Pubblicità

L’isolamento sociale nella personalità schizoide ed evitante

0
condivisioni

on . Postato in Psicopatologia | Letto 8667 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (8 Voti)

I disturbi di personalità schizoide ed evitante sono stati classificati come tipi separati e distinti perchè sono diverse le motivazioni che si pensa siano alla base del loro isolamento sociale.

isolamento schizoide evitanteLa mancanza di ricerca sulla personalità schizoide ha determinato una maggiore trascuratezza e comprensione delle importanti dinamiche interne di questa personalità.

L'assenza di attenzione verso tale disturbo può incorrere nel rischio di divenire diagnosticamente irrilevante.

A tal proposito, molti studiosi e ricercatori hanno sostenuto che questo è il risultato della comparsa del disturbo di personalità evitante.I disturbi di personalità schizoide ed evitante sono stati classificati come tipi separati e distinti perchè sono diverse le motivazioni che si pensa siano alla base del loro isolamento sociale.

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, APA, 2013), gli individui con disturbo di personalità schizoide non desiderano rapporti a causa di deficit nella capacità di relazionarsi significativamente ad altri, mentre gli individui con disturbo di personalità evitante desiderano le relazioni, ma temono il rifiuto, la vergogna e l'umiliazione.

Da questa concezione scaturiscono due sottotipi di introversione anormali e disadattivi: il ritiro schizoide e il ritiro evitante.

Si assiste ad un ritiro sociale caraterizzato da ansia e timore per il soggetto evitante, e un ritiro sociale caratterizzato da apatia, anedonia, indifferenza e solitudine per il soggetto schizoide.

Gli individui isolati, distaccati e ritirati non sono sempre stati visti come separabili sulla base della sensibilità alla valutazione degli altri o il potenziale per esperienze emotive positive nelle interazioni sociali.

Infatti, semmai è vero il contrario. L'ipersensibilità e il distacco sono stati sempre concettualizzati come caratteristiche anormali e disadattive dell'introversione.

Il dibattito sulla validità della distinzione tra personalità schizoide ed evitante si è incentrata sulle diverse manifestazioni comportamentali descritte da Kretschemer.

Egli sosteneva che individui timidi, piatti, o ostili accompagnati da un'esperienza interna di ipersensibilità e tendenza a rifugiarsi nei proprie pensieri, potevano riflettere diversi tipi di disturbi o dei sottotipi di una sindrome comune come l'introversione anormale e disadattiva.

C'è sempre stato un forte interesse all'interno di discipline come la psicologia clinica e la psichiatria nel voler comprendere gli individui ritirati, isolati e distaccati socialmente:

Kraepelin sosteneva che una personalità con caratteristiche disadattive di introversione poteva essere ricondotta allo spettro schizofrenico; Bleuler coniò successivamente il termine “schizoide” per riferirsi al costrutto di Kraepelin; Hoch preferì invece il termine di “chiusura della personalità”, e Kretschmer sottolineò invece la sensibilità interna degli schizoidi nonostante caratteristiche esteriori di freddezza.

Pubblicità

Data l'importanza storica del disturbo di personalità schizoide per la ricerca sulla patologia dello spettro schizofrenico, è sorprendente quanto la ricerca abbia valutato poco la distinzione tra il disturbo di personalità evitante e schizoide.

Winarick & Bornstein hanno però riscontrato che il disturbo di personalità schizoide e le caratteristiche del disturbo di personalità evitante mostrano modelli unici di correlazioni con tratti teoricamente rilevanti.

Elementi come il bisogno di appartenenza e attaccamento ansioso sono stati unicamente e significativamente correlati al disturbo evitante di personalità, mentre elementi come anedonia sociale e bassa empatia erano invece correlati al disturbo di personalità schizoide.

Questa scoperta supporta la validità della diagnosi differenziale nel DSM-5. Tuttavia, in entrambi i disturbi alcune caratteristiche come la sensibilità al rifiuto e vergogna interiorizzata erano significativamente correlati.

I disturbi appaiono quindi caratterizzati da elementi differenti:

Nel disturbo evitante di personalità si riscontra un attaccamento ansioso-evitante, caratterizzato da rifiuto della sensibilità, internalizzazione della vergogna, stili difensivi adattivi e bisogno di appartenenza.

Nel disturbo schizoide di personalità si riscontra invece un attaccamento evitante, caratterizzato da anedonia sociale, internalizzazione della vergogna, assenza di empatia e stili difensivi disadattivi.

Sulla base di tali informazioni, e nonostante le distinzioni presentate, è però probabile che tutti i soggetti schizoidi otterranno una diagnosi di disturbo di personalità evitante o schizotipica.

Se la scarsità della ricerca sul disturbo di personalità schizoide continuerà, allora vi è una buona probabilità che verrà realizzata la proposta del DSM-5 di eliminare tale diagnosi. La richiesta infatti di ri-accoppiare l'anedonia sociale con l'ansia e l'ipersensibilità sposterebbe così il sintomo dalla personalità schizoide a quella evitante.

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione

 

 

Tags: isolamento sociale psicopatologia personalità schizoide personalità evitante

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Ecolalia

L'ecolalia è un disturbo del linguaggio che consiste nel ripetere involontariamente, come un'eco, parole o frasi pronunciate da altre persone Si osserva, come stadio normale, nello sviluppo del...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Perché andare in psicoterapia?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Adolescente invisibile (154452…

Luisa, 50     Sono madre di un ragazzo di quasi diciassette anni, situazione familiare conflittuale con un padre/bambino, geloso dell'amore di un...

Fuori da ogni gioco (154369450…

Elgiro, 59     Altro. Non saprei in che altra categoria infilarmi. Alla mia età, dopo aver provato e riprovato, ci si sente stanchi, rabbiosi e o...

Non so piu' che fare (15433284…

Gigia 2019, 32     Buongiorno, io ho bisogno di aiuto . Voglio farla finita perche' non riesco piu' a reggere le mie giornate da incubo con un uo...

Area Professionale

Distinguere tra disturbo evolu…

È difficile distinguere tra disturbo evolutivo e difficoltà di lettura? Significatività clinica di un Trattamento di Difficoltà di Lettura in soggetto di quarta...

La legge 4/2013 ha davvero nor…

Molto si è parlato a riguardo della legge 4/2013 che cerca di dare un inquadramento legislativo alle professioni non organizzate in ordini e collegi. Con que...

Il counselling non può essere …

Maria Sellini, Segretario Generale dell'AUPI, ha inviato una lettera al Quotidiano Sanità affrontando il problema del counselling. La riportiamo integralmente, ...

Le parole della Psicologia

Archetipo

“La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell'universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi ...

Anedonia

Il termine anedonia venne coniato da Ribot nel 1897  e descrive l’assoluta incapacità nel provare piacere, anche in presenza di attività normalmente piacev...

Castità

Il termine "Castità" deriva dal latino castus, "casto" - connesso probabilmente al verbo carere, "essere privo (di colpa). Esso indica, nell' accezione comun...

News Letters

0
condivisioni