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I Test Psicologici

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Trovare la psicopatia in luoghi inaspettati

on . Postato in Psicopatologia | Letto 1010 volte

Cosa hanno in comune i serial killer, i criminali recidivi e i dittatori punitivi con i dirigenti aziendali senza scrupoli, che traggono profitto dalle disgrazie degli investimenti falliti o dai tagli ai posti di lavoro?

psicopatia

Nel suo ultimo libro “The Psychopath Test” il giornalista Jon Ronson presenta in modo convincente la tesi secondo cui molti condividono delle qualità che producono un punteggio alto nel PCL-R (Hare Psychopathy Checklist-Revised), una scala di valutazione che include i seguenti tratti fondamentali:

  • Mancanza di rimorso per aver compiuti atti distruttivi
  • Incapacità di provare empatia
  • Impulsività
  • Promiscuità sessuale
  • Manipolazione

Al tempo stesso, comunque, Ronson solleva questioni importanti e tempestive sui campi applicativi della psichiatria e sull’eventuale sopravvalutazione diagnostica dei comuni tratti umani.

La PCL-R è uno strumento di ricerca con delle straordinarie qualità psicometriche. Robert Hare, il ricercatore canadese che sviluppò la scala, fu uno dei primi psicologi ad attirare l’attenzione verso i tratti della personalità che, nel passato, erano riferiti alla “sociopatia”. Ora  questo tipo di disagio è conosciuto come “Disturbo antisociale di personalità”.

Avere una o due qualità che fanno ottenere ad un soggetto un alto punteggio nella PCL-R non significa che questo sia uno psicopatico, così come è possibile ottenere un punteggio alto al test anche senza aver mai commesso azioni che hanno seriamente danneggiato qualcuno. Come in qualsiasi strumento psicologico, vi è un certo margine di errore.

A differenza delle tipiche scale di autovalutazione, la PCL-R per essere valida deve essere consegnata da una persona esperta nell’uso dello strumento e nell'attribuzione del punteggio.

Hare ha viaggiato in tutto il mondo facendo seminari di formazione (a pagamento) che consentissero anche ai non psicologi di ottenere la certificazione per somministrare la scala. Lo strumento è chiaramente più importante per le persone che lavorano nel sistema della giustizia penale, ma secondo quanto sostiene Ronson, potrebbe essere utile anche per i responsabili delle risorse umane o per gli analisti finanziari.

Le esplorazioni di Ronson attraverso il mondo della ricerca della psicopatia lo hanno anche portato a intuizioni circa le pecche nei sistemi diagnostici che la psichiatria usa per determinare chi è psicopatico e chi no. Il materiale più interessante del libro, a parte la tesi principale del libro, è l'analisi che Ronson fornisce circa il DSM stesso, ad esempio sui criteri diagnostici del morbo di Alzheimer o dell’autismo.

È importante non ignorare l'impatto che i sintomi associati a disturbi psicologici hanno sulla vita delle persone, né si deve sottovalutare la vera sofferenza che può essere causata da persone ad alto grado di psicopatia che commettono omicidi, reati o truffe.

D'altra parte, l'eccesso nell'uso di farmaci dovuto alla sopravvalutazione diagnostica può esso stesso creare sintomi che non fanno altro che rendere la vita quotidiana dell'individuo ancora più impegnativa.

Tornando alla questione della psicopatia, è improbabile che un farmaco si troverà a "curare" questo insieme di tratti di personalità. Sì, vi è la ricerca che suggerisce che gli psicopatici hanno amigdale più piccole rispetto ai non psicopatici. Questo è importante perché l'amigdala svolge un ruolo nell'apprendimento emotivo. Se le persone non imparano a temere le conseguenze dei loro comportamenti negativi (se non criminali), allora cosa fare per impedire loro di esibire quei comportamenti?

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Tuttavia può il comportamento di un individuo, compreso qualcuno con una presunta anomalia cerebrale, essere ricondotto solamente alla struttura del cervello? È possibile che ci sono un sacco di persone con amigdale di piccole dimensioni che non diventano assassini perché i loro ambienti primordiali hanno compensato i loro deficit neurologici? O forse le amigdale dei soggetti psicopatici si sviluppano in modo anomalo a causa di esperienze dure affrontate nel corso degli anni? Nemmeno gli esperimenti su animali di laboratorio potranno mai rispondere a queste domande.

Sebbene si potrebbe immaginare un "Topolino omicida", dal momento che i topi non hanno cortecce prefrontali che controllano la loro capacità di pianificare, ragionare e pensare in maniera astratta, è piuttosto difficile fare generalizzazioni a partire da esperimenti controllati che coinvolgono le specie non umane.

Leggendo il testo di Ronson non si diventa esperti nel "fiutare" gli psicopatici, ma piuttosto si impara molto circa le ambiguità e le insidie ​​nelle diagnosi psichiatriche.

Riassumendo, ecco i punti principali del libro:

1. Le persone ad alto livello di psicopatia non necessariamente si trovano in prigione. C’è una molteplicità di persone che hanno tratti psicopatici, dall' amante che ti scarica senza tanti complimenti al boss che sembra provare piacere nel licenziarti.

2. Anche gli psicopatici sono persone. Anche se Robert Hare considera gli psicopatici una "specie a parte", è possibile invece che queste persone siano diventate in un determinato modo a causa delle loro esperienze pregresse, come ad esempio abusi o esperienze di negligenza da parte dei caregiver.

3. Non bisogna essere troppo affrettati nel fare le diagnosi. Spesso si è precipitosi nel fare alcune diagnosi psichiatriche (ad esempio sull'autismo, sul disturbo bipolare o sul morbo di Alzheimer). Diagnosi errate possono avere effetti disastrosi.

4. Bisogna apprezzare il fatto che i disturbi psicologici poggiano su un continuum. A differenza delle malattie fisiche, i disturbi che colpiscono la mente non possono essere facilmente classificati. Non solo le persone variano nel grado di manifestazione dei sintomi di squilibrio, ma è altresì possibile che ciò che è considerato normale in una cultura può essere la prova di disturbi in altre culture; ci sono pochi assoluti in questo campo.

5. Bisogna imparare a distinguere quali scale di autovalutazione sono valide e quali no. La PCL-R è una buona scala di valutazione che si basa su anni di solida ricerca. A differenza delle checklist che si trovano nelle riviste, quelle che usano i ricercatori devono soddisfare dei criteri scientifici rigorosi. Il campo della psicologia è piena di zone pericolose in cui si può incorrere in diagnosi errate oppure si può fare l'errore di sottovalutare la gravità di alcune situazioni.

Possiamo solo sperare che la scienza, determinando validamente la vera natura dei disturbi, continui a contribuire per alleviare l'angoscia che essi possono causare.


(tradotto e liberamente adattato dalla Dottoressa Sara D'Annibale)

 

Tratto da Psychology Today

 

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Tags: psicopatia

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