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PSICOLOGIA NEWS n.254 - 27.4.2006

on . Postato in News libri e riviste | Letto 196 volte

  • Guarda un po'! Immaginazione del bambino e civiltà dell’immagine
  • Il compagno immaginario. Scritti psicoanalitici
  • Oltre il mobbing: le nuove frontiere della persecutività
  • Competenza emotiva tra psicologia ed educazione
  • Dai maltrattamenti all'omicidio. La valutazione del rischio di recidiva e dell'uxoricidio
  • Logica delle passioni
  • Un lungo sogno
  • Orientarsi per non disperdersi. Una ricerca-intervento sull'educazione tra pari
  • La mente altrove. Cinema e sofferenza mentale
  • L'educattore. Manuale di formazione teatrale per educatori

Serge Tisseron
Guarda un po'! Immaginazione del bambino e civiltà dell’immagine
2006, Collana: Universale Economica Saggi, Pagine: 152
Prezzo: € 7,50
Editore: Feltrinelli

Le domande di Brigitte Canuel, le risposte di Serge Tisseron: che effetto hanno le immagini sulla psiche dei bambini e dei ragazzi nella società contemporanea, letteralmente dominata dalle immagini.
Le immagini fanno parte della vita quotidiana dei bambini, che fin dalla primissima infanzia entrano in contatto con pubblicità, riviste, televisione e, successivamente, con videogiochi, computer, Internet. I genitori si preoccupano degli effetti che i media possono avere sui figli e hanno dubbi continui su come guidare bambini e ragazzi. Questi sembrano non essere mai sazi di “immagini”, che possono anche suggerire modelli in competizione con quelli proposti dai genitori. Ma il mondo è dominato dai media, ragion per cui non basta “censurare” ciò che sembra più pericoloso per proteggere i nostri figli. In realtà, sostiene l’autore, oggi non è più sufficiente che i bambini imparino a leggere e a scrivere: bisogna dare loro fin da subito i mezzi per scoprire e saper interpretare le immagini. Dopo una breve introduzione su come si formino le immagini nel bambino e quali significato abbiano, Tisseron risponde alle domande che ogni genitore si fa: quanta tv concedere; è bene che un adulto sia presente quando un bambino guarda i programmi; a quale età portarlo al cinema; che cosa sentono e capiscono bambini e adolescenti delle scene di violenza e di sesso; che cosa significa per i più giovani leggere un fumetto, una rivista dedicata a loro, giocare alla playstation, navigare in Internet o guardare un reality-show; come comportarsi se i figli hanno visto immagini che li hanno turbati; cosa fare se l’adolescente guarda film o riviste porno ecc. Senza intenti moralistici e senza colpevolizzare i genitori, Tisseron affronta situazioni molto concrete e invita gli adulti ad assumersi le proprie responsabilità pur rendendosi conto che la protezione assoluta da immagini potenzialmente angoscianti o pericolose non esiste, li invita ad accogliere e guidare la voglia di esplorazione dei figli, a scoprire con loro che cosa capiscano di quel che vedono e come lo interpretino, sviluppando il dialogo nel rispetto dei loro tempi. Scrive insomma una piccola guida preziosa per tutti i genitori.


Simonetta G. Adamo et al.
Il compagno immaginario. Scritti psicoanalitici
2006, Collana Psiche e coscienza, Pagine 216
Prezzo: € 18.50
Editore: Astrolabio

L’invenzione di un compagno di giochi immaginario, nelle sembianze di una persona, di un animale o di un oggetto, è un fenomeno complesso e sfaccettato che si presenta soprattutto in età infantile ma anche in età adolescenziale e più raramente in età adulta. Questa prima raccolta di studi psicoanalitici mette l’accento sugli aspetti creativi ed evolutivi di un fenomeno che a lungo è stato considerato solo una manifestazione psicopatologica.


Giancarlo Trentini
Oltre il mobbing: le nuove frontiere della persecutività
2006, Collana: Psicologia sociale - diretta da Giancarlo Trentini, Pagine: 208
Prezzo: € 19,50
Editore: Franco Angeli

La "vittimizzazione" di una persona sul luogo di lavoro viene definita con il termine mobbing: si tratta di manifestazioni di abuso morale ed emozionale, in cui un individuo, per un certo periodo di tempo e persistentemente, si trova ad essere bersaglio di atti ostili di varia natura da parte di altri, appartenenti a determinati gruppi o circuiti psico-sociali. I comportamenti aggressivi sono manifesti oppure subdoli, consistenti in offese continuate, osservazioni lesive, critiche negative insistenti, abusi personali e, talora, perfino fisici di carattere non sessuale. La "vittima" si trova in grave difficoltà, deprivata in tutto o in parte delle proprie autonomie e responsabilità, isolata, angariata, offesa, fino ad esser svalutata nel lavoro svolto, spinta a vivere una realtà in cui sente di non avere che scarse possibilità di difendersi.
Nella fenomenica relativa al mobbing vengono iscritti comportamenti aggressivi sia tra collaboratori di pari grado (livello orizzontale o trasversale), sia tra supervisor e leader, da un lato, e sottoposti, dall'altro (livello verticale o longitudinale). Tale quadro riguarda e coinvolge numerosi punti di vista: quelli di pertinenza psico-sociale, etica, organizzativa, in primo luogo; per non parlare di quelli di pertinenza economica, politologica, giuslavorista. Sia a livello di una prospettiva diagnostica che di una di intervento.
Il volume, frutto di un gruppo scientifico-culturale coordinato da Giancarlo Trentini, vuole superare il pregiudizio individualista e la presunzione razionalistica con cui per lo più il problema viene affrontato. Il discorso viene ampliato spostando il fulcro sull'analisi della relazionalità e della leadership all'interno delle situazioni di gruppo e al di là delle visuali intellettualistiche.

Giancarlo Trentini è professore di Psicologia generale e di Psicologia sociale. Da molti anni si occupa, secondo un approccio psico-sociale, di problemi inerenti alla comunicazione a livello interpersonale, di gruppo e istituzionale. È autore di oltre 200 pubblicazioni, tra volumi e saggi, contributi di ricerca e readings. È stato visiting professor in alcune importanti università straniere (Montréal, Tokyo, San Francisco). Nel 1999 gli è stata conferita la laurea honoris causa in Filosofia presso l'università di Salta-Buenos Aires.


AA.VV.
Competenza emotiva tra psicologia ed educazione
2006, Collana: Serie di psicologia, pagine: 224
Prezzo: € 19,50
Editore: Franco Angeli

Per "competenza emotiva" si intende l'insieme delle capacità che consentono di riconoscere, comprendere e rispondere coerentemente alle emozioni altrui e di regolare l'espressione delle proprie.
Perché è importante tenere conto di tale dimensione nell'apprendimento-insegnamento? Come si può sviluppare la competenza emotiva? Queste sono solo alcune delle domande a cui il testo cerca di fornire delle risposte attraverso il contributo di numerosi esperti provenienti da diverse realtà, Italia, Svizzera, Danimarca e Québec (Canada).
Indagando le emozioni e la competenza emotiva nei campi della psicologia e dell'educazione, gli autori dimostrano e sottolineano la rilevanza e la complementarietà di questi temi e l'interesse a esaminarli nei molteplici aspetti da diverse angolature.
La comprensione e la valutazione delle emozioni, le rappresentazioni sociali, le esperienze più o meno positive, il legame con lo sviluppo del pensiero critico, gli aspetti cognitivi e affettivi, le realtà interculturali, il ruolo dei genitori, la formazione del personale scolastico, le difficoltà di integrazione, gli abusi, i problemi alimentari sono alcuni dei temi trattati nel volume.
I ricercatori ed i professionisti della psicologia e dell'educazione, così come gli studenti, troveranno in questo testo un utile strumento di riflessione sulla dimensione emotiva dell'apprendimento-insegnamento.

Ottavia Albanese è professore di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione presso la Facoltà di Scienze della formazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Marie-France Daniel è professore di Filosofia dell'Educazione all'Università di Montréal (Québec, Canada).
Pierre-André Doudin è professore di Psicologia dello Sviluppo all'Università di Losanna e alla HEP di Losanna.
Louise Lafortune è professore di Scienze dell'Educazione all'Università di Trois Rivières (Quebec, Canada).
Francisco Pons è professore di Psicologia dello Sviluppo all'Università di Aalborg (Danimarca).


Anna C. Baldry
Dai maltrattamenti all'omicidio. La valutazione del rischio di recidiva e dell'uxoricidio
2006, Collana: Strumenti per il lavoro psico-sociale ed educativo, Pagine: 192
Prezzo: € 20,00
Editore: Franco Angeli

La cronaca in Italia ci ricorda, di media ogni quattro giorni, che l'uxoricidio (l'uccisione della partner o ex partner) non è un fenomeno raro. Ma l'omicidio e la recidiva dei maltrattamenti possono essere prevenuti? È giusto parlare di raptus, di folle gelosia, presentando questi delitti come fatti rari e imprevedibili, o è possibile, invece, valutare il rischio di recidiva e metter a punto piani di gestione del rischio e di protezione delle vittime che vedano coinvolte le forze dell'ordine, la magistratura, i servizi sociali, i centri antiviolenza, gli operatori sanitari riconoscendo il problema n tutta la sua complessità?
Questo libro fornisce un quadro esaustivo scientifico e operativo sul fenomeno dei maltrattamenti all'interno della coppia o IPV (intimate partner violence) e della valutazione del rischio di recidiva e dell'uxoricidio.
In particolare, l'Autrice, dopo aver preso in rassegna le ricerche e le prassi operative attualmente esistenti a livello nazionale e internazionale sul fenomeno dei maltrattamenti e sulla normativa in materia, presenta un concetto, quello della valutazione del rischio, nuovo in Italia nella sua sistematizzazione e prassi operativa. Partendo da un'analisi dettagliata degli approcci della valutazione del rischio adoperati a livello internazionale, viene presentato quello in sperimentazione in Italia, il SARA (Spousal Assault Risk Assessment).
Questo metodo viene spiegato in maniera semplice ma efficace; il lettore viene guidato nell'apprendimento della prassi attraverso la presentazione di casi, la spiegazione dei formulari SARA e delle schede sulla violenza e illustrando i primi risultati sull'efficacia predittiva della valutazione recidiva.
Con un linguaggio semplice ma puntuale, l'Autrice permette a un'ampia gamma di professionisti e operatori che a vario titolo si occupano di questi problemi di apprendere un metodo efficace, quello della valutazione del rischio di recidiva e dell'uxoricidio, scientificamente valido per la prevenzione e l'attuazione di prassi utili a tutela delle vittime.

Anna Costanza Baldry, psicologa e criminologa, è docente di psicologia sociale presso la Facoltà di Psicologia, Seconda Università degli Studi di Napoli. È autrice di numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali e di tre monografie sulle tematiche del bullismo a scuola, della devianza minorile e della violenza in famiglia. È titolare e responsabile di progetti di ricerca internazionali inseriti all'interno dei programmi Marie Curie e 'Daphne' della Commissione Europea sulla prevenzione della violenza domestica e della valutazione del rischio di recidiva del partner violento, fra cui il progetto 'SARA' e la prima ricerca nazionale sui fattori di rischio dell'uxoricidio con interviste proxy. Collabora con l'Istituto Nazionale di Statistica sulla prima indagine nazionale sulla violenza contro le donne e i maltrattamenti ed è la responsabile e docente della formazione alle forze dell'ordine in materia di valutazione del rischio di recidiva.


Roland Gori
Logica delle passioni
2006, Collana: Le vie della psicoanalisi, Pagine: 192
Prezzo: € 22,00
Editore: Franco Angeli

C'è una logica della passione amorosa?
Come rendere intelligibili gli stati passionali, a priori irrazionali?
Come spiegare la loro genesi se l'unica cosa che testimoniano è la confessione di una sofferenza?
Ricco di scene e casi clinici, questo libro deve la sua ispirazione tanto all'osservazione quotidiana quanto alla pratica psicoanalitica. Collocandosi al cuore del fenomeno passionale, Roland Gori ci coinvolge in una riflessione inedita descrivendo la passione come uno stato prodotto dalla poetica del linguaggio, da una sorta di malattia della lingua che si impone grazie ad un'implacabile seduzione tra due esseri.
Chi ha vissuto lo stato passionale ritroverà qui le tre figure originarie di questo stato: l'amore, l'odio, l'ignoranza. Lo studio psicoanalitico degli stati passionali consente di cogliere l'essenza dell'amour fou o il senso delle lacerazioni che si infliggono gli amanti, o, ancora, dello sconforto cui l'uomo è portato. Sulla scia dei lavori di Clérambault, la psicoanalisi consente anche di far luce su quel particolare feticismo che è legato alla relazione passionale.

Roland Gori, Psicoanalista, professore di psicopatologia all'Università di Aix-Marseille I, vive e lavora a Marsiglia. È anche autore di La Preuve par la parole (1996) e (con Christian Hoffman, 1999) di La Science au risque de la psychanalyse. Di Gori sono stati pubblicati in italiano due articoli, contenuti nel volume, di autori vari, Psicoanalisi e linguaggio. Dal corpo alla parola (Roma, 1980).


Domenico Chianese
Un lungo sogno
2006, Collana: Le vie della psicoanalisi, Pagine: 144
Prezzo: € 16,00
Editore: Franco Angeli

"Stanotte ho fatto un sogno": il viaggio parte da lì.
Si ascoltano antefatti di vita, si seguono tracce, si ri-costruisce il passato per svelare un destino.
Freud partì dai sogni, anche i suoi sogni: si era alle soglie del Novecento, di quel secolo di cui la psicoanalisi si fece interprete decifrandone l'infelicità.
Ora, oltre le soglie del nuovo Millennio, di fronte alla mutata infelicità dell'uomo e della sua civiltà, quale posto per la psicoanalisi?
Nel mondo contemporaneo, la psicoanalisi può continuare ad avere una funzione fondamentale purché essa non smarrisca e sappia mantenere fede al suo progetto originario che coincide con la sua etica: il sapere analitico non si può dispiegare come pura conoscenza speculativa, esso trova senso e compimento all'interno di una cura, nella strettoia di un rapporto che coinvolge profondamente due individui.
"Stanotte ho fatto un sogno": si torna e si parte sempre da lì.

Domenico Chianese psicoanalista con funzioni didattiche, vive e lavora a Roma. Dal 2001 al 2005 è stato presidente della Società Psicoanalitica Italiana. Ha promosso per la prima edizione di "Giornate Italiane" il convegno "I Disagi delle Civiltà". Autore di Costruzioni e campo analitico (Borla 1997), testo tradotto in spagnolo (Lumen, 2004) e di prossima pubblicazione in inglese (Routledge-Brunner).


Irene Petruccelli , Adele Fabrizi
Orientarsi per non disperdersi. Una ricerca-intervento sull'educazione tra pari
2006, Collana: Serie di psicologia, pagine: 112
Prezzo: € 14,00
Editore: Franco Angeli

L'intervento orientativo deve essere inteso, sostengono gli autori questo volume, come percorso di formazione che tende a sviluppare e potenziare le capacità e le risorse dell'individuo per aiutarlo a compiere delle scelte di vita più responsabili e soddisfacenti.
Dopo aver fornito un approfondimento teorico sul disagio e sulla dispersione scolastici nonché sulle diverse tecniche di orientamento, viene quindi qui proposto e discusso il modello dell'educazione tra pari come metodologia privilegiata per l'orientamento.
In particolare, vengono riportati i risultati di una ricerca-intervento durata due anni e che ha visto coinvolti diversi istituti scolastici del Comune di Roma, partendo dall'università per arrivare fino alle scuole elementari.
Pertanto, il volume fornisce elementi utili per tutti gli operatori del settore e per chiunque voglia approfondire gli argomenti della psicologia dello sviluppo, della psicologia scolastica e dell'orientamento.

Adele Fabrizi, psicologa, psicoterapeuta, professore a contratto presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", è docente e supervisore della Scuola di formazione in Sessuologia clinica dell'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma.
Irene Petruccelli, psicologa, dottore di ricerca in Psicologia cognitiva, professore a contratto presso l'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", è responsabile del Centro di Psicologia Giuridica dell'Istituto per lo Studio delle Psicoterapie di Roma.


Massimo De Mari , Elisabetta Marchiori , Luigi Pavan
La mente altrove. Cinema e sofferenza mentale
2006, Collana: Psicoanalisi psicoterapia analitica - diretta da Valeria Egidi e Enzo Morpurgo, Pagine: 272
Prezzo: € 22,00
Editore: Franco Angeli

La mente altrove è il punto d'arrivo e di partenza di una ricerca appassionata sulla rappresentazione degli affetti, delle relazioni umane e della sofferenza psichica che ci viene offerta dal cinema.
I temi proposti mettono in gioco la psichiatria, la psicoanalisi ed altre discipline - come la storia del cinema, la sociologia e la filosofia - che, usando ottiche diverse, danno vita ad un dialogo incessante sulle problematiche della psiche umana. Le diverse voci di cui è composta la raccolta si completano e si differenziano su questo campo d'interesse comune che, negli anni, si è dimostrato particolarmente fecondo sia per i terapeuti sia per gli studiosi della rappresentazione cinematografica ed artistica in genere.
Il volume si offre perciò a tutti coloro che si occupano di psiche e di cinema, a coloro che amano il cinema o che, semplicemente, vogliano scoprire gli aspetti meno scontati e più segreti della narrazione cinematografica. Narrazione che esprime, rappresenta e rielabora pensieri e sentimenti "raccontati" per immagini e può, in quanto tale, essere accostata al lavoro analitico: entrare in contatto con la propria storia ed il proprio mondo interno è fondamento della riflessione, della trasformazione e della cura in analisi.

I curatori hanno fondato l'Associazione Culturale Psiche & Immagine che dal 1994 promuove iniziative in cui il cinema, come espressione d'arte e cultura di ampia fruizione popolare, è valorizzato in quanto veicolo di comunicazione e riflessione sui temi che hanno come fulcro la mente umana.


R. Mantegazza
L'educattore. Manuale di formazione teatrale per educatori
2006, Collana: partenze, Pagine: 72
Prezzo: € 12,00
Editore: Meridiana

Questo non è il solito manuale di giochi e strumenti per fare teatro in educazione. Al contrario, propone di fare dell’educazione un teatro, con le sue maschere, ruoli, materiali di scena, perché l’educazione non è la vita, ma la vita rimemorata, inventata, giocata e recitata. Anzi, come il teatro, anche l’educazione è una struttura di finzione. Come l’arte e come il teatro, infatti, l’esperienza educativa modifica le cose per rendere possibile un’esperienza che altrimenti non sarebbe possibile.
Educare attraverso il teatro non nel senso, dunque, di gestire una compagnia teatrale o una scuola per attori o mimi, ma come anima dell’educazione stessa. Il teatro non come possibilità educativa, ma come lente, visore, decodificatore dell’esperienza educativa stessa.
Due occhi che ti guardano così vicini e veri hanno senso solo se gli occhi sono dietro una maschera, velati e trasfigurati dal gioco di ruoli che è tipico dell’attività educativa. Altrimenti non riusciremmo né ad educare né a vivere.

 

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