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Come gestire i bambini ai tempi della quarantena

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Nove consigli pratici da utilizzare subito per mantenere e migliorare il benessere psicofisico dei bambini costretti dall'emergenza Coronavirus a rimanere in quarantena casalinga

di Flavia Raffi

COME GESTIRE I BAMBINI AL TEMPO DELLA QUARANTENADurante i primi dieci giorni di quarantena i bambini hanno potuto sperimentare gli effetti positivi della permanenza forzata a casa che ha permesso di ricaricare le proprie energie e prendersi una pausa da quelli che per molti erano fattori di stress presenti nella vita frenetica di tutti i giorni.

A distanza di 15 giorni tuttavia, numerosi bambini hanno già manifestato segni di stress e insofferenza rispetto all'obbligo di stare a casa. Allo stato attuale in molti manifestano insofferenza e difficoltà che possono essere ricondotte al particolare periodo che sono costretti a vivere. Gli stessi genitori inoltre si trovano ad affrontare nuove sfide familiari e personali e spesso non sanno come gestire la quotidianità e le emozioni sperimentate dai più piccoli.

I seguenti consigli offrono l'opportunità ai genitori di orientarsi in un contesto nuovo ad alto potenziale stressogeno.

1. VALIDARE E ACCOGLIERE LE EMOZIONI

In questo periodo particolare bisogna validare e accogliere le emozioni dei più piccoli in quanto pienamente in linea con una normale risposta emotiva al periodo difficile in corso. Sentimenti come paura, tristezza, agitazione, insofferenza e rabbia, devono essere accolti dalle figure genitoriali a cui spetterà il compito di empatizzare con i bambini e ascoltare i bambini con apertura e comprensione. A livello comunicativo perciò saranno preferibili comunicazioni come per esempio: ""Capisco che tu possa essere nervoso perché è una situazione molto difficile. Me ne vuoi parlare?". Bisognerebbe invece evitare comunicazioni che banalizzano i sentimenti negativi o atteggiamenti evitanti come per esempio: "Ma di che hai paura? Ma piantala che va tutto bene!".

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Comunicare infatti che non ci sono motivi per cui essere nervosi, agitati o spaventati risulta non in linea con la realtà che stanno vivendo e questo potrebbe portarli a sperimentare confusione e senso di inadeguatezza rispetto alle loro emozioni e percezioni della realtà.

2. CONCENTRARSI SUL RESPIRO

Sarà sufficiente chiedere al bambino di sedersi, mettere la mano destra sull'addome e la sinistra sul petto e di seguire con le mani il movimento dell'addome durante il respiro. Chiedere ai bambini di respirare profondamente e di concentrarsi sul proprio respiro gli permette di abbassare i livelli di attivazione fisiologica e recuperare uno stato di benessere tale da poter parlare e sentire in maniera più efficace e centrata i propri stati emotivi.

3. STIMOLARE LA SPERANZA E LA PROATTIVITÀ

In questo contesto è importante aiutare i bambini ad esprimersi liberamente e ciò è più probabile che avvenga attraverso il disegno come mezzo per comunicare e metabolizzare sentimenti che altrimenti sarebbe difficile affrontare. Grazie ad esso inoltre possiamo veicolare alcuni messaggi quali la proattività e la speranza. Si potrebbe perciò proporre di disegnare i medici che stanno studiando il virus per aiutarci e sconfiggere questo mostro invisibile.

Non bisogna sottovalutare inoltre che il virus si manifesta nei bambini senza gravi complicazioni e quindi bisognerebbe sottolineare la forza dei loro piccoli anticorpi che riescono a combattere e vincere il virus. Anche questo messaggio potrà essere rappresentato graficamente attraverso il disegno.

Un ulteriore emozione che bisognerà presentare e di cui parlare ai bambini sarà il coraggio che non vuol dire assenza di paura ma piuttosto ricorrere alla propria forza interiore che ci permette di affrontare situazioni difficili. Si potrà quindi disegnare questa emozione che ci è ora molto utile chiamata coraggio.

Tali iniziative stimolano un senso di autoefficacia personale che permette di abbassare i livelli di stress e ansia. All'opposto bisognerebbe quindi evitare di esporre i bambini a comunicazioni catastrofiche come: "Tanto non ne usciremo mai! Non ci possiamo fare nulla! Non ci sarà mai una cura!", che ci rendono passivi e privi di risorse.

4. CONSIDERARE ANCHE GLI ASPETTI POSITIVI

Sarà bene spiegare ai bambini che anche dalle difficoltà si può trarre del positivo come per esempio in questo caso possiamo riconoscere che: l'aria che ci circonda è più pulita perché circolano meno macchine; i mari sono meno inquinati perché le industrie e le navi scaricano meno rifiuti in mare aperto; si riesce a passare più tempo insieme e condividere più attività; gli italiani si sono scoperti più uniti e solidali.

5. RISPRISTINARE DELLE ROUTINE

A livelli organizzativo quotidiano i bambini e più in generale il sistema familiare ha subito un radicale cambiamento. Questo aspetto risulta potenzialmente stressante soprattutto per i più piccoli che necessitano di stabilità e prevedibilità in particolare in momenti di stress e cambiamento.

A tal proposito sarà necessario ristabilire delle routine che includano anche le attività di vita quotidiana come svegliarsi, lavarsi, mangiare e addormentarsi. Sarà opportuno creare insieme al bambino su un foglio o un cartoncino un planning con in verticale i giorni della settimana e in orizzontale le fasce orarie con le relative attività da inserire. La prevedibilità rispetto all'andamento della settimana e la ripetitività delle attività all'interno della stessa permette infatti al bambino di sperimentare un maggiore controllo ambientale e fornisce dei punti di riferimento quotidiani che aiutano ad abbassare i livelli di stress e ansia.

6. PREVEDERE DELLE ATTIVITÀ DA SVOLGERE IN AUTONOMIA

La condivisione eccessiva di attività di vita quotidiana dovuta alla maggiore vicinanza fisica alle figure genitoriali potrebbe portare i bambini a un'eccessiva dipendenza degli adulti nel progettare e svolgere le attività. Sarà quindi necessario prevedere dei momenti dedicati ad attività da loro scelte e che dovranno svolgere in autonomia affinché possano sperimentare la propria iniziativa, la creatività e il loro problem solving. Se il bambino inoltre afferma di annoiarsi appare corretto non intervenire sostituendosi alla loro iniziativa o proponendo delle soluzioni. Anche la noia ci permette di venire in contatto con il nostro vuoto fertile ed è slancio verso l'iniziativa.

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7. MANTENERE CONTATTI CON I COMPAGNI DI CLASSE E GLI AMICI

Mantenere rapporti attraverso strumenti di comunicazione online permetterà ai più piccoli di non rinunciare a dimensioni di condivisione, dialogo, empatia, confronto e solidarietà tra pari. Questa opportunità rappresenta un fattore protettivo rispetto all'insorgenza di sentimenti di alienazione e solitudine che possono insorgere in questo momento di lontananza fisica obbligatoria.

8. PREVEDERE ATTIVITÀ FISICHE

Molte ricerche testimoniano gli innumerevoli effetti benefici sul corpo e sulla mente dell'attività fisica e questo vale oggi più che mai. Mantenere infatti un allenamento giornaliero incrementa il benessere psicofisico. Il rilascio di serotonina ed endorfine che avviene durante l'attività sportina permette di ridurre i livelli di stress e ansia nonché consente di mantenere il proprio metabolismo attivo.

9. MODULARE L'UTILIZZO DEI DISPOSITIVI ELETTRONICI E TV

Soprattutto in questo periodo in cui i bambini hanno un maggior quantitativo di tempo libero bisognerebbe modulare e scandire i tempi di utilizzo dei dispositivi elettronici come cellulare, tablet e playstation (console). I bambini infatti non sono in grado di stabilire autonomamente quali siano i limiti di tempo da rispettare in questo ambito e la maggior parte di loro tenderebbe ad abusare dell'utilizzo di questi dispositivi se non supervisionati. Sarà perciò necessario inserire all'interno del planning delle fasce orarie in cui è concesso accedere ai dispositivi.
In questo ambito sarà inoltre necessario modulare l'esposizione a televisione sia nella quantità che nella qualità laddove è sconsigliato permettere che i bambini vedano o ascoltino programmi divulgativi per adulti circa il tema della pandemia (telegiornali, programmi specialistici o divulgativi, ecc.).

Seppure la quarantena si configuri come un periodo stressante e traumatico soprattutto per i più piccoli, saremo anche noi adulti a determinarne l'entità dell'impatto sui nostri bambini. Creare un ambiente accogliente, prevedibile e allo stesso tempo flessibile permetterà di tutelare il loro benessere psicofisico incrementando le loro capacità di resilienza.
Confidiamo inoltre che il genitore stesso possa monitorare e accorgersi dell'eventuale necessità di rivolgersi ad uno specialista laddove siano presenti difficoltà per cui fosse necessario l'intervento di un aiuto di un professionista.

 

(Articolo della Dottoressa Flavia Raffi, psicologa clinica)

 

 

 


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