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Psychiatry on line Italia. Intervista a Francesco Bollorino

on . Postato in Le interviste di Psiconline® | Letto 1032 volte

Psiconline intervista Francesco Bollorino, responsabile di POL-it (Psychiatry on line Italia), pioniere della informazione professionale nel campo della salute mentale sul web italiano.

Psychiatry on line Italia - Francesco BollorinoFrancesco Bollorino, psichiatra vive e lavora a Genova. Nel 1995 ha fondato e tutt’ora dirige Psychiatry on line Italia a cui ha affiancato dal 2011 un canale tematico YouTube. Ha pubblicato per Apogeo due saggi sul tema dell’Information Technology: PSICHIATRIAONLINE e ASCESA E CADUTA DEL TERZO STATO DIGITALE, ambedue disponibili on line sul sito della Rivista. Nel 2016 ha pubblicato un libro di favole IRIS per Alpes, Roma.

Lo incontriamo con piacere, nel quadro di una iniziativa di Psiconline.it volta a conoscere approfonditamente le iniziative e le informazioni presenti sul web nel campo delle salute mentale online in Italia.

Francesco Bollorino, estremamente disponibile, ci svela, nelle sue risposte, tutta la storia di Pol-it e contemporanemanete mette in mostra la sua incredibile capacità di innovazione e la sua profonda capacità personale di cogliere il nuovo ed utilizzarlo al meglio. Vi lasciamo con piacere alle sue risposte.

Psiconline:
Pol-it è una delle più antiche iniziative online italiane nel campo della salute mentale e dell'informazione in campo psichiatrico. Nata in epoca in cui il web era ancora frequentato da pionieri e da avventurosi. Come mai hai avuto l'idea di realizzarla? Con quali obiettivi? E con chi hai condiviso e realizzato l'idea iniziale?

Francesco Bollorino:
Tutto è cominciato nelle vacanze di Natale del 1994 a Londra, è lì che in libreria trovai i primi libri su Internet di cui avevo sentito parlare vagamente nei mesi precedenti, che mi aprirono un mondo fino ad allora sconosciuto. Rientrato in Italia l’8 gennaio del 1995 sottoscrissi il mio primo contratto di fornitura di un accesso alla rete. Erano tempi davvero particolari eravamo in pochissimi a usare la rete con strumenti davvero primordiali a partire dal “velocissimo” modem da 128K. C’era la posta elettronica, il collegamento FTP per scaricare files e programmi, le mailing lists, i newsgroups la prima forma di social networks ma soprattutto c’era Mosaic prima e Netscape dopo la porta di accesso al mondo del web.

Fu navigando sul web che mi imbattei in Psychiatry on line UK la rivista web fondata da un collega di Liverpool, Ben Green. Nella mia vita mi sono sempre occupato di comunicazione così mi fu facile intuire le potenzialità del mezzo e prendere contatto con Ben per proporgli di aprire sul suo sito uno spazio in italiano da chiamare Psychiatry on line Italia. Era il maggio del 1995 ed è quella la data in cui tutto è cominciato. Mi ingegnai a imparare il linguaggio di programmazione delle pagine (il codice HTML) e per qualche mese pubblicai sul sito inglese prima di registrare il dominio e aprire verso novembre del 1995 il sito autonomo della rivista. Se andate su Web Archives trovate ancora tracce dell’evoluzione grafica e contenutistica di POL.it.

Ciò che mi spinse a iniziare questa avventura fu, nello scetticismo generale, l’intuizione delle potenzialità enormi del sistema, non a caso dopo aver contribuito alla nascita della prima mailing list politica italiana (la lista pro-prodi nel 1996) affiancai alla rivista delle mailing list di area psy (in primis psic-ita tutt’ora funzionante) per favorire la circolazione delle idee e delle connessioni tra i colleghi come me avventurosamente connessi.

Fu attraverso la rete che cominciai a trovare collaboratori e fornitori di contenuti e fu attraverso la rete che creai un abbozzo di redazione.

Ricordo l’incontro col mio primo collaboratore il collega Raffaello Biagi di Bologna al Palazzo delle Stelline a Milano per un congresso che non avevo mai visto di persona, ricordo la prima riunione di redazione al Castello di Montesegale nel pavese che mise le basi per lo sviluppo della rivista. Furono anni intesi e anche creativi: nel 1998 organizzai il primo (e unico purtroppo) congresso internazionale INTERNET E SALUTE MENTALE a Genova, nel 1999 con i redattori della rivista pubblicammo il volume PSICHIATRIAON LINE per Apogeo che pubblicò anche un mio saggio intitolato ASCESA E CADUTA DEL TERZO STATO DIGITALE (i due volumi sono ora pubblicati in rete sul sito della rivista in edizione anastatica PDF).

Ciò che resta di quel periodo è l’entusiasmo per la novità, la crescita inesorabile dell’interesse attorno all’iniziativa e la consacrazione di POL.it come strumento importante nel panorama della comunicazione scientifica in psichiatria con l’invito da parte di Paolo Pancheri a “coprire” dal punto di vista informativo il congresso SOPSI a partire dalla fine degli anni novanta servizio che abbiamo poi sempre mantenuto vivo fino ad oggi.

L’idea era quella di creare una rivista on line che coniugasse la qualità alta dei contenuti con la facilità di fruizione propria del web ci abbiamo sempre provato e speriamo di esserci riusciti. I numeri dicono di sì io son convinto che forse potevamo fare ancora di più se le istituzioni ci avessero aiutato di più ma tutto sommato posso dichiarami soddisfatto del lavoro fino ad oggi realizzato.

A quale pubblico avevi pensato di rivolgerti inizialmente? Professionisti o un pubblico generico? E perché?

Psychiatry on line Italia è sempre stata una rivista scientifica e come tale ha sempre avuto come lettore di riferimento l’operatore della salute mentale in Italia. Non ho mai pensato di trasformarla o farla evolvere in qualcosa rivolto al grande pubblico anche se molti contenuti presenti nei suoi archivi ( l’essere tanto antica ci consente di avere “in magazzino” oltre 6500 articoli) possono essere accessibili ad un pubblico colto interessato. Non abbiamo mai fatto divulgazione in senso stretto pur avendo grandissimo rispetto per chi la fa. Lo sviluppo della rete ha ovviamente portato non solo nuovi lettori professionali ma pure persone interessate ai temi non del mestiere così come è certo che pazienti e famigliari consultino la rivista. La rete è il mezzo ma non condiziona le scelte editoriali che restano le stesse da sempre.

Semmai l’evoluzione tecnologica della rete ha fatto evolvere l’offerta dei contenuti non la loro qualità.

L'impostazione iniziale si è modificata con il tempo e con l'evolvere della tecnologia oppure le cose sono rimaste sostanzialmente le stesse?

Per quasi 18 anni Psychiatry on line Italia è rimasta sostanzialmente la stessa ovvero un sito “statico” realizzato “a mano” dal sottoscritto pur con molte evoluzioni dal punto di vista della grafica e dell’organizzazione gerarchica dei contenuti.

Per la sua evoluzione vorrei soffermarmi su quattro date 2007, 2008, 2011 e 2012.

Procediamo con ordine: nel 2007 vengo nominato a titolo gratuito CONSULENTE PER LA CITTA’ DIGITALE del Comune di Genova incarico che ricopro per 5 anni. E’ l’occasione per approfondire le tecniche di comunicazione digitale e fare sperimentazioni. Nell’estate di quell’anno vado a spese mie in California per incontrarmi con i vertici di GOOGLE per realizzare una collaborazione tra GOOGLE e il Comune di Genova. Avevo con me il Blackberry che l’amministrazione mi aveva fornito su mia indicazione tra il sarcasmo dei dirigenti ovviamente. Accade che occorre fare una delibera urgente e usando lo smartphone io riesco a ricevere files correggerli e rinviarli in tempo reale, comprendendo finalmente cosa voleva dire essere entrato nell’Information Technology Society per davvero e cosa significava il mobile nel futuro successivo.

Nel 2008 ho creato in funzione degli accordi con GOOGLE il canale YouTube GENOA MUNICIPALITY CHANNEL per il Comune di Genova scoprendo le potenzialità del video trasmesso attraverso la rete anche con contenuti “seri” e di qualità realizzati dai miei ragazzi del Campus della Città Digitale, nello stesso anno ho avviato la sperimentazione di creare una forte presenza del Comune sul nascente social network Facebook scoprendone ben presto la potenza e la crescente pervasività. Al tempo stesso nello sviluppare la presenza del Comune sul web ho avuto modo di approfondire le potenzialità dei Content Management Systems in alternativa alla costruzione delle pagine con il codice html statico.

politlogoFacendo tesoro di queste esperienze ho da un lato avviato la presenza di Psychiatry on line sui Social e nel 2011 ho inaugurato il Canale Tematico Youtube della Rivista che resta a tutt’oggi unico nel suo genere in area Psy. I contenuti del canale sono rappresentati da interviste e report congressuali con la ripresa e la riproposizione in rete delle relazioni presentate ai congressi a cui siamo invitati o a cui scegliamo di partecipare.

Nel 2012 ho avviato il passaggio di POL.it da sito statico a sito dinamico con la faticosa conversione di tutto il materiale storico nel nuovo formato inaugurando anche (accanto alle sezioni tradizionali sempre presenti) la nuova sezione Rubriche/Blog aperta alla collaborazione dei lettori registrati della rivista (per scelta editoriale ed etica ho deciso di riservare la registrazione ai soli operatori della Salute Mentale rinunciando per la stessa ragione a consentire la pubblicazione  - tecnicamente possibile – di commenti non controllabili provenienti dai Social). All’inizio del 2013 la “nuova POL.it” è andata ufficialmente in rete e nuovi sviluppi arriveranno appena sarà possibile attuarli in una logica di costante connessione con l’evoluzione della tecnologia non fine a sé stessa ma funzionale al miglioramento della comunicazione.

Nella struttura del sito cosa è cambiato nel frattempo?

POL.it è oggi del tutto una risorsa multimediale e multicanale con una forte presenza sui Social network e con il Canale YouTube che con i suoi 650 video rappresenta una risorsa molto importante anche in termini di audience.

Ormai il 50% circa degli accessi avviene tramite dispositivo mobile ciò da un lato favorisce il video come mezzo di comunicazione anche per contenuti “alti” come quelli proposti da POL.it dall’altro pone il problema del formato dei contenuti testuali proposti ma la scelta editoriale non è quella di adattarsi alle modificate abitudini del pubblico rinunciando al testo approfondito, semmai sempre più svilupperemo in futuro lo spazio video proponendo la fruizione di contenuti “alti” attraverso il nostro Canale Tematico. Sono molto fiducioso in questo senso di poter mantenere la rivista al passo con i tempi senza perdere qualità di contenuto. E’ indubbio che il futuro della rete sia multimediale e POL.it è da tempo presente e lo sarà sempre di più.

Un discorso a parte merita la presenza di Psychiatry on line Italia sui Social Network: io considero Facebook un ottimo strumento per il dialogo personale e per lo sviluppo di relazioni interpersonali anche significative essendo il virtuale in tutto e per tutto ormai parte integrante del reale. Ho serie perplessità invece sull’uso di Facebook come luogo di discussione attorno a contenuti di qualità per la “volatilità” dei contenuti stessi e per la scarsa partecipazione degli utenti che spesso si limitano leggere senza partecipare (ciò accade anche sulla rivista dove ad essere onesto a fronte dei grandi numeri in termini le letture bassa molto bassa è la propensione degli utenti registrarti non solo a commentare gli articoli ma pure ad aprire discussione nel Forum della Rivista). Per altro i Social sono utili per diffondere i contenuti della rivista e per segnalare le novità.

La collaborazione con i colleghi, che credo sia alla base di tutto il progetto, si mantiene costante nel tempo oppure registra delle modificazioni? Quali i progetti per il futuro di Pol-it?

La collaborazione dei colleghi con Psychiatry on line Italia ha avuto tre momenti topici: la nascita con la creazione di una redazione di pionieri, una fase di stanca nell’avvio del nuovo secolo e una forte crescita dopo l’inaugurazione del nuovo sito e l’apertura della sezione Rubriche. In generale debbo dire che il supporto dal punto di vista contenutistico non è mai mancato ciò che invece è sempre mancato (ma ci sta essendo un compito connesso anche a competenze tecniche non necessariamente diffuse) è il supporto dal punto di vista della gestione dei contenuti (con l’eroica eccezione del collega di Brescia Carlo Gozio che da sempre si occupa della sezione news della rivista) è stato un affiancamento nello sviluppo comunicativo del sito. Mi spiace molto e spero sempre che qualcuno si offra sia per la realizzazione delle pagine sia per la registrazione dei video che al momento pesano completamente sulle mie spalle al pari della gestione economica della rivista. Mi piace ricordare qui che realizzare una risorsa di rete gratuita come è stata come è e come sarà sempre Psychiatry on line Italia comporta spese e oneri faticosi da sopportare non a caso da qualche mese ho lanciato un appello perché i lettori di POL.it facciano una donazione alla rivista per aiutarla dal punto di vista finanziario.

Per quanto riguarda il futuro le idee sono abbastanza chiare: da un lato sviluppare sempre più il Canale Tematico YouTube della rivista specie per quanto riguarda la copertura di congressi poiché credo che la memoria video di tali eventi sia un contributo importante che POL.it offre per la diffusione della cultura psichiatrica e psicologica in Italia, dall’altro creare un nuovo spazio virtuale per creare in maniera collaborativa e allargata un DIZIONARIO DELLA PSICHIATRIA/PSICOLOGIA on line aperto al costante aggiornamento. Questo è un progetto a cui tengo molto e che spero di far partire presto.

Cosa pensi, in genere, della diffusione di informazioni relative alla salute mentale sul web? E' un fattore positivo di crescita personale oppure no? Sarebbe opportuna una regolamentazione o un controllo oppure meglio lasciare liberi i "navigatori" di scegliere autonomamente?

Psychiatry on line Italia si è posta da sempre l’obiettivo di diffondere in rete contenuti referenziati e corretti. Io credo sia importante che ciò accada, nulla possiamo fare di fronte a spazzatura pubblicata, a suo tempo proposi la creazione di un “bollino di qualità” per i contenuti di tipo psichiatrico data la loro delicatezza e data la possibilità che persone a vario titolo coinvolte nella patologia mentale (pazienti e famigliari in primis) abbiano accesso ad informazioni non verificate. E’ un problema aperto su cui accorerebbe meditare e molto.

E la formazione professionale, invece, come consideri possa essere realizzata attraverso siti come Pol-it?

Le norme attuali in materia di FAD implicano costi e ruoli incompatibili con le risorse di Psychiatry on line Italia che potrebbe però al pari di altri siti referenziati rappresentare un interessante contenitore di contenuti adatti allo sviluppo di progetti in partnership con provider accreditati. Credo sia un ambito in cui si possa fare molto.

La nostra intervista finisce qui. Ringraziamo Francesco per la sua disponibilità e rinviamo i lettori alle altre interviste ai pioneri della salute mentale sul web che a breve seguiranno.

 

 

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Tags: psicologia psichiatria internet Psychiatry on line Italia

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