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Vivere con costante ansia, preoccupazione e paura: il disturbo d'ansia generalizzato (GAD).

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Stato d'ansia caratterizzato da eccessiva paura e preoccupazione anche in assenza di un pericolo reale

ansia Non è insolito sentirsi ansiosi, soprattutto quando si percepisce una situazione di reale minaccia per se stessi o per una persona cara.

Così, l'ansia che si avverte in relazione ad un pericolo reale rappresenta una risposta adattiva; la minaccia consente di percepire il rischio del pericolo, fino al momento in cui, in relazione allo stato ansioso, viene messa in atto una risposta adattiva per far fronte alla situazione minacciosa.

Tuttavia, vi sono individui la cui struttura fisica li predispone ad uno stato di ansia cronica, anche in assenza di un pericolo reale; in questi casi, quando si vive costantemente in uno stato d’ansia e paura, anche in assenza di pericolo, l’ansia non è più adattiva  e prende il nome di Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD).

Tale disturbo causa disagio significativo e di valore nella vita quotidiana di un soggetto, infatti,in questo caso, lo stato d'ansia non mette in guardia su qualcosa di specifico, ma anticipa qualcosa di brutto, tanto che, il soggetto che ne soffre può apparire agli occhi degli altri come nevrotico e perfezionista.

Molto probabilmente, le persone affette da questo disturbo tendono a mettere in atto comportamenti e strategie disadattive per gestire l'ansia percepita; occorre ricordare, però, che la GAD è una sindrome distinta rispetto ad altri disturbi d’Ansia.

Neurogenesi del disturbo d’ansia generalizzato

Un ruolo centrale nel riconoscimento del sintomo ansioso è svolto dall’amigdala, deputata principalmente al controllo delle emozioni e della memoria.

Un nuovo studio condotto presso la “School of Medicine della Stanford University”, ha permesso di individuare come una disfunzione in questa area del cervello ( in particolare due fasci di fibre nervose) e delle aree interconnesse (ippocampo e corteccia prefrontale) potrebbero essere correlate con il Disturbo d’Ansia generalizzato.

Terapie

Nel campo della salute mentale, la terapia che si è dimostrata maggiormente veloce per la riduzione dei sintomi ansiosi era quella farmacologica .

I Farmaci(SSRI) sono di solito utilizzati negli stati di depressione e ansia,dove, i livelli di serotonina sono spesso bassi.

Questi farmaci permettono alla serotonina di circolare a livelli più alti nel sistema nervoso e nel cervello, alleviando, di conseguenza,  l'ansia e la depressione e stabilizzado il tono dell'umore.

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Oggi, però, gli SSRI non sono più considerati una prima linea di trattamento, in quanto, anche se riducono l'ansia in fretta, a lungo termine possono indurre effetti collaterali come la dipendenza.

La ricerca mostra che il trattamento più completo per la riduzione dell’ansia è rappresentato dalla combinazione del trattamento farmaterapico e psicoterapico.

I farmaci riducono i sintomi fisiologici dell'ansia permettendo al soggetto di individuare strategie di cooping più adattive per fronteggiarla.

In particolare il trattamento psicoterapico maggiormente efficace è la terapia cognitivo-comportamentale.

È importante sottolineare che quest'ultima  ha un duplice scopo:

  • Individuare pensieri irrazionali e negativi del soggetto, rispetto a se stesso e al mondo esterno;
  • Individuare metodologie efficaci e strategie di comportamento per contrastare tali credenze negative, le quali generano paura e preoccupazione, senza una reale motivazione. 


Self-Care (Dieta ed esercizio fisico)

Un comportamento alimentare scorretto, privo di alimenti nutritivi, può favorire l’insorgere di alcuni sintomi legati all’ansia.

In particolare, tuttavia, gli acidi grassi omega- tre sono molto utile nel trattamento del disturbo.

Recentemente, i ricercatori hanno studiato la relazione tra i omega-tre e i  sintomi di ansia nei tossicodipendenti (essendo l'ansia una delle principali cause di recidiva da astinenza di droga).

Essi hanno scoperto che quando si riceve una dose elevata di acidi grassi omega- 3 (superiore a 2 grammi al giorno), vi è una riduzione statisticamente significativa dell'ansia ed è possibile gestire al  meglio lo stress, migliorando il tono dell'umore.

Anche l'esercizio fisico, quando aggiunto ad un programma di terapia cognitivo-comportamentale per i disturbi d'ansia, dà benefici per la salute.

 

Tratto da Psicology Today

 

(Traduzione e adattamento a cura della dottoressa Ilaria Addorisio De Feo)

 

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Tags: ansia paura memoria pericolo emozione minacce coping

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