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Comunicare bene. La comunicazione come forma mentis, di Fabio Pandiscia

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on . Postato in Libri e riviste | Letto 918 volte

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Questo libro tratta la comunicazione verbale e non verbale, il linguaggio del corpo e l’ascolto empatico all’interno di una corretta comunicazione.

comunicare benePartendo dall’approccio iniziale, seguendo passo per passo le dinamiche di un rapporto di comunicazione - che si tratti di rapporti di lavoro o relazioni informali – vengono presentate le principali strategie, proprie della PNL, della Gestalt e dell’Analisi Transazionale, per comunicare nel modo più efficace ed evitare gli errori più comuni, che spesso rendono difficile entrare in sintonia con i nostri interlocutori. Si insegna a comunicare, oltre che con le parole, anche e soprattutto con la voce, i gesti ed il corpo.

Imparare ad usare ognuno di questi “linguaggi” nella maniera migliore risulta quindi importante per poter comunicare meglio in ogni situazione.
La comunicazione è una carta fondamentale nel gioco della vita e la si può apprendere, al pari di ogni altra capacità. Per farlo è necessario sviluppare uno specifico atteggiamento mentale, ed è proprio questo approccio che differenzia questo libro dai tanti altri sul tema della comunicazione.

Nei primi due capitoli del libro si individua come una forma mentis adeguata, in molti casi può fare la differenza, perché non si può comunicare sempre allo stesso modo con tutti.

Si parte dagli elementi principali della comunicazione quali l’emittente, il ricevente e il feedback, cercando di dare al lettore le basi per comprendere il processo comunicativo, per poi passare al primo incontro e la stretta di mano.

I processi iniziali di un incontro sono fondamentali: non si ha mai una seconda occasione per dare una buona prima impressione, quindi affinché il nostro primo incontro con una persona sia il migliore possibile, è indispensabile curare bene questa fase.

Nel terzo capitolo si parlerà dell’ascolto empatico, di come può da solo risolvere molti problemi all’interno di una relazione. Infatti un buon ascoltatore non da soluzioni, ma sostiene ed aiuta a trovare una soluzione, favorendo in modo del tutto spontaneo la creazione di un ambiente positivo, aiutando a capire meglio il problema e a consolidare l’autostima.

Il quarto capitolo tratta l’affascinante mondo del linguaggio del corpo, i vari segnali non verbali che emettiamo in una relazione, a volte senza neanche rendercene conto.
Saper decifrare il significato nascosto di questi gesti ci può permettere di persuadere più a fondo il nostro interlocutore. Ad esempio, in una relazione a due si può essere più seducenti, o nel mondo del lavoro si può ottenere più facilmente una firma in un contratto.

Nel quinto capitolo si tratta l’uso del linguaggio di precisione, ovvero come imparare a porre le domande giuste con le tecniche di PNL e di Analisi Transazionale.
Nel sesto capitolo si illustra come porre attenzione allo spazio presente tra noi e le persone con le quali comunichiamo. Lo spazio tra due persone infatti non è neutro.

In base a regole profondamente incise nel DNA, solo poche persone hanno il privilegio di entrare in relazione tra loro rimanendo ad una distanza di pochi centimetri dal corpo altrui.

Saper usare questi spazi, ma soprattutto il sapere come non invaderli, può aumentare la possibilità di ottenere l’assenso e il consenso in qualunque tipo di relazione.
Nel settimo capitolo si tratta la comunicazione dal punto di vista meta-comunicativo. Si va cioè oltre la comunicazione, trattando tutti i processi che implicano l’importanza dello sguardo, del contesto semantico, della memorizzazione delle informazioni e del lavoro del cervello nella comunicazione.

Tutte le emozioni comportano degli impulsi ad agire. Infatti la parola emozione viene dal latino moveo (muovo) con l’aggiunta del prefisso “e-” (movimento da) per indicare che in ogni emozione è implicita una tendenza ad agire.

In questo capitolo si dimostra l’importanza del cervello e dei relativi processi chimici che si svolgono al suo interno. È noto che le strutture cerebrali dell’uomo e della donna sono diverse tra loro e ciò si riflette anche sulle emozioni e sulla comunicazione, influenzando i loro comportamenti.

La motivazione e l’autostima sono importantissime in questo campo. È risaputo che la comunicazione è influenzata negativamente o positivamente a seconda dello stato mentale e fisico della persona: chi si sente male ed è di cattivo umore comunicherà peggio di chi si sente felice e in buona salute.

La parzialità e l’umore possono far ricevere i messaggi in modo scorretto; allo stesso modo possiamo dire che non si può vendere un prodotto sentendosi a disagio nel farlo, perché in tal caso il messaggio non verbale arriverà con queste sensazioni all’interlocutore, che percepirà questo stato negativo.

L’atteggiamento mentale quindi è decisivo, ed è la nostra forma mentis che fa la differenza.

 


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