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I Test Psicologici

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PSICOLOGIA NEWS n.274 - 21.9.2006

on . Postato in News libri e riviste | Letto 208 volte

  • Non gioco più. Vivere tra imbrogli, equivoci e pregiudizi
  • Una Vita in più. Longevità, che farne?
  • La mente dell'anima. Come imparare a compiere scelte responsabili
  • Le bugie hanno le gambe lunghe. La frase giusta al momento giusto per semplificarsi la vita
  • Perché ti amo. Un uomo, una donna
  • Onora il figlio e la figlia
  • Adolescenze estreme. I perché dei ragazzi che uccidono
  • Ansia. 99 stratagemmi per liberarsene rapidamente

Francesca Longo
Non gioco più. Vivere tra imbrogli, equivoci e pregiudizi
2006, pagine: 128
Prezzo:€ 12,50
Editore: Baldini e Castoldi

Un testo di stampo ottocentesco, pieno di buoni propositi e delazioni, per tentare di affrontare con un minimo di buon senso quella cosa per cui, fino all’ultimo respiro, ci affanniamo a cercare un senso. La vita. Ridersi addosso, ridere o sorridere di quelle piccole tragedie che quotidianamente, come le formiche, invadono i barattoli di zucchero e sale che ognuno porta con sé, aiuta a superare e a superarsi. Smettere di giocare, giocando, è un ottimo antidoto per quelle fastidiose zanzare che infestano la vita di tutti, lasciandole libere di sopravviversi senza per questo permettere di insinuarsi nella nostra esistenza.
Il viaggio dall’equivoco alla fine di ogni gioco passa per racconti di vite vissute, veri o verosimili, in cui riconoscere e riconoscersi. è un gioco anche questo. Ma è un bel gioco.
Più ci si allena nella palestra del «non gioco più» e più si imparano a conoscere i giochi, quelli affettivi, quelli sociali, anche quelli sessuali, tutti quei meccanismi automatici che deviano in senso negativo la nostra esistenza e quella degli altri. Prendete una madre alle prese con un «No» deciso alle richieste del figlio. In generale si tende a rispondere e a motivare, anche se di fondo si è certi che quel no è irremovibile. Chi cade nel tranello si ritroverà a partecipare alla guerra allo sfinimento, in cui sicuramente scapperà qualche frase sbagliata o da equivocare. Il ragazzino, esperto nel gioco «Ti ho beccato, maledetta», riporterà a quelle frasi ogni sua eventuale rivendicazione, ve le rinfaccerà a vita. Avete provato a cambiare le regole? «Mamma, posso andare a dormire dal mio amico?» «No.» «Perché?» «Perché no.» «Ma dimmi perché no!» «Perché no.» «Uffa, di’ perché no!» «L’ho appena detto e te lo ripeto: perché no.» E si va a fare altro

Francesca Longo. Riconosciuta grafomane professionista dall’Ordine nazionale dei giornalisti, Francesca Longo, triestina d’adozione, classe 1956. Di professione mamma e figlia degenere – per hobby e vil mercede collaboratrice di numerose testate nazionali – ha scelto la strada dell’ironia scritta per provare a sentirsi almeno tre volte nella vita una donna.


De Rosnay, Servan-Schreiber, De Closets, Simonnet
Una Vita in più. Longevità, che farne?
2006, pagine: 210
Prezzo: € 12,00
Editore: Bompiani

Nei paesi avanzati del pianete, l'aspettativa di vita continua a crescere, arrivando ormai a superare la soglia degli ottant'anni in varie nazioni europee: se il progresso della medicina e delle scienze continua a questo ritmo, un bambino su due tra quelli nati oggi diventerà centenario. Si prospetta così uno splendido regalo per l'umanità: una vita in più, un supplemento d'esistenza tra i quindici e vent'anni da trascorrere in buona salute e in piena forma. Quella che è indubbiamente una buona notizia per l'individuo rischia tuttavia di rivelarsi un problema per la società. L'innalzamento della vita media comporta, infatti, oltre a straordinarie opportunità esistenziali (delle quali troppo spesso non si approfitta adeguatamente), conseguenze destabilizzanti che cominciano ad annunciarsi con avvisaglie inquietanti: il sistema pensionistico vacilla e minaccia di esplodere, mentre la questione dell'assistenza medica e sociale agli anziani si fa sempre più difficile. Dominique Simonnet esplora le problematiche legate all'invecchiamento del corpo, dalle questioni mediche a quelle estetiche e sessuali; i problemi sociali, e in particolare quelli del sistema pensionistico e assistenziale; l'aspetto spirituale e psicologico, ossia come affrontare la vecchiaia in modo positivo, come un'opportunità da sfruttare al meglio.

Joël de Rosnay, biochimico, scrittore scientifico e consigliere della Cité des sciences.
Jean-Lous Servan-Schreiber, scrittore, imprenditore, direttore di "Psychologies Magazine".
François de Closets, saggista, giornalista e produttore televisivo.
Dominique Simonnet, caporedattore di "L'Express", autore di romanzi e saggi.


Linda Francis, Gary Zukav
La mente dell'anima. Come imparare a compiere scelte responsabili
2006, pagine: 176
Prezzo: € 13,60
Editore: Corbaccio

Ogni giorno, tutti noi compiamo centinaia di scelte, eppure molti sono convinti di non avere le redini della propria vita. Gary Zukav e Linda Francis propongono una visione rivoluzionaria della capacità di operare le proprie scelte. Gli autori spiegano come, mutando i nostri processi decisionali, possiamo evitare errati schemi di pensiero e di comportamento e al contempo controllare la nostra vita attraverso una forza autentica e positiva. Secondo "La mente dell'anima", ogni momento della nostra esistenza implica una decisione, prima fra tutte quella, fondamentale, di stabilire se persistere nei vecchi atteggiamenti o scegliere invece di liberare tutto il potenziale che è in noi. Utilizzando un linguaggio chiaro e immediato, Zukav e Francis aiutano a sviluppare, passo dopo passo, la capacità di abbandonare le scelte inconsapevoli che ci bloccano limitando la possibilità di godere una vita piena e serena. Ogni scelta - relativa al lavoro, alla vita di famiglia o anche alle piccole cose quotidiane - comporta delle conseguenze di cui siamo responsabili. E in ogni situazione c'è sempre una scelta ottimale, in grado di creare armonia, cooperazione, affetto e comprensione. Grazie a questo libro impareremo ad assumere l'atteggiamento più costruttivo, che porta a cambiare noi stessi invece di incolpare gli altri, e impareremo ad aprire la nostra anima, così da sviluppare il vero potere.


Luisa Ciuni, Elena Mora
Le bugie hanno le gambe lunghe. La frase giusta al momento giusto per semplificarsi la vita
2006, pagine: 192
Prezzo: € 13,50
Editore: Sperling & Kupfer

Per non mandare a gambe all'aria la cena di Natale o il pranzo di Pasqua, il proprio matrimonio o una festa in famiglia... a volte anche la bugia è utile. Questo libro aiuta a gestire al meglio, e in modo fruttifero, quella spessa zona grigia che esiste tra il vero e il falso: con le gambe rese lunghe da qualche piccola bugia la si può percorrere più velocemente. Perché con senza qualche piccola calibratura il peso del vero sarebbe insopportabile. E ancora: le autrici raccontano come sapere dalla voce se il nostro interlocutore sta raccontando il falso, come riconoscere dal corpo i segnali di una bugia, e come evitare di dire crudeli verità, lasciando il campo a qualche piccola sana bugia.

Luisa Ciuni è nata a Palermo nel 1959: sposata, un figlio, giornalista professionista, ha appena opposto un cortese ma secco rifiuto sia alla direzione del New York Times sia al Pulitzer perché nessuna delle due proposte prevedeva come plusvalenza il Cavalierato della Repubblica. Alta e bionda, è stata varie volte in lizza per il Nobel per la Letteratura, fallendo sempre il bersaglio per mancanza del medesimo. Ritiene che mentire faccia bene e allunghi le gambe. Le sue, infatti, misurano quasi un metro..
Elena Mora ha cinquantun anni (e li avrà per i prossimi cinque). È, nell'ordine, mamma di Sara, moglie di Giovanni, giornalista per professione e scrittrice per passione. Bionda e bassa, avendo gambe cortissime, non potrà che delegare alla collega Ciuni la presentazione di questo volume: tranne che in radio, dove potrà mentire con assoluta disinvoltura sull'altezza.


Maioli Sanese Vittoria
Perché ti amo. Un uomo, una donna
2006, Collana: L'eco, Pagine: 184
Prezzo: € 13,00
Editore: Marietti

Dopo Ho sete, per piacere, dove Vittoria Maioli Sanese trattava con suggestiva chiarezza il rapporto tra genitori e figli mettendo a disposizione la propria esperienza professionale, ora ci offre Perché ti amo, un percorso di aiuto alla vita della coppia. Non è il solito manuale, non sono le "istruzioni per l'uso": ancora una volta l'autrice ci guida con passione e capacità avvincenti, introducendoci all'esperienza dell'incontro fra un uomo e una donna. Ne risulta un lavoro che è anche un efficace sostegno, illuminante sulle problematiche della vita in due.

Vittoria Maioli Sanese (Rimini 1943) è psicologa della copia e della famiglia, ha fondato nel 1970 il Consultorio Famigliare (associato U.C.I.P.E.M.) di Rimini di cui è tuttora direttore. Oltre al lavoro clinico con le coppie, guida da anni gruppi di riflessione e di formazione per genitori, operatori sociali, educatori, psicologi. Ha svolto e svoge un lavoro di ricerca sulla coppia e sulla famiglia dal punto di vista psicologico, esistenziale, sociale, culturale e antropologico. Numerosi i suoi interventi in convegni, congressi e seminari.


Maria Rita Parsi - Maria Beatrice Toro
Onora il figlio e la figlia
2006, Pagine: 184
Prezzo: € 10.00
Editore: Salani

Che cosa significa essere buoni genitori e buoni educatori oggi? Come affrontare, con competenza e tempestività, le sfide di una società che tende a sopravvalutare gli aspetti materiali della vita senza fornire un supporto ideale alle famiglie? In un momento in cui sembra che il mestiere di genitore sia sempre più difficile, di fronte a fenomeni disorientanti e spaventosi come i disturbi alimentari, il bullismo, la solitudine tecnologica data da videogiochi e telefonini, questo libro fissa i presupposti, non così scontati, di una corretta genitorialità. “Onora il figlio e la figlia” è l’“undicesimo” comandamento proposto da Maria Rita Parsi: onorare significa rispettare e amare, e amore e rispetto si esprimono in una serie di comportamenti. I genitori possono dare ai figli soltanto due cose: radici e ali. Radici per trarre l’energia necessaria a vivere e crescere, per poter essere stabili, forti e ali per essere autonomi, liberi, per volare in alto, nel cielo della piena autonomia e della realizzazione personale. La maternità e la paternità non sono solo eventi biologici, ma espressione di amore, di crescita, di generosità., perché bisogna sempre ricordare che “se l’infanzia di un bambino è stata buia, triste, grigia, spaventata… egli diventa adulto ma dentro di lui il bambino aspetta, murato nel semisonno dell’attesa. Aspetta che l’infanzia sia magica, bella e santa. Bisogna illuminare l’infanzia per farlo crescere”.

Maria Rita Parsi è psicopedagogista, psicoterapeuta e scrittrice. Svolge da anni un’intensa attività didattica presso università italiane e istituti privati specializzati. Collabora a numerosi quotidiani e periodici con rubriche fisse.
Maria Beatrice Toro, psicologa e psicoterapeuta, è direttore scientifico della Fondazione Movimento Bambino, di cui coordina i vari progetti scientifici.



Mauro Grimoldi
Adolescenze estreme. I perché dei ragazzi che uccidono
2006, Collana: Campi del sapere, Pagine: 224
Prezzo: € 16.00
Editore: Feltrinelli

Omicidio, infanticidio, abuso sessuale, anoressia, suicidio: ecco come gli adolescenti possono fare male a sé e agli altri. Una serie di casi letti nella prospettiva inconsueta del colpevole, vittima a sua volta di se stesso, per comprendere cosa si cela dietro la maschera del “mostro”.
Nell'immaginario collettivo, gli adolescenti che commettono un reato grave appartengono a un mondo a parte, fatto di volta in volta di follia, violenza ambientale e familiare, disattenzione dei genitori. Gli episodi che riguardano il lato oscuro dei ragazzi ritornano periodicamente con clamore sui media, che offrono facili spiegazioni moralistiche o sociologiche che spesso non bastano a spiegare i veri perche di questi episodi. Questo libro, invece, scritto da uno psicologo che da anni ha scelto di lavorare nei servizi che sono in "prima linea" nell'affrontare il grave disagio adolescenziale, si interroga e approfondisce i percorsi che hanno scandito le fasi che precedono e accompagnano il verificarsi di atti di violenza verso se stessi o verso gli altri. Vuole entrare nell'intimo della bufera che, spesso sopita, senza segnali, si agitava sotto la superficie di vite uguali a quelle di tanti altri ragazzi. È una raccolta, forse unica nel suo genere, di casi di adolescenti che uccidono, raccontati e interpretati nella loro dinamica interna spesso con l'aiuto di testimonianze dirette. I ragazzi che uccidono cessano di essere mostri inconoscibili, materializzazioni del male, così che il difficile travaglio per trasformarli in adulti responsabili delle proprie azioni comincia a sembrare possibile e più vicino. Ma Adolescenze estreme è anche uno sforzo nuovo, originale di dare voce e comprensibilità al fenomeno "adolescenza oggi", suggerendo strade per capire e affrontare il disagio quando questo fa la sua comparsa in ogni famiglia.

Adolescenze estreme nasce dall’avere conosciuto come psicologo alcuni casi, in questi dieci anni, di grave crisi adolescenziale. Intendo questa volta con “grave” l’avere messo a rischio la vita propria o dell’altro da sé come minimo comune denominatore. Sono stati incontri difficili, che mi hanno sempre colpito come clinico ma soprattutto come persona.
Ricordo il primo minorenne omicida che ho incontrato. Non racconto di lui nel libro, anche se per me rimane un ricordo indelebile e mi serve per spiegare quel genere di sensazioni che mi faceva venire voglia di condividere quello che stavo vedendo e vivendo. Era il 1997. Lui, Roberto, era penetrato con due amici in casa di un’anziana signora per rubare quel po’ di soldi che gli anziani tengono in casa. I tre erano armati di un’arma semplice e terribile: dei mattoni. Nessuno voleva uccidere, eppure la signora dopo due giorni di agonia è deceduta forse un po’ per le ferite –che non bastavano a spiegarne la morte secondo il medico legale- ma soprattutto per la paura provata. La cosa sconvolgente era che questo ragazzo era diverso da quei “ragazzi del penale” che avevo conosciuto prima di lui: era molto meno trasgressivo, non sembrava per nulla aggressivo: non era, in apparenza, un ragazzo cattivo, un cattivo gnaro, come dicono a Brescia. Poteva passare per un mio compagno del liceo; ed era disperato. Piangeva ancora, e lo faceva tutte le volte, quando ricordava l’evento ormai diventato il fulcro intorno a cui girerà la sua vita, un momento da cui pure erano passati tre anni.
L’esperienza mi aveva già insegnato, ma doveva ancora assestare un paio di importanti colpi- che per gli eventi macroscopici, epocali, giganteschi non si trova mai una ragione. Per lo meno non se ne trova mai una unica. Come se una sola spiegazione non potesse essere abbastanza grande per spiegare tutto quello. Succede con gli incidenti aerei, che gli eventi sono spiegati da una lunga e sfortunata combinazione di fattori tecnici e umani in seguito ai quali l’aereo infine cade. Succede anche nel privato, se un uomo molto curioso, di solito uno psicanalista cerca per esempio di capire perché ci si è innamorati di una certa persona o perché si è smesso di farlo.
Adolescenze estreme ricostruisce alcuni incidenti. Sono tutti accadimenti macroscopici, vere fratture, squarci nel tessuto di adolescenze normali. Dietro ci sono quei dieci anni di esperienza da psicologo convinto che esista una parte di noi che ci fa fare e sentire cose importanti senza che ne sappiamo la ragione. Dieci anni ad esplorare l’inconscio dei casi di adolescenti estremi, che tentano, e talvolta riescono a morire o a uccidere: un omicidio in un certo periodo molto noto alla cronaca nera italiana, presentato nella sua sola scabra dinamica con nomi e luoghi cambiati; un infanticidio, un abuso sessuale di gruppo, un caso estremo di anoressia, due tentativi di suicidio. Ecco i capitoli del libro, ecco come gli adolescenti possono fare male a sé e agli altri. E, solo alla fine, un tentativo di tirare le somme.
Una delle differenze tra questo e altri libri simili è che qui c’è il tentativo di ricreare lo sgomento di chi si avvicina all’abisso per interrogarsi sui perché, e si trova molto, troppo vicino al male. Chissà che non abbia scritto tutto questo solo per avere compagnia nel difficile compito di districarsi tra vittima colpevole e vittime innocenti. Tenendoli sempre distinti per non confondere la comprensione –obbligatoria- con la giustificazione –insensata e dissennata.
Ogni volta che ho potuto, ho lasciato la parola volutamente proprio a loro, gli adolescenti estremi sopravvissuti alla caduta libera conseguente al gesto compiuto, per farci raccontare la loro storia, e solo dopo ho provato a spiegare, a raccontare, come psicologo, cosa fosse successo, a ricostruire la dinamica di quella particolare frattura nel tessuto del tempo di vita e di quello che del nostro e del loro tempo si può fare.
Non è un libro buonista, affatto, ma, lo spero, è un libro che non crede ai mostri, e dunque è un libro adulto. E un libro che ho voluto fosse un libro responsabile, non facile perché le domande che si pone non sono facili. E’ anche inquietante perchè tremendamente responsabilizzante per un mondo che di fronte all’”estremo” si nasconde come chi con viltà scappa in auto dopo avere travolto qualcosa o qualcuno senza sapere con certezza nemmeno cosa o chi. Essere grandi significa infatti forse anche questo, non potere mai illudersi di essere del tutto innocenti.

Psicologo e giornalista pubblicista, Mauro Grimoldi svolge attività clinica, di supervisione, selezione e formazione per i Servizi del Ministero della Giustizia per la devianza minorile, per l’Istituto Minotauro di Milano e per la Cooperativa Fraternità di Ospitaletto (Brescia).
Ha fondato e presiede dal 1998 l’Associazione Alice Onlus, che è impegnata nella prevenzione di anoressie, bulimie e disagio giovanile e dal 2004 la Cooperativa Sociale Il Bosco Incantato, che offre servizi educativi per la prima infanzia.
Ha collaborato con le cattedre di Psicologia Dinamica e Psicodinamica delle Relazioni Familiari per la Facoltà di Psicologia di Milano-Bicocca dal 1998 al 2003.
Ha pubblicato per l’editore Franco Angeli il testo Prima del Digiuno nel 2000 e nel 2002 un contributo in Adolescenti Delinquenti a cura di A. Maggiolini.
È stato ospite come esperto di trasmissioni radiofoniche e televisive. È infine impegnato nella tutela della qualità del lavoro psicologico insieme al gruppo Altrapsicologia ed è consulente dell’Ordine Psicologi Lombardia nella commissione Promozione e Sviluppo.


Fiorenza, Andrea
Ansia. 99 stratagemmi per liberarsene rapidamente
2006, pagine: 252
Prezzo: € 14,00
Editore: Rizzoli

Piccoli stratagemmi, astuzie per sciogliere i nodi della mente. Provateli, potrebbero funzionare.
Questo libro ha per oggetto il cambiamento. Fornisce specifiche strategie pratiche, semplici ed efficaci per combattere disturbi comuni e molto diffusi come ansia, depressione, fobie, ossessioni, che compromettono il naturale corso dell'esistenza di un grande numero di persone. L'ansia è una reazione umana comune: a livelli moderati, è un'emozione sana, un'attivazione dell'organismo che serve a stimolarci e motivarci, che ci spinge ad affrontare situazioni problematiche o di pericolo, applicando il nostro ingegno alla ricerca di soluzioni. Tuttavia in dosi massicce può diventare un problema serio. "La linea di confine tra la normalità e la patologia risiede nella quantità" spiega l'autore, psicologo e psicoterapeuta. E allora, se "siamo tutti un po' ansiosi", si tratta solo di appropriarci di quelle tecniche, quegli stratagemmi, che con un pizzico di costanza e impegno possono riportare i livelli di ansia a un regime del tutto normale. Ecco allora spiegato, in pochi semplici esercizi, come superare un blocco nello studio, come vincere la paura di volare o quella degli spazi aperti, come smettere di abbuffarsi a causa di una preoccupazione e come allontanare dalla mente un'immagine che ci angoscia. Per ogni problema, l'autore racconta un breve aneddoto tratto dalla sua esperienza di terapeuta, quindi descrive la tecnica più efficace per liberarsene il più velocemente possibile. Risultato di anni di ricerca scientifica sul campo, questo manuale fornisce la migliore tecnologia per affrontare in modo concreto il disagio.

Andrea Fiorenza è psicologo e psicoterapeuta. Vive e lavora a Bologna dove svolge attività clinica e di ricerca. È specializzato in programmazione neurolinguistica, ipnosi ericksoniana, psicoterapia breve sistemica-strategica. Consulente e formatore per enti e organizzazioni, ha pubblicato lavori relativi ai vari ambiti della psicologia clinica, della comunicazione e dell'educazione, tra cui L'intervento strategico nei contesti educativi (con G. Nardone, Giuffrè, 1995) e Bambini e ragazzi difficili (Ponte delle Grazie, 2000). Entrambi i testi sono stati tradotti all'estero.

 

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