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L'albero del male. Forme dell'odio collettivo e psicoanalisi

on . Postato in Libri e riviste | Letto 501 volte

Albero del male nielsenCon le sue enormi potenzialità, la rete, con i social networks e i videogames, diventa a volte il luogo in cui l’odio si virulenta e sfocia in azioni delinquenziali o terroristiche.

L’autore riflette senza moralismi su chi vive fantasie di odio nella realtà virtuale, per comprendere ma soprattutto avviare processi di trasformazione. Con intatta fiducia nelle potenzialità dello strumento psicoanalitico.

Come parlare dell’odio, una passione negata, temuta eppure talvolta vivificante, che abita nel silenzio del risentimento e della vendetta, o ribolle ed esplode nell’ira?

Partendo dalla metafora medioevale dell’Albero del male, l’autore si confronta con la questione dell’odio e delle emozioni correlate, quali il risentimento, l’aggressività, la vendicatività.

I casi clinici e gli esempi letterari mostrano il duplice volto dell’odio negli individui: un aspetto distruttivo ma anche uno costruttivo, che favorisce la differenziazione. Perché l’odio può nascere dal narcisismo offeso ed essere fine a se stesso ma può anche accompagnare sentimenti di rivolta nei confronti di crudeltà, ingiustizia e prevaricazioni da parte di un potere repressivo.

Questo aspetto è particolarmente evidente nell’analisi di due figure dell’universo dei campi di sterminio che ci hanno dato opere di alto valore letterario e morale: Jean Amery, intellettuale che ci ricorda la necessità di indignarsi di fronte al male e Etty Hillesum, giovane donna capace di una straordinaria forma interiore di resistenza all’odio.

Quando l’odio diventa fattore di coesione dell’identità di un gruppo si fa ossessione, e spinge implacabilmente a rivendicazioni violente. Diventa il collante dei gruppi dei fondamentalisti e dei fanatici, e così alimenta il pregiudizio, il razzismo e la xenofobia. Si vede allora come sia difficile riportare alla ragione chi sia stato istruito alla ‘scuola dell’odio’. Lo si vede nei casi clinici e soprattutto nell’esame dell’odio tra i gruppi e i popoli.

Il volume infatti affronta ampiamente, dal punto di vista psicologico e psicoanalitico, il caso sempre attuale del millenario odio contro gli ebrei e dell’antisemitismo, questione che non può essere trascurata dalla psicoanalisi se questa non vuol cedere la sua vocazione a riflettere sulle dinamiche collettive. Con le sue enormi potenzialità, la rete, con i social networks e i videogames diventa come è noto, a volte, il luogo in cui l’odio si virulenta e sfocia in azioni delinquenziali o terroristiche.

 

L'autore:

Niels Peter Nielsen (1944-2010) psichiatra, psicologo, membro ordinario della SPI e dell’IPA, è stato primario psichiatra e coordinatore dei consultori familiari prima di dedicarsi alla pratica privata come analista a Como. Docente dell’IIPG, è autore di: Pillole o parole? (Cortina, 1998); L’universo mentale “nazista” (Angeli, 2004); con S. Zizolfi, Rorschach a Norimberga. I gerarchi nazisti a processo fra memoria storica e riflessione psicoanalitica (Angeli, 2005); I colori dell’odio. Analisi di una passione e delle sue maschere (Cortina, 2011).

 

Niels Peter Nielsen, a cura di Sabina Dal Pra' Nielsen
L'albero del male. Forme dell'odio collettivo e psicoanalisi
Pagine: 342
Prezzo: € 37,00
Collana: Psicoanalisi psicoterapia analitica - ideata da V. Egidi e E. Morpurgo - diretta da V. Egidi

ISBN 9788891753120

 

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Tags: psicoanalisi odio

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