Pubblicità

Consulenza gratuita online

consulenza psicologica

Le Newsletter gratuite

logo psiconline news
testata2bis

I Test Psicologici

test psicologici

Il comportamento passivo-aggressivo e come riconoscerlo

0
condivisioni

on . Postato in Psicopatologia | Letto 1931 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (5 Voti)

Incontriamo spesso persone che hanno un atteggiamento aggressivo o, al contrario, passivo. Ma come riconoscere ed affrontare quei soggetti che hanno un atteggiamento passivo-aggressivo e che quindi mascherano il loro reale comportamento nei nostri confronti?

il comportamento passivo-aggressivoIn genere, siamo abbastanza bravi nell’individuare quelle persone che sono apertamente aggressive: se qualcuno vi insulta direttamente, vi critica o vi sminuisce, sapete bene che questo non va bene e potete facilmente comprenderne il motivo.

A volte, però, le persone intorno a noi, compresi familiari, amici e colleghi, ci fanno sentire a disagio. E non possiamo quasi afferrarne il perché.

Per esempio, potrebbe essere che un collega non vi abbia salutato per tre volte questa settimana. Potreste dirvi che, probabilmente, è stata una svista, ma continuerete a percepire che c’è qualcosa che non va.

Se tutto ciò accade di frequente con una, o più, persone della vostra vita, potrebbe trattarsi di comportamento passivo-aggressivo.

L’aggressività passiva, come indica la parola, è la tendenza ad esprimere l’ostilità attraverso atti, quali insulti camuffati, comportamento scontroso, testardaggine, o il non riuscire, volutamente, a completare i compiti assegnati.

Pubblicità

Poiché il comportamento passivo-aggressivo è implicito ed indiretto, può essere difficile individuarlo, anche quando ne subite le conseguenze psicologiche.

Ecco cinque esempi delle modalità più comuni, attraverso le quali una persona può essere passivo-aggressiva.
Ricordando che un comportamento del genere può toccare tutti gli aspetti della vita, e può essere commesso da persone di ogni genere, si affronteranno, in questo caso, le problematiche che possono emergere nel contesto lavorativo.


1. Il silenzio.

    
Trattare con il silenzio consiste nell’ignorare completamente l’altra persona, rifiutarsi di interagire con essa o, persino, di riconoscere la sua presenza. Questo tipo di trattamento non è passivo-aggressivo perché è esplicito e ve ne accorgete facilmente.
Ci sono, però, modi più subdoli, in cui una persona può sottoporvi al silenzio. Per esempio, potrebbe “accidentalmente” non riconoscervi nel corridoio.
La stessa cosa potrebbe accadere nelle riunioni, o durante altre attività di lavoro: un vostro collega potrebbe ignorare i vostri commenti su problemi che interessano tutti.
Tali azioni, però, avvengono tanto raramente, da non riuscire a capire se siano volute da tale individuo.


2. Insulti camuffati.

La maggior parte di noi sa capire quando viene insultata apertamente.
Gli insulti nascosti, però, possono essere più difficili da individuare. Per esempio, un collega potrebbe favi un complimento, però, quando ci ripensate, esso vi sembra più un insulto mascherato.
Altro esempio: presentate la vostra relazione al capo. Lui la legge e vi dice che avete fatto un buon lavoro (un complimento), ma aggiunge, poi, che il vostro resoconto è buono quasi come quello di Jamie (un insulto nascosto).
Un insulto subdolo potrebbe consistere anche in riferimenti sottili, o semi-sottili, ai vostri punti più deboli (la formazione accademica in una università minore, provenienza da città di periferia, commenti non lusinghieri sulla vostra area di specializzazione, …).


3. Comportamento scontroso.

Può essere veramente disagevole stare vicino a persone, che sono scontrose, imbronciate, cupe, acide e lunatiche, e lo è ancora di più se questo loro atteggiamento viene manifestato in modo ambiguo. Queste persone non sorridono, nemmeno quando i colleghi raccontano uno scherzo ed il resto dell’ufficio sta ridendo ad alta voce, oppure quando accade qualcos’altro di divertente. Esse si lamentano, indirettamente, di ogni cosa intorno a loro, facendo sentire a disagio e tristi tutti coloro che lavorano nello stesso posto di lavoro.


4. Testardaggine.     

Essere testardo può essere un buon tratto di personalità in alcune situazioni, soprattutto in quelle in cui prendere, o tenersi stretta, la propria posizione è importante.

Altre volte, la testardaggine è solo un modo per punire gli altri. La persona, infatti, difenderà la sua posizione, o il suo punto di vista, rigorosamente e avrà buone argomentazioni, così che voi non possiate respingere ciò che dice, e, allo stesso tempo, è chiaro che lo fa solo perché sa che darà noia a voi ed a tutti quelli che sono costretti ad ascoltarlo.


5. Insuccesso nel completare i compiti assegnati.

È facile individuare e comprendere quando un bambino, o un adolescente, non fa ciò che gli viene detto (oppure lo fa, ma a modo suo).
Non è comprensibile, però, che esistano persone adulte che si comportano allo stesso modo.
Ad esempio, potrebbe capitarvi di lavorare con colleghi, i quali fanno di tutto per evitare i compiti da completare, o che dovrebbero completare almeno una volta ogni tanto, lasciando tutta la responsabilità agli altri.
Se questo è il risultato di Stress lavoro-correlato, problemi a casa o uno stile di personalità procrastinatrice, allora non è un caso di comportamento passivo-aggressivo; viceversa, se è frequente e non attribuibile a fattori esterni indipendenti.

Ma, quindi, come si affronta una persona passivo-aggressiva?

In genere, non aiuta parlare: la persona con comportamento passivo-aggressivo sa già cosa sta facendo e affrontarla potrebbe indurla ad intensificare il suo comportamento verso di voi.

L’approccio più efficace è, invece, ignorare il cattivo comportamento e far finta di non averlo notato.

Quando ciò non è possibile, il meglio che potete fare è allontanarvi da questa persona.

E, se siete costretti ad interagire con lui/lei, limitatevi a brevi scambi di carattere strettamente professionale.

Solo in questo modo potrete trasmettere all’aggressore che il suo comportamento non vi tocca e, di fronte alla persistente mancanza di reazioni da parte vostra, egli lo interromperà gradualmente.
        
       

Fonte: PsychologyToday.com  

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Vuoi conoscere la Scuola di Specializzazione
in Psicoterapia adatta alle tue esigenze?
O quella più vicina al tuo luogo di residenza?
Cercala su

logo.png

 

Tags: passività aggressività comportamento passivo-aggressivo relazione sociale

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Perché andare in psicoterapia?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Amore Bordeline? (153355779047…

Lory, 52     Ho lasciato il mio compagno da un mese, la nostra relazione avrebbe compiuto due anni a breve. ...

Ragazzo fuori controllo (15335…

Giusy, 19     Buongiorno, sono una ragazza di 19 anni e sono fidanzata da 3 anni con un ragazzo di 22 anni. Nei primi due anni della nostra relaz...

Ritorno di ansia e attacchi di…

Misterok88, 30     Salve! Vi prego di aiutarmi. Ho un problema che pensavo di aver risolto ma da un po' di giorni a questa parte sono di nuovo da...

Area Professionale

GDPR e privacy dei dati: cosa …

Dal 25 maggio 2018, a causa del cambiamento delle normative sulla privacy e protezione dei dati personali, tutti i professionisti devono far riferimento al Rego...

Scienza, diritto e processo: p…

Scienza e diritto risiedono in quartieri diversi. È innegabile. La prima fonda il suo continuo sviluppo sul dubbio e quindi sul progresso che proprio dal dubbio...

Introduzione al Test del Villa…

Introduzione al Test del Villaggio secondo il Metodo Evolutivo-Elementale (infanzia, adolescenza, età adulta). L’idea che sta alla base del Test del Villaggio è...

Le parole della Psicologia

Illusioni

Il termine illusione (dal latino illusio, derivato di illudere, "deridere, farsi beffe") indica, in genere, quelle percezioni reali, falsate dall'intervento di ...

Acting out

Il termine Acting out , letteralmente “passaggio all’atto”, indica l’insieme di azioni aggressive e impulsive utilizzate dall’individuo per esprimere vissuti co...

La sindrome di Alice nel Paese…

Disturbo neurologico  che colpisce la percezione visiva, associato a  emicrania, crisi epilettiche o sostanze stupefacenti. La sindrome di Alice nel ...

News Letters

0
condivisioni