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PSICOLOGIA NEWS n.192 - 27.1.2005

on . Postato in News libri e riviste | Letto 290 volte

  • DANZAMOVIMENTOTERAPIA. Modelli e pratiche nell'esperienza italiana
  • VISIONI a cura di Claire Douglas. Appunti del Seminario tenuto negli anni 1930-1934
  • Comunicazione e personalità
  • Adolescenti terribili. Come aiutare vostra figlia a soravvivere alle «amiche», ai pettegolezzi, ai ragazzi e alle altre realtà dell'adolescenza
  • Dannati e leggeri
  • La fecondazione proibita
  • Dai figli non si divorzia
  • I Miei matti
  • Lettera a un adolescente
  • L'ascolto che sana
  • Il metodo Dante. Per superare ansia, frustrazione e paure e ritrovare la «diritta via»
  • Psicologia clinica per le professioni sanitarie
  • Gli abusi all'infanzia: i diversi interventi possibili
  • L'esperienza di essere sé. Psicoanalisi, neuroscienze e affetti
  • Dal bambino minaccioso al bambino minacciato. Gli abusi sui bambini e la violenza in famiglia: prevenzione, rilevamento e trattamento
  • Amarsi corpo e anima
  • La dipendenza affettiva. Come riconoscerla e liberarsene

APID Associazione Professionale Italiana DanzaMovimentoTerapia
a cura di Antonella Adorisio - Maria Elena García
DANZAMOVIMENTOTERAPIA. Modelli e pratiche nell'esperienza italiana
2005, Pagine: 352
Prezzo: €18.00
Editore: Magi

La DanzaMovimentoTerapia è una disciplina specifica orientata a promuovere l'integrazione fisica, emotiva, relazionale, affettiva e psicosociale dell'individuo, per migliorarne la qualità della vita. La specificità della DanzaMovimentoTerapia si riferisce al linguaggio del movimento corporeo e della danza che, uniti al processo creativo, diventano le principali modalità di valutazione e di intervento all'interno di processi interpersonali finalizzati alla positiva evoluzione dell'essere umano. L'Apid, Associazione Professionale Italiana di DanzaMovimentoTerapia, si propone di qualificare nel nostro paese la pratica della DanzaMovimentoTerapia, promuoverne e tutelarne la qualità professionale, etica e scientifica, promuovere il riconoscimento legale della professione e curarne la corretta informazione. L'Apid riunisce oggi danzamovimentoterapeuti provenienti da tutto il territorio nazionale, appartenenti a diverse scuole di formazione.

 

C.G. Jung
VISIONI a cura di Claire Douglas. Appunti del Seminario tenuto negli anni 1930-1934
2005, Pagine: 1538 - 2 vol.
Prezzo: €120.00
Editore: Magi

Il Seminario prende l'avvio dal caso di una donna americana di circa trent' anni, Christiana Morgan, seguita da Jung in un percorso analitico all'interno del quale si erano presentate visioni piuttosto articolate. Le stesse visioni diventano, nel corso delle Conferenze, un viaggio all'interno della psiche inconscia in un itinerario saturo di incontri di chiara natura archetipica. Attraverso le straordinarie amplificazioni di queste immagini, Jung spalanca le porte all'intero universo della propria ricerca intellettuale e del proprio confronto con l'inconscio. Abbandonando completamente la prospettiva della coscienza, che lo aveva in parte guidato nel corso dell'analisi, volge tutto il suo interesse al linguaggio immaginale. E le immagini delle visioni, a volte punto di partenza della sua immaginazione attiva, rendono ragione della processualità dell'inconscio. I singoli tasselli della teoria - l'Anima e l'Animus, l'inconscio individuale e collettivo, il processo d'individuazione – si connettono per formare, tramite le visioni, la visione della psiche e dei suoi processi. L'agio e la naturalezza di Jung nel muoversi nel mondo simbolico non cessa mai di stupire. Dalla lettura del testo traspare tutta la leggerezza e la vivacità di quel linguaggio colloquiale che Jung sapeva utilizzare con grande maestria senza rinunciare ad argomentazioni complesse, a slanci di erudizione e a chiarificazioni sul piano clinico che arrivano puntuali ogni qualvolta si teme di poter perdere il filo della narrazione. La minuziosa trascrizione delle conferenze, a cura di Claire Douglas, comprende le riproduzioni delle pitture di C. Morgan le quali, a sostegno delle parole e al di fuori di esse, ritraggono la realtà della psiche. Gli argomenti trattati da Jung, così come tutti quelli che riguardano aspetti più profondi e universali dell'uomo, mantengono inalterati la loro attualità e il loro interesse. L'uomo di oggi, alla stregua dei partecipanti al seminario – non necessariamente addetti ai lavori –, si scopre con l'identica brama di conoscenza di se stesso e del mondo dei suoi predecessori, anche i più remoti.

CLAIRE DOUGLAS , psicologa, analista junghiana, membro della C.G. Jung Society of Southern California. Autrice del volume Translate this Darkness: The Life of Christiana Morgan, the Veiled Women in Jung's Circle.
Svolge la sua attività a Malibu (California).

 

Maurizio D'Ambra
Comunicazione e personalità
2004, pagine: 240
Prezzo: € 14,40
Editore: Zelig

Da vincenti a convincenti. Questo libro inizia dimostrando come nelle interazioni professionali e umane sia molto più vantaggioso convincere anziché vincere, assicurandosi in questo modo una proficua e costruttiva collaborazione delle persone con le quali vogliamo entrare in relazione. Le tecniche di comunicazione per raggiungere questo obiettivo prendono in considerazione la necessità e la possibilità di conoscere se stessi e gli altri attraverso l'esame della comunicazione non verbale del corpo, l'analisi della «personalità colore» formulata da Gianni Camattari che fa riferimento al test cromatico di Max Luscher, la valutazione e l'utilizzazione qualitativa e quantitativa «dell'energia emozionale», secondo il modello proposto da Stefano Benemeglio, la lettura dei tratti del volto in rapporto alla teoria dello psichiatra Louis Corman, e la consapevolezza delle dinamiche dei ruoli dominante e gregario, one-up e one-down, in riferimento alla logica proposta da Paul Watzlawich. Fino a esaminare la tecnica di gestione della «leadership situazionale» secondo il modello prospettato da Hersey e Blanchard, una schematizzazione che riconosce quattro tipologie di collaboratori, classificati in ragione di due parametri riferiti alla loro capacità e maturità lavorativa.
In ognuno di noi esiste una doppia natura, una logica e razionale e una irrazionale. Il nostro modo di rapportarci con gli altri è spesso governato da scelte fondate sulla ragione ma anche su valutazioni che a volte non riusciamo a spiegarci.Tutto questo avviene perché siamo soggetti a spinte emotive che, se non sappiamo riconoscere e gestire, ci possono fare perdere importanti opportunità o nei casi peggiori procurarci ingenti danni. Alcune forze che regolano le nostre emozioni e le nostre relazioni possono derivare da associazioni mentali inconsapevoli o inconsce, o dall'influenza dell'educazione e della cultura, o da pulsioni primordiali, istintuali e genetiche, che ci portano ad agire come se fossimo sotto il controllo di una specie di «set mentale».Questo libro, che esclude la concezione di «competizione nella relazione», ci guida attraverso l'apprendimento di diverse tecniche di comunicazione, efficaci, originali e innovative, facili da imparare e da mettere in pratica, verso la conoscenza di noi stessi e degli altri, per raggiungere insieme il reciproco appagamento dei nostri bisogni e degli obiettivi prefissati, dando vita a motivazioni prodotte dalle pulsioni che orientano le scelte e i comportamenti, utili e convenienti nella vita sociale, nella professione, per persuadere e conquistare.

 

Wiseman Rosalind
Adolescenti terribili. Come aiutare vostra figlia a soravvivere alle «amiche», ai pettegolezzi, ai ragazzi e alle altre realtà dell'adolescenza
2005, pagine: 323
Prezzo: € 15,00
Editore Corbaccio

Un libro che aiuta tutti i genitori a comprendere il mondo delle proprie figlie, il loro giro di amicizie e le dinamiche di gruppo, a tradurre il loro linguaggio e ad aiutarle a vivere il più serenamente possibile. Grazie agli esempi pratici e alle testimonianze riportate è uno strumento per aiutare le ragazze adolescenti a sentirsi più sicure di se stesse e in grado di compiere scelte autonome e intelligenti. Insegna a riconoscere il ruolo ricoperto dalle ragazze all'interno del gruppo e come aiutarle a essere se stesse; aiuta a comprendere le dinamiche sociali e le manifestazioni di potere: gli inviti ai compleanni e le feste proibite, in modo da aiutarle a trovarsi a proprio agio.

Wiseman Rosalind è la fondatrice di Empower Program, un'organizzazione no-profit che lavora per ridurre la violenza giovanile e nelle scuole. È consulente del Liz Clairborn's Women's Work, ha partecipato al the Ophra Show e ad altri programmi per la CNN e scrive per USA Today, il Washington Post e il New York Times. Vive a Washingot DC.


Paolo Crepet
Dannati e leggeri
2004, pagine: 108
Prezzo: € 12,5
Editore: Einaudi

Una grande saga concentrata nei ritmi di un racconto.
«Questa è una storia di figli lasciati dai genitori, di figli che scappano, di figli posseduti come un cappotto d'ermellino e presto riposti nel baule della colpa. Le vite, per quella gente, erano di chi se le prendeva, di chi le comprava, di chi ne aveva cura per curare se stesso.
Per me, donna senza radici, l'ascolto delle storie di famiglia somigliava alla magia di leggere i fondi di caffè: tante macchie, alcune persone, tante interpretazioni, alcune vite. Molte impronte. Una magia larga, che andava oltre le parole, i riti, le memorie. Una magia che tracima da una vita in altre vite».

Mirò è una donna bellissima e malinconica. La storia della sua famiglia attraversa tutto il Novecento e tutti gli angoli del Mediterraneo, in una vertigine genealogica. "Gente fuggita: dalla rivoluzione, dal destino, dall'odio, persino dall'amore". Mirò, miscela esplosiva di caratteri russi, africani e balcanici, donna moderna e donna dell'harem, è forse "il crocevia di tutto". Xenia è la tata di Mirò, la donna che tutto ha guardato e mai giudicato. La donna che tutto ha raccolto, anche, perché dietro la sua voce si nascondono molte voci. Nel suo doppio narrare si affacciano isole di mandorli e viti, case che sanno di cucina, di spezie e gelsomini, di esistenze interrotte. E infiniti personaggi, come Colette, la bisnonna di Mirò, che ha chiuso i suoi giorni in un monastero greco, o come il nonno Selim, grande giocatore di tabli e grande collezionista di donne, nella sua casa piena di tappeti e di vita, impregnata dell'odore di hashish. E poi i misteri di Omar, finito tra i ballerini russi di un piccolo teatro parigino e morto forse senza sepoltura. O di Payaam, inghiottito dal mare in tempesta mentre cercava le sue spugne. O ancora di Rada, regalata da un sultano a un nobile russo poi ucciso dai bolscevichi. Questo di Crepet è un romanzo in cui si raccontano città, stoffe, magie, profumi d'incenso, amori e odi interminabili, enormi ricchezze e capacità di sciuparle, fughe, segregazioni, uomini meschini e sognatori, donne smemorate e bellissime. Una metafora lunga un secolo dove la Storia è più piccola delle persone che la attraversano. Persone legate dal sangue e da vincoli oscuri: condannate nel tempo a destini simili e capaci di affrontarli con una leggerezza arcana. Un libro di spostamenti, di viaggi, di migrazioni del corpo e del cuore in cerca di un senso profondo del vivere senza compiacimento, l'ultima sostanza della molteplicità stupefacente delle cose.

Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, insegna Culture e linguaggi giovanili all'Università di Siena. Per Feltrinelli ha pubblicato Le dimensioni del vuoto. I giovani e il suicidio (1993), Cuori violenti. Viaggio nella criminalità giovanile (1995), Solitudini. Memorie d'assenza (1997), e, con G. de Cataldo, I giorni dell'ira. Storie di matricidi (1998). Con Einaudi, la raccolta di racconti Naufragi. Storie di confine (1999, 2002), Non siamo capaci di ascoltarli (2001), La ragione dei sentimenti (2002 e 2004), Voi, noi (2003) e Dannati e leggeri (2004). Crepet ha inoltre scritto per Einaudi l'introduzione a Nemico di classe di Nigel Williams (2000), a Io, Pierre Rivière, avendo sgozzato mia madre, mia sorella e mio fratello... (2000) e a I ragazzi della via Pál (2003)


Chiara Valentini
La fecondazione proibita
Contributi: Stefano Rodotà
2004, Pagine: 192
Prezzo: € 13
Editore: Feltrinelli

Una legge arcaica che riporta innaturalmente il nostro paese agli anni cinquanta, nelle testimonianze e nelle riflessioni del popolo della fecondazione assistita.
Quando nel marzo scorso viene approvata definitivamente la legge sulla fecondazione assistita, molti la giudicano come la peggiore legge d’Europa e forse del mondo. L’incapacità di tradurre in norme ragionevoli la rivoluzione della maternità artificiale ha prodotto una serie di assurdità e divieti che sta già pesantemente penalizzando gli aspiranti genitori e trasformando i medici e i ricercatori in potenziali criminali. Per capire come si sia potuti arrivare a questo pasticcio inaccettabile in un paese dove già ci sono cinquantamila bambini della provetta e dove esistono centinaia di centri, in alcuni casi all’avanguardia della ricerca, Chiara Valentini ha ricostruito una storia in buona parte ancora sconosciuta. In Italia, infatti, di fecondazione assistita si è parlato poco e male, anche per colpa di una stampa che ha puntato troppo spesso sui casi limite, sugli uteri in affitto, sulle mamme nonne, sui bambini costruiti su commissione. In questo libro invece si riparte dall’inizio, da quell’ospedale di Palermo dove vent’anni fa nasceva la prima bambina italiana della provetta. Nei primi capitoli, grazie anche a molte testimonianze di prima mano, si raccontano le storie delle madri-pioniere e i progressi spettacolari delle tecniche, ma anche gli imbrogli, favoriti dall’assenza di norme a tutela dei pazienti. Il vero Far West è stato quello delle donne usate per anni come cavie, delle rivalità fra i “maghi della provetta”, della pressione delle case farmaceutiche. Si ricostruisce a grandi linee l’interferenza crescente della Chiesa, l’incapacità dei politici di arrivare a una legge condivisa, le forzature della Commissione bioetica. Nella seconda parte parla soprattutto il popolo della fecondazione assistita e dei portatori di malattie genetiche. Investiti dal ciclone della nuova legge, molti hanno accettato di uscire dalla segretezza e dal riserbo finora prevalente. Storie e testimonianze portano alla luce figure finora ignorate e ormai fuorilegge: dai donatori di seme alle donne che con i loro ovociti permettevano ad altre donne di essere madri, agli uomini che accettavano la fecondazione eterologa delle loro partner.


Anna Oliverio Ferraris
Dai figli non si divorzia
2005, Pagine: 252
Prezzo: € 16,00
Editore: Rizzoli

Accettare la separazione dei propri genitori comporta un lungo processo di “elaborazione personale” spesso scandito da sofferenze, crisi, oltre che da problemi pratici che si trascinano nel tempo. Il divorzio, ormai sempre più diffuso nel nostro Paese, è un’esperienza dolorosa che mette in gioco soprattutto l’equilibrio dei figli, allo stesso tempo testimoni e vittime inconsapevoli dello sfaldamento di una famiglia. Sensi di colpa, frustrazioni, incapacità di stabilire legami solidi e duraturi: sono questi i pericoli ?come ci insegnano le numerose testimonianze presenti in queste pagine? a cui va incontro chi ha patito la mancanza di una serena identità familiare e la perdita di saldi punti d’appoggio sui quali costruire il proprio futuro. Da qui parte la riflessione di Anna Oliverio Ferraris, che in questo suo nuovo saggio ci spiega come si può superare il trauma di una separazione, e come, se assimilata e compresa, questa può rivelarsi un decisivo punto di svolta per la futura serenità di tutti. Lasciando da parte il rancore e privilegiando il dialogo, la comprensione, il rispetto del proprio ruolo ?perché un genitore deve continuare a essere tale anche dopo il divorzio?, gli adulti potranno garantire ugualmente ai figli le sicurezze, la tranquillità e anche l’autonomia psicologica di cui hanno bisogno.

Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta, insegna Psicologia dello sviluppo all’Università La Sapienza di Roma. Tra i suoi libri più recenti, Il terzo genitore. Vivere con i figli dell’altro (R. Cortina, 1997), Le domande dei bambini (Rizzoli, 2000, 2 edizioni), Il cammino dell’adozione (Rizzoli, 2002), La forza dell’animo (Rizzoli, 2003) e, con Alberto Oliverio, Le età della mente (Rizzoli, 2004).


Vittorino Andreoli
I Miei matti
2004, pagine, 263
Prezzo: € 16,50
Editore: Rizzoli

“Matto è un termine crudo ma nello stesso tempo pieno di affetto. E lo preferisco a tante parole vestite un po’ meglio ma che sono meno spontanee e che, quindi, non avrebbero saputo raccontare la mia storia nella psichiatria assieme ai miei matti”. È proprio questa la storia che Vittorino Andreoli racconta nel suo nuovo libro con l’intento e la speranza di fare capire di che cosa i malati di mente abbiano davvero bisogno e di contribuire, con i suoi suggerimenti, a evitare che gli errori che hanno segnato il passato vengano di nuovo commessi. L’autore rievoca così la sua esperienza sul campo, dal suo primo ingresso al manicomio di Verona al giorno in cui egli stesso decretò la sua “morte come psichiatra”, raccontandoci di fatto che cosa è stata per oltre mezzo secolo la psichiatria in Italia (e nel mondo), i progressi nel campo della diagnostica e nella ricerca farmacologia e il passaggio dalla reclusione del manicomio a una condizione di presunta libertà, che non risolve e rischia forse di accentuare il problema spesso rimosso della pericolosità. In pagine intense, in cui trovano spazio entusiasmi e delusioni, drammaticità e ironia, indignazione, lirismo e profonda umanità, Andreoli si rivolge al lettore con la schiettezza e la lucidità che da sempre lo contrassegnano, raccontando un’appassionante biografia professionale, ma anche un mosaico di vite mancate in cui specchiare la nostra normalità. E rimetterla in discussione.

Vittorino Andreoli è uno fra i più autorevoli studiosi italiani della psiche ed è autore di libri di grande successo pubblicati da Rizzoli (e disponibili nel catalogo Bur). Lettera a un adolescente (2004) ha venduto oltre ottantamila copie.


Vittorino Andreoli
Lettera a un adolescente
2004, Pagine: 144
Prezzo: € 9,50
Editore: Rizzoli

È con la saggezza e l’entusiasmo dei suoi anni che Vittorino Andreoli si rivolge in questi libro agli adolescenti e lo fa nella forma più immediata: quella della lettera. Per comunicare non teorie scientifiche o verità assolute, ma i suoi pensieri e i suoi sentimenti. E per colmare la distanza, spesso dilatata dall’incomprensione e dal mutismo, tra la generazione dei padri e quella dei figli. In un linguaggio semplice e con una forte carica emotiva, Andreoli parla ai giovani – e insieme ai loro genitori ed educatori – dei problemi che si trovano ad affrontare in questa difficile fase della vita. Una fase in cui ci si sente orribili fuori e inadeguati dentro, e si nasconde la propria “mostruosità” dietro maschere e silenzi. In cui si cerca solidarietà nel gruppo, che accoglie senza chiedere nulla e si riunisce per il puro gusto dello stare insieme. In cui si scoprono l’amore e il mistero della sessualità. E in cui si accendono i primi conflitti con la famiglia, inevitabili e il più delle volte indispensabili per crescere. I ragazzi non sono interessati al passato e non si proiettano nel futuro, ma sono immersi in un presente che spesso li schiaccia, inducendoli a cercare riscatto in un eroismo vuoto – quello del sabato sera, votato a una trasgressione ad ogni costo – o rifugio nella droga, da cui invece avrebbero il diritto di essere tutelati. Andreoli non offre complicità. Con estrema franchezza pronuncia i suoi “sì” e i suoi “no”, e non fornisce soluzioni da rotocalco. Insiste invece sull’importanza dei legami e delle emozioni, su quella tensione affettiva che deve resistere intatta di fronte alle mode e alle visioni del mondo che spesso separano le generazioni. L’adolescenza è una tappa obbligata che tutti devono superare; finirà e ci si ritroverà cambiati, e si continuerà a cambiare per tutta l’esistenza. Saranno i ragazzi di oggi, con il loro senso della natura, della pace e della giustizia sociale, a reggere il mondo tra qualche anno. E Andreoli è felice di passare a loro, proprio a loro, il testimone, con una lettera che a lui piacerebbe fosse semplicemente “aperta e letta in silenzio”.

Vittorino Andreoli vive e lavora tra gli adolescenti. Del loro comportamento è osservatore attento e studioso appassionato. Tra i suoi numerosi libri, ricordiamo Giovani (Rizzoli 1994, Biblioteca Universale Rizzoli 2001) che, con le sue 11 edizioni, è ormai un classico.

J. C. Bermejo
L'ascolto che sana
2004, Pagine: 136
Prezzo: € 16,00
Editore: La Meridiana

Ascoltare significa immergersi nell'avventura della relazione con il mondo, con gli altri e con Dio. L'ascoltare ti fa uscire da ciò che sei e ti genera paura e insicurezza, ma ti riconforta anche, ti fa sentire utile. Ti fa essere. Ascoltare è un'arte; un'arte che comincia con la pratica su se stessi. Ascoltare il corpo, il cuore, la propria storia, il nostro modo di stare con gli altri. Chi ascolta genera salute. Salute fisica, ma anche mentale, emotiva, relazionale, spirituale. Come dimostrano queste pagine di inconsueta densità, di coinvolgente profondità. Chi ascolta si mette in gioco perché nell'ascolto incontri, profondamente e intimamente, chi, impoverito e sofferente, grida solamente per esistere e per rimanere vivo.

José Carlos Bermejo è dottore in teologia pastorale sanitaria e titolare di un master in bioetica. Dirige il Centro di Umanizzazione della Salute dell'ordine religioso dei Camillani e la Scuola di Pastorale della Salute della FERS. Ha pubblicato diversi libri sul tema dell'umanizzazione della salute.


Schaub Richard Gulino Schaub Bonney
Il metodo Dante. Per superare ansia, frustrazione e paure e ritrovare la «diritta via»
2004, pagine: 280
Prezzo: € 14,50
Editore: Piemme

Ansia, frustrazione, rimpianti, disagi, rabbia, depressione, paure sono trappole in cui è fin troppo facile incappare nel corso "del cammin di nostra vita". La Divina Commedia non è solo un capolavoro immortale. Può diventare anche una esperienza pratica per superare malessere e difficoltà, scoprire la pienezza del proprio potenziale e trovare una serenità vera. Capita a tutti di smarrire "la diritta via": affrontata con gli strumenti della psicosintesi, la metafora di Dante ci insegna come è possibile iniziare un cammino di trasformazione per sperimentare una realtà più profonda e raggiungere saggezza e realizzazione di sé. Il "metodo Dante" rappresenta il cammino verso una vita più piena e felice. Per rimanere se stessi diventando di più.

Richard Schaub e Bonney Gulino Schaub psicoterapeuti con oltre trent'anni di esperienza professionale, dirigono il New York Psychosynthesis Institute e collaborano con l'Istituto di Psicosintesi di Firenze.


Rossi Nicolino
Psicologia clinica per le professioni sanitarie
2004, Collana "Manuali" pagine: 304
Prezzo: € 22,00
Editore: Il Mulino

Il panorama degli strumenti della psicologia clinica tracciato in questo volume è teso a fornire una base conoscitiva per gli operatori che, svolgendo la propria attività nelle professioni d'aiuto, soprattutto nell'area sanitaria, devono poter contare su una solida competenza psicologica. Seguendo un approccio attento in particolare alle dinamiche relazionali che si instaurano nel rapporto con il paziente, il manuale illustra così, attraverso una serie di tematiche rilevanti (il paziente cronico, il paziente a prognosi infausta, il paziente chirurgico, la patologia pediatrica e geriatrica, il dolore, il burnout), le diverse implicazioni psicologiche legate alla pratica sanitaria nei diversi ambiti assistenziali.

Nicolino Rossi insegna Psicologia clinica nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bologna e dirige la locale Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica.

Montecchi Francesco
Gli abusi all'infanzia: i diversi interventi possibili
2005, Classificazione: Psicologia clinica e psicoterapia, Pagine: 384
Prezzo: € 35.00
Editore: Franco Angeli

La crescente cultura dei diritti dell’infanzia sollecita la società a rinunciare alla negazione, alla rimozione e all’omertà, ampliando le possibilità di riconoscere, intervenire e trattare sia gli abusi manifesti, sia le violenze più velate, ugualmente pericolose nel determinare varie forme di disagio.
A questo scopo bisogna investire le risorse professionali in progetti integrati di intervento. Gli interventi isolati o su un solo aspetto dell’abuso rischiano di essere dannosi, perché non agiscono sulle conseguenze a lungo termine. Non basta accertare i reati, perseguire il colpevole e proteggere il bambino dalle minacce di un mondo esterno abusante. È necessario curare psicologicamente il bambino, proteggendolo da un mondo interno minaccioso, per prevenire che i bambini abusati diventino adulti psicopatologici, perversi e abusanti.
Rivolto ai professionisti dell’infanzia e a chi vuole comprendere la complessa realtà degli abusi all’infanzia, questo libro:
- rilegge clinicamente un fenomeno considerato come una patologia, spesso cronica, espressa dalle diverse forme cliniche;
- ne esamina le radici storico-culturali, transgenerazionali, familiari e individuali, delineandone una lettura psicodinamica;
- individua i fattori di rischio e di protezione;
- definisce gli obbiettivi dell’intervento clinico, di tutela e giudiziario;
- indica le strategie di un intervento efficace, le metodologie diagnostiche, i percorsi terapeutici, dando ampio spazio ai metodi psicoterapeutici;
- propone modelli di intervento, basati su presupposti teorici e modalità operative differenti, realizzati da centri che si occupano di abusi all’infanzia.

Francesco Montecchi , neuropsichiatra, primario dell’U.0. di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Bambino Gesù IRCCS di Roma, è l’ideatore del Progetto Girasole . Professore a contratto dell’Università La Sapienza di Roma, è analista junghiano, membro didatta dell’AIPA (Ass. it. psic. analit.) e dell’AISPT (Ass. it. spt). È autore e curatore di diversi volumi, tra i quali, nelle nostre edizioni: Giocando con la sabbia: la psicoterapia con bambini e adolescenti e la «sand play therapy». Il “Gioco della sabbia” nella pratica analitica. Anoressia mentale dell’adolescenza. I maltrattamenti e gli abusi sui bambini. Nati per morire, destinati a vivere: il problema della comunicazione della diagnosi nell’AIDS infanto-adolescenziale. Abuso sui bambini: l’intervento a scuola.

Scoppola Luigi
L'esperienza di essere sé. Psicoanalisi, neuroscienze e affetti
2005, Collana: Gli sguardi, Pagine: 160
Prezzo: € 18,00
Editore: Franco Angeli

Il dolore è la condanna della conoscenza? Un neo originario? Un'area lacunare? Quale rapporto tra sofferenza e pienezza dell'essere sé? Esiste la possibilità di andare oltre il conflitto?
Tra l'istinto di vita e l'istinto di morte è presente un confronto senza fine. Così come l'antinomia tra l'amore e l'odio è costituiva dell'essere sé.
Il filo invisibile sul quale si articola il contenuto di questo volume congiunge l'esperienza narcisistica autoreferenziale dell'inizio della vita con la scoperta dell'alterità. Ciò avviene attraverso percorsi di separazione-individuazione, di scoperte di identità, di solitudine, di separatezze e di congiungimenti. Il riconoscimento della relazione con l'altro, inteso come diverso da sé, è sottesa nella più intima fondazione dell'essere e appare profondamente radicata nella struttura trigruppale della persona umana.
Il contributo clinico emerge dal testo attraverso un'interazione continua tra eventi affettivi e contenuti ideativi.
I percorsi di lettura prediligono il modello della bi-logica di Ignacio Matte Blanco che rappresenta oggi l'ultimo grande momento di svolta del pensiero psicoanalitico nella sua applicazione alla psicoanalisi individuale e di gruppo. La proposta del libro è quella di un intreccio continuo tra evocazione mitologico letteraria e rinvii all'epistemologia psicoanalitica, in un confronto aperto con i contributi delle neuroscienze dischiude nuove prospettive alle indispensabili integrazioni di discipline diverse che cercano di dialogare tra loro intorno ai problemi più centrali dell'esperienza umana.

Luigi Scoppola , medico internista e libero docente in Gerontologia dell'Università La Sapienza di Roma, psichiatra e primario di Medicina psicosomatica e Psicologia medica, psicoanalista membro ordinario e didatta della Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica. È autore di Il somatico e lo psichico (1990, Teda), e ha pubblicato saggi su Il corpo di Narciso (1989), Corpo emozione e pensiero (1989), Psicoanalisi e fenomeni psicosomatici (1990), Group Processes and Psychosomatic Phenomena (1996), Il disagio psicosomatico ed il lavoro istituzionale (1997), La lacunarità psicosomatica e la bi-logica di Ignacio Matte Blanco (1999).

 

Montecchi Francesco
Dal bambino minaccioso al bambino minacciato. Gli abusi sui bambini e la violenza in famiglia: prevenzione, rilevamento e trattamento
2005, Collana: Psicoterapie, pagine: 224
Prezzo: € 24,00
Editore: Franco Angeli

Miti, fiabe, religioni raccontano storie di bambini percepiti dagli adulti come minacciosi per la paura di essere spodestati, superati, seppelliti. Per questo, nella storia dell'umanità il bambino è spesso stato oggetto di abusi da parte degli adulti. La crescente cultura dei diritti dell'infanzia ha sollecitato ad ampliare le possibilità di riconoscere, intervenire e trattare sia gli abusi manifesti, sia le violenze più velate, ugualmente pericolose nel determinare varie forme di disagio.
Ciò impegna la nostra società ad investire le risorse professionali in progetti integrati di intervento. Non basta accertare i reati, perseguire il colpevole e proteggere il bambino dalle minacce di un mondo esterno abusante, ma è necessario curarlo psicologicamente, proteggendolo da un mondo interno minaccioso, per prevenire che i bambini abusati diventino adulti psicopatologici, perversi e abusanti perpetuando una catena transgenerazionale della violenza.
Rivolto ai professionisti dell'infanzia e a chi vuole comprendere la complessa realtà degli abusi all'infanzia, questo libro:
- propone una rilettura clinica di un fenomeno considerato come una patologia, spesso cronica, espressa dalle diverse forme cliniche;
- ne esamina le radici storico-culturali, transgenerazionali, familiari e individuali, delineandone una lettura psicodinamica;
- individua i fattori di rischio e di protezione;
- definisce gli obbiettivi dell'intervento clinico, di tutela e giudiziario;
- indica le strategie di un intervento efficace, le metodologie diagnostiche i percorsi terapeutici, dando ampio spazio ai metodi psicoterapeutici, in particolare al gioco della sabbia (Sand play therapy).

Francesco Montecchi , neuropsichiatra, primario dell'U.0. di Neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Bambino Gesù IRCCS di Roma, è l'ideatore del Progetto Girasole . Professore a contratto dell'Università La Sapienza di Roma, è analista junghiano, membro didatta dell'AIPA (Ass. it. psic. analit.) e dell'AISPT (Ass. it. spt). È autore e curatore di diversi volumi, tra i quali, nelle nostre edizioni: Giocando con la sabbia: la psicoterapia con bambini e adolescenti e la "sand play therapy". Il "Gioco della sabbia" nella pratica analitica. Anoressia mentale dell'adolescenza. I maltrattamenti e gli abusi sui bambini. Nati per morire, destinati a vivere: il problema della comunicazione della diagnosi nell'AIDS infanto-adolescenziale. Abuso sui bambini: l'intervento a scuola.

Bombelli Ferdinando
Amarsi corpo e anima
2005, pagine: 160
Prezzo: € 10.00
Editore: San Paolo

Grazie alla sua chiarezza, precisione e brevità, il presente volume si presenta come una delle migliori guide oggi sul mercato sul delicato argomento dei rapporti coniugali. Dedicato a tutti, credenti e non credenti, il libro si pone sul piano di un umanesimo universalmente valido. Adottando un’estrema chiarezza, si propone un’esposizione descrittiva, con un vocabolario accessibile a tutti. Il tema è l’amore nella coppia nella sua duplice dimensione fisica e spirituale.

Ferdinando Bombelli, Istituto Scientifico Universitario, Ospedale San Raffaele, Milano. È coautore di tre libri del nostro catalogo: Sei-undici. Dialogare di sessualità con i bambini; Educazione ai metodi naturali; Mi preparo al parto.


Daniel Piétro
La dipendenza affettiva. Come riconoscerla e liberarsene
2005 Collana: Psicologia e personalità, pagine: 103
Prezzo: € 8,50
Editore: Paoline

In che modo e per quali motivi si diventa affettivamente dipendenti? Come si vive questa realtà nella vita quotidiana? Come si può uscirne e vivere serenamente? Attraverso queste domande l’autore, D. Piétro, sviluppa il tema della dipendenza affettiva, di cui egli stesso ha fatto esperienza (ferite psicologiche, alcool, senso di abbandono, mancanza di autostima). Egli ritiene che la causa della dipendenza affettiva sia da ricercare nella carenza d’affetto verificatasi durante l’infanzia. Uscirne è possibile, a patto che si prenda coscienza del problema, si cerchi un aiuto psicologico adeguato e si abbia davvero la volontà di dare alla propria vita un corso diverso.
Il volume si articola in dieci capitoli. Nei primi tre, l’autore espone la propria storia (padre “assente” e madre autoritaria, dipendenza dall’alcol, psicoterapia individuale e di gruppo, ritiro spirituale, presa di coscienza delle proprie possibilità, uscita dalla dipendenza). Nei capitoli successivi, indaga sulle cause e su alcune manifestazioni della dipendenza affettiva, come: l’amore-passione; la depressione; i problemi causati da separazione e divorzio; il lutto; l’alcolismo e la tossicomania; la compulsione alimentare. Chiude il volume una breve Bibliografia.

 

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