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I disturbi sessuali

on . Postato in Sessuologia | Letto 610 volte

disturbi sessualiIn questo nostro tempo di paradossi, il sesso non sfugge al destino comune e risulta anch'esso al centro di un paradosso: mentre da un lato, infatti, si assiste ad un progressivo allentamento dei vincoli che la morale tradizionale (il moralismo, secondo i fautori della liberazione sessuale) imponeva ai costumi sessuali, dall'altro un sostanziale aumento della richiesta di aiuto al medico e allo psicoterapeuta da parte di persone in difficoltà per disturbi nel rapporto sessuale fa pensare che non tutto fili alla perfezione nel chiuso della camera da letto per l'uomo e la donna contemporanei.

Parallelamente, un altro fenomeno balza agli occhi, caratteristico della nostra epoca: l'enorme quantità di stimolazione visiva a contenuto erotico che ci raggiunge dai cartelloni e dagli spot pubblicitari, dalle trasmissioni di intrattenimento TV, da molte pellicole cinematografiche.

È difficile pensare che tutto questo sia ininfluente sulla condotta sessuale e sui modi della sua espressione: restano da precisare, naturalmente, gli effetti di questa influenza, ma certamente possiamo parlare di iper-stimolazione per i nostri sensi e per la nostra mente. Secondo diversi autori, questo eccesso di stimolazione porta il sistema mente-corpo in uno stato di attività forzata che ne accelera i processi specifici (l'attività sessuale), facendo emergere con tutta evidenza le debolezze e i punti critici del sistema. In altre parole, si verrebbe a forzare la funzione sessuale oltre la sua naturale attività e questo farebbe emergere disfunzioni altrimenti latenti o di più modesta entità.

Dal punto di vista tecnico, possiamo dividere i disturbi sessuali in tre categorie distinte: le disfunzioni sessuali vere e proprie, le deviazioni del desiderio sessuale (chiamati parafilie), i disturbi dell'identità di genere.

Per disfunzioni sessuali si intendono quei disturbi, abbastanza noti anche al pubblico, che ostacolano o impediscono il rapporto sessuale: mancanza del desiderio, avversione sessuale, mancanza di eccitamento nella donna e carenza o mancanza dell'erezione nell'uomo, eiaculazione precoce, vaginismo; molto diffuso, ma che suscita meno preoccupazioni è il disturbo dell'orgasmo, con difficoltà o assenza del raggiungimento dell'orgasmo, che può manifestarsi tanto nella donna, quanto nell'uomo (sebbene meno frequentemente). Quest'ultimo disturbo, in molti casi, tende a non essere avvertito dalla donna come un vero problema, ma anzi resta marginale agli interessi e alle questioni fondamentali della sua vita, tanto che la notizia della sua esistenza emerge solo dietro domande specifiche, quando il terapeuta esplora con le sue domande l'area del comportamento sessuale.

Nei maschi, invece, la difficoltà nel pieno compimento del rapporto sessuale crea una forte frustrazione e ansia di prestazione, poiché l'efficienza sessuale è uno degli elementi che concorrono, nella coscienza maschile, alla costruzione di una soddisfacente immagine di sé. Va da sé che la presenza dell'ansia di prestazione complica in maniera determinante la risoluzione spontanea del problema, consolidando e moltiplicando le esperienze di fallimento. Un disturbo che magari poteva essere solo circostanziale, può così diventare cronico, richiedendo a questo punto l'intervento dello psicoterapeuta.

Il primo passo che questi compierà, in questo caso come in taluni disturbi femminili come il vaginismo, sarà di escludere, tra le possibili cause, la presenza di disfunzioni organiche, la qual cosa si può accertare facilmente con esami medici specifici, andrologici o ginecologici, quando non già attraverso il semplice colloquio. Se la funzionalità fisica degli organi risulterà soddisfacente, come avviene in una grande percentuale di casi, il problema dovrà essere affrontato sul piano psicologico, ricercando cause attuali o pregresse del fenomeno disfunzionale. Normalmente, una buona psicoterapia permette di superare con relativa rapidità questo tipo di problemi.

Per parafilie si intendono le deviazioni dal normale oggetto sessuale: sono pertanto qui classificate tutte quelle forme che precedentemente venivano chiamate perversioni (vedi: normalità e devianza nella pratica sessuale): esibizionismo, feticismo, travestitismo, pedofilia, masochismo o sadismo sessuali, voyeurismo, coprofilia, e altro ancora. Alcune di queste forme sono perseguite dalla legge, poiché comportano, o possono comportare, la sopraffazione della volontà dell'altro, fino al coinvolgimento di persone non consenzienti. Le parafilie sono molto più diffuse tra gli uomini che tra le donne, in rapporto di 20:1. Il trattamento delle parafilie è di tipo psicoterapeutico, ma non sempre chi ne è affetto accetta facilmente l'idea di ricorrere a terapie, di qualunque tipo si tratti, preferendo piuttosto rimanere attaccato alla propria specifica forma di deviazione, che gli garantisce eccitamento e orgasmo (per quanto si possa chiamare orgasmo questo tipo di soddisfacimenti in forma patologica). La scuola sessuologica di derivazione reichiana (in prima fila A. Lowen) ha speso molte parole, anche convincenti, per la distinzione tra la mera scarica fisiologica dell'eiaculazione e il vero e proprio orgasmo, che comporta l'attuazione di un rapporto sano e naturale in un individuo fondamentalmente sano.

Di tutt'altra natura risultano essere i disturbi dell'identità di genere, basati sulla difficoltà di accettare l'appartenenza al proprio sesso (= genere). L'esito più clamoroso di questi disturbi è il transessualismo, preceduto spesso dal travestitismo, di natura tuttavia diversa da quello classificato tra le parafilie: in quello, la causa efficiente è la ricerca dell'eccitamento, in questo è conquistare l'identità di genere in una personalità che si sente "tradita dal proprio corpo". Questi disturbi trovano caratteristicamente il proprio esordio fin dalla fanciullezza, manifestandosi con un disgusto per i propri caratteri sessuali distintivi, ed una inaccettazione della propria collocazione di genere.

L'esito di questo disturbo è spesso l'intervento chirurgico e/o il trattamento ormonale, per la ricostruzione di una morfologia fisica che consenta l'armonizzazione del corpo con una personalità che possiede un'identità di genere dell'altro sesso. In questi casi, infatti, l'intervento psicoterapeutico risulta del tutto inefficace, e gli psicologi si limitano ad occuparsi dello screening psicologico, volto all'accertamento dell'esistenza del bisogno profondo di cambiare sesso, non rimovibile perché non legato a fattori transitori.

 

Dott. Massimo Rinaldi - Roma
Psicologo Psicoterapeuta

 

 

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