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Quando il cibo inibisce l'amore: ovvero, sessualità e disturbi alimentari

on . Postato in Sessuologia | Letto 491 volte

 

Negli ultimi decenni i disturbi legati al comportamento alimentare e quelli appartenenti alla sfera sessuale registrano un sensibile aumento nel mondo occidentale e suscitano crescente preoccupazione. In particolare l'anoressia e la bulimia nervosa, a livello epidemiologico, ricorrono con maggiore frequenza nei soggetti di sesso femminile. Il disagio psicofisico che si produce nell'ambito sessuale, invece, interessa una sintomatologia multiforme che coinvolge disfunzionalmente entrambi i sessi, evidenziandosi maggiormente nelle relazioni di coppia.

Se l'anoressia è caratterizzata dalla drastica riduzione dell'assunzione quotidiana di cibo, a volte accompagnata da condotte di eliminazione quali l'uso di lassativi e diuretici, dal distacco emozionale e dall'assenza di preoccupazioni verso il digiuno e il dimagrimento, la bulimia presenta caratteristici periodi di diete rigide alternate a periodi di frequenti abbuffate, spesso seguite da vomito autoindotto e da un vissuto emozionale accentuato da ansia e depressione dopo ogni abbuffata. Le due sindromi alimentari, pur differenziandosi in quadri clinici distinti che implicano trattamenti specifici, condividono alcune manifestazioni sintomatiche, tanto che si tende a ipotizzare un continuum tra i due disturbi e a includerli nella categoria nosografica più generale di Sindrome Anoressico-bulimica.

Oltre a realizzarsi talvolta una commistione e coesistenza delle due forme, in comune presentano alcuni elementi, quali la fobia di ingrassare, che per l'anoressica si esprime attraverso la sottonutrizione e per la bulimica mediante le abbuffate accompagnate da vomito autoprovocato. L'alterazione nella percezione del peso e delle forme del corpo e la distorsione del riconoscimento delle esperienze sensoriali in genere, è un altro elemento comune. Inoltre, il periodo di esordio, in entrambe le forme, avviene generalmente tra i 14 e i 18 anni.

Tra le differenze, invece, si evidenzia come l'atteggiamento anoressico, in senso egosintonico, sia di accettazione ed esibizione del disturbo stesso, quasi una ricerca esasperata di una magrezza ostentata, mentre l'atteggiamento bulimico, in senso egodistonico, è caratterizzato dal rifiuto disperato dell'impulso a mangiare seguito da un sentimento di vergogna.

In quanto disturbi plurideterminati, i fattori che partecipano alla genesi e allo sviluppo di tali patologie sono di ordine psicologico, biologico, familiare e socioculturale. I fattori psicologici predisponenti al rischio di patologia alimentare, secondo gli studi più recenti, si costituiscono prevalentemente intorno a difficoltà relazionali, bassa autostima, tendenza a somatizzare, perfezionismo, insoddisfazione per il proprio corpo e desiderio di magrezza, insieme all'abitudine ad iniziare diete rigorose e a controllare il peso. Una pratica, quest'ultima, rinforzata dalla particolare enfasi posta dalle norme culturali della società attuale sulla magrezza e sull'attività fisica.

L'anoressia-bulimia può in alcuni casi presentarsi in concomitanza con alcune forme di disturbo clinico: ansioso, depressivo, ossessivo-compulsivo, fobico, disturbo della personalità, abuso di alcolici o di altre sostanze, labilità emotiva e alterazioni sessuali. Soprattutto, all'anoressia nervosa "talora si associano sentimenti di inadeguatezza, bisogno di tenere sotto controllo l'ambiente circostante, rigidità mentale, ridotta spontaneità nei rapporti interpersonali, iniziativa ed espressività emotiva eccessivamente represse", così informa l'Enciclopedia di Psicologia (a cura di U. Galimberti, Garzanti, 1999).

Per ulteriore definizione, nella diagnosi di anoressia nervosa il DSM - IV considera necessari:

(a) la presenza del rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo considerato normale, per l'età e la statura;
(b) intensa paura di ingrassare;
(c) grave alterazione dell'immagine corporea;
(d) amenorrea, nel sesso femminile.

Sono contemplati anche due sottotipi di anoressici: con restrizioni, la perdita del peso è ottenuta essenzialmente con la dieta; con abbuffate e condotte di eliminazione, per quanti hanno presentato regolarmente abbuffate di cibo o condotte di eliminazione nell'ultimo episodio anoressico.

L'interpretazione del comportamento anoressico-bulimico si individua attraverso alcuni fattori dinamici:

  • esiste un tentativo disperato, spesso rivolto alle aspettative genitoriali, mirato a ottenere ammirazione e conferma riguardo l'essere unici e speciali, che si ripropone anche come un movimento per sviluppare un senso di autonomia, di individualità e di efficacia interpersonale, mediante la disciplina del corpo e il controllo del cibo;
  • il disturbo primario è rappresentato dal concetto di Sé, le preoccupazioni rispetto al cibo e al peso sono una manifestazione secondaria e tardiva: queste tesi derivano dagli studi di H.Bruch e trovano fondamento nella convinzione degli interessati che esprimono inadeguatezza e senso di impotenza;
  • i tratti cognitivi caratteristici comprendono: percezione errata della propria immagine corporea, pensiero infantile, pensieri e rituali ossessivo-compulsivi, pensieri di tipo magico-persecutorio.

Ma quali interferenze produce il disturbo alimentare psicogeno sulla vita sessuale, affettiva e relazionale?

La salute sessuale, secondo la definizione dell'OMS, "risulta dalla integrazione degli aspetti somatici, affettivi, intellettivi e sociali dell'essere sessuato che consentono la valorizzazione della personalità, della comunicazione e dell'amore". Allora, come realizzare una piena esperienza nei rapporti sessuali quando l'alimentazione e le sue dinamiche patologiche saturano ogni possibilità di vivere il piacere?

 

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Una ricerca recente pubblicata dalla Rivista di Sessuologia Clinica (C. Simonelli et al., N.7 2000/1, Franco Angeli Ed.) ha tentato di stabilire le possibili correlazioni esistenti tra la bulimia e le alterazioni del vissuto erotico e dell'espressione sessuale femminile, confermando attraverso i suoi risultati la stretta associazione esistente tra i due disturbi, seppure all'interno di un ordine più complesso.

La ricerca ha preso avvio dalla considerazione riguardante la carenza di studi esistenti volti alla rilevazione delle problematiche sessuali del soggetto bulimico. Le ipotesi iniziali formulate per la ricerca, sono state indirizzate alla verifica delle esperienze sessuali pregresse e attuali, della masturbazione, interesse sessuale e percezione corporea,

L'indagine, durata circa un anno, ha riguardato un campione composto di 63 soggetti di sesso femminile, in situazione di single o di coppia, di età compresa tra i 18 e i 33 anni e diagnosticati come bulimici, secondo i criteri del DSM - IV, e un gruppo di controllo composto da soggetti che non hanno mai riportato episodi di bulimia o malattie gravi.

Il Manuale dell'APA (1996) individua per la bulimia i seguenti criteri diagnostici:

(a) episodi ricorrenti di abbuffate compulsive (binge eating) caratterizzate sia dal mangiare una quantità di cibo spropositata in un periodo di tempo delimitato, sia dalla perdita di controllo sull'ingestione di cibo durante l'episodio bulimico;
(b) ricorso a comportamenti di compensazione al fine di prevenire l'aumento di peso, come digiuno, diete, vomito autoindotto, iperattività, farmaci;
(c) sia le abbuffate che i comportamenti compensatori ricorrono in media almeno due volte a settimana per almeno 3 mesi consecutivi;
(d) la valutazione di sé è eccessivamente influenzata dalla forma e dal peso corporeo;
(e) il sintomo non si manifesta esclusivamente nel corso di un episodio di anoressia nervosa.

 

Al duplice campione scelto per l'indagine è stato somministrato il test Sesamo (Sexuality Evaluation Schedule Assessment Monitoring), uno strumento multilivello e versatile che offre la possibilità di inquadrare globalmente la situazione del soggetto in esame, registrando accuratamente la presenza, la tipologia e la consistenza di segnali di disagio, riconducibili alla sfera sessuale e/o all'aspetto affettivo-relazionale. La rilevazione strumentale include, inoltre, aspetti peculiari inerenti sia gli eventi sia i vissuti emozionali e relazionali che hanno inciso direttamente o indirettamente sulla formazione, evoluzione ed espressione della sessualità.

Le dimensioni interessate dalla ricerca ed esplorate tramite il questionario Sesamo (O.S., 1996), risultano nel profilo idiografico psicosessuale e socioaffettivo della persona esaminata. Complessivamente gli ambiti indagati dal test sono:

  • dati generali, rapporti sociali, contesto ambientale, nucleo familiare del soggetto;
  • aspetti della sessualità remota (vissuto corporeo, prime attività autoerotiche e senso di colpa, identità psicosessuale, esperienze traumatiche);
  • aspetti della sessualità recente (parafilie, desiderio, piacere, immaginario erotico, tendenze sublimative, atteggiamento relazionale);
  • interazioni, ruoli e livelli di comunicazione nella coppia;
  • gravidanza, contraccezione, sessualità extrarelazionale;
  • anamnesi medico-sessuale (stato ansioso, depressivo, malattie sofferte ed esami per l'indagine gineco-andrologica, abitudini tossicologiche, ecc.).

Per una descrizione più completa delle caratteristiche di Sesamo, si può consultare l'articolo di R Vignati. e L. Boccadoro “Una metodica per l’indagine sessuorelazionale”, Rivista di Sessuologia, vol.21, n.4, 1997. pp.17-34, Clueb, Bologna.

I risultati della ricerca comprovano numerose correlazioni tra i diversi aspetti della sessualità e i comportamenti bulimici, in accordo con gli esiti di altre ricerche analoghe e con la specifica letteratura scientifica.

In particolare, le bulimiche rivelano una ridotta conoscenza della sessualità e della fisiologia degli organi genitali maschili e femminili, ricorrono più frequentemente all'autoerotismo (tale pratica aumenta in prossimità delle abbuffate, tanto da permettere l'ipotesi che entrambe siano l'espressione di un'unica forma di compulsione)'; inoltre, sono abbastanza ansiose prima di iniziare attività o rapporti sessuali, provano disagio pensando di non essere all'altezza come partner sessuali e la loro attenzione è catalizzata sul piacere del partner; hanno timore di essere abbandonate o respinte dai compagni; molte hanno difficoltà a comunicare le proprie sensazioni, desideri e fantasie al partner. Infine, è risultata indicativa la presenza nelle bulimiche di alcune disfunzioni sessuali (anorgasmia, frigidità, vaginismo, dispareunia) e di esperienze sessuali traumatiche pregresse (molestie e abusi).

I dati riferiti conducono alla necessità di incrementare il lavoro di prevenzione, formazione ed educazione orientato ad un nuovo approccio agli aspetti alimentari e a quelli della sessualità, sia in ambito scolastico e sia negli altri ambiti di socialità. Più in generale, emerge l'esigenza di aumentare la conoscenza delle problematiche sociali connesse con quelle che sono state definite e si sono imposte collettivamente come vere e proprie "epidemie" dell'ultima generazione.

 

Dott. Renato Vignati, Psicologo Psicoterapeuta - Fermo (AP)

 

 

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Tags: sessualità disturbi alimentari

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