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L'Andropausa: male immaginario?

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L'Andropausa è un evento reale e verificabile? O non rappresenta invece una finzione, una sorta di sofferenza apparente?

andropausaNell'uso corrente che viene fatto del termine menopausa risulta evidente il riferimento ad un evento fisiologico specifico che comporta per la donna profonde modificazioni, anche psicologiche, e che sancisce il passaggio ad una nuova condizione di stato e di ruolo, del tutto differente dalle precedenti epoche.

Non altrettanto conosciuto e utilizzato è il termine andropausa, spesso sostituito con climaterio maschile o menopausa dell'uomo o viropausa.

L'incertezza terminologica esistente intorno al significato da attribuire a questa fase dello sviluppo maschile, che può presentarsi dai 45-55 anni ai 60-65, restituisce l'idea della scarsa considerazione ricevuta fino ad oggi da parte della comunità scientifica. Complessivamente, rappresenta un passaggio critico perché concomitante con le peculiarità della terza età. E' l'età dei bilanci esistenziali: si riesamina il passato e la propria storia per stabilire cosa si è fatto, si ragiona sul presente per comprendere meglio cosa si sta facendo e così preparare il futuro

Il numero ridotto di studi finora realizzati sul fenomeno della andropausa e, in generale, sul comportamento sessuale degli anziani, non scioglie completamente il dubbio e il pregiudizio esistente su questo difficile periodo di senescenza fisiologica. Secondo alcuni studi, il concetto di andropausa è meglio individuato in una condizione patologica rappresentata da un "precoce e marcato processo d'invecchiamento e deterioramento di numerose e differenti funzioni del nostro organismo con relativo corteo sintomatologico".

Un recente lavoro di ricerca (*), elaborato dalla psicologa Diana Vitali di Ascoli Piceno, pone proprio l'andropausa quale oggetto di indagine, a partire dalla sua esistenza e rilevanza scientifica. Una buona parte del lavoro è stata prodotta con l'ausilio di Internet utilizzando i materiali di studio più recenti, reperiti nei siti nazionali e internazionali. Lo studio compie una estesa ricognizione degli aspetti biologici, fisiologici e psicologici, considerando anche la diagnosi e il trattamento dell'impotenza, valutandoli nel contesto della sessualità nell'età senile.

Particolarmente interessanti risultano essere quegli aspetti, sinergici al deficit ormonale e puntualmente trascurati dagli studiosi, che caratterizzano l'andropausa come "un evento essenzialmente psicologico".

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I sintomi della condizione andropausale possono assumere varie espressioni e riguardare forme di nevrosi ansiosa, depressione, fatica e difficoltà di attenzione, insonnia, riduzione della libido ed eventuali disagi derivanti da disfunzioni erettili.

Gli atteggiamenti prevalenti sono di rinuncia, a volte di paura del fallimento nelle prestazioni sessuali, di chiusura e isolamento o di aggressività, irritabilità e sospettosità. Prevalentemente si tende ad attribuire agli altri la colpa dei propri insuccessi.

Gli uomini, a differenza delle donne, tendono a rivolgere all'esterno il disagio provato e anche la loro perdita di ruolo e di sicurezza sociale, mascherandoli in comportamenti ostili. Così, può avvenire che la reale consistenza del disagio maschile non emerge per la resistenza ad ammettere di essere in difficoltà, anche a causa delle modificazioni ormonali. E facilmente la perdita d'identità e della forza vitale, insieme ad altri fattori provoca disfunzioni in campo sessuale. E' indicativo che il tasso suicidario negli Stati Uniti riguardo agli uomini, risulta essere dell'80%, ed è superiore di tre volte nella mezza età e addirittura di sette volte in un'età oltre i 65 anni.

L'andropausa è abbastanza legata alla stabilità dell'equilibrio psicologico raggiunto nelle precedenti fasi e alle capacità di adattamento individuali ma anche alle esperienze che si vivono durante la stessa età senile. Il processo di adattamento al nuovo status che comporta la 'perdita' di ruolo e l'insicurezza circa la propria identità, può essere vissuto e indirizzato meglio solo se viene riconosciuto e accettato.

Pertanto, il "segreto di una buona andropausa sarebbe racchiuso nell'atteggiamento positivo e non fatalistico che alle volte gli anziani hanno nei confronti delle prospettive della loro vita. In definitiva, non è l'inizio della fine ma solo una fase dalla quale trarre il meglio. E' il dilemma, se "invecchiare o crescere da vecchi", posto da Carl Rogers in un suo articolo scritto all'età di 78 anni, e risolto con una scoperta: "Scopro che sono vecchio e che continuo a crescere. Sono diventato sempre più consapevole della mia capacità di amare, della mia sensualità e sessualità. Mi sono accorto della fortuna di aver scoperto e costruito rapporti in cui questi bisogni possono trovare espressione. Ci sono stati dolori e ferite, ma anche gioia e profondità".

L'autrice conclude che l'andropausa non può essere ridotta al "tentativo di dare dignità ad una condizione della senilità maschile" ma che ha una sua esistenza reale che deve trasformare l'atteggiamento culturale della società facilitando l'informazione.

L'andropausa pretende un suo diritto di esistenza, "uno spazio più ampio nella vita dell'uomo contemporaneo.per essere un modo nuovo, anche se diverso, di vivere più serenamente il sesso e la sessualità". a patto di perdere la connotazione di malattia.

 

(*) "Andropausa: evento o finzione? ", Tesi non pubblicata, Università di Urbino, 2000.

 

Dott. Renato Vignati - Psicologo, Psicoterapeuta (Fermo - AP)

 

 

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Tags: andropausa viropausa climaterio dell'uomo

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