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Psicologi a scuola

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Annamaria Improta - Psicologa Clinica di Comunità e Psicoterapeuta presso il Centro di Psicologia Clinica Territoriale essebi di San Giorgio a Cremano e lo Studio Multidisciplinare per l'infanzia l'adolescenza e la famiglia di PorticiFormatrice, Pedagogista Docente di sostegno e Coordinatrice delle attività per l’Inclusione presso I.C. 1° “Don Bo...sco – Melloni” di Portici (NA). - Vicepresidente Associazione Tanos. Docente a contratto presso l'Università degli Studi di Salerno e Suor Orsola Benincasa di Napoli. Autrice del libro Intervento psicologico per la scuola e metodi narrativi. Strategie per la costruzione dell’intervento. Tutto

La Didattica Metacognitiva come momento di riflessione e condivisione

La Didattica Metacognitiva come momento di riflessione e condivisioneMetacognizione è una parola interessante.
Rimanda a un concetto ancora più interessante,
che riguarda un’attività interessantissima.
 Peccato che sia la parola, sia il concetto, sia l’attività
risultino meno frequentati di quanto dovrebbero.

(Annamaria Testa)[1][2]

Metacognizione significa letteralmente “oltre la cognizione” e sta ad indicare la capacità di “pensare sul pensiero” o meglio di poter riflettere sulle proprie capacità cognitive.

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Il progetto Educreando. Azioni educative e metodologia: Il Cooperative Learning

cooperative learning educreando logoLa trattazione di ciascuna delle metodologie presentate, in questo e nei post successivi, lungi dall’essere esaustiva, rappresenta una riflessione che ha risvolti molto ampi. Rappresenta infatti un’opportunità di lavoro per gli psicologi che si occupano di ambienti educativi, ma anche una possibilità di riscatto e sviluppo per la scuola e (ambiziosamente) per la società. In questa prospettiva le riflessioni condivise si propongono come  l’apertura su una strumenti e possibilità di intervento da approfondire autonomamente.

[…] il «mettere in rete» le diverse intelligenze […] su compiti che richiedano cooperazione e quindi l’uso di abilità diverse, sviluppa all’interno del gruppo lo scambio di conoscenze e competenze e favorisce il crearsi di quella complessità cognitiva che arricchisce ogni singolo individuo anche sul piano sociale, emozionale e comunicativo, creando le condizioni per cui ciascuno si senta apprezzato e rispettato”
(F. Caon & S. Rutka)[1]

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La Danza: metodologie espressive nell’ambito del progetto EDUCREANDO

La Danza metodologie espressive nellambito del progetto EDUCREANDOImparare a camminare ti rende libero.
Imparare a danzare ti dà la libertà più grande di tutte:
esprimere con tutto il tuo essere la persona che sei
”.
(Melissa Hayden)

La danza1 permette di accettare se stessi e gli altri, sviluppando un tipo di comunicazione che va al di là della parola, utilizzando il corpo e il movimento in un’attività coinvolgente e gratificante.  

Si è cominciato partendo da sé, dalle proprie esigenze, dalle proprie sensazioni, dalla semplicità di gesti quotidiani, per sviluppare una semplice coreografia coerente con i diversi momenti storici rappresentati, realizzando un prodotto finale che include tutti, basato sul dialogo motorio con l’altro, il gruppo, lo spazio, la musica...

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Il progetto Educreando. Azioni educative e metodologia: Role Play & Drammatizzazione

Il progetto Educreando. Azioni educative e metodologia Role Play DrammatizzazioneUn incontro a due:
occhi negli occhi volto nel volto,
E quando tu sarai vicino
io coglierò i tuoi occhi
e li metterò al posto dei miei
e tu coglierai i miei occhi
e li metterai al posto dei tuoi
allora io ti guarderò coi tuoi occhi
e tu mi guarderai coi miei

Jacob Levi Moreno (Invito ad un incontro – 1914)

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Azioni educative e metodologia: Fumetti & nuove tecnologie

 

Azioni educative e metodologia Fumetti e nuove tecnologieLa trattazione di ciascuna delle metodologie presentate, in questo e nei post successivi, lungi dall’essere esaustiva, rappresenta una riflessione che ha risvolti molto ampi. Rappresenta infatti un’opportunità di lavoro per gli psicologi che si occupano di ambienti educativi, ma anche una possibilità di riscatto e sviluppo per la scuola e (ambiziosamente) per la società. In questa prospettiva le riflessioni condivise si propongono come l’apertura su una strumenti e possibilità di intervento da approfondire autonomamente.

Questo è supportato dallo sviluppo tecnologico che facilita lo sviluppo di una mentalità,
senza la quale la tecnologia non avrebbe senso:
è la mentalità che consente di aprirsi all’altro, superando anche i limiti del territorio
(Isabel Manzione, Annamaria improta & coll.)

Sempre più spesso riferendosi agli adolescenti si parla di nativi digitali, multitasking, capaci di svolgere contemporaneamente più attività nell’universo del virtuale usando contemporaneamente computer, tv e cellulare. Tale uso è sotteso dal bisogno di essere iperconnessi con il mondo esterno ma il rischio è quello di confondere il reale con il virtuale. Inoltre da indagini effettuate all’inizio di ogni anno scolastico da docenti che usiano le TIC da anni, emerge che l’uso di tali tecnologie è spesso “passivo”: giocano, vanno su facebook, partecipano a forum e blog ma poi non sanno svolgere operazioni elementari come salvare un file o ritrovarlo una volta salvato etc…

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