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Psicologi a scuola

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Annamaria Improta.
Psicologa Clinica di Comunità e Psicoterapeuta presso il Centro di Psicologia Clinica Territoriale essebi di San Giorgio a Cremano e lo Studio Multidisciplinare per l'infanzia l'adolescenza e la famiglia di Portici. Formatrice, Pedagogista Docente di sostegno e Coordinatrice delle attività per l’Inclusione presso I.C. 1° “Don...

Annamaria Improta.
Psicologa Clinica di Comunità e Psicoterapeuta presso il Centro di Psicologia Clinica Territoriale essebi di San Giorgio a Cremano e lo Studio Multidisciplinare per l'infanzia l'adolescenza e la famiglia di Portici. Formatrice, Pedagogista Docente di sostegno e Coordinatrice delle attività per l’Inclusione presso I.C. 1° “Don Bosco – Melloni” di Portici (NA). Coordinatrice per l’Italia del Modello Educreando© Binazionale - Vicepresidente Associazione Tanos. Docente a contratto presso l'Università degli Studi di Salerno e Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Autrice del libro Intervento psicologico per la scuola e metodi narrativi. Strategie per la costruzione dell’intervento e curatrice dell’e-book EMOZIONARIO… per la DaD. Isolamento sociale e approccio soggettivo. Guida per insegnanti, psicologi e genitori, editi da Edizioni Psiconline.

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Aperti per ferie

aperti per ferieFa discutere la proposta del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini di accorciare le vacanze estive della scuola. Forse a preoccupare è soprattutto il fatto che il Governo finora ha preso le sue idee talmente sul serio, da portare avanti una riforma contro il parere e il volere della stragrande maggioranza del mondo scolastico.

Ma qual è la proposta? Ridurre le vacanze estive a un mese per andare incontro ad una petizione di genitori.

I problemi che si pongono a mio avviso sono due:

  1. Il fattore climatico: in alcune regioni soprattutto del sud già a inizio giugno fa caldissimo e diventa molto difficile stare chiusi in un’aula scolastica per 5 o 6 ore al giorno.
  2. Il fattore organizzativo: è difficile organizzare il servizio scolastico in maniera ordinaria quando i docenti sono impegnati a gestire scrutini ed esami e, gli insegnanti delle superiori anche le verifiche dei debiti formativi.
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Non è solo un gioco: i “segni” del bullismo negli attori attivi

bullismo attivoNel post precedente sottolineavo come le conseguenze del bullismo sono determinanti per la qualità della vita della vittima, anche il bullo e i suoi sostenitori non sono esenti da conseguenze nella loro vita futura. In quest’ultimo post i soffermerò proprio sulle motivazioni e sulle conseguenze per gli attori attivi, cioè coloro che praticano atti di bullismo ai danni dei coetanei.

Cominciamo dai bulli, che spesso si sentono trascurati, non visti o peggio, sono maltrattati in famiglia. Appartengono infatti a famiglie “distratte” o distanti che talvolta sminuiscono la portata del fenomeno, affermando che in realtà è solo un gioco. In taluni casi la violenza fa parte del vissuto dei ragazzi, per loro è normale comportarsi così, fa parte del loro vissuto quotidiano, in altri casi è l’unico modo per farsi notare. Imparano le “regole del gioco” e in poco tempo riescono a ottenere quello che vogliono: prestigio, e potere nel gruppo. Col tempo, il perpetrarsi di tali sensazioni può indurli a continuare ad adottare tali condotte aggressive fino a manifestare difficoltà relazionali, disturbi della condotta per incapacità di rispettare le regole che possono portare, nel lungo periodo, a veri e propri comportamenti antisociali e devianti o ad agire comportamenti aggressivi e violenti in famiglia e sul lavoro.

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Vorrei nascondermi o scappare: i “segni” del bullismo nella vittima

nascondermi o scappareIl bullismo nella vittima, ma anche nel carnefice lascia segni visibili anche molti anni dopo e segna in maniera permanente l’esistenza di chi lo vive sulla sua pelle.[1]

Continuando il discorso intrapreso nelle settimane precedenti vediamo quali sono le conseguenze degli atti di bullismo protratti nel tempo, ricordando che purtroppo non risparmiano nessuno: né la vittima, né il bullo né il suo pubblico.

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Se ti “posto” ti cancello … la vita sociale: cyberbullismo e dintorni

cyberbullismo e dintorniFino a qualche tempo fa il bullismo, pur essendo un fenomeno frequente, non aveva assunto le dimensioni odierne. La grande diffusione di tele fenomeno sta infatti assumendo dimensioni “planetarie” che però si riflettono nel microcosmo privato della vittima di tali atti, che sono  amplificati dalla rete. Nel cyberbullismo, infatti, vengono a mancare riferimenti spazio – temporali, quindi la presa in giro avviene non solo “in presenza” ma continua da ogni luogo (da casa o da qualsiasi altro luogo) e in ogni ora del giorno e della notte, in quanto con lo smatphone (che consentono un continuo accesso a internet) si è sempre connessi: social network, chat, blog, forum i vari sistemi di messaggistica istantanea diventano l’ambiente diffuso in cui si intreccia al vita reale e quella virtuale. In molti casi la vittima, scelta a scuola, viene isolata attraverso la rete. 

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Bulli e cyberbulli nella scuola: caratteristiche e conseguenze

bulli nella scuola 9 5Nel post precedente ho cominciato a presentare un fenomeno che sta diventando sempre più alla luce nelle nostre scuole. La presa in giro in realtà è sempre esistita tra i coetanei, tuttavia la frequenza, la durata e l’aggressività con cui viene portato avanti, permettono di definire la differenza tra gioco e bullismo. Cominciamo quindi a definire cosa NON È BULLISMO[1]:

  • uno scherzo: nello scherzo l’intento è di divertirsi tutti insieme, non di ferire l’altro; 
  • un conflitto fra coetanei il conflitto, come può essere un litigio, è episodico, avviene in determinate circostanze e può accadere a chiunque, nell’ambito di una relazione paritaria tra i ragazzi coinvolti.  
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