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Labirinti e cervello: quando i preconcetti battono la logica

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I ricercatori possono ora ricostruire ciò che vediamo nella nostra mente quando ci orientiamo e spiegare come mai si prendono direzioni sbagliate

labirini e cervelloIl cervello ci aiuta ad orientarci generando continuamente, razionalizzando ed analizzando grandi quantità di informazioni.

Questa funzione simile ad un GPS innato ci aiuta ad esempio a trovare la nostra strada in città , seguire le indicazioni per una destinazione specifica , o ad andare in un ristorante particolare per soddisfare un desiderio .

"Quando le persone cercano di spostarsi da un posto ad un altro , 'prevedono' nelle loro menti il paesaggio nel quale si stanno recando", ha detto l'autore dello studio Yumi Shikauchi . "Abbiamo voluto anzitutto decodificare la credenza nel cervello , perché è di cruciale importanza per l’esplorazione  spaziale".

Utilizzando dei labirinti virtuali tridimensionali insieme con la risonanza magnetica funzionale ( fMRI ), i ricercatori hanno esaminato se i preconcetti di una persona potessero essere rappresentati nell’attività cerebrale.

I partecipanti dovevano attraversare ogni labirinto e memorizzare una sequenza di scene , ricevendo indicazioni per ogni mossa .
Poi, mentre venivano sottoposti alla fMRI , è stato chiesto loro di orientarsi attraverso il labirinto scegliendo tra due opzioni la scena immediatamente successiva a quella presente.

In contrasto con metodi usati in studi precedenti , i ricercatori si sono focalizzati sull’ aspettativa e la previsione, processi cognitivi fondamentali nel processo decisionale di tutti i giorni .

Decodificato l’attività cerebrale dalle scansioni fMRI è risultato che i partecipanti sono stati capaci di ricostruire le scene che si erano immaginate mano a mano che avanzavano nel labirinto.

“Abbiamo scoperto che i pattern di attività nelle regioni parietali riflettono le aspettative dei partecipanti anche quando questi sbagliano, a dimostrazione del fatto che la credenza soggettiva può prevalere sulla realtà oggettiva”, ha detto il primo autore Shin Ishii.
 
Shikauchi e Ishii sperano che questa ricerca contribuisca allo sviluppo di nuovi strumenti di comunicazione che si basino sull’attività cerebrale.

"Ci sono molte cose che non possono essere comunicate solo attraverso le parole e il linguaggio.
Poichè siamo stati in grado di decifrare le aspettative virtuali, sia giuste che sbagliate, ciò potrebbe contribuire allo sviluppo di un nuovo tipo di strumento che permetta alle persone di comunicare le informazioni non linguistiche", ha affermato Ishii “In futuro ci proponiamo di decifrare scene più complicate dei semplici labirinti"

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Sara D'Annibale)

 

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Tags: cervello fMRi labirinti orientamento aspettativa previsione processi cognitivi comunicazione

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