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I Test Psicologici

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PSICOLOGIA NEWS n.497 - 7.4.2011

on . Postato in News libri e riviste | Letto 241 volte

  • Ingrati. La sindrome rancorosa del beneficato
  • In classe ho un bambino che... L'insegnante di fronte ai disturbi specifici dell'apprendimento
  • Psicoanalisi in tempi di crisi
  • Depressioni e sistemi. Il peso della relazione
  • Identità e narrazione del sé
  • L'ipocondria e il dubbio. L'approccio psicoanalitico
  • Disturbi di personalità. Identità e conflitti in una società in trasformazione
  • Un amore di fratello. Come sopravvivere a gelosia e rivalità
  • Curare la propria identità
  • Disegnarsi. Identità e alterità nei disegni infantili

Parsi Maria Rita
Ingrati. La sindrome rancorosa del beneficato
2010, Collana: Ingrandimenti
Pagine: 244
ISBN: 9788804598077
Prezzo: € 17.50
Editore: Mondadori

Cos'è la "sindrome rancorosa del beneficato"? Una forma di ingratitudine? Ben di più. L'eccellenza dell'ingratitudine. Comune, per altro, ai più. Senza che i molti ingrati "beneficati" abbiano la capacità, la forza, la decisionalità interiore, il coraggio e, perfino, l'onestà intellettuale ed etica di prenderne atto. La "sindrome rancorosa del beneficato" è, allora, quel sordo, ingiustificato rancore (il più delle volte covato inconsapevolmente; altre volte, invece, cosciente) che coglie come una autentica malattia chi ha ricevuto un beneficio, poiché tale condizione lo pone in evidente "debito di riconoscenza" nei confronti del suo benefattore. Un beneficio che egli "dovrebbe" spontaneamente riconoscere ma che non riesce, fino in fondo, ad accettare di aver ricevuto. Al punto di arrivare, perfino, a dimenticarlo o a negarlo o a sminuirlo o, addirittura, a trasformarlo in un peso dal quale liberarsi e a trasformare il benefattore stesso in una persona da dimenticare se non, addirittura, da penalizzare e calunniare. Questo nuovo libro di Maria Rita Parsi parla dell'ingratitudine, quella mancanza di riconoscenza che ognuno di noi ha incontrato almeno una volta nella vita. Attraverso una serie di storie esemplari, l'analisi delle tipologie di benefattori e beneficati, il decalogo del buon benefattore e del beneficato riconoscente e un identikit interattivo, l'autrice insegna a riconoscere l'ingratitudine e a difendersene, arginare i danni e usarla addirittura per rafforzarsi.

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Cornoldi Cesare, Zaccaria Sara
In classe ho un bambino che... L'insegnante di fronte ai disturbi specifici dell'apprendimento
2011, Pagine: 192
ISBN: 9788809750852
Prezzo: € 10.00
Editore: Giunti Scuola

La scuola è rivolta a tutti e non solo a quelli che ce la fanno al primo colpo. E molti dei bambini che incontrano iniziali difficoltà hanno le risorse per superarle e per raggiungere traguardi meravigliosi. Gli insegnanti se ne rendono conto sempre di più e chi incontra difficoltà a studiare, commette errori di ortografia, fallisce in matematica non viene più messo da parte perché "somaro" o "privo di buona volontà". Tuttavia, per sostenere i ragazzi a superare le difficoltà di apprendimento, gli insegnanti hanno bisogno di conoscenze e competenze adeguate. Questo libro risponde all'esigenza di fornire alla scuola un'informazione chiara e obiettiva e di suggerire modalità di intervento compatibili con il lavoro in classe. Ma può essere d'aiuto anche ai genitori e agli adulti con cui i ragazzi crescono.

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Fontana Andrea, Gazzillo Francesco
Psicoanalisi in tempi di crisi
2011, Collana: Psicoanalisi tra memoria e futuro
Pagine: 240
ISBN: 9788826318028
Prezzo: € 25.00
Editore: Borla

In questo libro compare finalmente la prima traduzione italiana de I dieci anni dell'Istituto Psicoanalitico di Berlino, volume curato nel 1930 da Max Eitingon, uno dei primi e più importanti allievi e collaboratori di Freud.
Il Policlinico dell'Istituto di Berlino è stato una delle massime realizzazioni del movimento psicoanalitico, la prima e la più importante dal punto di vista organizzativo, della formazione, dell'attività clinica e dell'impegno culturale e sociale.
Alcuni saggi di commento completano l'opera collocando l'esperimento berlinese nel quadro storico, politico e psicologico della Germania negli anni tra le due guerre, e ne sottolineano le implicazioni per il presente e il futuro della psicoanalisi. In un periodo di crisi economica e culturale come quello che stiamo vivendo, l'opera scientifica, sociale ed etica degli analisti del Policlinico di Berlino dimostra tutta la sua attualità.

Francesco Gazzillo, è dottore di ricerca in psicologia dinamica, ricercatore a tempo determinato dell'Università Guglielmo Marconi di Roma, psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, socio de «Lo Spazio Psicoanalitico» di Roma.
È inoltre autore del libro Sua Maestà Masud Khan (con Maura Silvestri, Milano 2008) e curatore, assieme a Nino Dazzi e Vittorio Lingiardi, del volume La diagnosi in psicologia clinica (Milano 2009).
Andrea Fontana, è psicologo e psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico. Socio de «Lo Spazio Psicoanalitico» di Roma, dottore di ricerca in psicologia dinamica e clinica, è inoltre docente a contratto presso la Facoltà di Psicologia dell'Università «La Sapienza» di Roma.

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Maurizio Andolfi, Camillo Loriedo, Valeria Ugazio
Depressioni e sistemi. Il peso della relazione
2011, Collana: Psicoterapia della famiglia - Clinica
Pagine: 224
ISBN: 9788856834826
Prezzo: € 27,00
Editore: Franco Angeli

Il volume esprime l’impegno dei terapeuti familiari ad approfondire la depressione nelle varie fasi del ciclo di vita e i suoi legami con le dinamiche familiari e di coppia. L’obiettivo è di mostrare strategie terapeutiche in grado di affrontarla.
Quali sono le dinamiche di coppia ricorrenti fra pazienti depressi e loro partner? E con le famiglie di origine? E poi come si manifesta la depressione nei bambini e negli adolescenti? È possibile individuare un modo particolare con cui si organizzano significati e affetti in queste famiglie? E quali sono le strategie terapeutiche più adatte in queste situazioni?
L'idea che la depressione fosse una malattia del cervello, causata da un'alterazione dell'equilibrio biochimico, dominante negli ultimi due decenni del secolo scorso, aveva relegato questi affascinanti interrogativi in una posizione marginale. La soluzione ai problemi della depressione sembrava esclusivamente farmacologica. Questa prospettiva è oggi radicalmente messa in discussione. A partire da questo decennio, soprattutto in America, si è sviluppata una letteratura che ha sollevato pesanti critiche alle tesi della psichiatria biologica e della psicofarmacologia e all'uso indiscriminato degli antidepressivi, Prozac al primo posto. È una letteratura che sollecita i terapeuti familiari a porre la depressione al centro dei propri interessi e a elaborare forme di intervento appropriate, oltre che a distinguerla dalla tristezza esistenziale.
Questo volume esprime l'impegno dei terapeuti familiari ad approfondire la depressione nelle varie fasi del ciclo di vita e in relazione alle dinamiche familiari e di coppia. L'obiettivo è individuare strategie terapeutiche per affrontarla.

Maurizio Andolfi, neuropsichiatra infantile, professore ordinario della Facoltà di Psicologia 1, Università "La Sapienza" di Roma. Direttore dell'Accademia di Psicoterapia della Famiglia, membro fondatore della European Family Therapy Association e della Fondazione Silvano Andolfi. Dirige dal 1977 la rivista Terapia Familiare ed è autore e curatore di numerose pubblicazioni.
Camillo Loriedo, professore di Psichiatria, direttore della UOC di Psichiatria e Disturbi dell'Alimentazione, della Università "La Sapienza" di Roma, direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Psicoterapia Relazionale di Roma e direttore responsabile della Rivista di Psicoterapia Relazionale. Ha ricevuto il Milton H. Erickson Lifetime Achievement Award for Outstanding Contribution to the Field of Psychotherapy.
Valeria Ugazio svolge la propria attività terapeutica e formativa a Milano dove vive e dirige l'European Institute of Systemic-relational Therapies che ha fondato nel 1999. È inoltre professore ordinario di Psicologia Clinica presso l'Università degli Studi di Bergamo dove coordina il Dottorato di Psicologia Clinica.

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Livio Bottani
Identità e narrazione del sé
2011, Collana: Filosofia
Pagine: 160
ISBN: 9788856835526
Prezzo: € 20,00
Editore: Franco Angeli

Riesce difficile immaginarci prescindendo da un riferimento a un qualche Io o a un Sé che governi le nostre azioni, che abbia sentimenti ed emozioni, che sia organo di desideri… Tale Io o Sé tuttavia potrebbe ridursi a un nucleo narrativo senza soggetto, comporsi di confabulazioni prive di titolarità soggettiva…
Pensarci come soggetti è per noi normale. Ci riesce difficile immaginarci prescindendo da un riferimento a un qualche Io o a un Sé che governi le nostre azioni, che sia il destinatario di tutte le esperienze che siamo in grado di recepire, che abbia sentimenti ed emozioni, che sia organo di desideri, volizioni e decisioni deliberate.
Tale Io o Sé potrebbe tuttavia ridursi a un nucleo narrativo senza soggetto, comporsi di confabulazioni prive di titolarità soggettiva, le cui deliberazioni risultano da complicate negoziazioni neuronali i contenuti delle quali sono per lo più inconsci. Siamo consapevoli dei risultati, ma ci sono sconosciute le cause. Eppure, qualcosa dentro di noi pensa, lampeggia, e tra questi pensieri, da cui siamo pensati, c'è il pensiero della morte. I primi ominidi investiti da questo pensiero dovettero immediatamente venire a capo della sua provocazione, della lacerazione dischiusa con esso nella coscienza. Da qui provenne gran parte dello slancio che ha portato alle strategie più articolate di ricomposizione della cesura.
Una di tali strategie è l'uso di utensili, dispositivi attraverso cui controllare e manipolare l'ambiente circostante. Ora le tecnoscienze, che hanno condotto verso una piena autonomia dell'apparato tecnologico nei confronti di chi ha contribuito a istituirlo, tendono a fare a meno della sua presenza, che dunque si appresta a diventare superflua.

Livio Bottani insegna filosofia presso l'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" (Vercelli). Tra i suoi libri: La malinconia e il fondamento assente, Guerini & Associati, Milano 1992; Estetica e meta-fisica, Upsel, Torino 1992 (19942); Wilhelm Dilthey. Coscienza, storica, coscienza metafisica ed ermeneutica, Edizioni Mercurio, Vercelli 1994; Interpretazione, metaforica e narrazione. Paul Ricoeur e l'ermeneutica, La Rosa Editrice, Crescentino 1994; Il senso del tempo, Tirrenia Stampatori, Torino 1995; Malinconoia ed epoché, Edizioni Mercurio, Vercelli 1995; Della vita intermedia. O della rinascita dello spirito tragico, Clut, Torino 1996; La ferita mortale e il perdono, Tirrenia Stampatori, Torino 1996; Differire la morte, Edizioni Mercurio, Vercelli 1997; Cultura e differimento, Tirrenia Stampatori, Torino 1999; Cultura e restanza, Edizioni Mercurio, Vercelli 2004; Il tragico e la letteratura, Edizioni Mercurio, Vercelli 2006; Il tragico e la filosofia, Edizioni Mercurio, Vercelli 2008; Recita dell'identità e destini della restanza, Mimesis, Milano-Udine 2009; Il tragico, l'umo-ristico, il grottesco, Aracne, Roma 2009.

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Valeria Egidi Morpurgo, Giuseppe Civitarese
L'ipocondria e il dubbio. L'approccio psicoanalitico
2011, Collana: Psicoanalisi psicoterapia analitica - Clinica
Pagine: 176
ISBN: 9788856834970
Prezzo: € 21,00
Editore: Franco Angeli

Una visione in 3D di un argomento stranamente eluso nella letteratura psicoanalitica perché affronta una sfida appassionante da prospettive diverse ma consonanti. Tutti gli autori, infatti, enfatizzano la dimensione relazionale dell’ipocondria, e sul piano tecnico sottolineano quanto siano necessarie nella cura prudenza, delicatezza e pazienza.
Dalle origini, nella medicina antica, fino alla psichiatria dell'Ottocento e del Novecento, per arrivare a Freud, l'ipocondria pone un problema: è una malattia "immaginaria" o una malattia "vera"? Dubita il paziente, che ossessivamente scruta il corpo alla ricerca di indizi per capire di cosa soffre. Dubita il medico su come trattarlo, come parlargli, come interpretare i suoi sintomi. Dubita lo psichiatra, e dubita lo psicoanalista, chiedendosi quale sia l'approccio più adeguato sul piano concettuale e soprattutto clinico.
L'ipocondria rappresenta un'esperienza attraverso cui tutti passiamo in qualche momento della nostra vita. Ogni volta corriamo il rischio di scivolare nella somatizzazione, nella depressione o nella paranoia. Ogni volta però il lavoro psicologico inconscio che è testimoniato dal "lavoro" dei sintomi ipocondriaci è anche l'occasione per rinsaldare un sentimento sufficiente di integrazione del sé.
Per tutti questi motivi l'ipocondria è un crocevia teorico di straordinaria importanza per ripensare la natura sociale del soggetto, la sensorialità, l'inconscio non rimosso, e uno dei terreni d'indagine più fertili per interrogare l'enigmatica relazione tra il corpo e la mente.
L'ipocondria e il dubbio offre una visione tridimensionale di un argomento stranamento eluso nella letteratura psicoanalitica perché affronta questa sfida appassionante da prospettive diverse ma consonanti. Tutti gli autori, infatti, enfatizzano la dimensione relazionale dell'ipocondria, e sul piano tecnico sottolineano quanto siano necessarie nella cura prudenza, delicatezza e pazienza.

Valeria Egidi Morpurgo, psicoterapeuta, psicoanalista, è membro ordinario della SPI e dell'IPA (International Psychoanalytic Association). Svolge la sua attività a Milano. Per questi tipi ha curato, con E. Morpurgo, La solitudine. Forme di un sentimento (1995). Tra i lavori più recenti: "Ai confini dell'Io. Stati estatici ed empatia alla luce della psicoanalisi", in La mente e l'estasi, a cura di R. Conforti e G. Scalera McClintock (Salerno, 2010).
Giuseppe Civitarese, psichiatra, psicoanalista, dottore di ricerca in psichiatria e scienze relazionali, è membro ordinario SPI, IPA e APsaA (American Psychoanalytic Association). Vive e lavora Pavia. Tra le ultime pubblicazioni: L'intima stanza: teoria e tecnica del campo analitico (Roma 2008); La violenza delle emozioni. Bion e la psicoanalisi postbioniana (Milano, 2011).

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Massimo Biondi, Camillo Loriedo
Disturbi di personalità. Identità e conflitti in una società in trasformazione
2011, Collana: Pratica clinica
Pagine: 288
ISBN: 9788856832341
Prezzo: € 35,00
Editore: Franco Angeli

Diversi clinici sono ormai convinti che la farmacoterapia, piuttosto che essere in opposizione alla psicoterapia, spesso “consenta” una psicoterapia altrimenti ardua o impossibile. Questo volume ragiona su come impiegare simultaneamente terapie che per decenni si sono fronteggiate con teorie contrapposte, talora in modo acceso.
I disturbi di personalità sono disturbi caratterizzati da contenuti di comportamento, vissuti, pensieri, ma anche, e soprattutto, sono disturbi della "relazione" ed implicano quindi la comunicazione, il rapporto, in una coppia, in una diade, in un gruppo, in una famiglia, in una comunità. Alcuni di essi potrebbero essere manifesti in alcune relazioni piuttosto che in altre e porre il non facile quesito di stabilire confini tenendo anche conto di questa realtà.
Per quanto riguarda la terapia, sappiamo che non esistono farmaci per i disturbi di personalità: sembrerebbe quindi che questo sia il regno delle terapie psicosociali, ma sappiamo quanto le esigenze di un'evidenza di efficacia e le limitazioni di risorse umane e di tempo per gli interventi possano condizionare questo ambito. In alcuni settori si sono andate sviluppando terapie integrate, farmacoterapiche e psicoterapiche, innalzando probabilmente la possibilità di curare - consentendo ad esempio una maggiore accessibilità alle cure, come nel caso di alcuni quadri borderline. Diversi clinici sono ormai convinti che la farmacoterapia, piuttosto che essere in opposizione alla psicoterapia, spesso "consenta" una psicoterapia altrimenti ardua o impossibile.
Ancor più che per altre problematiche psichiche, nei disturbi di personalità si pone il nodo di modelli concettuali adeguati all'impiego simultaneo - o meglio, integrato - di terapie che per decenni si sono fronteggiate con teorie contrapposte, talora in modo acceso. Si rende necessario l'impiego di modelli di intervento che pongano in prima linea la costruzione di trattamenti con risorse diverse, accoppiandole, vincendo le divisioni, personalizzando le cure, ma anche dando alla fine le prove di efficacia e stabilità - per quanto possibile - di risultati alla valutazione a distanza.

Massimo Biondi è professore ordinario di Psichiatria presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e direttore dell'Unità Operativa Complessa "Psichiatria e psicofarmacologia clinica - Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura", Azienda Policlinico Umberto I.
Camillo Loriedo, psichiatra e psicoterapeuta, è professore associato di Psichiatria presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Direttore dell'Istituto Italiano di Psicoterapia Relazionale di Roma, è direttore responsabile della Rivista di Psicoterapia Relazionale. Ha ricevuto il Milton H. Erickson Lifetime Achivement Award for outstanding contribution to the field of Psychotherapy.

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Rollo Dolores
Un amore di fratello. Come sopravvivere a gelosia e rivalita'
2011, Collana: Genitori no problem!
Pagine: 96
ISBN: 9788821569333
Prezzo: € 8.00
Editore: San Paolo Edizioni

I primi compagni di gioco sono i fratelli e le sorelle, coi quali si condividono le fantasie, i giochi, gli scherzi e i ricordi. Cosa possono fare i genitori per aiutare i propri figli a volersi bene e ad essere uniti? Quando i fratelli litigano, cosa devono fare i genitori? Tenersi in disparte e lasciare che se la sbrighino da soli o intervenire e sgridarli? In questo agile testo viene descritto ciò che significa avere un fratello e, soprattutto, come si fa ad essere genitori di fratelli, mostrando la straordinaria unicità di questo legame, che unisce caratteristiche opposte: rivalità e complicità, odio e amore, complementarietà e reciprocità. E per i genitori affrontare i rapporti quotidiani tra i figli, in cui affetto e rivalità si intrecciano, è un compito difficile ma non impossibile!

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Albisetti Valerio
Curare la propria identità
2011, Collana: Note di psicologia
Pagine: 40
ISBN: 9788831538916
Prezzo: € 5.00
Editore: Paoline Editoriale Libri

Nel corso della nostra esistenza, anche se non ce ne accorgiamo, viviamo diverse fasi di cambiamento che prevede una morte e una rinascita.
Una morte rispetto a ciò che eravamo e una nascita per quello che saremo.
Questo processo mette inevitabilmente a dura prova la propria identità personale.
Oggi, l’identità personale spesso viene cercata nel possedere le cose e le persone; quasi sempre costruita sull’esteriorità, piuttosto che sull’interiorità, e così nel momento in cui vengono meno le cose o le persone, si va in crisi di identità.
Crisi così gravi che possono portare a profondi disagi spirituali, oltre che fisici.
L’Autore si sofferma sull’importanza di conoscere la propria vocazione e di seguirla per vivere una vita in pienezza ed equilibrio interiore.

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Asti Alessia
Disegnarsi. Identità e alterità nei disegni infantili
2011, Collana: Tascabili Bonanno. Pallaio
Pagine: 112
ISBN: 9788877967732
Prezzo: € 13.00
Editore: Bonanno

L'utilizzo delle parole spesso vincola e limita l'informazione comunicata rendendola parziale. Il disegno in quanto modalità di comunicazione analogica e visuale, può arricchire questa parzialità, ma non il disegno in sé come insieme di tratti colorati (altrimenti si rischierebbe di considerarlo unicamente una tecnica o un compito) ma come mezzo attraverso il quale i soggetti organizzano, strutturano e interpretano se stessi e il proprio mondo sociale e culturale, rivelando al tempo stesso le loro idee, i loro sentimenti e le loro conoscenze. Le immagini, quindi - come d'altronde le foto, i video, il mito (e i miti familiari), i riti sociali - sono fatti di cultura o fatti sociali totali che riflettono il sistema di valori, i codici interpretativi ed i processi cognitivi del loro autore e mettono in scena la realtà sociale e culturale nella sua globalità, permettendo a singoli o gruppi di confrontarsi con molteplici versioni del mondo oltre quella accettata e dominante della propria cultura.

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