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La dissociazione dell'identità

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on . Postato in Psicopatologia | Letto 3067 volte

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Il Disturbo dissociativo di identità presenta come fulcro centrale una frammentazione dell'identità piuttosto che una proliferazione di personalità separate.

Dissociazione identitàQuando si parla di dissociazione si fa riferimento ad una condizione grave in cui sono presenti due o più distinte identità o stati di personalità che, alternativamente, prendono il controllo dell'individuo.

Nella nosografia psichiatrica, la condizione dissociativa prende il nome di Disturbo Dissociativo dell'identità; rispetto a tale esperienza alcune persone la descrivono come fosse un'esperienza di possessione.

La persona sperimenta anche una perdita della memoria che è troppo estesa per essere spiegata da una dimenticanza ordinaria. Tale psicopatologia presenta come fulcro centrale una frammentazione dell'identità, piuttosto che una proliferazione di personalità separate.

Il disturbo non è dovuto agli effetti diretti fisiologici di una sostanza, né da una condizione medica generale. Poiché, con il passare del tempo, questo disturbo è divenuto più comune, la diagnosi è diventata sempre più controversa.

Alcuni credono che poichè i pazienti con disturbo dissociativo di identità sono facilmente ipnotizzabili, i loro sintomi abbiano un'origine iatrogena, nel senso che sorgono come riposta ai suggerimenti terapeutici.

Studi di imaging cerebrale, tuttavia, confermano come si assista realmente a delle transizioni identitarie in alcuni individui affetti dal disturbo.

Il disturbo dissociativo d'identità riflette infatti un fallimento nell'integrazione dei vari aspetti dell'identità, della memoria e della coscienza in un unico Sè multidimensionale.

Di solito, un'identità primaria è quella che riflette la storia anagrafica del soggetto,ma questa è solitamente caratterizzata da aspetti di dipendenza, passività, colpevolezza e depressione.

Quando una seconda personalità, o identità, assume il controllo sulla persona si assistono a delle modificazioni che riguardano la biografia del soggetto, presentando una storia, un'immagine di sé e un'identità diversa da quella precedente.

Caratteristiche, tra cui nome, età, sesso riferito, vocabolario, cultura generale e umore predominante sono infatti in contrasto con l'identità primaria.

Alcune circostanze o fattori di stress possono infatti determinare o modificare le identità primaria. Le diverse identità possono negare la conoscenza dell'una rispetto alle altre, essere critiche nei confronti di una o delle altre o essere in conflitto aperto tra loro.

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Le identità sotto forma di esperienza di possessione spesso si manifestano come comportamenti che appaiono come se uno spirito o altro essere soprannaturale abbia preso il controllo della persona.

Molti stati di possessione nel mondo vengono considerati come una parte normale di una pratica culturale o spirituale; questi stati di possessione diventano un disturbo quando sono indesiderati, causano disagio o menomazione, e non sono accettati come parte di una pratica culturale e religiosa.

Da un punto di vista sintomatologico la frammentazione dell'identità comporta un cambiamento nel senso di sé, nei comportamenti e in aspetti che riguardano la coscienza, la memoria, la percezione, la cognizione e la funzione motoria.

Possono manifestarsi anche amnesie retrograde e anterograde che riguardano la storia personale, comprese le persone, i luoghi e gli eventi. Queste lacune ricorrenti non sono coerenti con dimenticanze ordinarie.

Le identità possono inoltre emergere in circostanze specifiche; le transizioni da un'identità all'altra sono infatti spesso innescate da fattori stressanti di tipo psicosociale.

Nei casi di esperienze di possessione, le diverse identità sono visibilmente evidenti a tutti; al contrario, nei casi in cui ciò si manifesta in forme diverse, la maggior parte degli individui non mostrano apertamente il loro cambiamento di identità per lunghi periodi di tempo.

La letteratura ha evidenziato che più del 70% delle persone con disturbo dissociativo dell'identità hanno tentato il suicidio, e che l'autolesionismo è molto comune in questa popolazione di pazienti.

Molti studiosi non hanno ancora compreso appieno come mai alcune persone sviluppino tale psicopatologica, ma certamente vi è una sorta di consenso unanime nel l'aver constatato come tali soggetti abbiano sperimentato gravi abusi fisici e sessuali, in particolare durante l'infanzia.

Gli individui con disturbo dissociativo di identità possono inoltre sperimentare molti sintomi del disturbo da stress post-traumatico come incubi, flashback, fughe dissociative, amnesie e via dicendo.

Essendo un disturbo molto complesso il trattamento primario è quello di una psicoterapia a lungo termine con l'obiettivo di de-costruire le diverse personalità, cercando di promuovere così l'unificazione delle parti scisse e frammentate.

Anche se non vi sono dei trattamenti farmacologici specifici per questo disturbo, si è osservato che gli antidepressivi e gli ansiolitici possono contribuire a controllare i sintomi associati al disturbo.

Con un trattamento adeguato, molte persone potrebbero così migliorare la propria capacità di funzionare nelle loro vite professionali e personali.

 

Tratto da “Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, 5° Edizione”

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

 

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