adolescenza e della vita familiare.

 

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Tags: adolescenti chat

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