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Il desiderio che ama il lutto

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on . Postato in Libri e riviste | Letto 659 volte

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DESIDERIO AMA LUTTO

Il desiderio è tensione psicocorporea verso il piacere dei sensi, ed è dunque squilibrio. Produce un coinvolgimento profondo della soggettività, che la impegna nella sua totalità e la estroverte irreversibilmente, ma solo a patto che essa sappia maturare, oltre il narcisismo indotto originariamente dalla dipendenza dalla continuità della cura materna (ovvero, superando il lutto costituito dalla «mutilazione di madre»), verso un incontro con l’oggetto desiderato che corre il rischio del fallimento.

Nel suo dispiegarsi, il desiderio anticipa il godimento a cui aspira, cerca la tensione, fatta della propria stessa «materia», ma anche della materia di cui sono fatti i sogni, cioè le soggettività (riconosciute come) dotate del nostro stesso rango ontologico. Attraverso il gioco delle differenze tra coinvolgimenti psicocorporei, insieme simili e diversi, il desiderio vive e persiste, costruendo un mondo dialogico, felicemente plurale ed instabile.

La costituzione della differenza procede quindi dal lutto: è un movimento doloroso che sperimenta la tensione verso la soddisfazione e, al tempo stesso, quella soddisfazione pre-sente, con ciò accettando la mancanza ed apprendendo a costruire l’autonomia propria e dell’oggetto d’amore.

Nella sua forma compiuta, dunque, il desiderio ama il lutto, perché è attraverso il lutto che ritrova il suo oggetto perduto – riconoscibile nella sua identità, ma anche trasformato.

 

Autore:

Sarantis Thanopulos è analista S.P.I. con funzioni di Training. Ha pubblicato: L’Eredità della Tragedia (con A. Giannakoulas), Borla, Roma 2006; Ipotesi gay. Materiali per un confronto (con O. Pozzi), Borla, Roma 2006; Lo spazio dell’interpretazione, Borla, Roma 2009; Psicoanalisi delle psicosi. Prospettive attuali (con R. Lombardi, L. Rinaldi), Raffaello Cortina, Milano 2016.

 

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Tags: identità, soggettività, coinvolgimento, oggetto perduto,

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