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La relazione tra narcisismo e disturbo bipolare

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Distinzioni, similarità, comorbidità e sinergie tra grandiosità narcisista e grandiosità bipolare

Narcisismo disturbo bipolare640I soggetti che presentano tratti di personalità narcisistica spesso possono avere delle caratteristiche che rendono difficile distinguerli da qualcuno che sta vivendo una condizione di lieve o moderata ipomania, accompagnata da percezioni grandiose di sé.

Nonostate i due disturbi possano sembrare simili, è invece essenziale essere in grado di operare una netta distinzione tra i due, al fine di una corretta valutazione diagnostica che si pone come propedeutica alla strutturazione del trattamento terapeutico da intraprendere.

Il termine narcisismo è purtroppo evoluto in una descrizione socialmente peggiorativa dei tratti di personalità, a cui spesso vengono affiancate etichette come “arrogante, egoista, insensibile e a-centrato”.

Il problema che si pone riguarda il fatto che le reali implicazioni cliniche annesse al narcisismo hanno poco a che fare con i tratti sociali negativi. Con questo termine si fa quindi riferimento ad una vasta gamma di adattamenti che, in un determinato periodo, si sono resi necessari per la sua sopravvivenza psicologica.

La personalità è qualcosa che appartiene a ognuno di noi e fa riferimento all'organizzazione unica dei propri punti di forza e capacità, difese psicologiche, adattamenti evolutivi, stili di coping e, non meno importante, la predisposizione genetica.

È quell'insieme di caratteristiche che si dispiegano nel rapporto che instauriamo nel mondo reale, e presenta una relativa stabilità nel tempo.

Alcune configurazioni di personalità si presentano in forme che vengono identificate, in termini clinici, con determinati cluster di tratti, atteggiamenti e comportamenti.

La loro utilità risiede nel fatto che divengono una sorta di stenografia clinica, ossia un insieme di parole o abbreviazioni che possono riferirsi ad un quadro più generale e ricco di scignificati.

I cluster dei tratti maladattivi di personalità possono essere identificabili e ricorrenti, e il lessico utilizzato per riferirsi alla personalità richiama termini familiari come sociopatia, passivo-aggressivo, borderline, masochismo e narcisismo, giusto per citarne alcuni.

Se, metaforicamente, associamo alla nozione di personalità un colore specifico, alcune persone potrebbero essere di colore verde, altri blu, rosso o giallo.

Alcuni giorni un individuo può essere più intensamente blu o rosso, ma certo è che non si può cambiare repentinamente dal rosso al giallo, né si può decidere autonomamente di quale colore essere a seconda della giornata.

Nella sua forma più lieve, il narcisismo è semplicemente un insieme di dinamiche di personalità che forniscono informazioni su come un individuo è organizzato dal punto di vista psichico.

Se si considera l'enfasi che pone il narcisista sui punti di forza e di approvazione sociale, non è una sorpresa che molti lo vedano e vivano come personalità di grande successo.

Essi spesso sono dei leader, degli accademici, medici, attori, avvocati, e via dicendo; tendono a sfruttare i propri punti di forza, tenendosi lontani da situazioni in cui possano sentirsi deboli e vulnerabili.

Tuttavia, non si può necessariamente “sentenziare” che la loro organizzazione narcisistica rifletta una condizione psicopatologica. In sostanza la loro vita funzione nonostante questo loro particolare colore.

Quando la colorazione è però molto satura e la loro struttura di personalità crea problemi interpersonali ripetuti e pervasivi, si può parlare di disturbo narcisistimo di personalità.

Come per la maggior parte delle condizioni psicopatolologiche, in questo caso, l'insieme dei comportamenti, pensieri, sentimenti e atteggiamenti riflettono l'esperienza e l'organizzazione narcisistica.

La vera sfida per comprendere come funziona la propria personalità è che, per la maggior parte degli individui, la sintesi di tutti i pezzi che contribuiscono a determinarla si trova al di fuori della consapevolezza cosciente.

Noi non decidiamo di venir fuori con tutti i sentimenti, le percezioni, atteggiamenti e comportamenti che si adattano ad un particolare stile di personalità; l'interazione dei diversi aspetti della nostra psiche si sono sintonizzati nel corso del tempo durante la crescita.

Molto di come siamo diventati avviene automaticamente, proprio perchè la personalità è ormai divenuta funzionalmente autonoma.

La domanda che sorge spontanea è.. ma come si diventa blu, viola, giallo o narcisista?

Le origini dello sviluppo di un'organizzazione specifica di personalità non sono certo algoritmiche. Non tutte le persone con forti tratti narcisistici sono stati “sottoposti” alle stesse influenze di sviluppo.

Tuttavia, vi è una sufficiente coerenza nella sua patogenesi rispetto ad alcune caratteristiche che si riscontrano nel narcisista; solitamente presentano una storia infantile in cui la soddisfazione dei bisogni li spingeva a crescere più in fretta degli altri; un senso di insufficienza, mancanza di un'adeguata sintonia da parte delle figure primarie e uno sviluppo del sé incoerente e frammentato.

Eppure, nonostante tali aspetti disfunzionali, l'individuo con organizzazione narcisistica di personalità ha imparato a far leva sui propri punti di forza e capacità, al fine di prendere le distanze dalla vulnerabilità e debolezza.

Gli individui narcisisti hanno sviluppato la capacità di estendere e intensificare i loro punti di forza; imparano così a funzionare in modo tale che la loro esperienza di sentirsi piccoli e vulnerabili venga mascherata da modalità praticamente opposte.

Ciò non significa che tali punti di forza siano fittizi, ma che il narcisista è fortemente investito nei suoi punti di foza in quanto impiegati per proteggersi dalla sensazione e l'esperienza di insufficienza.

Temporaneamente, tutti sono ingannati da questo contrappeso di compensazione, tra cui anche l'individuo che si nasconde dietro la maschera narcisistica.

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Un ulteriore aspetto della percezione di sé del narcisista richiama il concetto di grandiosità; con questo termine ci si riferisce ad un “senso realistico di superiorità, una visione prolungata di sé come migliore degli altri”.

Miriam Webster definisce la grandiosità come “la qualità o lo stato di apparire o il cercare di apparere più importante rispetto alla realtà”. Queste definizioni sono coerenti con ciò che è stato detto in precedenza rispetto all'evitamento del senso di inadeguatezza.

L'evitamento si è ottenuto attraverso l'investimento in un'immagine grandiosa che offre una distanza confortevole rispetto alle realtà opposte. Pertanto, cosa c'è di così sbagliato in questo quadro?

Naturalmente tutti vorremmo essere grandi, rispetto al sentirci piccoli e impotenti, ma il dilemma è che il narcisista deve intensamente investire su questo meccanismo di difesa perchè un piccolo “crack” nella corazza potrebbe determinare un repentino crollo nei meandri del Sè che sono vissuti come intollerabili.

La struttura di personalità manca di un'adeguata flessibilità e l'individuo è incline a sentire la rapida insorgenza di dolore acuto, quando il suo stile narcisistico non funziona abbastanza bene per acuisire l'amore, l'ammirazione, il potere e controllo.

Questo dolore, causato dal rapido crollo delle difese, è quello che comunemente viene denominato ferita narcisistica.

La sfortunata conseguenza dello stile narcisistico è che tali soggetti hanno costantemente bisogno di elogi e adulazione per sostenere la loro stima ed evitare sentimenti di inadeguatezza.

Queste necessità costanti determinano indirettamente un'alienazione interpersonale, perchè il riempire e investire tutto ciò che sta fuori rivela in realtà il deserto e il senso di vuoto presente all'interno.

Se vedessimo il narcisista come un soggetto che ha paura di sentirsi piccolo e insufficiente, probabilmente riusciremmo ad apprezzare meglio la situazione che il eglisi trova ad affrontare.

Un altro punto che ci aiuterà a discernere meglio il narcisismo dai sintomi bipolari è che, la personalità narcisistica spesso non presenta una remissione dei sintomi.

Si può assistere ad una variazione dei livelli di intensità del modo di funzionare di tale personalità, ma il narcisismo si presenta come una tipologia di organizzazione costante e duratura.

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Con una conoscenza sufficiente, una buona dose di motivazione e consapevolezza di sé potrebbe modificarsi attraverso la psicoterapia, ma in genere non vi è una risoluzione totale, bensì dei periodi in cui è assente per poi riemergere più avanti nel tempo.

Questo è importante per la distinzione tra il narcisismo e il disturbo bipolare; il lavoro terapeutico con un individuo narcisisticamente organizzato comporta un'assistenza e un supporto che favorisca una graduale apertura alle esperienze e sentimenti di insufficienza e inadeguatezza.

Lavorare su questi aspetti è importante in quanto la patogenesi delle caratteristiche di personalità riguarda sempre le modalità con cui gli individui sono sopravvissuti al proprio dolore.

Per molti di loro, il potenziale di rinunciare o alterare lievemente il proprio modo di essere è vissuto in maniera spaventosa, a causa del dolore emotivo che hanno invece bisogno di controllare per non soccombere psicologicamente.

Una volta che l'individuo impara ad accettare le esperienze rinnegate e gli aspetti dolorosi del sé, possono poi integrarle progressivamente nella propria esperienza.

In caso di successo allora l'individuo non avrà più bisogno di sostenere i suoi comportamenti compensatori.

Il soggetto impara a vivere le cose in maniera più morbida e una volta che la realtà non è più spaventosa allora l'individuo si libera per accettare anche i sentimenti di vulnerabilità o di debolezza che sono comuni a tutti noi.

Grandiosità bipolare

La grandiosità del bipolare può spesso presentarsi come una rappresentazione di narcisismo; si potrebbe avere la stessa percezione all'esterno, ma anche avvertire le stesse sensazioni dall'interno, e questo potrebbe portare a una diagnosi errata.

La confusione potrebbe inoltre essere accentuata dal fatto che la grandiosità bipolare possa coesistere con il narcisismo, e quando ciò succede, i due pattern sintomatologici tendono a potenziarsi sinergicamente tra loro.

È però importante riuscire ad operare una distinzione tra i due al fine di evitare una diagnosi errata e identificare approcci terapeutici specifici richiesti per ciascuno di essi,

Cerchiamo pertanto di comprendere cosa si intende per grandiosità bipolare; di solito questa si manifesta durnta gli episodi maniacali o ipo-maniacali associati ad un innalzamento dell'umore bipolare.

Quando individui con disturbo bipolare esperiscono un umore elevato possono provare un senso di benessere che include umore euforico, energia elevata, una visione ottimistica, processi di pensiero accelerati e incremento della creatività.

Per molti aspetti essi si sentono super-umani, in quanto la combinazione di sintomi durante l'elevazione dell'umore consente agli individui bipolari di funzionare in una modalità “accelerata” in diversi ambiti.

Quando i pensieri si muovono più velocemente anche le connessioni cognitive procedono alla stessa velocita; quando la creatività si intensifica a causa di una maggiore conoscenza e forti emozioni che accompagnano l'ipomania, il risultato può determinare dei processi creativi molto singolari.

Anche se il prodotto finale non è unico o speciale, l'esperienza di elevazione dell'umore può sufficientemente alterare la percezione di sé in modo tale che l'individuo pensa che lui o lei stia producendo qualcosa di veramente unico, speciale e anche superiore al normale.

Portata all'estremo, come per le istanze di psicosi maniacale, questa auto-percezione di grandiosità può acquisire caratteristiche deliranti. L'individuo può iniziare a credere realmente di essere il messia, il prossimo Einstein contemporaneo o forse un reincarnato di Leonardo da Vinci.

Se l'elevazione dello stato di umore migliora i processi mentali e creativi o produce la percezione che ciò si sta verificando, l'individuo bipolare percepisce che lui o lei sia dotato di una grandezza unica. Questa è la grandiosità transitoria che vediamo nel disturbo bipolare.

 

Differenza tra grandiosità bipolare e grandiosità narcisista

La grandiosità bipolare si verifica in concomitanza con molteplici altri sintomi che accompagnano l'ipomania e/o la mania. Quello che è importante è che tali sintomi, inclusa la grandiosità, siano tutti specifici e correlati alla fase umorale.

Come tali essi non durano nel tempo e non sono presenti durante la fase depressiva del bipolare, in cui si manifesta una bassa autostima che tende a essere il filtro dominante attraverso il quale il paziente si auto-valuta e percepisce.

Al contrario, la percezione di grandiosità nel narcisista è più duratura. L'esperienza di superiorità si manifesta con una maggiore frequenza, tale da rendersi un aspetto integrante della percezione personale dlel'individuo.

Consideriamo adesso l'interazione con due persone diverse: una con grandiosità ipomaniacale e l'altro con grandiosità narcisistica. Le interazioni potrebbero avere effettivamente un aspetto simile tra loro.

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Forse l'unica differenza identificabile è che l'individuo bipolare di solito esperisce la sensazione di essere carico di energia accompagnata ad umore elevato, mentre il narcisista grandioso sperimenta tali sensazioni a livello psichico, ma non avverte questa quantità di energia fisica.

A meno che non vi sia una comorbidità con un quadro psicotico o disturbo delirante, la grandiosità del narcisista di solito non riflette caratteristiche deliranti.

I messianici, Einstein, manifestazioni reincarnative di grandiosità si verificano soprattutto durante la psicosi maniacale e non sono presenti nel narcisismo appartenente all'area nevrotica.

Qualora, in circostanze insolite, il narcisista fa esperienza di deliri, ciò significa che vive all'estremo del continuum narcisistico di personalità.

Comorbidità

Si stima che circa il 5% di quelli con disturbo bipolare presentano anche una comorbidità con il disturbo narcisistico di personalità; ciò significa che un soggetto su venti presenta tale comorbidità.

In questo caso, i due disturbi possono potenziarsi reciprocamente; i processi mentali cominciano a muoversi più velocemente, l'energia si alza e le emozioni sono caratterizzate da grande euforia e un forte ottimismo. Gli aspetti narcisistici della personalità accolgono questi tipi di elevazione perchè forniscono un rinforzo di quegli aspetti “combustili”dal nucleo della personalità narcisistica.

Essenzialmente la grandiosità narcisista è alimentata da un innalzamento bipolare e viceversa. La persona con disturbo bipolare deve imparare a riconoscere l'insorgenza di ipomania; quando ciò si verifica, la possibilità per l'individuo di limitare o livellare la progressione di umore e di energia esiste realmente.

In genere questo avverrà anche attraverso una terapia farmacologica, attraverso cui regolare il sonno e astenendosi da scelte che contribuiscono ulteriormente all'attivazione mentale e fisica.

Tuttavia, questo richiede una profonda consapevolezza nel soggetto bipolare nel capire che la progressione e l'elevazione del tono dell'umore non rappresenta necessariamente una cosa positiva.

Quando si aggiunge al mix anche il narcisismo, la capacità di un individuo di riconoscere ciò che è adattivo rispetto a ciò che non lo è diventa ancora più difficile, perchè l'azione delle difese narcisistiche si adatta perfettamente a gran parte di ciò che avviene durante le oscillazioni bipolari dell'umore.

Gestire questi aspetti nel trattamento richiede una grande competenza psicoterapeutica; il farmaco può essere necessario per stabilizzare alcuni aspetti, ma bisogna lavorare su tutti gli aspetti intrapsichici che caratterizzano tali strutture di personalità.

Approcciarsi al narcisismo attraverso la psicoterapia è un impegno complesso e con una vasta gamma di variabili che rendono il processo diverso per ogni individuo.

In aggiunta, se l'esperienza del terapeuta risuona con qualsiasi contenuto riportato dal paziente è bene esplorare tali questioni con il proprio analista, soprattutto se questo è esperto delle particolari intersezioni tra i disturbi dell'umore e quelli di personalità.

 

Articolo tratto da “New Harbinger Publications”

 

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

 

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Tags: psicologia psicoterapia personalità disturbo bipolare narcisismo

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