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'L'adolescenza nell'epoca della globalizzazione'. Intervista con L.Angelini

on . Postato in Le interviste di Psiconline® | Letto 420 volte

AA.VV. (a cura di Leonardo Angelini e Deliana Bertani)
L'adolescenza nell'epoca della globalizzazione
2005, Pagine: 318
Prezzo: € 15,00
Edizione: Unicopli

In questo volume un gruppo di studiosi (L. Angelini, R. Beneduce, D. Bertani, A. Bosi, A. Castellani, M. Farina, S. Laffi, D. Le Breton, P. Mottana, G. Pietropolli Charmet, A. Salvo, F. Vanni) ha cercato d'evidenziare gli elementi di continuità e discontinuità esistenti fra l'adolescenza odierna e la sua immagine più tradizionale. Da una parte la centralità del tema del passaggio dall'infanzia all'età adulta e della sua ritualizzazione, dall'altra le nuove modalità che lo contraddistinguono, il dilatarsi dei tempi secondo i quali esso viene scandito e ritualizzato, i nuovi luoghi fisici e mentali in cui esso avviene.

Abbiamo voluto ascoltare, direttamente dalla voce di uno dei curatori, il senso profondo del volume ed i motivi particolari che lo rendono così valido ed indispensabile da leggere e consultare. Con grande cortesia il Dott. Leonardo Angelini, responsabile del servizio di counselling psicologico “Free Student Box” dell'AUSL di Reggio Emilia, si è messo a nostra disposizione ed ha risposto volentieri alle domande di Psiconline.

Psiconline
“L'adolescenza nell'epoca della globalizzazione”: come nasce questo libro collettaneo?

L. Angelini
Da un insieme di seminari tenuti due o tre anni fa a Reggio Emilia all'interno della AUSL, e specificatamente all'interno del Consultorio Giovani OPEN G. Cioè in una struttura pubblica che, come in molte altre occasioni, non si è limitata a predisporre un insieme di seminari su di un tema ritenuto importante, ma li ha anche offerti gratuitamente ai colleghi non reggiani del pubblico e del privato. L'idea nasce all'interno di una serie precedente di seminari centrati sull'analisi del rapporto fra tirocinanti e tutor - ugualmente aperti a colleghi, psicologi e non, di fuori Reggio – all'interno dei quali ci eravamo presto accorti che per comprendere i vari significati che il tirocinio assume per i giovani d'oggi occorresse inquadrare questo fenomeno all'interno delle cerimonie di passaggio all'età adulta. Quei seminari si conclusero con la pubblicazione di un testo che significativamente avevamo intitolato : “Tirocinanti e tutor - il tirocinio come cerimonia di aggregazione del giovane nell'età adulta, del neo-professionista nella professione” che appariva ora ai nostri occhi come una vera e propria analisi del momento finale dell'adolescenza. Per cui, dopo di essi e a partire da essi, l'idea diventava quella di estendere l'indagine sull'adolescenza odierna a tutti gli altri momenti topici dell'adolescenza, a tutte le altre sue fasi. Da ciò la suddivisione del testo in tre sezioni: la prima intitolata “Riti di separazione dall'infanzia e cerimonie di ingresso in adolescenza”, la seconda “Nell'isola che non c'è: cosa avviene nel lungo periodo di margine”, la terza, sulla postadolescenza: “Verso l'età adulta oggi”, che penso esprimano chiaramente ciò che abbiamo voluto indagare.

Psiconline
Dicevi che i seminari sono stati gratuiti e contemporaneamente aperti a colleghi non reggiani: ci vuoi spiegare meglio?

L. Angelini
Si. Dal momento che come OPEN G avevamo trovato i fondi all'interno del budget della nostra AUSL (fondi che nel tempo abbiamo imparato a istituire e difendere) e nel momento in cui avevamo agganciato esperti di rilevanza nazionale (Pietropolli Charmet, l'Anna Salvo, Beneduce, Mottana, la Castellani , etc.) e internazionale (Le Breton è poco conosciuto in Italia, ma è uno dei massimi esperti mondiali in tema di corporeità) era stolto riservare questi seminari ai 10 o 12 colleghi del Consultorio Giovani reggiano e, come in altre occasioni abbiamo aperto a psicologi e social worker operanti sull'adolescenza in provincia a fuori, nel pubblico come nel privato. Il risultato è stato una partecipazione ampia e qualificata di oltre 100 colleghi provenienti per il 50 % dalla provincia di Reggio Emilia e per il resto da ogni provincia del centro-nord! Con oltre 70 colleghi che abbiamo dovuto scartare poiché, letteralmente, non avevamo lo spazio per ospitarli. Ogni seminario consisteva in una relazione cui seguiva una riflessione in gruppo ed un ritorno in plenaria per sottoporre al relatore le riflessioni nate nei gruppi. Insomma si è trattato di un insieme di momenti esaltanti e approfitto per ringraziare ancora una volta i colleghi psicologi Giuliana Moruzzi, Ruggero Lamantea, Fabrizio Rizzi, e Fabio Vanni, nonché il NPI Roberto Salati per avere condotto con tatto e maestria i 5 stabili gruppi di lavoro all'interno dei quali sono stati suddivisi all'inizio i colleghi iscritti ai seminari.

Psiconline
Quali a tuo avviso gli elementi di novità più rilevanti che connotano l'adolescenza di oggi?

L. Angelini
Nel confronto non solo fra adolescenze di oggi e di ieri, ma anche fra adolescenze di qui o di è possibile notare delle costanti e alcuni significativi cambiamenti. Van Gennep ci ha insegnato a riconoscere in ogni processo di passaggio da una condizione ad un'altra riti di ingresso, stato di margine e riti di uscita e di riaggregazione. La psicoanalisi d'altro canto ci ha aiutato a comprendere le ragioni di questa ritualizzazione: ragioni di tipo difensivo che, nel caso dell'adolescenza, valgono sia per i neofiti sia per la comunità degli adulti: per i neofiti a causa del deficit di senso che la realtà esterna ed interna all'improvviso assume; per gli adulti per l'esigenza che essi hanno di smussare gli elementi di discontinuità che l'emergere della nuova generazione comporta. Tutto ciò in termini strutturali oggi rimane tale e quale a ieri ..

Psiconline
.. e allora cos'è che cambia?

L. Angelini
.. il fatto è che oggi praticamente il vecchio percorso cerimoniale “riti di ingresso - stato di margine - riti di aggregazione all'età adulta”, pur essendo strutturalmente ancora presente non è più sovrapponibile fenomenologicamente alla scena attuale che appare perciò come profondamente mutata.

La cosa che salta più all'occhio è il prolungarsi sine die dello stato di margine. Esigenze di tipo produttivo e formativo sono all'origine di questo fenomeno che costringe il giovane in mezzo al guado per un tempo lunghissimo. In questo modo la comunità degli adulti non è più in grado di delegare alcuna sua componente a sovrintendere al passaggio, a certificare l'avvenuta crescita. Sembrano cioè - e questo è un secondo importante elemento critico che emerge se si legge attentamente la scena adolescenziale attuale - non esserci più sacerdoti del passaggio . Anche se, ad esempio, la scuola oggettivamente svolge funzioni cerimoniali.

E poi, terzo elemento, anche la famiglia, i genitori, l'altra grande entità che presiede alla crescita e la attesta, si trova di fronte a profondi cambiamenti: il passaggio dalla famiglia etica, alla famiglia affettiva (Charmet); la sua trasformazione da un luogo in cui i livelli di negoziazione erano minimi, a luogo in cui al contrario (come abbiamo tentato di dire con Deliana Bertani) tutti gli attori devono assumere una più precisa ed estesa attitudine al negoziato. Famiglia d'altro canto che, in forza del ritardato ingresso del giovane nel mondo del lavoro diventa famiglia lunga (Farina – Bosi) in cui due generazioni di adulti convivono in forma del tutto nuova.

Ma in mezzo al guado ci sono soprattutto i giovani, gli adolescenti che - in questo interminabile periodo margine in cui la comunità degli adulti non li aiuta molto a darsi senso - finiscono col definire dei luoghi loro e solo loro, dei luoghi serotini distinti da quelli degli adulti (Alessandra Castellani). Giovani che, di fronte alle prime prove, ai primi amori alle prime separazioni, sentono il bisogno, in assenza di cerimonie corali e pubbliche, di inventare delle cerimonie intime parallele (come le chiama Le Breton): tatuaggio, piercing, sport estremi, etc) che segnino in maniera indelebile sui loro corpi, nel profondo della propria psiche che stanno diventando grandi!

Ed in questa prospettiva, e di fronte a queste esigenze e a queste assenze: il tutoring, il mentoring, tutte le varie forme più o meno paritarie che assume l'accompagnamento in questa età (come ci ricorda nel testo Paolo Mottana) diventano un altro degli elementi cerimoniali suppletivi che oggi si intravedono

Infine oggi nelle realtà metropolitane prende piede un'altra adolescenza: quella immigrata di prima e di seconda generazione su questo piano il contributo di Roberto Beneduce ci permette di comprendere quello che accade in noi nell'impatto con questa nuova entità con la quale ci stiamo abituando a convivere e di comprendere come a fronte della nostra fatica a convivere con loro c'è una loro fatica a convivere con noi, con la nostra cultura, con la nostra lingua che non sono la loro cultura e la loro lingua: conflitto fra filiazione e affiliazione, come lo definiscono gli etnoanalisti.

Psiconline
Che significato assume in questa prospettiva l'attività di rimodellamento per il giovane d'oggi?

L. Angelini
Intanto occorre dire che, di fronte all'adolescenza, le attività di rimodellamento prendono un po' tutti: i genitori, come dicono i sociologi, poiché quando i loro figli diventano adolescenti, si trovano mediamente nella crisi di mezza età (e ciò sicuramente implica uno sforzo nuovo di rimodellamento del oro mondo interno) e, come dicono gli psicologi, perché devono rifare i conti con la propria adolescenza, con i propri introietti che sono eccitati, nella scena attuale, dalle cose che dice e che fa oggi di fronte ad essi il loro figlio adolescente, che li saluta, che pretende di andare da solo per il mondo, che li provoca, etc. etc. (vedi ciò che dice Charmet sull'acting out in adolescenza, e sulla sessualità adolescenziale Anna Salvo); idem con patatine accade per i proff, che in più hanno l'ingrato compito di rivivere in continuazione per tutta la vita il film della propria adolescenza proiettato sul telone della propria classe.

Ma ovviamente l'attività di rimodellamento (corpo ed anima!) per eccellenza è quella degli adolescenti che devono rimanere se stessi nel cambiamento, che devono affrontare fin nelle proprie viscere questo paradosso dell'identità! (e su questo piano invito veramente a leggere i lavori dell'Anna Salvo presenti nel testo).

Ma oggi tutta da studiare e da approfondire è quell'attività che potremmo definire di ulteriore rimodellamento che avviene in postadolescenza, che è collegata al ritardato ingresso del giovane nell'età adulta e che genera una dialettica nuova fra istanze di tipo ideale e super io realistico e riparativo, cioè fra l'universo personale delle aspirazioni e la coscienza dei propri limiti che la realtà del precariato giovanile esaspera.

 

intervista a cura di Luigi Di Giuseppe

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