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Bivalenza e politiche securitarie

Bivalenza e politiche securitarieLa psiche della società globalizzata è descritta nei vari saggi di sociologia, economia e saggistica con una serie di aggettivi come scomposta, frammentata, liquida, omologata, fluida, individuale, aperta e simmetricamente opposta a quella appartenente, comunitaria, solidale, inclusiva, solida, stabile.

Le prime attribuzioni rappresentano una mappa della contemporaneità ed evidenziano due tratti: il primo tratto concerne un figurato di un’identità sociale e antropologica di un soggetto multiplo poco strutturato; il secondo tratto propone un soggetto massificato e indistinto da sé e dagli altri (omologato). Questi due tratti potrebbero sembrare contrapposti viceversa sono complementari e preformanti di un Io.

Sul piano sociale è possibile riscontrare l'attributo omologante e aperto osservando il comportamento del soggetto percorrendo la metropolitana di New York, Madrid, Milano, Berlino, Tokyo o qualsiasi altra città metropolitana.

I passeggeri, per la maggior parte, freneticamente si masturbano con l'oggetto rassicurante e vicariante dello smartphone; se viaggiano, tengono un trolley e delle scarpe tipo footing o running; il look è ricalcato, massificato e nell'abbigliamento prevale il pigmento del nero o i colori scuri; i comportamenti non verbali delle posture e della mobilità sono riproducibili e mimetici.

Questo tratto omologante è rinforzato anche dall'ambiente urbano: negozi con stessi marchi,  cartellonistica uguale, proposte cinematografiche in copia e stesse luci. La semiotica della città metropolitana è la riproduzione di una fotocopia moltiplicata e replicata. Lo stile di vita è similare, poi ci sono le differenze antropologiche ma vanno ricercate nelle periferie oppure appena fuori dai confini della city center.

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L'altra parte delle attribuzioni è quella del soggetto multiplo.

La soggettività multipla implica in sé la bivalenza. Da una parte il soggetto richiede di muoversi, relazionarsi con le cose del mondo in modo fluido, mutevole e adattabile per rispondere e affrontare le varie sollecitazioni e problematiche che deve affrontare.

La mutevolezza del soggetto in questo senso è funzionale al processo di adattamento, se così non fosse rischierebbe di essere marginalizzato e di cadere in uno stato di povertà che non è solo economica, ma riguarderebbe anche le opportunità sociali e culturali: esclusione.

Nell’altra parte della bivalenza c’è la dimensione della sicurezza e dell'inclusione.

Il bisogno di sicurezza - bisogno primario- all'interno di questo contesto sociale omologante, si trasforma in security urbana e privata. In funzione di questo stato (insicurezza) il soggetto è disposto a concedere delle parti della sua libertà individuale al gestore della sicurezza pubblica.

La bivalenza pone il soggetto a scegliere delle politiche che mettono al centro la cura della sicurezza con politiche d’incentivazione del controllo sociale, personale. La plasticità di questa delega si coglie all'interno degli istituti scolastici quando le forze di polizia svolgano incontri di prevenzione nell’affrontare i vari aspetti del disagio giovanile.

Gli specialisti del comportamento sono tenuti fuori dalla scuola; il logos è considerato poco incisivo: il rappresentato della forza, punizione, sanzione prevale sul logos pedagogico.

La bivalenza del soggetto globalizzato sostiene e sollecita politiche sociali che evocano sicurezza, controllo e sanzione. Solo così il soggetto bivalente, attraverso le politiche di sicurezza, si sente un individuo appartenente, comunitario, solidale, inclusivo, solido e stabile.

 


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