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Psicologi a scuola

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Annamaria Improta.
Psicologa Clinica di Comunità e Psicoterapeuta presso il Centro di Psicologia Clinica Territoriale essebi di San Giorgio a Cremano e lo Studio Multidisciplinare per l'infanzia l'adolescenza e la famiglia di Portici. Formatrice, Pedagogista Docente di sostegno e Coordinatrice delle attività per l’Inclusione presso I.C. 1° “Don...

Annamaria Improta.
Psicologa Clinica di Comunità e Psicoterapeuta presso il Centro di Psicologia Clinica Territoriale essebi di San Giorgio a Cremano e lo Studio Multidisciplinare per l'infanzia l'adolescenza e la famiglia di Portici. Formatrice, Pedagogista Docente di sostegno e Coordinatrice delle attività per l’Inclusione presso I.C. 1° “Don Bosco – Melloni” di Portici (NA). Coordinatrice per l’Italia del Modello Educreando© Binazionale - Vicepresidente Associazione Tanos. Docente a contratto presso l'Università degli Studi di Salerno e Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Autrice del libro Intervento psicologico per la scuola e metodi narrativi. Strategie per la costruzione dell’intervento e curatrice dell’e-book EMOZIONARIO… per la DaD. Isolamento sociale e approccio soggettivo. Guida per insegnanti, psicologi e genitori, editi da Edizioni Psiconline.

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Vorrei nascondermi o scappare: i “segni” del bullismo nella vittima

nascondermi o scappareIl bullismo nella vittima, ma anche nel carnefice lascia segni visibili anche molti anni dopo e segna in maniera permanente l’esistenza di chi lo vive sulla sua pelle.[1]

Continuando il discorso intrapreso nelle settimane precedenti vediamo quali sono le conseguenze degli atti di bullismo protratti nel tempo, ricordando che purtroppo non risparmiano nessuno: né la vittima, né il bullo né il suo pubblico.

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Se ti “posto” ti cancello … la vita sociale: cyberbullismo e dintorni

cyberbullismo e dintorniFino a qualche tempo fa il bullismo, pur essendo un fenomeno frequente, non aveva assunto le dimensioni odierne. La grande diffusione di tele fenomeno sta infatti assumendo dimensioni “planetarie” che però si riflettono nel microcosmo privato della vittima di tali atti, che sono  amplificati dalla rete. Nel cyberbullismo, infatti, vengono a mancare riferimenti spazio – temporali, quindi la presa in giro avviene non solo “in presenza” ma continua da ogni luogo (da casa o da qualsiasi altro luogo) e in ogni ora del giorno e della notte, in quanto con lo smatphone (che consentono un continuo accesso a internet) si è sempre connessi: social network, chat, blog, forum i vari sistemi di messaggistica istantanea diventano l’ambiente diffuso in cui si intreccia al vita reale e quella virtuale. In molti casi la vittima, scelta a scuola, viene isolata attraverso la rete. 

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Bulli e cyberbulli nella scuola: caratteristiche e conseguenze

bulli nella scuola 9 5Nel post precedente ho cominciato a presentare un fenomeno che sta diventando sempre più alla luce nelle nostre scuole. La presa in giro in realtà è sempre esistita tra i coetanei, tuttavia la frequenza, la durata e l’aggressività con cui viene portato avanti, permettono di definire la differenza tra gioco e bullismo. Cominciamo quindi a definire cosa NON È BULLISMO[1]:

  • uno scherzo: nello scherzo l’intento è di divertirsi tutti insieme, non di ferire l’altro; 
  • un conflitto fra coetanei il conflitto, come può essere un litigio, è episodico, avviene in determinate circostanze e può accadere a chiunque, nell’ambito di una relazione paritaria tra i ragazzi coinvolti.  
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Bulli e cyberbulli nella scuola

bulli e cyberbulli 1A casa:

Mamma: “Buongiorno Marco, oggi c’è scuola!

Figlio: “per favore mamma, aspetta altri 5 minuti!

ma il figlio non arriva, anzi tende a far fare sempre più tardi per evitare di andare a scuola o di entrare all’ultimo momento per non incontrare i compagni fuori dalla classe: meglio un ritardo che nuove prese in giro!

A scuola:

Bullo: ragazzi, fuori scuola ci sarà da divertirci… rimanete a vedere.

SQUILLO DI TELEFONO

Figlio: mamma …

Mamma: ciao tesoro, cosa è successo?

Figlio: mi fa male la testa… puoi venire a prendermi?[1]

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Esploro, disegno, comunico … la mia aggressività!

disegno infantile improtaContinuando il discorso intrapreso le scorse settimane vediamo come il disegno può diventare anche il “catalizzatore” dei sentimenti aggressivi del bambino, che “proietta” sul personaggio che definisce cattivo, attribuendogli tutti i suoi sentimenti aggressivi: è il personaggio ad essere cattivo, sono suoi i sentimenti violenti e non del bambino che li sta disegnando.

Le modalità di rappresentazione dell'aggressività possono essere, comunque, anche molto sottili, come per esempio, quella che si riscontra nei disegni di fratelli e sorelle. Si tratta, infatti, di un'aggressività non agita e, quindi, di più difficile lettura: in questo  caso c'è da parte del soggetto il tentativo di mascherare il proprio sentimento ambivalente che, comunque, resta invariato

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