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I Test Psicologici

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PSICOLOGIA NEWS n.199 - 17.3.2005

on . Postato in News libri e riviste | Letto 323 volte

  • Quando il mio terapeuta è un cane
  • L'accoglienza. I primi momenti di una relazione psicoterapeutica
  • I complessi familiari nella formazione dell'individuo
  • Breve dizionario di psicologia dello sviluppo e dell'educazione
  • L'altro fratello. Relazione fraterna e disabilità
  • Balbuzie - Percorsi teorici e clinici integrati
  • Conduttori. Manuale per l'uso dei piccoli gruppi
  • L'appetito: un crimine? Adolescenza e cultura del limite
  • Come dire no al tuo bambino
  • Autismo: che fare? Orientarsi nella complessità dei trattamenti
  • Il bambino e i videogiochi. Implicazioni psicologiche ed educative
  • Aiutare i bambini... a seguire sogni e speranze. Attività psicoeducative con il supporto di una favola
  • New addictions: Le nuove dipendenze
  • Ragazzi, a tavola! Il momento del pasto come specchio delle relazioni familiari
  • Pianificare obiettivi e prendere decisioni. Percorsi educativi per bambini con disabilità dello sviluppo
  • I segreti dell’autostima. Come sviluppare e conservare un bene prezioso

Giusti Edoardo La Fata Salvatore
Quando il mio terapeuta è un cane
2004, Collana: Psicoterapia e Counseling, pagine, 447
ISBN: 88-8124-445-4
Prezzo: € 40,00
Editore: Sovera

Le terapie svolte insieme ad animali domestici presuppongono una formazione psicologica su cui poggia e si fonda la relazione affettiva con un animale di compagnia.
La coppia pet-partner è un ruolo di mediazione nelle relazioni interpresonli e da catalizzatore all'interno dei percorsi di salute fisica e mentale.
Gli animali scelti per questa funzione particolare hanno caratteristiche temperamentali, comportamentali, peculiari e i possessori degli stessi necessitano una formazione specifica per operare negli amiti più indicati.

Edoardo Giusti. Presidente dell'ASPIC e direttore della Scuola di specializzazione in Psicoterapia Integrata autorizzata con Decreto Ministeriale. È professore a contratto presso la Scuola di spedializzazione in Psicologia Clinica dell'Università degli Studi di Padova. Svolge attivtà di ricerca clinica e di supervisione didattica per psicoterapeuti.
Salvatore La Fata. Psicologo, Master in counseling e PNL. Specializzando in psicoterapia presso l'ASPIC. Svolge attività di docenza ai formatori e di consulenza aziendale come free-lanca. Inoltre si occupa a Roma di Counseling individuale e gestisce dei gruppi di crescita personale attraverso le arti sceniche, lavorando anche in progetti "Animal Assisted Therapy e Activities".

Giusti Edoardo - Romero Randa
L'accoglienza. I primi momenti di una relazione psicoterapeutica
ISBN: 88-8124-457-8
2005, Collana: Psicoterapie e counseling, Pagine: 173
Prezzo: € 19,00
Editore: Sovera

Nell'atto di accoglimento risiedono i primi segnali qualitativi di un atteggiamento ospitale per una gradita presa in carico.
Un'affettuosa disponibilità all'incontro clinico favorisce accettazione e contenimento della domanda psicologica, motivando il soggetto intenzionato ad iniziare un trattamento.

Edoardo Giusti. Presidente dell'ASPIC e direttore della Scuola di specializzazione in Psicoterapia Integrata autorizzata con Decreto Ministeriale. È professore a contratto presso la Scuola di spedializzazione in Psicologia Clinica dell'Università degli Studi di Padova. Svolge attivtà di ricerca clinica e di supervisione didattica per psicoterapeuti.
Randa Romero. Psicologa e psicoterapeuta iscritta all'ordine degli Psicologi del Lazio. Svolge attività clinica privata e di consulenza nelle scuole a Roma e ad Orvieto. tra le sue pubblicazioni: "Analisi di alcuni aspetti teorici del concetto di identificazione proiettiva".

Jacques Lacan
I complessi familiari nella formazione dell'individuo
Contributi di Jacques-Alain Miller
Pagine: 40
ISBN:88-06-17357-X
Prezzo: € 19.00
Editore: Einaudi

Lacan affronta il tema della famiglia inserendola non già nell'ordine della natura ma nell'ordine della cultura: il versante sociale prende il posto di quello che sarà il simbolico.
I complessi familiari nella formazione dell'individuo è un importante articolo scritto nel 1938 da Lacan per l'Encyclopédie française, e che viene per la prima volta proposto nella sua interezza al pubblico italiano. All'epoca Lacan non era ancora Lacan. L'insegnamento che lo ha reso celebre inizierà infatti solo quindici anni piú tardi. Eppure è un testo che precorre e anticipa i futuri sviluppi. I lettori non vi troveranno quindi l'inconscio strutturato come un linguaggio, ma vi troveranno, per esempio, la distinzione tra l'io, definito tramite il narcisismo, e il soggetto, colto nella sua divisione a causa del sintomo.
Lacan affronta il tema della famiglia inserendola non già nell'ordine della natura ma nell'ordine della cultura: il versante sociale prende il posto di quello che sarà il simbolico. Lo sviluppo psichico del bambino comprende tre scansioni: lo svezzamento, in cui è colta la funzione fondamentale della madre; l'intrusione, in cui è colta la funzione del proprio simile; e infine l'Edipo, che ha come perno la funzione paterna. Nella seconda parte Lacan offre un breve compendio della clinica freudiana sulla famiglia per quanto riguarda le nevrosi e le psicosi. Il volume comprende una postfazione di Jacques-Alain Miller, che commenta e offre delle linee di lettura del testo lacaniano.

Jacques Lacan (1901-81), intellettuale, medico, psichiatra, fa la sua comparsa sulla scena psicoanalitica nel 1936 al XIV Congresso Psicoanalitico Internazionale. Nel 1953 è protagonista con Daniel Lagache della costituzione della SFP (Société Française de Psychanalyse). Lo stesso anno segna l'inizio del cosiddetto Séminaire, che darà nome a una famosa serie di pubblicazioni, di cui sono disponibili presso Einaudi i libri: I. Gli scritti tecnici di Freud. 1953-54; II. L'io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi. 1954-55; III. Le psicosi. 1955-56; IV. La relazione d'oggetto. 1956-57; V. Le formazioni dell'inconscio. 1957-1958; VII. L'etica della psicoanalisi. 1959-60; XI. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi. 1964; XX. Ancora. 1972-73; I complessi familiari, 2005. È inoltre disponibile la raccolta degli Scritti.

Dolores Rollo
Breve dizionario di psicologia dello sviluppo e dell'educazione
2005 pagine: 128
ISBN 88-430-3278-X
Prezzo: € 9.00
Editore: Carocci

Cos´è l´empatia? Cosa significa l´espressione role-taking? Il dizionario raccoglie circa quattrocento voci, relative agli aspetti cognitivi, affettivi e sociali dello sviluppo umano, per le quali fornisce definizioni brevi e puntuali, spesso corredate di esempi. Il volume è uno strumento utile per il lettore "profano", che cerca definizioni chiare di espressioni specialistiche entrate ormai nel linguaggio comune, ma anche per un pubblico di specialisti che, grazie ai numerosi rimandi, ha modo di ricavare un quadro aggiornato dei principali orientamenti teorici in psicologia dello sviluppo e dell´educazione.

Dolores Rollo. È dottore di ricerca in Psicologia dello sviluppo presso l´Università di Padova. Studia lo sviluppo concettuale nei contesti socio-educativi e si occupa della formazione di insegnanti alle tecniche per l´osservazione del comportamento infantile.

Giovanni G. Valtolina
L'altro fratello. Relazione fraterna e disabilità
2004, Collana: Serie di psicologia, Pagine: 192
ISBN: 88-464-6134-7
Prezzo: € 17,50
Editore: Franco Angeli

Per quanto fecondo e stimolante, lo studio della famiglia con un figlio disabile si presenta come un ambito ancora poco esplorato dai ricercatori.
Ciò è tanto più vero riguardo a una delle relazioni più significative della vita di una persona disabile, quella destinata a durare più a lungo, di norma anche per molti anni dopo la scomparsa dei genitori: la relazione fraterna. Solo recentemente gli studiosi hanno "scoperto" quanto sia rilevante l'apporto che, sullo sviluppo di un bambino, esercita la relazione con i propri fratelli e le proprie sorelle. Tuttavia già i primi contributi, passati in rassegna nel corso del volume, consentono di apprezzare quali potrebbero essere i vantaggi della comprensione dei processi d'adattamento familiare alla nascita di un bimbo disabile e l'importanza di sostenere tali processi, cruciali sia dal punto di vista del benessere della famiglia e dei suoi diversi componenti, sia da quello dell'acquisizione delle diverse abilità da parte del bambino disabile.
Il disegno di questo volume prende dunque le mosse dall'esigenza di fare il punto su una tematica molto complessa e ancora poco conosciuta in Italia, ma della cui importanza gli operatori che quotidianamente incontrano i disabili sono sempre più consapevoli. L'intento è quello di offrire una ricognizione critica degli studi e delle ricerche apparse nel panorama scientifico nazionale e internazionale, così da offrire un ulteriore contributo a quel percorso di analisi della famiglia con un figlio disabile, che ha avuto inizio con il precedente volume Famiglia e disabilità. L'auspicio è che esso possa dare impulso a ulteriori impegni di ricerca e contribuire a sviluppare una maggiore sensibilità nel rispondere agli specifici bisogni di cui sono portatori i fratelli e le sorelle delle persone disabili.

Giovanni G. Valtolina , psicologo, psicoterapeuta familiare, è docente di Psicologia dell'handicap e della riabilitazione presso l'Università Cattolica di Milano. È, inoltre, responsabile scientifico della Fondazione Opera Diocesana Istituto San Vincenzo di Milano. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra le quali ricordiamo: Famiglia e Disabilità (Angeli, 2000) e Fuori dai margini. Esclusione sociale e disagio psichico (Angeli, 2003).

Mario D’Ambrosio
Balbuzie - Percorsi teorici e clinici integrati
2005, collana: Psicologia, pagine: 250
ISBN: 88 386 2832-7,
Prezzo: € 23,00
Editore: McGraw-Hill

Neurologi, otorinolaringoiatri, logopedisti, foniatri, psicologi, psicofarmacologi, neuropsichiatri infantili, a volte anche psicomotricisti si occupano, a vario titolo, della balbuzie. Ma chi si occupa del balbuziente?
La natura multifattoriale della balbuzie costituisce una considerevole sfida, le sue molte componenti esercitano la loro influenza a vari livelli.
L’approccio al disturbo richiede competenze ampie e interventi estesi, nell’ambito dei quali si possa superare i vincoli della propria formazione di partenza. In molti casi il percorso che porta al paziente a parlare fluentemente segue vie molto particolari. In ogni caso, l’aiuto del terapeuta può facilitare la conquista di un rapporto più sereno con il disturbo.
Quali gli automatismi che mantengono nel tempo la disfluenza e impediscono di apprendere modi diversi di comunicazione? Quali le tecniche più utili tra cui scegliere per creare un progetto terapeutico individualizzato?
Come integrare, nei fatti, una serie di interventi specialistici utili, ma spesso insufficienti se presi isolatamente? Quali sono i possibili percorsi per cui il paziente può migliorare il suo rapporto con ciò che può residuare del disturbo, e per migliorare i suoi rapporti interpersonali spesso in parte compromessi? Queste domande non possono ricevere risposte astratte o puramente teoriche.
Il volume affronta l’argomento partendo da una prospettiva teorica e clinica integrata e prende in esame le molte facce del disturbo, manifeste e nascoste, alla luce dei dati di numerose sperimentazioni e dei modelli teorici di maggior rilievo presenti nel quadro internazionale. Illustra dettagliatamente programmi e tecniche di intervento, in gran parte originali, per affrontare efficacemente i problemi emotivi e le difficoltà di scorrevolezza tipiche della balbuzie. Le numerose proposte operative, insieme ai tanti strumenti per la valutazione presentati in appendice, forniscono una guida e un ausilio concreto per il lavoro di tutti gli operatori impegnati nel settore.

Mario D’Ambrosio, psicologo e psicoterapeuta, dal 2003 conduce corsi di formazione sul trattamento della balbuzie rivolti a psicologi, logopedisti e terapisti della neuro e psicomotricità, accreditati dal Ministero della Salute nell’ambito del programma nazionale di Educazione Continua in Medicina.

Spaltro Enzo
Conduttori. Manuale per l'uso dei piccoli gruppi
2005, Collana: Psicologia delle organizzazioni - diretta da Enzo Spaltro, Pagine: 288
Codice Volume: 1227.13
Prezzo: € 23,00
Editore: Franco Angeli

Un manuale per conduttori di gruppo, è scritto specialmente per coloro che si avventurano nel territorio nuovo e misterioso dei gruppi destrutturati al bivio tra contenuti, processi e contesti. Suggerisce a coloro che si affacciano alla professione, oltre che a quelli che già la praticano, temi e modelli utili per migliorare la propria efficienza professionale. Ogni gruppo pone infatti il dilemma se concentrarsi sulla creazione del gruppo od utilizzare il gruppo che già c'è per tendere ad un obiettivo specifico. È evidente che il conduttore quando è l'unico che insegna, comanda od aiuta non fa altro che utilizzare il gruppo.
Condurre non significa sostituirsi a ed è evidente che tutti coloro che sono stati educati con mentalità "monarchica" hanno difficoltà a creare e gestire mentalità "poliarchiche". Leggere questo libro aiuta ad apprendere come e perché insieme si sta meglio che da soli e come questo insieme possa essere creato ed utilizzato quotidianamente per stare meglio e per fare stare meglio. Perché la conduzione di gruppo è strettamente legata all'invenzione del benessere e non vi è benessere senza gruppo. Quindi è questa la ragione per cui non vi è gruppo senza benessere. Conseguentemente è proprio il malessere che produce l'autoritarismo e la tendenza spasmodica all'unità. È proprio il malessere che impedisce il gruppo ed è il benessere la più importante conseguenza del gruppo.
Vengono sviluppati concetti come mentalità di gruppo, partecipazione e sovranità, clima e cultura, dicembre il mese del gruppo, emozione intelligente, tecnologia avanzata di sviluppo, clima come dimensione di gruppo, abbondanza, creatività ed insegnamento di gruppo. Completano il volume un discorso sul gruppo come opera d'arte, 14 testimonianze di conduttori di gruppo, un elenco di esercizi di gruppo ed un'appendice storica.

Francesconi Marco
L'appetito: un crimine? Adolescenza e cultura del limite
2004, Collana: Adolescenza, educazione e affetti - diretta da Gustavo Pietropolli Charmet, Pagine: 144
Codice Volume: 8.24
Prezzo: € 14,00
Editore: Franco Angeli

Il testo descrive e analizza i disturbi del comportamento alimentare, con particolare riferimento al modo in cui questi si manifestano nel corso della crescita.
Gli autori riflettono su quella che potrebbe considerarsi una difettualità tipica di molte personalità, inerente il rapporto con i limiti. Un rapporto “alterato” dal fatto che oggi le conquiste (della medicina, della tecnologia, delle biotecnologie) consentono di non tener conto di molti ostacoli naturali apparentemente insuperabili fino a qualche tempo fa. Manca, insomma, in più aree dell’esperienza esistenziale, una “cultura del limite”. Sembra tuttavia che una sua paradossale forma riesca a esprimersi – rinascendo come araba fenice – nel campo alimentare, quale reazione agli orizzonti sconfinati del consumismo e della mancata valorizzazione sociale ed educativa del sapersi fermare. Ma si tratta davvero di una cultura del limite o piuttosto coloro che vogliono mangiare sempre meno hanno perso il senso del limite? E coloro che mangiano troppo e/o vomitano non cercano forse una limitazione autopunitiva al servizio di un sentimento di colpa così persecutorio da evocare la dimensione del crimine?
Prendendo spunto dal titolo di un celebre dipinto di Errò, L’appetito: un crimine, ci si chiede allora se partendo dall’area dell’alimentazione e dei suoi disturbi non sia possibile andare oltre la criminalizzazione degli appetiti e riuscire a cogliere la nostalgia, qui celata, di una cultura del limite. Solo la sua comprensione (e la capacità di prendersene cura) può contrastare un rischio già evidenziato da Thomas Mann: che i giovani si rifugino in ideologie ed azioni “monolitiche” per difendersi dalle ansie di dispersione e di confusione.
Il testo propone approfondimenti su questi temi e descrive altresì alcune modalità che si sono rivelate particolarmente adatte per affrontare queste problematiche nel contesto scolastico.
Il volume si rivolge quindi a operatori sia dell’area clinica sia di quella educativa.

Marco Francesconi , medico specialista in Neurologia e Psichiatria e membro aggregato dell’ASP di Milano, insegna Psicologia dinamica al corso di laurea in Psicologia dell’Università degli Studi di Pavia. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Wilkoff Will
Come dire no al tuo bambino
2005, collana Piccoli e grandi manuali (PGM), pagine: 160
Prezzo: € 11.50
Editore: Red

Insegnare al proprio figlio che ‘no’ significa ‘davvero no’ è un passo fondamentale nell’educazione del bambino. Ma come dirlo in modo che sia accettato e che si traduca in un fattore di crescita e non di frustrazione?
Molti genitori sono costretti a ripetere ‘no’ ai loro figli fino all’esaurimento. Perché è tanto difficile trasmettere il significato di questa parolina? Perché, dice il pediatra Wilkoff, coi bambini i fatti sono più eloquenti delle parole. Usando uno stile semplice e diretto, l’autore indica come elaborare un piano educativo coerente ed efficace. Egli spiega come superare gli ostacoli, quando il no non è accettato, inclusa la ribellione del figlio, e come vincere la propria riluttanza ad assumere un comportamento fermo. Fornisce inoltre molti consigli per situazioni specifiche, per esempio come dire no ai pasti, in casa dei nonni o quando il bambino è ammalato. Con il suo approccio pratico al problema, Will Wilkoff facilita il compito dei genitori di insegnare ai propri figli quell’autocontrollo che li aiuterà in tutto il corso della loro vita.

Will Wilkoff, pediatra, si occupa di temi relativi all’infanzia sotto il profilo medico e pedagogico. Fra i suoi libri, Che cosa fare quando un bambino non vuole mangiare, Mio figlio è sempre stanco.

R. Cavagnola L. Moderato M. Leoni
Autismo: che fare? Orientarsi nella complessità dei trattamenti
2005, Pagine: 128
ISBN: 88-7436-051-7
Prezzo: € 7,00
Editore: Vannini

La storia del nostro paese è piena di scoperte miracolose, i cui effetti nel migliore dei casi sono controversi, nel peggiore sono inesistenti. Ma quando c’è il proprio figlio di mezzo, e quindi le speranze e il timore di non perdere qualcosa che potrebbe fare bene, non è facile rimanere oggettivi e valutare i fatti. Quindi spesso il quesito diventa: “Ma se non fa male perché non provarlo?”. Nell’autismo, ma non solo, ciò che è inutile è di per sé dannoso. Attraverso le testimonianze e le indicazioni di cinque autorevoli genitori e professionisti vengono presentate domande, risposte e linee guida su come orientare le scelte nel caso di problemi di Autismo e Disturbi pervasivi dello sviluppo.

A. Bartolomeo, S. Caravita (a cura di)
Il bambino e i videogiochi. Implicazioni psicologiche ed educative
2004, pagine: 152
Prezzo: € 18.00
Editore: Carlo Amore

Se lo scopo di un libro è quello di informare e di aiutare a riflettere, questo volume su bambini e videogiochi riesce efficacemente a trasmettere l’interesse per il mondo dei videogiochi, poiché introduce contenuti ricchi e stimolanti trattati con accuratezza e attenzione ai risvolti psicologici e ai suoi effetti sullo sviluppo. Spesso si pensa alla fruizione dei videogiochi da parte dei bambini con un atteggiamento critico e a volte svalutante, come un’ulteriore occasione solipsistica, autorefenziale e priva della dimensione relazionale e di apprendimento tra coetanei o col mondo adulto. Analogamente alle polemiche ampiamente note sull’esposizione eccessiva al mezzo televisivo, anche intorno al mondo dei videogiochi la preoccupazione di genitori e di educatori verte sugli effetti e sulle possibili conseguenze sulla personalità, sulla vita affettiva e cognitiva dei piccoli fruitori. Preoccupazioni del tutto legittime soprattutto quando programmi televisivi e videogiochi diventano esperienze vicarianti e sostitutive di occasioni relazionali, quando il tempo di esposizione nell’arco della giornata si prolunga eccessivamente, quando gli stimoli sono inadatti all’età e a contenuto violento. Indubbiamente alcune volte i videogiochi, come per altro la stessa televisione, si trasformano in esperienze tutt’altro che positive fino a generare, nei casi estremi, vere e proprie forme di dipendenza caratterizzate da un coinvolgimento esclusivo e totalizzante, capace di generare forme di scissione tra mondo reale e mondo della finzione, labilità di confini e fissazione sull’oggetto del desiderio.
Ebbene questi casi estremi, in cui l’uso dei nuovi strumenti di cui oggi disponiamo viene deformato e vincolato alla soddisfazione di bisogni immediati e vicarianti, rischia di offuscare se non deformare la prospettiva da cui vanno, invece, osservate le complesse relazioni tra strumenti tradizionali e nuovi mezzi di cui i bambini, e non solo i bambini, oggi dispongono. Questo volume inserendosi in una tradizione di studi e di elaborazioni concettuali di cui Mario Groppo, fondatore del Centro di Ricerca delle Tecnologie dell’Istruzione, è stato profondo conoscitore e studioso, ci restituisce una visione dei media elettronici come “artefatti culturali” storicamente collocati e, dunque, espressione di un percorso antico quanto l’umanità che dalla trasmissione orale è passato alla scrittura e alla stampa, per approdare più di recente ai nuovi strumenti di comunicazione multi-mediali.
Agli indiscussi e straordinari vantaggi a livello cognitivo e mentale prodotti dall’introduzione della scrittura e della stampa si associano oggi quelli non meno inevitabili e significativi prodotti dalla capillare diffusione delle tecnologie informatiche, che hanno modificato temporalmente e spazialmente le forme della comunicazione, cambiando di conseguenza i processi di pensiero e le modalità di elaborare le informazioni.
La società multimediale, questa la tesi del volume, si configura come un’integrazione interessante di diverse tecnologie che recuperando in forme nuove quelle tipiche della cultura orale offrono sistemi interconnessi di diversi media che hanno la peculiarità di coinvolgere simultaneamente molte e svariate modalità sensoriali e di permettere l’utilizzo sincronico di codici differenti, in un ambiente che stimola sempre più una posizione attiva del fruitore e che, proprio per questo, si allontana dall’implicita passività del telespettatore. In questa prospettiva storica si collocano gli stessi giochi elettronici che assumono il significato di “artefatti” culturali di cui occorre cogliere non solo i lati oscuri, ma tutte le potenzialità. Potenzialità che consistono non solo nel favorire una più ampia comprensione dei simboli, nell’incrementare le abilità percettivo-spaziali e motorie, nell’orientare verso una migliore flessibilità cognitiva e nell’acquisire un’ampia consapevolezza dei processi esecutivi e metacognitivi che presiedono alle funzioni di controllo e di monitoraggio del pensiero, ma anche nella possibilità di impiegare tali competenze in altri domini e in altri ambiti di apprendimento, tramite processi di generalizzazione e trasferimento delle conoscenze. La grande varietà di videogiochi, con l’altrettanto ampia varietà di competenze a cui obbligano, e la straordinaria trasformazione delle nuove versioni grafiche che coinvolgono a tutti i livelli della esperienza sensoriale, mentale e corporea, vanno sempre più dissolvendo quelle barriere, a cui ci ha abituato la televisione, tra media e fruitore passivo, per generare un attivo coinvolgimento e un’immersione in ambienti che assomigliano anche nei minimi dettagli a quelli naturali. Come sempre di fronte a cambiamenti di questa portata, il timore e la preoccupazione per un uso distorto e improprio sulle nuove generazioni deve mantenersi vigile per modulare non solo l’impiego dei videogiochi ma anche per selezionarne attentamente i contenuti, evitando quelli violenti. Nello stesso tempo, non si può non concordare con le affermazioni di qualche anno fa del compianto Mario Groppo che invitava ad un uso aperto e scevro da paure immotivate, ma consapevolmente educativo, dei nuovi media.

Margot Sunderland
Aiutare i bambini... a seguire sogni e speranze. Attività psicoeducative con il supporto di una favola
2005, pagine: 40 + 24 a colori
ISBN: 88-7946-705-0
Prezzo: € 18,00
Editore: Erickson

Ci sono bambini che coltivano grandi speranze e inseguono - con il solito pizzico di ingenuità, incoscienza e curiosità - sogni a occhi aperti per crearsi un’inesauribile riserva in cui accumulare energie vitali e contenere angosce e timori. Ci sono altri bambini che invece non riescono a trovare spazi mentali e luoghi della fantasia per superare frequenti situazioni di insoddisfazione, scoraggiamento o paura. È proprio a costoro che si rivolge la storia illustrata della piccola Mildred, che ha grandi progetti di vita, tra cui quello di non rimanere per sempre una comune e anonima pisellina e che riuscirà alla fine, dopo varie peripezie, a veder realizzati i propri sogni.
Una storia da leggere insieme ai propri figli (o alunni), per far maturare in loro la convinzione che la vita può sempre aprire le sue porte verso mondi diversi e alternativi in cui entrare da protagonisti. Un modo per stimolare in loro fiducia nel futuro e aiutarli così a crescere credendo nella realizzazione dei propri desideri. Affinché sogni e speranze diventino realmente fattori determinanti del loro sviluppo.
Il libro comprende, accanto alla favola illustrata, una guida introduttiva alla lettura della storia e alla comprensione del suo valore terapeutico, rivolta ai genitori, ma anche a educatori, insegnanti, psicologi e quanti incontrano bambini che hanno difficoltà a nutrire speranze nel futuro.

Guerreschi Cesare
New addictions: Le nuove dipendenze
2005, Collana: Diritto. Scienze politiche e sociali, pagine: 208
ISBN 88-215-5306-X
Prezzo: € 11,50
Editore: San Paolo

Le Nuove Dipendenze o New Addictions comprendono tutte quelle nuove forme di dipendenza comportamentali in cui non è implicato l’intervento di alcuna sostanza chimica. Con Addiction si intende definire una condizione generale in cui la dipendenza psicologica spinge alla ricerca dell’oggetto o di un comportamento senza il quale l’esistenza diventa priva di significato. Questo volume descrive alcune delle più diffuse New Addictions - da Internet e computer, dal lavoro, dal sesso, dalle relazioni affettive, dal cellulare e dallo shopping compulsivo - e suggerisce alcuni percorsi terapeutici per risolverle.

Cesare Guerreschi è psicologo e psicoterapeuta, vive e lavora a Bolzano. Da tempo si occupa di dipendenze (alcoolismo e droga) e di new addiction (in particolare gioco d’azzardo e shopping compulsivo). Fa parte della SIIPAC (Società Italiana di Intervento Patologie compulsive) di cui è presidente della sezione altoatesina. Per la San Paolo ha scritto Giocati dal gioco (2000) sulla dipendenza dal gioco d’azzardo.


Jesper Juul
Ragazzi, a tavola! Il momento del pasto come specchio delle relazioni familiari
2005, Collana: Universale Economica Saggi, Pagine: 136
Prezzo: € 7,00
Editore: Feltrinelli

Un libro divulgativo, di piacevole lettura, che affronta in modo ragionevole difetti radicati e problemi diffusi legati al tema dell’alimentazione di bambini e adolescenti, da un punto di vista psicologico e pedagogico.
Nella vita familiare i pasti hanno un significato tanto socio-educativo quanto psicologico-diagnostico assai rilevante. A tavola infatti meglio che in qualsiasi altra occasione sono favoriti lo scambio e il confronto affettivo e intellettuale in famiglia; e quando preparati con cura e amore i pranzi contribuiscono a creare un’atmosfera di calore e benessere. D’altra parte mangiare assieme costituisce l’ambito in cui si manifesta con maggiore evidenza lo stato di salute psico-emotivo del nucleo familiare, e in caso di conflitti la tavola diventa lo specchio dei rapporti. I genitori, che sono i principali responsabili del buon clima in famiglia e della corretta alimentazione dei figli, non dovrebbero perciò sottrarsi al loro ruolo di guida e indirizzo e al loro compito di trasmettere valori; i bambini e i ragazzi del resto hanno il diritto di essere rispettati e ascoltati come persone con una propria individualità, anche a tavola. Appunto perché importante momento comunitario, il pasto non dovrebbe trasformarsi in un rigido programma dietetico ma essere piuttosto un’occasione di libera espressione di gusti e sentimenti individuali. Jesper Juul, che dice di non avere ricette preconfezionate da offrire, ma solo principi che poi ognuno può adattare al proprio caso, affronta vari temi e problemi legati al cibo, con esempi, soluzioni possibili, domande utili. Si sofferma fra l’altro sul valore del tempo dedicato a cucinare per la famiglia, sul ruolo assunto da fast food e junk food, sull’importanza di coinvolgere i bambini fin da piccoli nell’esperienza di crescita del far da mangiare, sulle buone maniere a tavola, sul comportamento da tenere con i bambini al ristorante. E infine sui conflitti, con i casi di bambini schizzinosi, o che non mangiano niente, o che rifiutano certi alimenti, o che hanno problemi di sovrappeso, riconoscendo sempre anche ai più capricciosi piccoli commensali la capacità cognitiva di esprimere un giudizio sulle cose degno in ogni caso di considerazione e comprensione.

Jesper Juul (1948), danese, è un terapeuta familiare che ha vissuto tra il 1991 e il 1999 un'intensa esperienza professionale nei campi profughi in Croazia e Bosnia, dove ha avuto modo di verificare "in situazione" le sue teorie.


Deanna J. Sands, Beth Doll
Pianificare obiettivi e prendere decisioni. Percorsi educativi per bambini con disabilità dello sviluppo
2005, Pagine: 96
ISBN: 88-7436-032-0
Prezzo: € 7,00
Editore: Vannini

“Sto facendo tutto il possibile per aiutare il mio bambino a diventare indipendente e autonomo?”. Da questa domanda cruciale gli autori iniziano un percorso per definire le progettualità educative con l’obiettivo di sostenere i bambini nell’imparare a prendere decisioni e pianificare le loro attività. Autonomia, autodeterminazione ed empowerment sono i principi di base sociali dell’educazione e obiettivi comuni sia ai bambini con disabilità che a quelli con sviluppo tipico. Il libro fornisce principi e strategie da utilizzare in modo specifico con bambini con ritardo mentale o disabilità dello sviluppo, illustrando ogni passaggio dell’intervento educativo con esempi pratici in vari contesti (scuola, casa, lavoro, ambienti sociali).


Rosette Poletti e Barbara Dobbs
I segreti dell’autostima. Come sviluppare e conservare un bene prezioso
2005, pagine: 128
ISBN 88-8093-433-3
Prezzo. € 5,90

Il fatto di stimarsi e rispettarsi è un prerequisito indispensabile per vivere una vita soddisfacente, sia a livello personale che professionale, e per proporsi con fiducia agli altri. Purtroppo, però, troppo spesso il tipo di educazione impartita trasmette una visione limitante di noi stessi, che impedisce il pieno sviluppo delle nostre potenzialità. Qui impariamo a liberarci di questi limiti, attraverso una presa di coscienza della nostra unicità e del nostro vero valore, affinché sia possibile sbocciare e trasmettere agli altri (in particolare ai bambini) i valori positivi che possiamo scoprire dentro di noi. Inoltre, troviamo alcuni strumenti particolarmente utili per arrivare a questa presa di coscienza, come le affermazioni positive e la visualizzazione creativa. Un testo ispirante, di sicuro interesse per coloro che nutrono particolari interessi per la psicologia, la crescita personale e l’educazione dei più giovani.


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Cataplessia

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Mobbing

Il termine mobbing deriva dall’inglese “to mob” e significa assalire, soffocare, malmenare. Questo termine fu utilizzato per la prima volta in...

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