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La nuova frontiera della psicoanalisi: l'emozione si fa scienza.

on . Postato in Libri e riviste | Letto 22 volte

Autore: Gianluca MATTIOLI

Edit. BORLA Maggio 2000.

In sintesi il contenuto del libro: sinora le speculazioni teoriche non hanno tenuto conto che l'emozione è espressione del mondo biologico, la nuova frontiera della psicoanalisi è che l'emozione, descritta come un mosaico policromatico che si perde nelle complesse classificazioni filosofiche e socioculturali, si fa scienza.

La psicoanalisi, non è letteratura, è una disciplina appartenente in massima parte alla medicina e dunque alla biologia. La sua funzione è quella di integrare le conoscenze del funzionamento cerebrale (di competenza delle neuroscienze) con quelle derivanti dalle scienze umanistiche. La psicoanalisi nasce con la teoria dualistica "processo primario e processo secondario"riportata nel Progetto di Freud del 1895 sino ad approdare alla teoria pulsionale "di vita e di morte". Mattioli descrive la nuova frontiera: dimostra e conferma che il funzionamento cerebrale è condizionato dalle soglie di due sistemi antagonici integrati.

Questi sistemi includono il cervello limbico che viene ad essere ridefinito rispetto alla prima descrizione offerta da Mc Lean e successivamente da Gloor. Il cervello limbico è l'espressione di due emozioni antagoniche (teoria dualistica): la prima, innata, è il dolore ed è quella meglio strutturata filogeneticamente , l'altra, acquisita, è il piacere ed è condizionata dall' apprendimento e dall'ambiente. I risultati scientifici portano alla formazione di un modello che si colloca come ruolo di cerniera fra le conoscenze del funzionamento del cervello relative a quattro liveli di soglia ( I° livello: presenza nel mondo; II° livello: crsi della presenza nel mondo, riflesso limbico o di evitamento; III° livello: crisi convulsiva o antidepressivo biologico quale evitamento dalla crisi della presenza nel mondo; IV° livello: coma reversebile, annullamento come estrema difesa dalla crisi della presenza nel mondo), e i contributi derivanti dalle scienze umanistiche (psicologia, antropologia, etnologia, etologia).

Viene inoltre dimostrato che la separazione del corpo dalla mente postulata inizialmente da Platone e successivamente imposta da Cartesio è un'operazione arbitraria, strumentale, fuorviante e irreale. Il testo propone un nuovo orizzonte che facilita la conoscenza del funzionamento dell'attività cerebrale attraverso il ruolo svolto dai sentimenti. Si deve ai livelli di soglia del sistema limbico la formazione sia del sentimento contenente il piacere "affettivo", equivalente alla tolleranza della frustrazione e alla formazione del legame (processo secondario, principio di realtà, posizione depressiva, funzione alfa) che la formazione del sentimento contenente il piacere "istintivo" equivalente alla intolleranza della frustrazione (processo primario, principio del piacere, posizione schizo paranoide, funzione beta).

Il risvolto pratico del modello riguarda sia l'analisi che l'intrepretazione del sintomo descritto come psicosomatico che per Mattioli è l'equivalente del sogno.

In sostanza, la funzione principale del cervello è quelle di informare o non (come nel caso drammatico dell'infarto cardiaco silente: lesione miocardica senza dolore anginoso) il soggetto sul pericolo incombente. La comunicazione interna avviene attraverso l'analisi, in mancanza l'alternativa offerta alla comunicazione avviene attraverso i riflessi di evitamento o per usare la proposta di Mattioli, sia attraverso il sogno che del "riflesso limbico" del secondo e terzo e terzo livello di soglia (II° soglia: attivazione vegetativa, sintomo riconosciuto in letteratura come psicosomatico, II° soglia: crisi epilettica, antidepressivo biologico).

Particolare attenzione viene segnalata ai quadri clinici dell'attacco di panico, la depressione, l'epilessia, ma anche alla follia. Il nucleo portante del contributo sperimentale e clinico riguarda la dimostrazione relativa alle risposte paradossali del tronco cerebrale, per Mattioli struttura responsabile dell'inconscio. La teoria dualistica proposta riguarda il funzionamento dinamico dei due sistemi antagonici integrati: alla saturazione di un sistema subentra l'attivazione dell'antagonico. Questo conduce al piacere paradossale o istinto in quanto la saturazione della soglia automatica del tronco cerebrale è riconosciuta come la responsabile nel produrre la sensazione piacevole (paradossale, istintiva, psicotica) in relazione ad uno stimolo doloroso.

In ultimo: per quanto riguarda l'epilessia il testo di Mattioli offre un'ampia descrizione chiarificatrice sul ruolo antidepressivo della crisi convulsiva e il riconoscimento diagnostico e prognostico attraverso l'utilizzazione dell'elettroencefalogramma vettoriale.

Lo studio nel suo complesso permette di fornire elementi illuminanti su alcuni meccanismi che partecipano nelle cause delle morti improvvise e delle condotte suicidarie. La sintomatologia descritta come psicosomatica viene riconosciuta da un nuovo e rivoluzionario punto di vista.

Il testo è una lettura fondamentale per lo psicoterapeuta di ogni disciplina ed è consigliato a quanti siano mossi dal desiderio di approfondire la conoscenza del comportamento umano.

L'AUTORE

Gianluca Mattioli è medico neurologo con competenza psicoanalitica. Insieme con Roberto Romano, neurochirurgo, ha lavorato per un lungo periodo sperimentalmente nel campo delle emozioni e dell'epilessia nei Laboratori dell'Università La Sapienza di Roma .Si è dedicato per molti anni alla formazione e all'aggiornamento di insegnanti nella provincia di Latina. Attualmente, oltre al lavoro di ricerca, insegna in scuole di psicoterapia.

 

 

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