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Uomini vittime di violenza domestica

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La vita nei Crisis Centre e la paura di non essere creduti.

Violenza domestica uominiGli uomini che ricevono aiuto nei Crisis Centre (Centri di crisi) per la violenza domestica subita sono, per la maggior parte, soddisfatti del servizio offerto, ma hanno paura che nessuno crederà che sono stati abusati da una donna.

“C’è una piccola differenza tra come uomini e donne affrontano il fatto di essere stati esposti alla violenza domestica”, ha detto la criminologa Yngvil Grøvdal, uno dei ricercatori che ha redatto il resoconto “Men at Crisis centers” (“Uomini nei Centri di crisi”), basandosi sui dati ricavati dalle interviste fatte a 16 uomini, selezionati dai tre Crisis center con più utenti maschili al momento della ricerca (2012). “Per quanto ne sappiamo, la Norvegia è l’unico paese dove gli uomini sono autorizzati, a livello legale, ad accedere ai Crisis Centre”, ha spiegato la studiosa.

Chi sono gli uomini intervistati

14 dei 16 soggetti intervistati erano stati esposti a violenza da parte di una partner femminile, 2 da partner maschili.
Inoltre, dieci di loro erano norvegesi, uno era europeo e cinque erano originari di Paesi non occidentali.
Metà delle vittime di violenza avevano bambini con le loro partner. Tutti eccetto due avevano concluso la loro relazione con l’abusatore al momento della ricerca.
Gli uomini, in generale, erano soddisfatti delle loro esperienze con lo staff dei Crisis centre. In particolare, erano impressionati dal modo in cui gli operatori facessero più di quello che era loro permesso dalle risorse a disposizione (in realtà, limitate o mancanti).

Le reazioni universali alla violenza

“Gli uomini che sono esposti alla violenza domestica hanno molti degli stessi bisogni delle vittime femminili. Sembrerebbe innescarsi, quindi, una sorta di meccanismo universale quando si è esposti alla violenza perpetrata dal proprio partner o, comunque, da qualcuno con cui si sceglie di vivere insieme”, dice Grøvdal.
La paura di ulteriori violenze, la vergogna, l’ansia per come i bambini affronteranno la situazione ed i sentimenti nei confronti dell’abusatore violento sono elementi ricorrenti, sia nelle storie degli uomini, che in quelle delle donne.

La vergogna

Diversi uomini hanno espresso, nella ricerca, vergogna per l’essere vittime di violenza da parte di una donna, poiché questo non coincide con le idee proprie o della società riguardo ciò che sono o che dovrebbero essere.

“Nella mia cultura è vergognoso raccontare a qualcuno di essere stato picchiato da una donna. Oppure nessuno mi crederebbe. Né ho azzardato a reagire alla violenza, per paura di essere deportato”.

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Questa è una citazione dal racconto di “David”, un uomo africano di 30 anni. La moglie di David arrivò in Norvegia prima di lui e lavorava in una casa di riposo. Quando egli raggiunse la sua famiglia, ebbe problemi a trovare lavoro ed a integrarsi nella società norvegese. Sua moglie, col tempo, iniziò ad avere il controllo della sua vita, spesso gli urlava e lo minacciava dicendo che suo padre ed i suoi fratelli lo avrebbero picchiato. Durante un litigio gli sputò e lo colpì in faccia e lo minacciò diverse volte con un coltello.

“Nonostante il fatto che alcune delle reazioni e delle azioni degli uomini intervistati sono simili a quelle delle donne nella stessa situazione, i primi sembrano essere più preoccupati di non essere creduti quando parlano della violenza, rispetto alla controparte”, dice Grøvdal. “Diversi di loro erano convinti o erano stati persuasi in tal senso dalle loro compagne violente”.

La ridicolizzazione della vittima

La paura degli uomini di non essere creduti non è infondata.
“Grazie a questa ricerca, noi ora sappiamo che i Crisis centre hanno riscontrato come nemmeno le forze dell’ordine prendano sul serio gli uomini vittime di violenza”, dice Grøvdal.
A tal proposito, l’autrice fa riferimento anche ad un’altra ricerca, che dimostrava come gli uomini affrontino i problemi quando vengono presi sul serio se raccontano un’esperienza di violenza domestica, ed al libro “The invisible violence: men who are victims of domestic violence by women” (Den usynliggjorte volden: om menn som utsettes for partnervold fra kvinner,) del 2013, nel quale Tove Ingebjørg Fjell, professore di Storia Culturale alla University of Bergen, ha intervistato diversi uomini vittime di violenza domestica. Quest’ultimo, inoltre, aveva descritto in un articolo come gli uomini vittime di violenza da parte delle donne fossero ridicolizzati negli spettacoli comici. “Ma noi non troviamo divertente se un uomo fa lo stesso ad una donna”, precisa Grøvdal.

Anche le donne possono diventare violente

“In media, gli uomini sono fisicamente più forti delle donne, tanto che molte persone credono che la violenza delle donne non possa essere veramente grave. Cosa pensi riguardo questi atteggiamenti?”
“In un certo senso, questo rende le donne meno umane, se affermiamo che sono incapaci di fare azioni che consideriamo inaccettabili. Le donne possono anche usare le armi o oggetti simili. L’azione può avvenire all’improvviso, senza dare all’uomo l’opportunità di difendersi. In più, alcuni uomini hanno paura di reagire perché temono che questo sarà usato contro di loro in sede penale”, dice Grøvdal. “Noi sappiamo anche che la violenza può arrivare come un fulmine a ciel sereno”.
Uno degli uomini nello studio ha raccontato che il suo partner lo aveva minacciato con un coltello, un’altra donna ha ustionato il suo compagno con un oggetto caldo – forse un ferro da stiro (lui non l’ha potuto vedere, perché lei lo ha colpito alle spalle).
“Non è vero che tutte le donne sono più deboli degli uomini”, ha precisato Grøvdal. “Noi sappiamo che alcuni uomini, anche se non tanti quanti le donne, sono esposti ad una violenza che mette in pericolo la loro vita. E dobbiamo occuparci di questa.”

Le condizioni di uomini e donne nei Crisis Centre

La valutazione del Norwegian Institute for Welfare and Ageing’s (NOVA) sui Crisis Centre mostra che alle donne sono offerti servizi diversi rispetto agli uomini.
“Alcuni uomini vivono da soli ed ai bambini che accompagnano i loro padri non sono offerti gli stessi servizi professionali forniti ai figli che stanno con le loro madri, quindi i primi rischiano di essere più isolati”, dice Grøvdal.
Inoltre, nei documenti di consultazione del Crisis Centre Act, un’importante richiesta era che gli uomini e le donne vivessero completamente separati. In alcuni posti, questo significa che gli uomini sono geograficamente staccati dalle donne, spesso sistemati in appartamenti o, in alcuni casi, in stanze d’albergo affittate per un breve periodo di tempo.
“Penso che sia interessante quanto paradossale che i Crisis Centre siano preoccupati che le donne che sono state vittime di violenza da parte del compagno non debbano incontrare nessun uomo, mentre nessuno sembra curarsi se gli uomini che sono stati vittime di violenza da parte di una compagna debbano incontrare delle donne. Ciò probabilmente ha a che fare con gli stereotipi sessuali”, dice Grøvdal.

Il lavoro dei Crisis Centre

I Crisis Centre sono stati istituiti negli anni ’70 da donne esposte alla violenza domestica che volevano aiutare altre donne in situazioni simili. L’obiettivo era che la violenza domestica e l’abuso delle donne fossero visti come un problema pubblico e non privato.

Oggi parliamo della violenza nelle relazioni intime e della violenza domestica per enfatizzare che “lui” non è sempre l’abusatore e “lei” non è sempre la vittima.

“Noi sappiamo dalla ricerca che più donne che uomini sono esposte alla violenza più grave e che più donne che uomini sono uccise dai loro compagni. Ma questo non significa che gli uomini non possono essere vittime di questo tipo di violenza”, dice Grøvdal.
La studiosa, inoltre, afferma che bisogna condurre ulteriori ricerche su come le forze dell’ordine e lo staff dei servizi per la salute e sociali concepiscano il sesso, in generale, e su come essi trattino gli uomini che sono stati esposti alla violenza domestica, in particolare.
“E’ un problema se non si riesce a mettere sullo stesso piano gli uomini che sono stati esposti alla violenza domestica e le donne in condizioni simili. Chiunque ne abbia bisogno dovrebbe ricevere protezione ed aiuto, senza differenziazioni in base al loro sesso”.

 

Tratto da: psypost.org

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

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Tags: violenza uomini vittime crisis centre reazioni vergogna ridicolizzazione

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