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I Test Psicologici

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PSICOLOGIA NEWS n.299 - 22.3.2007

on . Postato in News libri e riviste | Letto 276 volte

  • La forza del carattere
  • La dipendenza amorosa. Quando l'amore e il sesso diventano una droga
  • Mindfucking. Come fottere la mente
  • Interpretazioni del sogno. Mito, divinazione, psicologia dalle civiltà tradizionali a oggi
  • Dialogo sulla natura del transfert
  • Labirinti. Da Cnosso ai videogames
  • Area traumatica e campo istituzionale
  • Le illusioni del pensiero. La psicoanalisi tra ragione e follia
  • Avrò chiuso la porta di casa? Affrontare le proprie ossessioni
  • Una storia tormentata
  • IO S.p.A. L'arte di vendere se stessi
  • Con il cuore e con la testa. Le coppie felici: come nascono e perchè funzionano
  • Saper dire no. Senza sensi di colpa!
  • Piccoli bulli crescono. Come impedire che la violenza rovini la vita ai nostri figli

James Hillman
La forza del carattere
Biblioteca Adelphi, Pagine: 321
Prezzo: € 18,00
Editore: Adelphi

Non sempre è giusto cedere al fascinoso (e compassionevole) luogo comune secondo il quale chi muore giovane è caro agli dèi, perché «così come il carattere guida l’invecchiamento, l’invecchiamento disvela il carattere». La senilità, quindi, non è un accidente, né una dannazione o l’abominio di una medicina devota alla longevità, ma la condizione naturale e necessaria affinché il carattere si confermi e si compia. Come il daimon – il codice dell’anima – presiede alla rappresentazione di noi nell’età giovane, così il carattere delinea l’immagine di noi nell’età senile, vale a dire «ciò che resta dopo che ce ne siamo andati». Ma se il carattere sopravvive per immagini, invecchiare non è un mero processo fisiologico: è una forma d’arte, e solo coltivandola potremo fare della nostra vecchiaia una «struttura estetica» possente e memorabile, e incarnare il ruolo archetipico dell’avo, custode oculato della memoria e difensore non bigotto della tradizione – ovvero il compito cui siamo chiamati in tarda età. E non sarà secondaria, nell’adempimento di tale compito, la forza di impatto del nostro volto, che dal carattere è stato plasmato e del carattere è l’immagine più rivelatrice. Come viatico al seducente percorso cui Hillman ci invita in questo saggio, ci si potrebbe allora servire di un passo di Borges: «Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d’isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto».
La forza del carattere è apparso per la prima volta nel 1999.


François-Xavier Poudat
La dipendenza amorosa. Quando l'amore e il sesso diventano una droga
2006, Collana: Le Navi, pagine: 168
Prezzo: € 16,00
Editore: Castelvecchi

Chi di noi non è mai stato drogato d’amore, o anche solo di sesso? Gli esempi sono diversi: alcuni amano morbosamente la seduzione, la passione, la fusione, altri non possono «lasciare» il loro partner, altri ancora sono «dipendenti» dal sesso. Ma se la dipendenza amorosa non fosse amore, bensì una forma di dipendenza e basta? François-Xavier Poudat esamina centinaia di casi di vita vissuta, e dimostra che le carenze affettive da cui nasce la dipendenza amorosa sono le stesse che producono altre micidiali dipendenze, come quelle da alcool e da droga: «In termini generali, più una persona mi serve a raggiungere i miei scopi, ad alleviare le mie paure, a ottenere ciò che non ho mai ricevuto o a ritrovare quello che ho perso, più la mia dipendenza da lei sarà forte. Una coppia è molto più che la semplice somma di due persone: è un vero e proprio sistema che crea un insieme dinamico più o meno stabile. Un sistema omeostatico. Non c’è persecutore senza perseguitato, protettore senza protetto, attivo senza passivo, altruista senza egoista, forte senza debole, serio senza fantasioso, ruolo-madre o ruolo-padre senza ruolo-figlio». Ben scritto, competente e divulgativo, questo libro racconta la storia di persone che si sono rivolte a uno psicanalista con la speranza di uscire dal tunnel di un rapporto. Ma è anche una guida per tutte quelle persone che, a torto o a ragione, si sentono «sane», ma hanno conosciuto almeno una volta nella vita la spirale della dipendenza amorosa. Perché in tutte le dipendenze, come sappiamo, è molto facile ricadere…

François-Xavier Poudat psichiatra, psicoterapeuta, direttore della cattedra di Sessuologia all'Università di Nantes, è un esperto nelle terapie di coppia e nella cura dei disturbi della sessualità. Nel 2004 ha pubblicato Bien vivre sa sexualité (Odile Jacob).


Stefano Re
Mindfucking. Come fottere la mente
2004, Collana: Analisi, pagine: 368
Prezzo: € 18,00
Editore: Castelvecchi

Dovunque ci troviamo, nell’ambiente di lavoro o in famiglia o tra amici, al bar come a scuola, c’è sempre qualcuno che sta tentando di manipolare la nostra mente. Quando la volontà cede e le difese crollano, quando (con le buone o con le cattive) si ottiene da noi quello che non volevamo fare o dire, allora la mente è «fottuta»: «Mindfucking» è, per l’appunto, il termine che nel gergo degli «addetti ai lavori sporchi» indica questa consegna incondizionata del cervello nelle mani del nostro interlocutore. Di norma non ci rendiamo conto di quanto profondo e quotidiano sia questo fenomeno, al punto che l’Homo Sapiens è considerato l’essere ricettivo ai condizionamenti per eccellenza. Esistono da sempre delle vere e proprie strategie per ottenere questi risultati, da quelle che subiamo (e applichiamo) istintivamente a quelle più raffinate e scientificamente organizzate. Si tratta di metodi messi a punto in secoli di sperimentazione sul campo: dall’Inquisizione agli interrogatori della Cia e del Kgb, dagli imbonitori televisivi ai guru della New Age, dagli addestramenti militari all’influenza della pubblicità e dei media. Questo libro è uno studio inquietante e rigoroso su tutto quello che non avreste dovuto sapere sulla parte oscura e cinica della società e del potere: tutti i modi in cui è possibile modificare la percezione della realtà, disciplinare socialmente o politicamente gli individui, ottenere un asservimento mentale, spirituale, economico, politico o sessuale. Il lavoro è supportato dalla documentazione degli studi e delle sperimentazioni, come anche dai diari dei sopravvissuti a esperienze estreme quali i lager, i gulag e i campi di prigionia di mezzo mondo. Facilmente accessibile anche ai profani di psicologia e sociologia, «Mindfucking» non si limita a darvi la mappa dei condizionamenti cui la mente umana può venire sottoposta, ma vi insegna anche le più efficaci strategie per contrastarli.


Zuleika Fusco
Interpretazioni del sogno. Mito, divinazione, psicologia dalle civiltà tradizionali a oggi
2004, Collana: Contatti. Nuova serie, pagine: 176
Prezzo: € 15,00
Editore: Castelvecchi

Che valore aveva il sogno per i taoisti? Come vivono i propri sogni i mistici tibetani o indiani? Cos’è il sogno per uno sciamano? Gli antichi testi di tutto il mondo dedicano uno spazio determinante all’esperienza onirica. Per Platone il sogno comunica la verità. Per Lieh-tzu l’uomo è sciolto nel sonno e legato nella veglia. Per Muhammad il sogno consente a Dio di comunicare direttamente all’uomo la Parola. Per Freud il sogno è la realizzazione trasfigurata di un desiderio rimosso. Oriente e Occidente, presente e passato, spiritualità e religione, arte e psicologia si ritrovano nell’intento comune di indagare la natura dell’Anima e il mistero del suo viaggio, che obbligatoriamente passa per le vie del sogno.


Marco Maria Sambo
Labirinti. Da Cnosso ai videogames
2004, Collana: Quadra, pagine: 432
Prezzo: € 22,00
Editore: Castelvecchi

Migliaia di immagini, dalla più remota antichità ai giardini rinascimentali, dagli esperimenti sul comportamento ai videogames, dagli scacchi a Internet, ci dicono una sola cosa: il labirinto è una metafora universale, uno specchio dello strato più profondo e antico della nostra mente. È il confine di rischio tra noto e ignoto, tra vita e morte, tra viaggio e ritorno. Ma il labirinto è anche una struttura della Natura, un elemento ricorsivo che si incontra ciclicamente nel rapporto tra pensiero e immagine, e nei modelli di ogni comportamento intelligente. L'autore è un giovanissimo architetto che si occupa di design, storia e interpretazione culturale dell'architettura e di letteratura fantastica.


Michel Gribinski, Josef Ludin
Dialogo sulla natura del transfert
Prefazione all'edizione italiana di Maria Lucia Mascagni
2006, Collana: Piccola Biblioteca di Psicoanalisi, Pagine: 144
Prezzo: € 13.00
Editore: Borla

Il transfert, che cos'è per il profano? Generalmente è il fatto che il paziente assimila (attraverso una "mésaillance") il padre, la madre alla persona dell'analista, rivive l'amore o il non-amore che ha ricevuto dai suoi genitori o che ha dato loro. Come tutte le idee correnti, questa idea non è falsa. Del resto, molti analisti la assumono tale e quale come propria. Ma essa nasconde quel che c'è di strano e di estraneo nel transfert, la sua "follia", in analisi. Un'altra idea corrente nasconde la follia della teoria: la psicoanalisi sarebbe - il dibattito non è nuovo - o una scienza o un'arte. Ora, il transfert fa della psicoanalisi una categoria anomala del sapere, crea un autentico paradigma a parte nel campo della conoscenza.
Nella cura, due persone si parlano: questo apre a tutt'altra cosa che a un dialogo. E se, nella teoria, il transfert avesse la stessa virtù, paradossale, di mettere non solo il sapere ma anche lo scambio in una situazione irregolare?

Michel Gribinski, Josef Ludin, sono entrambi membri dell'Association psychanalytique de France. Gribinski è direttore della rivista "penser/rêver". Ludin è redattore della rivista "Libres cahiers pour la psychanalyse".


Antonello Correale
Area traumatica e campo istituzionale
2006, Collana: Prospettive della ricerca psicoanalitica, Pagine: 224
Prezzo: € 32,00
Editore: Borla

È’ possibile fare un bilancio della situazione della psichiatria in Italia non tanto sul piano delle leggi o della organizzazione sanitaria e sociale, ma sulla base di quanto è avvenuto in questi anni e avviene tuttora nei vissuti, nelle idee, nei modi di sentire degli operatori psichiatrici?
E’ possibile chiedersi che cosa sia cambiato nell'animo e nella mente, nella formazione mentale e scientifica, dopo tanti anni di lavoro e di profonde trasformazioni?
Se da un lato i successi sono imponenti - chiusura dei manicomi, realizzazione di residenze, centri, inserimenti professionali, progressi farmacologici e psicoterapici - dall'altro la psicosi e alcuni disturbi della personalità - in particolare il disturbo borderline - sembrano sottrarsi ostinatamente a una loro riduzione a una prassi consolidata e condivisa.
In questo libro si vuole introdurre un concetto, quello di area traumatica, che si pone come possibile orientamento per individuare il cammino percorso nella cura e quello ancora da percorrere, e quindi fornire una bussola orientativa a tutti gli operatori minacciati da un senso di fatica e frustrazione per la potenza dell'avversario che hanno davanti. L'area traumatica è quell'area dell'esperienza che sembra in grado -per la sua potenzialità negativa - di far precipitare la crisi acuta e innescare cosi tutto il processo - acuzia, subacuzia e cronicità - che caratterizza la psicosi.! Ogni psicotico ha bisogno di una relazione fondamentale che gli o le conferisce un senso di protezione, solidità e pace. All'interno dì questa relazione, però, alcuni elementi negativi, rimasti nascosti o rinnegati, possono saltuariamente emergere e determinare la rottura dell'armonia e l'entrata nel mondo del terrore e della confusione.
Ogni psicotico possiede quindi una sua vulnerabilità specifica, un suo modo di reagire a uno specifico aspetto delle sue relazioni fondamentali. Se il campo istituzionale individua l'area traumatica del suo paziente ed è in grado - in modo evolutivo e graduale - di restituirla, paziente e gruppo degli operatori avranno un obiettivo comune, il riconoscimento del quale permette di valutare il progresso del cammino in modo specifico e non generico.
In questo modo, il progresso clinico costituisce un punto di riferimento per il lavoro d'équipe, che a sua volta può trovare un'integrazione reale e non solo sommatoria dei ruoli, essenziale per il processo clinico stesso.

Antonello Correale, è Primario Psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma B Area II. Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana. È autore di numerose pubblicazioni, tra cui Il campo istituzionale. Quale psicoanalisi per le psicosi? (con Luigi Rinaldi), Psicoanatisi e Psichiatrìa (con Giuseppe Berti Ceroni), Borderline (con A.M. Alonzi, A. Carnevali, P.Di Giuseppe, N. Giachetti) e Il Gruppo in Psichiatria (con Veronica Nicoletti).


Lucio Russo
Le illusioni del pensiero. La psicoanalisi tra ragione e follia
2006, Collana: La funzione analitica - risultati, idee, problemi, Pagine: 272
Prezzo: € 22,5
Editore: Borla

A partire dalla sua lunga esperienza clinica, l'Autore ipotizza che esistano nella mente umana due versioni di immaginario, l'una genera immagini vive, l'altra immagini di morte. Le due versioni dell'immaginario riguardano - come afferma Blanchot - il "doppio senso iniziale introdotto dalla potenza del negativo e dal fatto che la morte da un lato è il lavoro della verità nel mondo, dall'altro la perpetuità di ciò che non tollera né inizio né fine (...)". Le due possibilità della potenza negativa dell'immagine, la conoscenza della morte e l'orrore della morte, segnalano il duplice destino dell'illusione: la follia privata che si trasforma in passione della conoscenza e la psicosi che si chiude nella passione dell'indifferenza. Le due possibilità permangono l'una accanto all'altra ambiguamente nella profondità dell'essere.
Con una scrittura che coniuga in modo avvincente la psicoanalisi (Freud, Lacan, Milner, Winnicot) con la letteratura (Conrad, Dick, Mann), la poesia (Coleridge, Wordsworth) e la filosofia (Nietzsche), Lucio Russo racconta come è nata nella sua mente l'ipotesi sulle potenzialità e sui limiti dell'illusione nella formazione del pensiero.

Lucio Russo, psicoanalista con funzioni didattiche della SPI (Società Psicoanalitica Italiana) vive e lavora a Roma.
È autore dei libri Nietzsche, Freud e il paradosso della rappresentazione, Roma 1986, e L'indifferenza dell'anima, Borla, Roma 2000. Per le edizioni Borla ha pubblicato Del genere sessuale (1988; in collaborazione con Malde Vigneri) e ha curato il libro di N. Abraham e M. Torok La scorza e il nocciolo (1993). È autore di numerosi articoli e saggi.


Susanne Fricke , Ivar Hand
Avrò chiuso la porta di casa? Affrontare le proprie ossessioni
2007, pagine: 136
Prezzo: € 15,00
Editore: Erickson

Soffrite del bisogno impellente di lavarvi le mani ogniqualvolta toccate qualcosa o qualcuno? Spendete una quantità di tempo irragionevole nel controllare che gli apparecchi elettrici siano staccati prima di uscire di casa? Il libro affronta questi e altri comportamenti che caratterizzano il disturbo ossessivo compulsivo. Attraverso una riuscita metafora del disturbo come inquilino importuno e molesto che, pur offrendo in cambio alcuni vantaggi, causa al suo ospite un profondo disagio, gli autori ci aiutano a differenziare quelle che sono semplici abitudini dalle ossessioni e dalle compulsioni, che invece possono duramente compromettere la qualità di vita della persona e dei suoi familiari. All’interno di un percorso di auto-aiuto, vengono suggerite alcune tecniche che possono contribuire, anche con il coinvolgimento della famiglia e del partner, a «sfrattare» un inquilino tanto indesiderato, e viene chiarito quando è il caso di richiedere l’aiuto di uno specialista.
Un modo ironico e leggero per sdrammatizzare un disturbo subdolo e invadente, per minare la sfiducia che lo accompagna e per cominciare a farne a meno.

Susanne Fricke. Psicologa e psicoterapeuta, lavora all’ospedale psichiatrico universitario (UKE) di Amburgo.
Ivar Hand. Psicologo e professore universitario all’Università di Amburgo, è un esperto di disturbi ossessivi compulsivi famoso in tutto il mondo per i suoi studi.


Paola Binetti
Una storia tormentata
2006, pagine: 204
Prezzo: € 16.00
Editore: Ma.Gi.

In un momento di acceso dibattito, a volte solo ideologico, sul tema della maternità e della paternità in condizioni di sterilità biologica, questo libro propone una riflessione di ampio respiro sullo scenario che ha permesso l’attivazione di proposte e di loro contrapposizioni. Coniugato tutto al femminile, il pensiero che percorre i vari capitoli si ispira a quella complessità che non può accontentarsi di visioni unilaterali né può ancorarsi a soluzioni che scotomizzano la realtà interiore. La generatività, per come emerge dalla visione d’insieme delle varie autrici, chiama in causa fattori di diversa natura che sono iscritti nella storia del singolo individuo e che trovano una loro eco più profonda nell’immaginario collettivo da cui scaturiscono. Il bisogno di procreazione è consustanziale al concetto di esistenza e merita tutta la nostra attenzione, ma è importante considerare il fatto che il superamento del limite biologico proposto dalla fecondazione assistita necessita di nuovi paradigmi teorici perché sia dato un senso - anche psicologico - all’evento della nascita. Non basta, infatti, superare un limite biologico per generare un figlio perché nella nostra tradizione storico-culturale esiste una stretta integrazione tra chi è portatore di desiderio e chi è portatore di materiale genetico. La modifica delle leggi e la messa a punto di nuove tecnologie consentono, seguendo un pensiero maschile, una nuova progettualità ma è solo attraverso un’elaborazione lenta e profonda che si possono cogliere e superare le ansie, le angosce, le contraddizioni e i tormenti che accompagnano ogni atto creativo.

Paola Binetti, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, direttore del Dipartimento per la ricerca educativa dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, è stata Presidente del Comitato Scienza & vita, che si è battuto per la difesa della legge 40 durante il referendum che ne chiedeva l’abrogazione. Membro del Comitato nazionale di Bioetica, attualmente Senatore della Margherita, è autrice di oltre 200 pubblicazioni nazionali e internazionali sul tema della famiglia, dell’educazione terapeutica e della formazione.


Harry Beckwith, Christine Clifford Beckwith
IO S.p.A. L'arte di vendere se stessi
2006, pagine: 320
Prezzo: € 13,00
Editore: Sperling & Kupfer

Chiunque si guadagni il pane con la vendita sa per istinto che, oltre a vendere un prodotto, in realtà vende se stesso. Partendo da questa semplice ma fondamentale premessa, Harry Beckwith, con la moglie Christine Clifford Beckwith, offre una quantità di consigli - di marketing e di vendita - che anche il più esperto dei venditori troverà utili. In un mondo in cui tutte le componenti del business si muovono alla velocità della luce, gli autori vi offrono dei suggerimenti straordinariamente efficaci, che vi distingueranno da tutti i vostri concorrenti. Scorrevole e accattivante, Io, S.p.A. regala buonumore e preziose indicazioni a chi voglia chiudere con successo una trattativa di vendita, prosperare nel sempre più competitivo settore degli affari e, soprattutto, imparare a proporsi agli altri nel migliore dei modi.

Harry Beckwith, esperto di marketing e vendita, è consulente di molte società segnalate da Fortune 500. Ha ricevuto l'Effie Award, il premio più prestigioso concesso dall'American Marketing Association. Il suo libro Vendere l'invisibile (Sperling & Kupfer) è rimasto per 36 mesi nelle classifiche dei best-seller di Business Week.
Christine Clifford Beckwith è direttore vendite di Beckwith Partners fondata con il marito. È stata nominata Certified Speaking Professional dalla National Speakers Association e autrice di quattro volumi.


Lucy Vincent
Con il cuore e con la testa. Le coppie felici: come nascono e perchè funzionano
2007, Lifecoach, pagine: 240
Prezzo: € 14,00
Editore: Sperling & Kupfer

Questo libro contiene il segreto per l'amore eterno, anche se non parla mai di... cuore, ma di cervello! Perché è nella testa che l'"amore pazzo", l'incanto dei "primi tre anni", prosegue, perché se l'esperienza di coppia è stata positiva, le unioni possono davvere durare per sempre. Dopo i primi tre anni, infatti, intervengono fattori orientati maggiormente alla felicità individuale. Le aree cerebrali "inibite" escono dal loro stato di ibernazione, e i parametri personali che normalmente determinano la nostra attrazione per qualcuno vengono di nuovo percepiti con maggiore chiarezza. Insomma, il cervello si adatta, le reazioni biochimiche cambiano e il rapporto evolve. Ma l'autrice non si limita ad aprirci scientificamente gli occhi, ci offre consigli sicuri e piccoli trucchi per imparare a gestire meglio le nostre reazioni emotive, dando basi più solide e durature al nostro rapporto a due.

Lucy Vincent, francese, è una studiosa di neuroscienze. Autrice di successo, collabora come giornalista scientifica a Radio France.


Haddou, Marie
Saper dire no. Senza sensi di colpa!
2007, Collana: Fabbri-Varia, Pagine: 224
Prezzo: € 16,00
Editore: Fabbri

Quante volte ci piacerebbe dire NO alla parrucchiera che ci propone un taglio troppo alla moda per i nostri gusti, al solito pranzo domenicale con i suoceri o all'immancabile riunione di lavoro fissata all'ultimo momento? Quante volte tutto quello che ci viene da rispondere in queste circostanze è un timido "sì, va bene"? Basandosi su un vasto repertorio di situazioni quotidiane - lavoro, famiglia, amici e vita di coppia - l'autrice spiega quali paure giocano a nostra insaputa e ci inibiscono di fronte a richieste difficili, delicate o anche banali, e suggerisce metodi efficaci per affermare serenamente e senza sensi di colpa la nostra volontà e il nostro disappunto.
Imparare a dire di no permette di acquisire fiducia e affermarsi come individui indipendenti e autentici, essere se stessi senza per questo ferire l'altro, facilitando così i rapporti umani. Partendo da esempi tratti dalla vita quotidiana (sul lavoro, in famiglia, con gli amici, in amore ), Marie Haddou spiega quali paure ci bloccano e propone diversi metodi per cambiare e affermare se stessi serenamente, senza colpevolizzarsi, anche nelle situazioni più difficili. Quest'opera è organizzata in due parti: nella prima, "Comprendere", l'autrice tenta di esplorare le cause di questa difficoltà e di circoscrivere la personalità e le caratteristiche delle persone che sanno dire no. Nella seconda parte, "La pratica nel quotidiano", associa esempi incentrati sulla difficoltà a dire no ad analisi che contengono elementi di risposta ai problemi presentati.

Marie Haddou, psicologa clinica francese, dirige una collana di psicologia per la casa editrice Flammarion. È inoltre autrice di numerosi libri sui rapporti interpersonali e sulle dinamiche sociali.



Anna Oliverio Ferraris
Piccoli bulli crescono. Come impedire che la violenza rovini la vita ai nostri figli
2007, Collana: Saggi italiani, Pagine: 210
Prezzo: € 17,50
Editore: Rizzoli

Capire le ragioni di buoni e cattivi per fronteggiare un fenomeno allarmante. Per aiutare i nostri ragazzi, a scuola come in famiglia, senza emarginare nessuno.
L'aggressività fa parte della natura umana, ma la violenza può essere tenuta sotto controllo fin dall'infanzia. È questa la tesi da cui parte Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta, per affrontare il tema del bullismo giovanile, un fenomeno tornato con prepotenza alla ribalta per la sua crescente diffusione. Che si tratti di ragazzini cresciuti in quartieri degradati, o in famiglie problematiche, o con difficoltà di apprendimento, la società intera non può ignorarli perché dietro la loro violenza c'è sempre un messaggio da decifrare. Agli adulti il compito di leggere e tradurre questi segnali "in codice". E, missione ancora più ardua, di trovare risposte e soluzioni. Come salvare tutti i bambini, aggressori e aggrediti? Piccoli bulli crescono offre ai genitori e agli insegnanti uno strumento in più per comprendere e intervenire. Una guida pratica che riscopre e valorizza lo sport, la musica, l'arte, come risorse per stimolare nei bambini l'amore di sé, il piacere della sfida, il rispetto per gli altri. Ma suggerisce anche un metodo per farsi ascoltare: punendo, quando è indispensabile, con autorevolezza, accettando la scommessa più importante che gli adulti sono chiamati ad affrontare. Dimostrare alle giovani generazioni che il mondo non appartiene ai violenti. È il solo modo per aiutare tutti quanti, vittime e bulli, a diventare cittadini del futuro, e per dare a questi bambini il regalo più prezioso che ci sia: un ideale di bellezza, di armonia e di giustizia in cui credere.
Questo libro è stampato su carta riciclata amica delle foreste (carta riciclata senza cloro) e non ha comportato il taglio di un solo albero.

Anna Oliverio Ferraris, psicologa e psicoterapeuta, insegna Psicologia dello sviluppo all'Università La Sapienza di Roma. Tra i suoi più recenti libri Rizzoli, Le età della mente (con il marito Alberto Oliverio, 2004), Dai figli non si divorzia (2005) e Arrivano i nonni! (2005).

 

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