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I Test Psicologici

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PSICOLOGIA NEWS n.261 - 15.6.2006

on . Postato in News libri e riviste | Letto 228 volte

  • Giovani e violenza. Comportamenti collettivi in area metropolitana
  • Il sogno e la cura. L'istituzione come soggetto vivente
  • Umane risorse. La valorizzazione del capitale umano nelle aziende del XXI secolo
  • Panico
  • Il mobbing. Dal disagio al benessere lavorativo
  • La cura relazionale. Disturbo psichico e guarigione nelle terapia di gruppo
  • Il mito dell'amore fatale
  • Psicoterapia umanistica. L'anima del corpo: sviluppi europei
  • Sistemi di codifica per l'osservazione delle relazioni familiari
  • Prospettive psicologico-sociali sul potere
  • La psicologia della scrittura
  • La strategia dell'orso. La forza è nella calma

Luigi Berzano
Giovani e violenza. Comportamenti collettivi in area metropolitana
con scritti di Renzo Gallini e Maria Grazia Tomaino
Pagine: 256
Prezzo: € 15,00
Editore: Ananke

Questa ricerca sull’area metropolitana torinese ricostruisce la fenomenologia dei comportamenti violenti e ne analizza i contenuti e le funzioni strumentali ed espressive, attraverso dati statistici, interviste a “testimoni privilegiati”, storie di vita. Ne emerge un nuovo contesto della violenza giovanile, che la ricerca definisce della“marginalità” e del “galleggiamento”, alla cui costituzione contribuiscono il venir meno della dimensione sociale tipica della tradizionale società industriale, l’esperienza dell’esclusione oggettiva e soggettiva, il risentimento e la rabbia.

Luigi Berzano, del Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Torino, è docente di Sociologia della devianza presso il Diploma Universitario di Servizio Sociale di Torino e di Sociologia delle religioni presso la Facoltà di Scienze Politiche della stessa città.


Alberto Ghilardi, Ermete Ronchi
Il sogno e la cura. L'istituzione come soggetto vivente
2005, pagine: 176
Prezzo: € 13,50
Editore: Ananke

Questo libro fornisce un contributo all’ipotesi che sia possibile una comprensione ed una conoscenza delle istituzioni attraverso i loro stessi sogni, mostrando quanto i gruppi e le persone che “fanno” e vivono una determinata istituzione ne divengano a tal fine le prime risorse. Due sono però le condizioni: quella di pensare l’istituzione come un soggetto vivente, costituito da un sistema di gruppi, e quella di concepire la mente non più solo come una dimensione individuale, ma anche come una organizzazione mentale, matrice che, come il sogno, è attiva simultaneamente, parallelamente e perennemente anche su un piano gruppale e istituzionale, come effetto della interazione dinamica prodotta dal vivente.
Le implicazioni vanno però molto oltre. Se ciò è possibile, può allora il sogno, con una specifica modalità di utilizzo, divenire uno strumento che si svincola dalla consueta permanenza su un piano di analisi individuale o gruppale, per essere utilizzabile come supporto al processo evolutivo di una istituzione?
Può diventare non solo un materiale utile per il recupero del benessere del singolo individuo, ma anche per rendere pensabile e autoregolabile il benessere gruppale o istituzionale?
Per rispondere a queste domande gli autori interrogano il rapporto fra Medicina e Psicologia, scienze che, per le loro attuali condizioni intrinseche, si offrono come terreno culturale e contestuale di incontro potenzialmente fertile per offrire alla ricerca quell’ambiente istituzionale in cui esplorare proprio questi interrogativi


Filippo Zizzadoro
Umane risorse. La valorizzazione del capitale umano nelle aziende del XXI secolo
2006, pagine: 128
Prezzo: € 13,50
Editore: Ananke

Una lucida riflessione sul cambiamento della figura del leader negli ultimi anni, con una particolare attenzione ai nuovi strumenti di gestione delle risorse umane che si indirizzano verso l’entusiasmo e la valorizzazione delle persone. Il libro affronta le problematiche del mondo aziendale, viste dall’occhio esterno di un consulente che vive a contatto con capi e collaboratori e rileva il disagio di chi oggi, per motivi differenti, vive il lavoro come frustrazione. Dall’altra parte i riferimenti ai molti manager conosciuti, incapaci di assecondare la fragilità dei loro dipendenti e di cogliere il cambiamento di valori, creatosi negli ultimi anni. Un’analisi oggettiva di come diventeranno le aziende nel futuro e di come si possa evitare di percepire il lavoro come qualcosa di logorante e doloroso e di cominciare ad interpretare invece, in chiave più produttiva e gratificante, il nostro modo di vivere l’ambiente in cui tutti i giorni lavoriamo.

Filippo Zizzadoro è psicologo del lavoro e consulente di direzione. Lavora come formatore su tematiche riguardanti la gestione risorse umane e lo sviluppo della leadership nelle più grandi aziende italiane e su centinaia di persone ogni anno. Coach personale di moltissimi imprenditori e manager e creatore di due approcci di sviluppo personale e manageriale: il Bodymind Training e il Behave Management. Dal 2002 esperto di Radio 24 all’interno di “Giovani Leoni” e “Lavoro e Carriere”, su tematiche riguardanti la psicologia nel mondo del lavoro e sulle stesse tematiche collabora con Il Sole 24 Ore all’interno di “Lavoro & Carriere” e “L’Esperto risponde”. Dal 1996 ha collaborato e collabora con le più importanti società di formazione manageriale tra cui la Scuola di Palo Alto di Milano.


Lydia Flem
Panico
2006, Collana: Le Vele, Pagine 120
Prezzo: € 10.00
Editore: Archinto

«Ci sono mai stati degli esploratori dell'angoscia che siano scesi in caduta libera sino in fondo al panico e che siano risaliti per darne testimonianza?» È la domanda che ci pone Lydia Flem, psicoanalista e scrittrice, che si cimenta coraggiosamente in questa impresa, documentando ventiquattro ore della vita di una donna in preda all'angoscia. Che si trovi ferma in macchina a un semaforo rosso o in procinto di salire su un aereo, attacchi di claustrofobia o di agorafobia la paralizzano. Per non parlare degli ascensori, delle toilettes, dei cinema, della fila al supermercato. La scrittura efficace e spesso poetica di Lydia Flem non ci lascia respiro e ci costringe a condividere, e quindi almeno in parte a comprendere, l'esperienza di chi vive nel terrore del prossimo attacco di panico. Come nel libro precedente, Come ho svuotato la casa dei miei genitori, l'autrice affronta un tema doloroso, ma ha la grazia necessaria per rendere questo attraversamento sopportabile e aperto alla speranza. (Traduzione di Edda Melon)
«Non è soltanto la gola che si restringe, il respiro che si blocca... è uno spossessamelo, un dilaniarsi dell'essere, come la sensazione di una morte imminente...»
«Di che cosa si lamenta? E solo nella sua immaginazione, l'angoscia non esiste,
faccia uno sforzo di volontà! Non si vergogna, alla sua età? Lei è troppo sensibile. Riflette troppo, si piange addosso. Che razza di idea pensare a se stessi, analizzarsi in continuazione, non è per niente salutare. Si tolga dalla testa
tutte queste idee ridicole. Lei non ha niente.»
«Mi vengono in mente le peggiori catastrofi: scoppia un incendio, la folla mi calpesta, dei terroristi irrompono nella sala... Non ditemi che è impossibile,
che sono cose che non succedono, basta accendere il televisore per averne la prova...»
«I claustrofobici e gli agorafobici sono dei fifoni che hanno ragione di esserlo. Non hanno paura di affrontare il pericolo presente, ma solo quello che potrebbe presentarsi da un momento all'altro; non riescono a pensarci senza diventare verdi, sentendosi schiacciati, sconvolti, pronti a urlare per il terrore o, peggio, ammutoliti, pietrificati...
Di fronte ai pericoli dell'immaginazione non esiste via d'uscita.»


Franco Marini Marcello Nonnis (A cura di)
Il mobbing. Dal disagio al benessere lavorativo
2006 pagine: 400
Prezzo: € 27,80
Editore: Carocci

Stress, burnout, bullying, mobbing, sono alcuni dei nomi che nell’ultimo ventennio il mondo scientifico ha dato alle diverse forme di disagio psicosociale che interessano i contesti organizzativi (nel senso ampio del termine). Affrontare questo tema in uno scenario locale e globale caratterizzato da un continuo e spesso tumultuoso cambiamento richiede, da un punto di vista teorico ed applicativo, la sinergia di diversi saperi e metodi, nonché di svariate competenze: psicologica, medica, giuridica, sociologica, pedagogica, solo per citarne alcune. Ciò pone problemi di natura epistemologica e operativa, ed implica un’integrazione e contaminazione tra discipline, metodi e competenze. Questo volume propone al lettore spunti di riflessione teorica e modalità operative di ricerca ed intervento per la promozione del benessere nei contesti organizzativi, nella consapevolezza che l’azione sul disagio iniziale o conclamato sia sempre necessaria, ma che l’intervento più efficace sia quello preventivo, attraverso l’individuazione e la promozione di modalità e processi organizzativi realmente protettivi nei confronti delle diverse forme di disagio psicosociale.

Franco Marini è professore ordinario di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni presso l’Università di Cagliari, nella quale insegna anche Psicologia della formazione. È International Member dell’American Psychological Association (apa) e Full Member dell’International Association of Applied Psychology (iaap). Ha fondato e coordina l’iniziativa prisma (Programma di Ricerca Intervento e Studio del Mobbing e Anti-mobbing).
Marcello Nonnis è ricercatore di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Cagliari. È docente presso diversi corsi di laurea della stessa università, in particolare presso il Corso di laurea specialistica in Psicologia, e presso il Master di 1° Livello per operatori esperti in teorie e metodi di orientamento. Conduce ricerche e attività di prevenzione, diagnosi, intervento e divulgazione scientifica nel quadro delle iniziative del progetto prisma.


Lo Coco G., Lo Verso G.
La cura relazionale. Disturbo psichico e guarigione nelle terapia di gruppo
2006, Collana : Psicologia clinica e Psicoterapia, pagine: 174
Prezzo: € 17,80
Editore: Raffaello Cortina

Superando la tradizionale visione individualistica, il volume propone una lettura della sofferenza psichica come fenomeno relazionale, non riducibile solo al funzionamento del singolo individuo ma come evento che acquista significato entro la rete di relazioni in cui il soggetto è inserito. Questa differente lettura della patologia psichica implica l’elaborazione di metodi di cura che prevedano la relazione molteplice tra individui come strumento di cambiamento. Compito del curante è dunque quello di predisporre progetti terapeutici capaci di includere le reti relazionali significative del paziente, come la famiglia, i gruppi, i contesti di appartenenza.

Gianluca Lo Coco insegna Psicologia clinica all’Università di Palermo. Tra le sue pubblicazioni, “Il lavoro clinico con i gruppi nel sociale’’ (con G. Lo Verso e T. Federico, Roma 2000).
Girolamo Lo Verso insegna Psicoterapia all’Università di Palermo. È l’autore di “La psicodinamica dei gruppi’’ (con F. Di Maria, 1995) e il curatore di “Epistemologia e psicoterapia’’(con M. Ceruti, 1998) e “Gruppi’’ (con F. Di Maria, 2002), tutti pubblicati nella collana Psicologia clinica e psicoterapia.


Enrichetta Buchli
Il mito dell'amore fatale
2006, Collana: Le mele, pagine: 320
Prezzo: € 16,50
Editore: Baldini Castoldi Dalai

C’è un lato torbido e distruttivo dell’amore che viene celebrato da artisti e poeti dal Medioevo fino a oggi. Sin dall’epoca di Tristano, infatti, si afferma in Occidente il mito dell’Amore Assoluto che, per essere alimentato, crea impedimenti, mentali e reali, all’unione effettiva con l’altro. Nell’illusione di amare una persona reale si insinua l’Amore per l’Amore, sentimento che tende invece ad annientarlo: l’amato è solo un mezzo per scatenare un’immaginazione sfrenata che colma il vuoto interiore, infliggendo intollerabili sofferenze. E così, l’amore fatale coincide con l’amore-morte.
L’autrice analizza questa «malattia» indagandone le sue varie forme: dalla letteratura (Madame Bovary), al cinema (Adele H.), alla mitologia (Amore e Psiche). Nelle pene della letteratura cortese, ma anche nelle violenze della cronaca nera e nella fugacità dell’attuale «amore liquido», rintraccia il filo rosso di una logica crudele che, nell’idealizzazione o nella denigrazione, trionfa sull’umanità dell’altro. E individua infine nell’«amore civile» l’unico antidoto possibile alla schiavitù dell’amore fatale.
In queste pagine di alto spessore intellettuale ed emotivo, ognuno di noi può trovare frammenti di verità di sé e della propria vita.
«Le prede, nella letteratura, ma anche nella vita reale, sono cieche. Abbagliate dalla luce dell’idealizzazione estrema, non si accorgono delle pericolose manovre, non vedono i difetti e le meschinità dell’idolo. L’idolo è un sole che non getta ombra. La mente è totalmente invasa dal pensiero di lui, dalla memoria dei momenti appena passati insieme, dalle strategie per poterlo rivedere, dal tentativo di capire i perché delle assenze, degli appuntamenti mancati, delle improvvise sensazioni di gelo. La mente elabora continuamente inutili teorie e ipotesi nell’illusione che la storia continuerà. Ma quando sta per allentarsi l’idillio, si è annichiliti dal terrore dell’abbandono. E' un culto, dunque, a tutti gli effetti. Un culto pagano arcaico, che richiede il “sacrificio umano”. Queste donne, come capri espiatori, si immolano sull’altare dell’amore-passione; si esaltano della mistica dell’unione, completamente asservite al loro “signore e padrone”.»

Enrichetta Buchli. Filosofa, psicoanalista, diplomata all’Istituto Jung di Zurigo, membro del CIPA, didatta e docente della Scuola di Psicoterapia. Ha lavorato all’Università Cattolica di Milano nel campo della Filosofia e delle Scienze dello Spettacolo, e in Rai. Attualmente collabora con la Cattedra di Storia del Teatro e scrive di clinica, cinema, teatro per numerose testate specialistiche. Tra le sue recenti pubblicazioni: Talabot in La prova del Nove. Scrittura per la scena e temi epocali del Novecento (2005), l’introduzione a Maschile, femminile e altro (2005) e il contributo Società, vincoli e identità in Il vincolo (2006).


Luigi De Marchi , Antonio Lo Jacono , Maria Rita Parsi
Psicoterapia umanistica. L'anima del corpo: sviluppi europei
2006, Collana: Psicoterapie, Pagine: 144
Prezzo: € 16,00
Editore: Franco Angeli

Come chiaramente dice il suo nome, la psicologia umanistica riconosce una sua discendenza dall'Umanesimo, cioè da quel movimento culturale del XIV, XV e XVI secolo che, nella storia del pensiero occidentale, è diventato un simbolo della rivalutazione della persona umana nella sua totalità psico-fisica, nella sua creatività, nella sua vitalità, nel suo bisogno insopprimibile di libertà e di ricerca.
La psicoterapia umanistica ha il suo nucleo propulsore negli studi e negli approfondimenti teorici e clinici che derivano dalla psicologia umanistica espressa nelle opere di autori quali A. H. Maslow e C. Rogers. Ma anche psicoanalisti come E. Fromm e psicoterapeuti come Frieda Fromm Reichmann sono stati spesso collocati nell'ambito di una visione "Umanistica" dell'intervento psicoterapeutico. Inoltre un contributo fondante è stato posto da personaggi come J. Moreno, F. Perls, A. Lowen, R. Laing. Per l'Italia gli autori sono stati, insieme ad altri, pionieri di questo movimento culturale, filosofico e clinico che rappresenta la terza forza nella psicologica dopo quella comportamentistica e quella psicoanalitica.
L'assunto di base che accomuna è che lo psicologo debba considerare la persona, utente del servizio psicoterapeutico, come un tutt'uno unico ed inseparabile. Questo saggio vuole essere una documentazione teorico-storica di questo importante e rivoluzionario movimento e anche un esempio di psicologia umanistica applicata nelle diverse personalità degli autori.

Luigi De Marchi, psicologo, politologo, saggista, è autore di numerose opere pubblicate in Europa e in America. Pioniere della ricerca psico-sociale europea, è presidente della Società Italiana di Psicologia Politica e direttore della Società Europea di Psicologia Umanistica.
Antonio Lo Iacono, psicologo, psicoterapeuta, drammaturgo, regista, poeta, è docente di Psicologia Clinica SMO Scuola Medica Ospedaliera. Presidente della Società Italiana di Psicologia SIPs, dirige la Scuola di Psicoterapia "Psicoumanitas". Autore di numerose pubblicazioni (nel 2003 ha pubblicato con Editori Riuniti il suo ultimo saggio, Psicologia della solitudine).
Maria Rita Parsi, psicopedagogista, psicoterapeuta e scrittrice, dirige la Società Italiana di Psicoanimazione (SIPA) che ha fondato nel 1985. Dal 1984 fa parte dell'Istituto Riza e scrive sulle riviste Riza Psicosomatica e Riza Scienze. Nel 1991 ha dato vita alla Fondazione Movimento Bambino ONLUS Docente di psicologia dello sviluppo e dell'educazione all'Università "Magna Grecia" di Catanzaro. Ha pubblicato vari libri tra cui:La principessa degli specchi (1984), Il pensiero Bambino(1991), La sessualità(1991), L'amore violato (1996), L'amore dannoso (1999).


Patricia K. Kerig , Kristin M. Lindhal
Sistemi di codifica per l'osservazione delle relazioni familiari
2006, Collana: Serie di psicologia, Pagine: 208
Prezzo: € 22,00
Editore: Franco Angeli

L'interesse delle Autrici per le procedure di valutazione basate sull'osservazione diretta della famiglia è volto a definire le modalità attraverso le quali le disfunzioni nelle relazioni familiari producono i loro effetti sul comportamento e sull'affettività dei figli.
Il testo dimostra come l'osservazione diretta permette a) di "dar voce" anche a bambini molto piccoli o che non sono in grado di fornire attraverso il linguaggio una descrizione del loro modo di percepire le relazioni familiari e b) di rilevare caratteristiche del funzionamento della "famiglia come insieme", non ricorrendo alle valutazioni effettuate su ciascun componente della famiglia.
Appare estremamente interessante lo sviluppo di procedure basate su compiti strutturati che la famiglia può svolgere nel contesto clinico e/o di ricerca oppure nel proprio ambiente naturale. L'osservazione diretta dello svolgimento di tali compiti strutturati permette sia di utilizzare il processo stesso della valutazione come strategia per promuovere un cambiamento nel contesto clinico, sia di coinvolgere la famiglia nel processo di valutazione promuovendo la consapevolezza e minimizzando le resistenze a collaborare con i clinici per difendersi dal giudizio negativo sulla propria funzione genitoriale.
Kerig e Lindhal hanno chiesto a diversi Autori di descrivere i propri metodi di osservazione diretta fornendo anche un estratto dei sistemi di codifica adottati per la valutazione. Il testo rappresenta dunque un prezioso strumento sia per i clinici che per i ricercatori impegnati nel lavoro sulle relazioni familiari e sulla definizione di criteri di funzionalità/disfunzionalità relazionale nell'ambito della psicopatologia evolutiva.

P.K Kerig è professore di Psicologia alla Miami University in Ohio. La sua ricerca focalizza i processi familiari che rappresentano un fattore di rischio o di protezione rispetto alla psicopatologia dei figli. In particolare ha focalizzato gli effetti del conflitto fra genitori, della violenza e del maltrattamento nella famiglia. Recentemente sta studiando il tema della scomparsa della differenza di ruolo tra genitori e figli.
K.M. Lindhal è professore associato al Dipartimento di Psicologia della Miami University in Ohio. La sua ricerca è focalizzata sulle stesse tematiche della Kerig ed in particolare su come i metodi scientifici possono essere utilizzati al meglio per studiare il funzionamento della famiglia tenendo conto anche delle differenze culturali ed etniche.


Antonio Pierro
Prospettive psicologico-sociali sul potere
2006, Collana: Psicologia sociale - diretta da Giancarlo Trentini, Pagine: 272
Prezzo: € 27,00
Editore: Franco Angeli:

Il "potere sociale", concepito in termine di risorse che consentono d'influenzare credenze, atteggiamenti e comportamenti di altre persone, già a livello intuitivo appare d'importanza centrale nello studio delle relazioni sociali: tutte le relazioni sociali, a livello interpersonale, intragruppo e intergruppi, cioè tutte le forme di contatto e scambio comunicativo fra persone singole o associate, sono permeate da elementi connessi al potere e al suo esercizio. Nonostante il suo carattere pervasivo, il potere sociale costituisce un'area che, pur oggetto di interesse fin dagli albori della disciplina, è rimasta, negli ultimi trent'anni, quasi marginale nell'ambito della produzione teorica e di ricerca della psicologia sociale. Attualmente, tuttavia, in psicologia sociale si sta assistendo ad un rinnovato interesse per lo studio del potere, come è auspicabile i contributi presentati nel volume valgano a dimostrare. Si tratta di contributi scritti da studiosi di diverse nazionalità che esaminano, attraverso una pluralità di prospettive teoriche, fonti e manifestazioni sociali del potere.

Antonio Pierro, professore ordinario di Psicologia Sociale presso la Facoltà di Psicologia 2 dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". È autore di oltre 150 pubblicazioni in riviste italiane e internazionali. Attualmente si occupa di potere e leadership, comunicazione persuasiva, motivazioni epistemiche, regolazione della condotta.


Sante A. Bidoli
La psicologia della scrittura
Prima edizione 1992, pagine: 240;
Prezzo: € 8,50
Editore: TEA

La scrittura, con la sua ricchezza e varietà, è lo specchio più fedele dei sentimenti, delle attitudini, delle contraddizioni dell’essere umano; in una parola, del carattere nella sua complessità. Solo da pochi decenni gli studi sulla scrittura hanno portato ad acquisizioni accertate e definitive, la cui validità è stata comprovata dalla sempre più larga applicazione con risultati che hanno superato ogni previsione. Una guida semplice, chiara ma rigorosamente scientifica per interpretare attraverso il segno grafico l’intelligenza, la creatività, le emozioni, la sessualità, la salute psichica. Con una serie di esempi, schemi e test per fare pratica con qualsiasi tipo di calligrafia.

Sante A. Bidoli, nato in Canada, si è laureato in Scienze sociali del lavoro, specializzandosi poi in psicologia della scrittura, in perizie grafiche a base psicologica e in psicoterapia. Ha organizzato vari seminari, collabora con riviste specializzate e ha pubblicato numerosi libri e articoli. Risiede in provincia di Venezia.


Lothar Seiwert
La strategia dell'orso. La forza è nella calma
2006, pagine: 144
Prezzo: € 7,50
Editore: TEA

Gli orsi simboleggiano due qualità importanti: danno l’impressione di una grande calma e conoscono perfettamente l’arte del totale rilassamento di spirito e corpo – basta pensare a un orso polare che si distende su un lastrone di ghiaccio per godersi il sole –, ma all’occorrenza si ergono in tutta la loro altezza e potenza per difendersi o cacciare. E in quei momenti sono capaci di trasmettere forza e dinamismo come pochi altri animali. Lothar Seiwert, una vera autorità nel campo della gestione del tempo e grande amante degli orsi, con questa favola affascinante e istruttiva, ci offre uno strumento sorprendente per imparare da questi animali forti e saggi le qualità necessarie per affrontare i piccoli e i grandi problemi quotidiani, per concepire la nostra personale visione della vita, per trovarne lo scopo, per imparare a fare ciò che ci diverte e che meglio ci riesce e per raggiungere i nostri obiettivi e desideri.

Lothar Seiwert, professore di economia aziendale, è l’esperto più richiesto della Germania in tema di gestione del tempo e delle risorse personali. Ha scritto numerosi best seller come Gestisci il tuo tempo, E adesso fermati, Dominare il tempo, e insieme a Werner Tiki Küstenmacher, Semplifica la tua vita. I suoi libri sono stati tradotti in più di 20 lingue e hanno venduto oltre tre milioni di copie; negli Usa e in Francia è stato premiato come autore del «miglior libro di economia dell’anno». Dirige inoltre il Seiwert-Institut di Heidelberg, specializzato in Time-Management, Life-Leadership e Work-Life-Balance.

 

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