Pubblicità

Il maschile e l'illusione "maldestra" del possesso

0
condivisioni

on . Postato in Per saperne di più | Letto 294 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (1 Voto)

Spesso gli eventi recenti di cronaca hanno messo in risalto il “gioco” del maschile con il femminile (un po’ come accade tra il gatto ed il topo), che ha assunto forme sempre più “aggressive”, dal ricatto del cyberbullismo attraverso il “materiale” videopornografico fino al femminicidio reale e non più virtuale.

maschile

Eppure queste manifestazioni attuali hanno un’origine ben più antica nella storia della coscienza dell’uomo, in particolare nel suo desiderio di possesso del femminile come della sua negazione. Infatti i due termini (negazione e possesso) spesso sono intrecciati ed il possedere una donna, modo di dire molto in uso in ambito sessuale, tradisce anche la negazione della stessa come soggetto di relazione (e ne fa l’oggetto della relazione sessuale).

Eppure l’atto sessuale dell’uomo adulto è proprio il riconoscimento del femminile (a differenza di quanto accade nel mondo animale dove l’accoppiamento avviene da tergo) la consapevolezza “vis a vis” quindi da parte del maschio della matrice femminile e nello stesso tempo il confronto con il suo potere trasformatore/anima (e qui tanto significato ha la Venere allo specchio tanto raffigurata nel mondo dell’arte). Potremmo dire che nel passaggio dalla posizione da tergo a quella frontale dell’accoppiamento l’uomo pone le basi per l’acquisizione della consapevolezza di sè (la Coscienza versus l’Inconscio) non meno di quanto sia stato fondamentale il bipedismo e l’opposizione del pollice per lo sviluppo delle capacità cognitive.

Ma questa “opportunità” evolutiva diventa da subito anche una rivalsa del maschile (rivalsa che eredita le paure del mondo fisico, della natura ed in ambito psicologico della parte “terribile” della Grande Madre) ed una manifestazione di una presunta superiorità del raziocinio sull’emotivo (o dello spirito sul corpo bypassando l’anima).

Pubblicità

Ma facendo un passo indietro nel tempo, nell’epoca matriarcale, il possedere (sessualmente parlando) aveva altri significati. Intanto il termine esprime un concetto differente rimandando l’etimo della parola al pos-sedere, quindi all’azione di sedersi. Ed infatti nella storia dell’archetipo femminile (come ci illumina Neumann) le prime Dee Madri risaltavano per la steatopigia dei fianchi e del sedere, che avvicinano le stesse alla terra che simbolizzano.

Questo è ancora più evidente nelle successive rappresentazioni della Dea Madre che appare seduta (inoltre come nel simbolismo della stessa dea della montagna, una base che sostiene il tutto, per cui oggi diremmo una base sicura) o ancora con un bambino sulle gambe o in grembo: “La steatopigia, l’accentuazione del sedere nelle rappresentazioni artistiche delle culture primitive della Dea Madre,  va compresa dal punto di vista del simbolismo corporeo. Questa sedentarietà, in cui il sedere è in antitesi con i piedi (movimento) rappresenta un legame particolarmente stretto con la terra ed il carattere dell’atto di sedere diviene chiaro a paragone con i termini possedere, prendere possesso, sede, etc. Nel rituale e negli usi e costumi, sedersi su qualcosa significa prendere possesso” (E. Neumann-La Grande Madre).

Questa evoluzione figurativa nella raffigurazione della Grande Madre seduta è la forma originaria della dea troneggiante e quindi del trono stesso.
Basta osservare le Madonne con bambino e la loro origine dall’Iside con Horus e Iside con il Re che diventa comprensibile la derivazione successiva del trono ed il Re.

Quindi  il trono con la Dea è l’immagine archetipica che darà spunto al Trono stesso (lo stesso nome Iside, tramite il greco Ισις (Isis) e il latino Isis, deriva dall’egizio Ist o Iset, Ast o Ueset significa “colei del trono”). Lo schienale, i braccioli, la seduta con cui indichiamo il trono sono già indicativi della raffigurazione delle parti anatomiche della Dea assisa. Dea assisa che richiama la terra, la montagna, che accoglie il Sole o che ne fa da sostegno.

Ma è il trono/regno a fare il Re e non viceversa ed il Re che prende possesso della terra, la Dea Madre, lo fa sedendosi letteralmente nel suo grembo come il bambino/figlio. ” Il re giunge al potere salendo sul trono e prende posto in grembo alla Grande Dea, la terra, quando diviene suo figlio” (E. Neumann, la dea primordiale in La Grande Madre).

Pubblicità

Lo stesso possesso (sessuale) del maschile verso il femminile dovrebbe essere esattamente l’accoglienza, il sostegno del femminile verso il maschile (nelle rappresentazioni della Dea della montagna è la stessa che accoglie il Sole che cala sulla montagna, il Numinoso, lo Spirito). Lo spirito eleva l’uomo, si astrae dalla materia ma dalla stessa è determinato, e non può farlo se la rifiuta o la riduce ad oggetto rinnegando la “sua stessa anima”.

L’illusorio fine dell’uomo, l’evoluzione della sua coscienza e conoscenza si trasforma così soltanto in un puerile ed inutile gioco di possesso fisico e frustrazione. Frustazione dell’impossibità di autonomia della coscienza dal corpo, dalle emozioni e dall’amore stesso, da cui sarà sempre agito, perché questi uomini dediti all’esercizio del possesso saranno comunque sempre “figli” e dipendenti dalla Dea Madre, su cui non regneranno mai, una Dea Madre spesso nelle vesti della madre stessa (ma questo è un altro capitolo)….

 

Tratto da Psicologia Alchemica

 

Articolo a cura del Dottor Ciro Ferraro

 
 
 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione
 
 
 

Tags: maschile possesso illusione maldestra

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

informarsi sul web, quando si ha un problema psicologico

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Come non riesco a vivere (1541…

Giulietta, 21     Salve.. Mi chiamo Giulia, ho 21 anni e penso di avere dei seri problemi con l'ansia e le relazioni. ...

Compagno con attacchi di rabbi…

Chiara, 41     Sono Chiara ho 41 anni e sono incinta del mio primo figlio al quinto mese, ho sposato il mio compagno un mese fa, stiamo insieme d...

Bambina 10 anni e morte del no…

ELI, 43     Buongiorno, sono mamma di una bambina di 10 anni molto vivace intelligente e matura e al tempo stesso molto sensibile e ansiosa. ...

Area Professionale

La legge 4/2013 ha davvero nor…

Molto si è parlato a riguardo della legge 4/2013 che cerca di dare un inquadramento legislativo alle professioni non organizzate in ordini e collegi. Con que...

Il counselling non può essere …

Maria Sellini, Segretario Generale dell'AUPI, ha inviato una lettera al Quotidiano Sanità affrontando il problema del counselling. La riportiamo integralmente, ...

Pazienti che provengono da pre…

Un breve articolo dedicato a psicologi e psicoterapeuti che si trovano a lavorare con pazienti che provengono da precedenti relazioni psicoterapeutiche e/o sono...

Le parole della Psicologia

Dipendenza

La dipendenza è una condizione di bisogno incoercibile di uno specifico comportamento o di una determinata sostanza (stupefacenti, farmaci, alcol, shopping, Int...

Anedonia

Il termine anedonia venne coniato da Ribot nel 1897  e descrive l’assoluta incapacità nel provare piacere, anche in presenza di attività normalmente piacev...

Paura

La paura è quell’emozione primaria di difesa, consistente in un senso di insicurezza, di smarrimento e di ansia, di fronte ad un pericolo reale o immaginario, o...

News Letters

0
condivisioni