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PSICOLOGIA NEWS n.525 - 17.11.2011

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  • Un'orchidea al Polo Nord. Storia di una schizofrenia
  • Esame Neuropsicologico Breve 2. Con CD Una batteria di test per lo screening neuropsicologico. Nuova edizione
  • La mente fuori dal corpo. Prospettive esternaliste in relazione al mentale
  • Emergenze borderline. Istituzione, gruppo, comunità
  • Le funzioni esecutive in età evolutiva. Modelli neuropsicologici, strumenti diagnostici, interventi riabilitativi
  • VoltalaCarta. Manuale per imparare a narrare e narrarsi con le carte
  • Apprendisti neuroni. Formazione attiva degli insegnanti nella Scuola e nell'Università
  • Bambini in movimento. 120 giochi e percorsi di psicomotricità
  • Identità alla deriva. Vuoto di sé e vuoto di relazione nel tempo del "tutti connessi"
  • Rischio stress lavoro-correlato. Valutare, intervenire, prevenire

Stefano Lasagna
Un'orchidea al Polo Nord. Storia di una schizofrenia
2011, Collana: A Tu per Tu
Pagine: 120
ISBN: 9788889845585
Prezzo: € 8.50
Editore: Psiconline

A volte la vita ci riserva, senza preavviso e senza un perché, degli schiaffi durissimi ai quali non possiamo in nessun modo sottrarci.
Questo è il racconto dello schiaffo più terribile che io abbia mai ricevuto, al quale ho potuto reagire soltanto cercando di capire.
Il ceffone del quale vi parlo si chiama Schizofrenia e mi ha colpito in pieno viso, quando la malattia psichiatrica si è come impadronita della mente di mia madre, Francesca.
Dopo tanti anni ho deciso di raccontarne la storia, nella speranza che ciò renda un po’ meno inutile la sua soff erenza, perché credo che condividere le esperienze, anche quelle più terribili, aiuti a capirle e ad affrontarle.
In Italia lo stigma sociale della follia porta comprensibilmente i familiari dei malati a chiudersi in se stessi, evitando così il confronto con chi è vittima della stessa sorte, mentre nei paesi anglo-sassoni la tradizione del confronto è più radicata.
Personalmente sarei veramente soddisfatto se questa storia divenisse l’inizio o una parte di un interminabile tam-tam!

Stefano Lasagna nasce a Forlì nel 1962 in una famiglia modesta, padre operaio e madre casalinga, ma in un periodo nel quale tutti potevano sognare un futuro migliore.
Sogno che si interrompe quando nel 1984 giovane ribelle trasferitosi a Londra per cercare indipendenza e libertà, da un futuro che non sentiva suo, si sente in dovere di tornare in Italia, a seguito della malattia psichiatrica che ha colpito sua madre. Da allora ha fatto mille lavori e si è creato una famiglia tutta sua, ma la curiosità e il bisogno di comprendere i perche della mente umana non l’hanno mai abbandonato.
Nel 2010 senza smettere un sol giorno di lavorare, e sostenuto da una costanza che solo una forte motivazione può dare, consegue la laurea in Psicologia clinica e di comunità.
Laurearsi a quarantotto anni può sembrare un bel traguardo, ma lui preferisce, considerarlo un nuovo punto di partenza.

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Mondini S., Mapelli D., Vestri A., Arcara G., Bisiacchi P.S.
Esame Neuropsicologico Breve 2. Con CD Una batteria di test per lo screening neuropsicologico. Nuova edizione
2011, Collana: Fuori collana
Pagine: 192
ISBN: 9788860304193
Prezzo: € 28.00
Editore: Raffaello Cortina

Il manuale analizza gli aspetti teorici della valutazione neuropsicologica e fornisce un nuovo strumento da usare durante lo screening neuropsicologico. Questa edizione, che include campioni di riferimento più rappresentativi e novità relative alla correzione dei punteggi, rende tale strumento ancora più affidabile e concreto.
Il CD allegato al volume contiene i test e i materiali per la somministrazione del protocollo e consente, in modo semplice e rapido, la correzione automatica dei punteggi.

Sara Mondini insegna Psicobiologia e Valutazione neuropsicologica all’Università di Padova.
Daniela Mapelli insegna Riabilitazione Neuropsicologica all’Università di Padova.
Alec Vestri, psicologo e psicoterapeuta, insegna in numerose Scuole di Psicoterapia.
Giorgio Arcara, studioso di neurolinguistica, collabora con l’Università di Padova.
Patrizia Silvia Bisiacchi insegna Psicobiologia e dirige il dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova.

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Maria Cristina Amoretti
La mente fuori dal corpo. Prospettive esternaliste in relazione al mentale
2011, Collana: Epistemologia
Pagine: 128
Prezzo: € 16,00
ISBN: 9788856841701
Editore: Franco Angeli

Il volume intende considerare seriamente l’esternalismo in relazione al mentale, ovvero la convinzione che la mente si estenderebbe, almeno in parte, fuori dal corpo. Il testo analizza pertanto le principali teorie contemporanee che cercano di declinare tale convinzione in modi spesso assai diversi se non addirittura contrastanti.
Tra i filosofi c'è oggi largo consenso sul fatto che la mente non sia completamente indipendente dalla realtà fisica e che pertanto il tradizionale dualismo cartesiano tra res cogitans e res extensa sia una posizione da rifiutare. Se si ammette dunque che tra la mente e la realtà fisica si configura una relazione di dipendenza, sorge tuttavia il problema di definire a quali porzioni di tale realtà essa si estenda. Le nostre intuizioni di senso comune tenderebbero a suggerirci che la mente sia delimitata dai confini dell'individuo, che si trovi nella sua testa o comunque all'interno della sua pelle. Una simile apparente ovvietà, tuttavia, è stata recentemente messa in questione sia da filosofi sia da scienziati cognitivi e neuroscienziati, secondo i quali la mente si estenderebbe, almeno in parte, fuori dal corpo. Questa ipotesi, indubbiamente assai affascinante e innovativa, è nota in genere come esternalismo in relazione al mentale. Il presente volume intende considerare seriamente tale proposta, analizzando le principali teorie contemporanee che cercano di declinarla in modi spesso assai diversi se non addirittura contrastanti.

Maria Cristina Amoretti ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso l'Università degli Studi di Genova, dove attualmente svolge attività di ricerca e insegnamento. Tra le sue principali linee di ricerca vi sono l'epistemologia, la filosofia della mente, la filosofia della scienza. Oltre ad aver pubblicato diversi articoli su collettanei e riviste specializzate, sia in inglese sia in italiano, è autrice del libro Il triangolo dell'interpretazione (Milano, FrancoAngeli 2008), co-autrice di Piccolo trattato di epistemologia (Torino, Codice Edizioni 2010), curatrice del volume Natura umana, natura artificiale (Milano, FrancoAngeli 2009) e co-curatrice di Triangulation: From an Epistemological Point of View (Frankfurt, Ontos Verlag 2011), Knowledge, Language, and Interpretation (Frankfurt, Ontos Verlag 2008) e Conoscenza e verità (Milano, Giuffré 2007).

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Aldo Barnà Cono, Giuseppe Corlito (a cura di)
Emergenze borderline. Istituzione, gruppo, comunità
2011, Collana: Psicoterapie
Pagine: 240
ISBN: 9788856840841
Prezzo: € 29,00
Editore: Franco Angeli

C'è oggi un'emergenza epidemiologica del disturbo borderline, una sindrome psicosociale legata alla formazione della personalità nell'epoca della modernità "liquida" e vista qui sotto il vertice psicodinamico.
Il libro sottopone a critica il percorso "storico" che ha portato all'elaborazione del concetto di disturbo borderline sia nei sistemi diagnostici internazionali sia negli approfondimenti psicodinamici per gli adulti e per gli adolescenti.
Gli autori propongono un modello applicabile ai servizi italiani e riferibile al gruppo di lavoro pluridisciplinare orientato in senso psicoterapico e supervisionato da uno psicoanalista esperto. Il modello, che trova riscontro nella letteratura internazionale, è complesso e si fonda su alcuni "ingredienti attivi":
1. il gruppo di lavoro del servizio di salute mentale si fa carico di una rete di interventi psicosociali nella comunità e funziona da "contenimento";
2. il contenimento longitudinale del gruppo permette l'accesso ad una psicoterapia dinamica a lungo termine, anche dei casi più seri, che sfuggono all'approccio "privatistico";
3. l'intero gruppo si giova di una supervisione periodica.
Il libro approfondisce le caratteristiche della supervisione di gruppo: la costruzione condivisa di una "metalettura" del caso che funziona da pensiero comune del gruppo, del terapeuta e del paziente; la capacità del gruppo di favorire il passaggio da una mente border dissociata ad un funzionamento più "riflessivo"; la condivisione di una "filosofia del caso" che corre in tutta la rete degli interventi.
A conclusione, nel volume viene presentato un caso paradigmatico e le schede dei casi trattati, con valutazione degli esiti.

Cono Aldo Barnà, psichiatra, psicoanalista didatta della Società Psicoanalitica Italiana e dell'International Psychoanalytic Association, supervisore di molti servizi di salute mentale, è autore, tra l'altro, di diversi articoli sull'argomento.
Giuseppe Corlito, psichiatra, neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta, insegna Psichiatria Sociale all'Università di Siena. È stato supervisore di alcuni servizi di salute mentale e direttore dei corsi del metodo ecologico-sociale, è autore di diversi articoli e monografie.

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Gian Marco Marzocchi, Stefania Valagussa
Le funzioni esecutive in età evolutiva. Modelli neuropsicologici, strumenti diagnostici, interventi riabilitativi
2011, Collana: Strumenti per il lavoro psico-sociale ed educativo
Pagine: 192
ISBN: 9788856840025
Prezzo: € 23,00
Editore: Franco Angeli

Una panoramica aggiornata sulla sintomatologia della Disfunzione Frontale, che tocca numerosi bambini, che presentano difficoltà di programmazione, organizzazione, controllo comportamentale o flessibilità nell’adattarsi a situazioni nuove. Il testo propone spunti per l’impostazione degli interventi riabilitativi. Presentazione del volume
Le Funzioni Esecutive includono una varietà di processi cognitivi (inibizione, pianificazione, memoria di lavoro, flessibilità, ecc.) finalizzati all'applicazione di comportamenti complessi, che consentono agli individui il raggiungimento di obiettivi determinati.
Questa tipologia di processi cognitivi rappresenta la parte più evoluta dell'essere umano; il loro studio, per quanto concerne l'età evolutiva, è iniziato negli anni Novanta, ma già in un paio di decenni le conoscenze sono aumentate in modo esponenziale riuscendo a definire modelli capaci di descrivere il funzionamento della mente dei bambini quando sono impegnati nell'utilizzo delle Funzioni Esecutive.
Questo testo scaturisce dalla constatazione che, sebbene da un punto di vista clinico non esista una diagnosi specifica denominata "Disturbo alle Funzioni Esecutive", numerosi sono i bambini che presentano difficoltà di programmazione, organizzazione, controllo comportamentale o flessibilità nell'adattarsi a situazioni nuove. A ciò si aggiunge che la nostra organizzazione sociale impone, anche ai bambini, una sempre maggiore capacità di ottimizzare i tempi, per svolgere diverse attività in modo rapido ed efficiente; ma molti, anche in ambito scolastico, sono gli alunni che non hanno le risorse per adeguarsi a questi standard, manifestando la sintomatologia della Disfunzione Frontale, che ha notevoli sovrapposizione con quella del Disturbo di Attenzione / Iperattività.
A partire da queste premesse, il testo si propone di offrire una panoramica aggiornata sul tema, che non dimentichi però anche uno sguardo alla pratica clinica; partendo dalla presentazione delle basi neuroanatomiche relative allo sviluppo delle Funzioni Esecutive, il volume illustra i disturbi evolutivi in cui sono esse sono coinvolte e gli strumenti per la loro valutazione diagnostica; inoltre rivolgendosi a un pubblico non solo di studenti e specialisti, ma anche di operatori, propone alcuni spunti per l'impostazione degli interventi riabilitativi.

Gian Marco Marzocchi , psicologo, ricercatore confermato in Psicologia dello sviluppo e dell'educazione presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Milano-Bicocca, ha svolto il dottorato di ricerca presso la SISSA di Trieste. Si occupa principalmente di Disturbi dell'Apprendimento Scolastico e ADHD e svolge attività clinica presso il Centro per l'Età Evolutiva di Bergamo. Socio fondatore dell'AIDAI e dell'AIRIPA Lombardia, è autore di decine di pubblicazioni in lingua italiana e inglese.
Stefania Valagussa , psicologa, è dottoranda di ricerca in Psicologia sperimentale, Linguistica e Neuroscienze cognitive presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Milano-Bicocca e la scuola di Psicoterapia Cognitiva di Como.

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S. Boselli, M. Maura, R. Papetti, R. Roberto
VoltalaCarta. Manuale per imparare a narrare e narrarsi con le carte
2011, Collana: partenze
Pagine 100
ISBN: 9788861531963
Prezzo € 26,00
Editore: la meridiana

Questo non è solo un libro. Ma anche un mazzo di carte, anzi due. Si legge e si gioca in modi sempre differenti. Molteplici sono i livelli di lettura e gli strati di senso dei due mazzi.
Dal mandala al mondo della narrazione circolare, il libro prende per mano e guida alla costruzione dei percorsi didattici, non tralasciando le istruzioni per l’uso dei giochi con le carte.
Le carte sono speciali, eppure semplici. Non sono tarocchi, non predicono il futuro, ma aiutano a tirare fuori quello che già c’è nelle persone. Ogni carta può evocare in chi la guarda pensieri, suggestioni, emozioni, riflessioni sul mondo, sulle cose, sulla vita in generale e sulla propria vita.
Sono state immaginate come uno strumento per educatori, insegnanti, formatori, capi scout, animatori nelle parrocchie e nei contesti di aggregazione giovanile, ma anche per l’auto-ascolto e l’auto-conoscenza. Le attività che si possono organizzare e progettare sono molte e in buona parte dipendono anche dalla fantasia e dalla voglia di sperimentare di chi le utilizzerà. Si possono usare come rompighiaccio all’inizio di un percorso o come occasione di saluto. Giocate in modo spensierato, ma anche preziose per facilitare confronti più complessi e profondi. Racchiudono in sé significati archetipici, ma possono anche essere lette semplicemente per quello che l’immagine suggerisce ad una prima visione.
Insomma, oltre a stimolare giochi, narrazioni e creatività le carte offrono l’opportunità di rinnovare riti di appartenenza e rafforzare, narrando, il senso di comunità.
Quindi... buon gioco!

Silvio Boselli vive a Milano con Marina, Alice e Nives. Ama le storie e i bambini. Per questo ha iniziato a lavorare nel mondo dell’illustrazione collaborando con il “Corriere dei Piccoli”, “Dodo”, “Airone”, “Cem mondialità”. Per le edizioni la meridiana ha illustrato il volume Facciamoci un dono e molte copertine
Maria Maura vive e lavora a Milano come educatrice. Scoutismo, intercultura e creatività sono tratti costitutivi del suo stile umano e professionale.
Roberto Papetti, costruttore di giocattoli, ricercatore e studioso dei giochi di tradizione popolare, autore di libri per bambini.
Rita Roberto, artista, pedagogista, consulente familiare e formatrice, è ideatrice del metodo MANDALAVITA®.

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Euli Enrico, Barsotti Susanna (a cura di)
Apprendisti neuroni. Formazione attiva degli insegnanti nella Scuola e nell'Università
2011, Collana: partenze
Pagine 152
ISBN 9788861531956
Prezzo € 16,50
Editore: la meridiana

I laboratori sono fondamentali nella prassi educativa? Molto spesso, quasi sempre, no. D’altra parte, tra i manuali di didattica e quel che chiamiamo "scuola", soprattutto di questi tempi, la discrepanza è enorme.
Sono i contesti a manifestare, a rappresentare concretamente i modelli dominanti: e i contesti esprimono il conflitto con il nuovo, gli resistono, lo boicottano. Il lavoro di gruppo e la cooperazione sono lasciati alla buona volontà di docenti e studenti, in una cornice costruita per andare proprio altrove: individualismo, competizione, separatezza specialistica, dipendenze univoche ed unilaterali, gerarchie immobili e immotivate...
Una dimensione distante dall'accoglienza, dall’ascolto, dalla cura, con livelli molto alti di violenza strutturale e culturale, e con situazioni evidenti di violenza diretta (sia a lezione sia, soprattutto, nel chiuso degli studi e durante gli esami...).
In tutto questo, un laboratorio che prova a fare "altro", l’opposto, tenta di rappresentare una contraddizione interna, una nicchia ecologica, uno spazio marginale.
Come rivela la sorprendete e spiazzante lettura di queste pagine, la visione ecologica dell’educazione è qualcosa di più complesso e di più ampio che "fare educazione ambientale", "insegnare una materia che si chiama ecologia", "creare un ambiente positivo per l'istruzione".
Si propone come trasformazione degli atteggiamenti e non solo dei comportamenti (attraverso accorgimenti o aggiunte di tecniche, di nuove materie o attività) e più in generale si prefigge di modificare la cornice e i contesti della relazione di educativa e di apprendimento. Cioè una rivoluzione copernicana.

Enrico Euli è ricercatore di Didattica all'Università di Cagliari, dove ha insegnato Metodologie e tecniche del gioco, del lavoro di gruppo e dell'animazione e ha coordinato vari laboratori nel corso di Scienze delle Formazione primaria.
Su questi temi ha pubblicato numerosi articoli e libri, tra cui - con le edizioni la meridiana - I dilemmi (diletti) del gioco (2004) e Casca il mondo! Giocare con la catastrofe (2007).
Susanna Barsotti è ricercatrice di Storia della Pedagogia presso l’Università degli Studi di Cagliari, dove insegna Letteratura per l’infanzia. È stata impegnata in alcuni laboratori sulla narrazione e l’utilizzo delle fiabe e come docente presso le SSIS e i corsi speciali (D.M. 85/2005). Ha tenuto relazioni su fiaba, letteratura per l’infanzia e temi legati all’educazione in seminari e convegni nazionali.

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Giovanna Paesani
Bambini in movimento. 120 giochi e percorsi di psicomotricità
2011, Collana: partenze
Pagine 148
ISBN: 9788861531932
Prezzo € 16,00
Editore: la meridiana

Giocare per crescere. Giocare per conoscersi. Giocare per apprendere. Ogni movimento è sempre un’esperienza emotiva esaltante che il bambino interiorizza e registra nella memoria corporea.
Perché il gioco è per lui il mezzo più efficace per soddisfare il suo bisogno di espressione e di relazione spontanea con gli altri.
Lasciare giocare i bambini col corpo è, dunque, una fondamentale azione educativa.
Se siete convinti dell’importanza della sperimentazione corporea e sensoriale nella maturazione fisica e mentale del bambino, allora avete tra le mani il libro che cercavate.
Questo manuale è rivolto agli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria, ma anche a insegnanti di educazione fisica, animatori o educatori che operano in palestra o in altri ambiti con bambini dai tre agli otto anni, ma si può anche utilizzare in campo terapeutico con soggetti che hanno difficoltà e ritardi psicomotori.
Contiene una ricca gamma di esercizi e giochi motori scaturiti da una lunga esperienza in palestra e nella scuola con bambini di questa età. Giochi da fare in uno spazio attrezzato, in un cortile o anche con la musica. E, poi, giochi giusti per ciascun gruppo di bambini, perché il livello motorio raggiunto può fare la differenza e rendere un gioco troppo difficile o troppo noioso oppure semplicemente divertente.
Come un manuale facile e immediato può essere utilizzato per eseguire un percorso annuale di psicomotricità oppure per integrare e arricchire la propria attività educativa in questo ambito. Giocare per credere.

Giovanna Paesani, laureata in Scienze Motorie, insegna psicomotricità e ginnastica preparatoria ai bambini dai tre ai sei anni. È insegnante di ruolo nella Scuola dell’Infanzia e dirige una libreria per ragazzi in cui svolge anche attività laboratoriali con i bambini. Ama scrivere romanzi, racconti, favole e soprattutto filastrocche in rima per i più piccoli.

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Maria Luisa Verlato
Identità alla deriva. Vuoto di sé e vuoto di relazione nel tempo del "tutti connessi"
2011, Collana: premesse... per il cambiamento sociale
Pagine 128
ISBN 9788861531987
Prezzo € 16,00
Editore: la meridiana

I conflitti, la solitudine, la paura di non piacere, dell'esclusione, di disturbare gli altri sono temi frequenti in terapia. Adesso come in passato riflettono i timori legati alle relazioni, al rapporto con gli altri. La paura di essere traditi se ci si fida, sfruttati, invasi, se ci si dimostra disponibili. La paura di venire criticati, giudicati.
Oggi a queste sofferenze se ne aggiungono altre. Il "male di vivere" che incontriamo sta prendendo delle coloriture molto diverse da quelle che nel tempo ci eravamo preparati a trovare ed affrontare. La sofferenza che si fa disagio è spesso legata al vuoto, ad una svalutazione delle relazioni e dei legami più difficili per tutti nonostante le possibilità di essere sempre connessi e raggiungibili ovunque.
La domanda vera è: ma l'altro dov'è? Cosa sta avvenendo nella società e cosa stiamo trasmettendo alle nuove generazioni? Cosa abbiamo fatto bene? E dove abbiamo fallito? Come cambiare rotta? Sono moltissime le domande di questo libro. Sono molto simili ai dubbi, agli interrogativi che si pongono genitori, insegnanti, educatori, sociologi e altri ancora.
Come lavorare con quello che non c'è? Con queste nuove forme di disagio? Potrebbero essere anch'esse strumenti per la sopravvivenza psichica, come spesso lo sono i sintomi in psicopatologia? Il miglior equilibrio possibile per non perdersi del tutto?
Possiamo immaginare che questo essere "senza centro" non sia la causa del nostro malessere, ma l'escamotage che abbiamo inventato per sopravvivere se non indenni, almeno non troppo malconci al cambiamento incessante?
Come adulti, e anche come psicoterapeuti, come continuare ad essere a nostra volta costruttori della nostra esperienza terapeutica e di teorie capaci di flessibilità e di andare verso il nuovo, senza smarrirci?

Maria Luisa Verlato, psicologa e psicoterapeuta rogersiana, ha lavorato in servizi del SSN per l’età evolutiva e consultoriali. È stata docente di Psicologia clinica, Psicopatologia generale e dello sviluppo, Psicoterapia dei disturbi di personalità e poi direttrice di sede presso la scuola di specializzazione dello IACP. È docente presso l’Institute of constructivist Psychology di Padova. Si occupa di attività clinica, formazione e supervisione sia per l’età adulta, sia in progetti rivolti a bambini, adolescenti e vittime di abusi e traumi.
Con la meridiana ha pubblicato Guarire o curare, comunicazione ed empatia in medicina (2008) e Relazioni ferite. Prendersi cura delle sofferenze nl rapporto Io-Tu (2006).

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Magnani M., Majer V. (a cura di)
Rischio stress lavoro-correlato. Valutare, intervenire, prevenire
2011, Collana: Individuo gruppo organizzazione
Pagine: 224
ISBN: 9788860304322
Prezzo: € 22,00
Editore: Raffaello Cortina

Dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (2008), le aziende devono affrontare un nuovo compito, quello di valutare e prevenire il rischio da stress lavoro-correlato. La normativa però non fornisce indicazioni dettagliate e dunque le metodologie adottate risultano spesso inefficaci o addirittura dannose.
Il presente volume offre solide basi teoriche e applicative per procedere nel modo corretto nell’affrontare l’obbligo di legge. Filo conduttore è la necessità di distinguere chiaramente tra valutazione del rischio, cioè la probabilità che si sviluppino condizioni di disagio lavorativo, e valutazione dello stress, cioè la rilevazione dell’effettivo disagio del singolo lavoratore.

Mario Magnani, psicologo del lavoro, si occupa di diagnosi organizzativa e lavora come consulente per aziende pubbliche e private.
Vincenzo Majer insegna Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università di Firenze. Nella collana Individuo Gruppo Organizzazione ha pubblicato Il vantaggio del clima (2005).

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