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Violenza domestica. Quali sono i primi segnali di abuso familiare?

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 2871 volte

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Molte volte l'abuso familiare mostra dei segnali premonitori, sottili e silenziosi, che spesso vengono ignorati. Vediamoli insieme per poterli riconoscere più facilmente.

Violenza domestica. Quali sono i primi segnali di abuso familiareNella pratica professionale è possibile ricevere richieste d’aiuto da donne non perché sono vittime di abuso ma perché non sono sicure di non esserlo mai state.

I professionisti e le persone che hanno esperienza in questo campo suggeriscono che, se vi state chiedendo se avete subito, o state subendo, un abuso, ci sono buone probabilità che sia così.

Un’altra cosa certa è che chiunque può ascoltare la vostra storia e darvi una sua opinione, professionale o meno che sia, ma le sole persone che possono sapere se siete abusate, o meno, siete voi. Perché solo voi potete vedere cose che non vede nessun altro.

Inoltre, i primi segnali di abuso familiare sono quelle cose di cui non si accorge nessuno, a volte nemmeno le vittime.
Non sono delle grandi bandiere rosse che sventolano davanti a voi vistosamente. Essi iniziano molto prima che una mano vi venga posata addosso o che un rapporto della polizia venga archiviato. Sono segnali sottili e silenziosi. Scattano nelle vostre viscere e, quindi, possono essere ascoltati solo da voi.

Qui di seguito ci sono otto segnali precoci di allarme, che avvertono di un possibile abuso domestico futuro.

1. Avete più paura della reazione del vostro compagno che della situazione in sè.

“Ero ad una festa, quando tornai alla mia macchina e vidi che qualcuno aveva chiaramente sbattuto contro il mio paraurti e poi era scappato. Stando lì a guardare la vernice scrostata e l’angolo leggermente rientrato, la mia prima reazione non fu di frustrazione per la situazione, ma piuttosto di preoccupazione per quando sarei tornata a casa e l’avrei raccontato a mio marito, perché sapevo che si sarebbe arrabbiato parecchio.

Come previsto, quando tornai a casa e lui vide la mia macchina, cominciò a urlare, insultare, inveire e vaneggiare. Non era stata colpa mia, ma per lui lo era sempre e tutta la sua rabbia fu diretta verso di me”.

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Se, come la donna di questo esempio, passate i vostri giorni avendo paura di come i vostri compagni reagiranno a ciò che vi succede, non vi sentite al sicuro con loro.
Se rimanere imbottigliate nel traffico e tornare tardi per la cena è il problema minore, confrontato a come vi reagirà il vostro partner, dovreste prendere consapevolezza del fatto che questo è un segnale di possibili episodi futuri di violenza domestica.

2. Vi turba discutere con il vostro compagno perchè vi fa paura.

“Quando discuto con il mio uomo, ciò mi sconvolge. Mi sconvolge che la persona che amo sia arrabbiata con me o viceversa. Mi sconvolge perché lo amo e non mi piace avere tensioni nella nostra relazione.
Ma, più di tutto, perché mi fa paura.
Mi fa paura pensare che potrebbe picchiarmi per la rabbia. Ho paura che potrebbe andarsene e tradirmi solo perché è arrabbiato con me, o che farà qualcos’altro di deleterio anche solo a livello emotivo”.

Di solito, discutere, anche se spiacevole, non ci fa paura. Se a voi succede il contrario, potrebbe esserci qualcosa di cui preoccuparvi seriamente.

3. Quando siete coinvolti in una discussione con il partner, cercate l’uscita più vicina.

Questo concetto potrebbe sembrare già chiaro così, ma non lo è.
Molte persone potrebbero non aver ancora realizzato, a livello cosciente, che lo fanno pure loro. Ed anche se lo realizzano, spesso cercano di convincere se stesse che sono solo pensieri irrazionali, perché il loro partner non le ha mai picchiate prima.
Ma allora perché si tengono vicino all’uscita durante una lite?

Considerate che questa sensazione deriva dal vostro istinto viscerale, che vi dice che non siete al sicuro.
E questo è il segnale d’allarme, che troppe persone trascurano, ma che è, in realtà, l’unico a cui dovrebbero prestare attenzione.
Quando state discutendo con il vostro compagno e, in un angolo della vostra mente, state già pianificando la vostra fuga, non ignorate questo piccolo campanello d’allarme, perché potrebbe avvertirvi di un pericolo ben più grande.

4. Non vi fidate di loro.

La fiducia si guadagna e si perde facilmente.
Molte relazioni possono finire proprio per questo motivo, ma ciò che molte persone non sanno è che tradire ripetutamente la fiducia degli altri è una forma di abuso.

Se l’altra persona sta pretendendo la vostra fiducia, o vi fa sentire in colpa se non vi fidate di loro, senza darvi un motivo per farlo, potreste essere vittime di una manipolazione o di un abuso a livello emotivo.

Nessuno sa cosa provate per il partner, eccetto voi, ma quel che è certo è che, se non riuscite a fidarvi di lui, dovreste rendervi conto di avere un problema serio.

5. Vi fanno credere matte.

Avete mai avuto una conversazione con qualcuno che stava cercando di convincervi di qualcosa che avete detto, mentre voi siete abbastanza sicure di non averlo fatto? Avete presente quanto questo vi faccia impazzire?

Il “gaslighting” è una forma di abuso, in cui una persona cerca di manipolare l’altra, distorcendo la verità per supportare il proprio punto di vista e le proprie intenzioni. Potrebbe essere fatto in modo eclatante, ad esempio, mentendovi, o in modo più sottile, cercando di farvi credere che siete in errore, in situazioni in cui, invece, avete ragione.

Poiché le persone esterne non possono vedere i meccanismi interni della vostra relazione, sta a voi realizzare che, se temete di essere diventate matte, potrebbe anche darsi che il vostro compagno vi stia facendo sentire in questo modo di proposito.

6. Vi sentite come se aveste sempre bisogno della loro opinione.

“Quando devo prendere una decisione importante, corro a dirlo al mio uomo per sapere cosa ne pensa. Lo faccio perché apprezzo la sua opinione e la rispetto. Ma, alla fine del giorno, farò comunque ciò che ritengo essere il meglio per me”.

Se, al contrario di questo esempio, vi sentite come se aveste bisogno dell’opinione del vostro partner su tutto, perché si arrabbierà se non lo fate, allora c’è qualcosa che non va. Potrebbero essere “semplici” problemi di autostima o di Codipendenza, ma, se state basando le vostre scelte di vita, di lavoro, del modo in cui vestirvi e dei valori più importanti, sulla base di ciò che il vostro compagno si aspetta, o pretende, da voi, siete sottoposti al suo completo controllo. E questo controllo, com’è noto, potrebbe trasformarsi in abuso.

7. Volete stare solo insieme al vostro compagno.

Ci siamo passati tutti: si incontra una persona, ci s’innamora pazzamente e si vuole passare ogni secondo con lei.
Ma, di solito, emergiamo dal nostro piccolo bozzolo d’amore e torniamo al mondo reale. In altri casi, invece, una delle due persone potrebbe non essere pronta a dividersi dall’altra, anche se quest’ultima vorrebbe.

“Volevo uscire con i miei amici, ma il mio futuro marito mi ripeteva così tanto quanto gli sarei mancata e “Perché mi lasci solo il venerdì sera?”, che finivo per non andare.
Proprio come non sono uscita con loro lunedì per una cena, o venerdì per un drink.
Così come non sono uscita con loro questo weekend e quello precedente.
Lui non mi diceva che non potevo andare, ma mi faceva sentire talmente in colpa, che, alla fine, sceglievo di rimanere con lui.
Quindi, non era un abuso, perché ero io a fare tale scelta, no? In sé e per sé non lo era, ma era un grande accenno di cosa sarebbe diventato”.

Se il vostro compagno riesce a rispettare e sopportare l’idea che abbiate una vita all’infuori della vostra relazione, è tutto a posto.
Ma, se vi rendete conto che state tagliando lentamente i legami con i vostri amici e la vostra famiglia, dovete preoccuparvi del fatto che il vostro partner vi stia isolando, ricordandovi che l’essere sola è una delle caratteristiche principali di una vittima di violenza.

8. Vi sentite in colpa. Sempre.

Il primo strumento, usato spesso da coloro che agiscono la violenza, consiste nel controllare i vostri sentimenti, facendovi sentire come se tutto ciò che accade fosse per colpa vostra.
Sono infelici? È colpa della vittima.
La vita non sta andando come vorrebbero? È colpa della vittima.
Si stanno “accontentando” di qualcuno, che è meno di quello che si meritano? È colpa della vittima.

Poiché tutto accade a causa della vittima, non è mai colpa dell’altro. Ed egli non ha bisogno di sentirsi come se stesse facendo qualcosa di sbagliato … Come lo è abusare di voi!

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Per anni abbiamo pensato che solo quando qualcuno ci picchia stiamo subendo un abuso.
In verità, anche se col tempo qualcuno arriva a colpire realmente le sue vittime, esse sono state già abusate così a lungo, che, a questo punto, esse non sono più capaci di vedere una via d’uscita.

Ormai, l’abusatore li ha deprivati a tal punto della loro autostima, ha preso il controllo delle loro vite e li ha separati dalle persone che li potevano aiutare, che “basta lasciarlo”, non è come lasciarlo “e basta”.

Questo perché, se vogliamo proteggere noi stessi, abbiamo bisogno di imparare a riconoscere i segnali d’allarme dell’abuso, prima che questi diventino ben visibili, come lo è un occhio nero.

 

 

Fonte: PsychCentral.com

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 


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