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Essere un eroe: alzati, parla, cambia il mondo

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Insegniamo alle persone di tutte le età come essere eroi di tutti i giorni, intraprendendo azioni sagge ed efficaci per sé e per gli altri.

indiQuando qualcuno è in difficoltà, molto spesso, dovrebbe attivarsi un pensiero definito “altruismo reciproco”: assumersi  il rischio di  aiutare l’altro anche solo  nell’aspettativa che questi gesti vengano un giorno ricambiati.

Come confermato, però, da molti casi della cronaca nera, questa regola sociale non viene rispettata: le persone che hanno bisogno di aiuto non ottengono il supporto di cui hanno realmente bisogno; di fronte alla sofferenza, al pericolo, troppo spesso, si distoglie lo sguardo, si abbassa la testa e si gira l’angolo rapidamente.

Questo comportamento è così comune, che, due psicologi sociali, John Darley e Bibb Latane, lo hanno denominato Effetto Bystander o Apatia sociale, quando, a New York nel 1960,  il  famigerato omicidio di Kitty Genovese era appena avvenuto.

Il caso viene particolarmente ricordato perché, l’assassinio della donna avvenne di fronte a 38 persone, le quali, nonostante durante l’aggressione, avessero udito le urla di aiuto della vittima, rimasero spettatori impassibili dell’accaduto, non facendo assolutamente nulla per contrastare la situazione.

Sulla scia di questa tragedia, i due ricercatori hanno cercato di capire i meccanismi e le motivazione che sono alla base di questi accaduti.

Sarebbe molto più logico pensare che, quando accade un caso di emergenza, tutti, pur avendo una sola possibilità di aiutare l’altro, trovino il coraggio di agire, ma, la maggior parte delle persone non lo fa; perché è scomodo o non si vuole essere coinvolti.

Negli ultimi quarantacinque anni,  alcuni studi hanno dimostrato che più persone coesistono in una situazione di emergenza, minore sarà la tendenza che mostrano ad offrire il loro aiuto (Effetto astanti).

Perché non aiutiamo: L'ignoranza pluralistica

Uno dei motivi per cui non si  aiuta è che, quando una situazione non è chiara, si preferisce guardare altri indizi per capire cosa realmente stia succedendo.

Ciascun individuo pensa che altri membri del gruppo abbiano maggiori informazioni su una situazione, quindi, di fronte a un evento ambiguo, si ha la tendenza sbagliata di valutare e interpretare i comportamenti, le azioni o le reazioni altrui senza considerare che anche gli altri fanno lo stesso.

In questi casi la maggioranza del gruppo ritiene privatamente un pensiero, ma presuppone erroneamente che gli altri credano il contrario, e, di conseguenza, sono conformi a ciò che pensano gli altri.

 Nel suo articolo, “Perché non possiamo aiutare”?  Melissa Burkley  ha condiviso un paio di importanti esempi che aiutano a spiegare il fenomeno dell'ignoranza pluralistica.

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Il primo esempio spiega il perché, in un contesto universitario, gli studenti, spesso, non riescono a porre domande durante la lezione.

In questi casi, quando uno studente è confuso su alcuni argomenti della lezione, ed è intenzionato a chiedere chiarimenti, prima di sollevare la mano, comincerà a guardarsi intorno nella stanza per vedere se qualcuno dei suoi compagni sembra confuso come lui.

Se nessun altro guarda perplesso, il soggetto in questione dedurrà che è l'unico in quel determinato contesto a non aver compreso e, per evitare di esser definito stupido,  decide di non porre la sua domanda.

Quindi, in questa situazione può verificarsi il fenomeno di ignoranza pluralistica perché ognuno dei membri può  essere confuso, ma, nessuno lo ammette.

Lo stesso processo può verificarsi quando si assiste ad una situazione di emergenza ambigua.

Gli astanti in genere si  guardano l'un l'altro per capire se essi sono testimoni di un crimine, ma se nessuno reagisce, tutti concludono erroneamente,  che non è una situazione di emergenza; di  conseguenza, nessuno si fa avanti per aiutare.


Diffusione della Responsabilità

Secondo gli studi condotti da Darley e Latane, la diffusione della responsabilità è la seconda ragione che spiega l'effetto astanti.

Gli studi condotti, quindi, dimostrano un paradosso: più è alto il numero di testimoni oculari, meno è percepita e sentita la responsabilità di aiutare, in quanto tutti daranno per scontato che qualcuno  interverrà. 

 La norma sociale invisibile che emerge silenziosamente in quelle situazioni bystander è il Far nulla .

Ciò che possiamo fare

Se da passanti assistiamo a una situazione di emergenza, è opportuno ricordare che il nostro  istinto, così come l'istinto di chi ci circonda, potrebbe essere quello di non prestare aiuto.

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Un caso recente è accaduto nel nostro paese, quando una giovane donna è stata bruciata viva dal suo ex fidanzato per strada davanti a una folla di gente, impassibile all'accaduto.

Ci si chiede che cosa succeda nelle menti di coloro che non si sono fermati; molto probabilmente è la paura che blocca l’agire, ma, diventando consapevoli delle motivazioni alla base di questo fenomeno, è possibile abbattere queste barriere invisibili dell'indifferenza e prendere provvedimenti.

Una volta che una sola persona aiuta,  altri si uniranno alla vittima  in nome di una nuova norma sociale: fare qualcosa di utile, questo è il potere presente in ognuno di noi.

Inoltre, se c‘è bisogno dell’assistenza di un secondo passante,  è utile guardare un altro spettatore dritto negli occhi e chiedere aiuto.

Lo stesso vale se si è vittima: Non urlare "Aiuto", ma chiedere ad una persona particolare nei pressi di fare una cosa specifica.

Ognuno di noi può essere un eroe in  caso di emergenza, ed è da questi presupposti che sono stati sviluppati una serie di programmi-progetto per aiutare le persone ad acquisire conoscenze significative e strumenti concreti affinchè, tutti i giorni, vengano utilizzate per trasformare situazioni negative e creare  cambiamenti positivi per sé e gli altri.

Un esempio di questi programmi è Il progetto Imagination Heroic (HIP), il quale, contribuisce ad insegnare, attraverso un corso di formazione, le competenze di base necessarie per prendere decisioni efficaci in situazioni impegnative.

 

Tratto da Psychology Today

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Ilaria Addorisio De Feo)

 

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Tags: supporto psicologico eroi altruismo reciproco normasociale Effetto Bystander Apatia sociale ignoranza pluralistica, diffusione della responsabilità

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