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Solitudine digitale. Disadattati, isolati, capaci solo di una vita virtuale?

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«Siamo malati di cyber, ma Spitzer condanna gli eccessi d'uso della tecnologia, perchè, come in medicina, è la dose che fa il veleno...» Frankfurter Allgemeine

solitudine digitaleLa digitalizzazione della nostra vita quotidiana progredisce a ritmi vertiginosi e non sempre questo costituisce un vantaggio. Se per rispondere a qualunque domanda ormai attingiamo al nostro smartphone, indifferenti che le nostre tracce siano registrate, memorizzate e analizzate nelle banche dati per poi essere interpretate, vendute e usate indebitamente, vuol dire che non riusciamo più a fare a meno delle tecnologie digitali, che ne siamo dipendenti.

Sono però note a tutti le patologie «cibernetiche» e le conseguenze sulla salute nostra e dei nostri figli dovute all’uso sempre più intensivo di computer, social e giochi elettronici.

Non si tratta di ostilità nei confronti della tecnologia, ma di veri e propri effetti collaterali indesiderati come stress, perdita di empatia, depressione, disturbi del sonno e dell’attenzione, incapacità di concentrarsi e di riflettere, mancanza di autocontrollo e di forza di volontà. I bambini, in particolare quelli che non sanno ancora leggere e scrivere, sono danneggiati nelle loro capacità sensoriali, e bullismo e criminalità informatica completano il quadro di una situazione che ci sta sempre più sfuggendo di mano.

L’appello che Manfred Spitzer lancia in questo libro è di reagire per non lasciare che le nostre vite siano dominate dalle lobby del settore che ogni giorno ci bombardano con messaggi su quanto siano importanti e utili i media digitali, su come rendano intelligenti i giochi al computer, sul fatto che pc e connessioni Internet devono essere a disposizione di ogni studente, che le scuole devono essere dotate di wireless e che le tecnologie informatiche ci garantiranno un futuro perfetto.

Lasciamo ai nostri figli un pianeta devastato, facciamo in modo che non siano le leggi del mercato a dominare completamente le loro vite, occupiamoci della loro istruzione e della loro salute sviluppando le loro capacità critiche, la loro autonomia di giudizio e l' ’amore per la libertà da cui nascono il rispetto di se stessi e degli altri, colonne portanti di una sana società civile.

Autore

Manfred Spitzer è nato nel 1958 ed è laureato in Medicina e Psichiatria. È stato visiting professor a Harvard e attualmente dirige la Clinica psichiatrica e il Centro per le Neuroscienze e l’Apprendimento dell’Università di Ulm. Autore di numerosi saggi, fra cui, pubblicato con successo da Corbaccio «Demenza digitale.», è uno dei più rinomati studiosi tedeschi delle neuroscienze.

 

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Tags: depressione ansia stress empatia solitudine digitale vita virtuale digitalizzazione

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