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Media diplomacy e narrazioni strategiche. Autorappresentazione dello Stato e attuazione della politica estera in rete

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MEDIA DIPLOMACYGli stati sovrani, nel contesto contemporaneo, si trovano a dover gestire la costruzione della propria immagine per definire il proprio ruolo e le proprie aspirazioni. Nella rinuncia a una politica "statocentrica", a fronte del moltiplicarsi dei centri di potere e dei sensi di appartenenza individuali, diventa importante il racconto delle stesse strategie politiche messe in atto: se la comunicazione è una forma di potere, la comunicazione in rete diventa, allora, un modo per conquistare le sfere pubbliche transnazionali, costruite attraverso reti di mutua affinità, e solidificare le proprie narrazioni strategiche.

Attraverso di esse, si cerca pertanto di spiegare il racconto degli affari internazionali e delle politiche estere al fine di proporre una visione del mondo, un'interpretazione causale, una soluzione consona ai propri mezzi e alle proprie capacità; si tratta, in sintesi, di determinare politicamente quali frame condizioneranno la propria posizione nell'ambiente internazionale.

Allo stesso tempo, i temi della media diplomacy e della narrazione strategica consentono di recuperare quanto è stato definito come nation branding: nel sovraffollato ambiente competitivo internazionale, non si vendono soltanto prodotti e idee di politica estera, ma si deve gestire l'identità, la lealtà e la reputazione presso cittadini globalizzati. Il branding, allora, è uno strumento di imposizione di un frame alla nazione, determinando nuove regole di appartenenza e identità. In una sorta di stereotipizzazione auto-inflitta, gli stati si definiscono attraverso la selezione di caratteristiche "accettabili", non divisive, costruite su una differenziazione non sciovinista che tuttavia è tale solo quando può aderire a modelli di consumo.

Lo scopo di questo lavoro è di spiegare quali impostazioni politiche e comunicative supportino la realtà della media diplomacy attuale e di analizzare in profondità la strutturazione delle narrazioni strategiche, partendo dall'evoluzione del soft power, ovvero il social power, per arrivare a ridefinire le caratteristiche della diplomazia digitale contemporanea.

 

L'autore

Giuseppe Anzera è ricercatore presso la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione della Sapienza, Università di Roma dove insegna Sociologia delle Relazioni Internazionali e Comunicazione delle Istituzioni Politiche. La sua attività di ricerca e le sue pubblicazioni si sono concentrate, principalmente sulle questioni di sicurezza internazionale e sulla geopolitica. Tra i lavori più recenti, con altri editori, si ricordano 'Flussi di armamenti e politica internazionale' (Guerini, 2010) e 'Gianni Statera e la sociologia delle relazioni internazionali. Ottica multicentrica e persistenza del realismo' (2010, Aracne).

 

Giuseppe Anzera, Alessandra Massa
Media diplomacy e narrazioni strategiche. Autorappresentazione dello Stato e attuazione della politica estera in rete
2017, Collana: Tracciati sociologici
Pagine: 160
EAN: 9788863181333
Prezzo:  18.00
Editore: Bonanno

 

 

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Tags: libri di psicologia narrazione

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