Pubblicità

Quando maternità non coincide con felicità

0
condivisioni

on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 1600 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (4 Voti)

Il maternity blues, o baby blues, sopraggiunge due o tre giorni dopo il parto (quindi solitamente in coincidenza con il rientro a casa dall’ospedale) e si manifesta prevalentemente con un umore calante e difficoltà nel prendersi cura del neonato

Quando maternità non coincide con felicitàPer tante donne la scoperta dell’imminente maternità, e l’evento nascita, non rappresentano un momento lieto; al contrario il puerperio può diventare un periodo molto critico dell’esistenza della donna.

Si stima che, nel mondo occidentale, la depressione post-parto abbia un’incidenza del 10-15% delle donne che partoriscono; per quanto riguarda invece il maternity blues l’incidenza oscilla fra il 50% e l’80% delle partorienti. Questi dati dimostrano che la maggior parte delle donne dopo il parto deve affrontare  un periodo di squilibrio emotivo a cui spesso non si è preparati e di cui non si sospetta di poter essere vittime.

La differenza fra le due manifestazioni attiene alla durata e alla pervasività dei disturbi ad essi associati. Entrambe sono manifestazioni di malessere psico-emotivo che subentrano dopo il parto, e che in parte dipendono dallo squilibrio ormonale che segue l’evento, mentre per un’altra parte si lega ai vissuti passati e presenti della donna. Ad influire nello specifico sono: una pregressa esperienza di depressione, la stabilità della relazione di coppia nella quale nasce il bimbo, il momento emotivo che vive la donna durante la gravidanza, il rapporto avuto con la propria madre.

Il maternity blues, o baby blues, sopraggiunge due o tre giorni dopo il parto (quindi solitamente in coincidenza con il rientro a casa dall’ospedale) e si manifesta prevalentemente con un umore calante e difficoltà nel prendersi cura del neonato, facilità al pianto. Si tratta di una condizione che generalmente si risolve da sola nel giro di pochi giorni, soprattutto se la neomamma viene adeguatamente assistita, confortata e sostenuta dall’aiuto di familiari o esperti.

La depressione post-parto ha una durata maggiore, ha un esordio che si presenta fra la sesta e la dodicesima settimana dopo la nascita, si manifesta con una prevalente tristezza, maggiore irritabilità, facilità al pianto ed un generalizzato senso di inadeguatezza al ruolo di accudimento. A questi sentimenti si aggiunge un senso di colpa e vergogna, alimentato dal senso comune che vorrebbe dipingere la maternità come un evento felice e sereno in senso assoluto.

La realtà, invece, vede un 67% di donne che lamentano difficoltà di accudimento ed interazione con il proprio figlio appena nato. Tutto questo ci porta a ricordare che genitori si diventa, non è un ruolo geneticamente determinato dal solo fatto di poter generare; imparare a decifrare i segnali del proprio bambino ed avviare con lui una comunicazione ed interazione efficace è un’abilità che necessita di tempo per essere appresa ed affinata. Per alcune donne questo tempo è ridotto, per altre è più lungo. Un contesto sociale che nega questo dato di fatto e propone soluzioni facili ed altrettanto facili giudizi, non fanno altro che aggravare il senso di colpa e sofferenza della neomamma, procrastinando la soluzione dell’episodio depressivo e complicando la relazione con il neonato, con profondi vissuti di inadeguatezza.

I dati rilevati dall’Istituto Superiore della Sanità farebbero pensare che è più diffuso il malessere seguente alla nascita, piuttosto che la felicità che il senso comune narra.

La maternità è una relazione, un legame, e come tutte le relazioni ha bisogno di tempo, cura, attenzione, ascolto, amore per svilupparsi; non è sufficiente la generatività per creare il legame, ci vuole interazione, scambio, comunicazione, emozione, per crearlo. Dunque ogni donna che si sente rappresentata da queste parole non deve vergognarsi né della sua condizione, né di chiedere l’aiuto dei professionisti, c’è chi può aiutarvi senza accuse e senza giudizi a capire meglio cosa state provando, e perché state vivendo un’esperienza emotiva così destabilizzante; c’è chi può aiutarvi nelle prime e più difficili interazioni con il vostro bambino.

Non c’è vergogna nel chiedere aiuto, non c’è vergogna nelle emozioni, non c’è vergogna nello stato d’animo!

 

(Articolo a cura della Dottoressa Maria Amati, psicologa e psicoterapeuta familiare,
autrice del volume "Nella pelle del Bambino", Ed. Psiconline)

 

 

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Vuoi conoscere la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia adatta alle tue esigenze? O quella più vicina al tuo luogo di residenza? Cercala su logo.png




 

 

Tags: maternità depressione post-partum baby blues

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa ne pensi delle Tecniche di Rilassamento e della Meditazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Sofferenza interna e obiettivi…

Mauro, 31 anni     Durante tutta la mia vita ho perseguito obiettivi molto impegnativi. Oggettivamente giorno dopo giorno dopo giorno, mi sto re...

Quando lei maltratta lui (1574…

DELUSO 60, 59 anni     Incontrati a 46 anni io 40 lei, divorziati entrambi, io convivevo con una signora da 8 anni, lei con un figlio di 10 (unic...

Presa in giro (1574783413891)

Berna,  20 anni     Ciao, ho bisogno di aiuto e cerchero di spiegare il più brevemente possibile la mia situazione. Mi chiamo benedetta e s...

Area Professionale

Psicologo Faber

Lo psicologo non è solo quello che cura ma, in senso più ampio, è interessato al benessere e alla crescita tanto delle singole persone quanto delle comunità. Co...

Psicologi che fanno video: ste…

Proseguono i consigli di Stefano Paolillo agli psicologi che fanno video e che desiderano utilizzarli nella promozione della loro attività professionale Nel pr...

Le regole fondamentali per psi…

La professione di psicologo oggi ha, inevitabilmente, anche una proiezione nel marketing sanitario e professionale. I video sono parte fondamentale di questo se...

Le parole della Psicologia

Mania

L. Binswanger (Melanconia e mania, 1960) ha messo in evidenza come nella mania vi sia una destrutturazione della dimensione temporale della vita psichica che no...

Effetto Zeigarnik

L’effetto Zeigarnik è uno stato mentale di tensione causato da un compito non portato a termine. L'effetto Zeigarnik descrive come la mente umana ha più faci...

Innamoramento

Nell'uomo, è una pulsione che provoca una varietà di sentimenti e di comportamenti caratterizzati dal forte coinvolgimento emotivo verso un'altra persona, che, ...

News Letters

0
condivisioni